Tirando le somme...

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Gaarth_
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Tirando le somme...

Messaggio da Gaarth_ »

Ciao :ciau: a tutti amici e colleghi apicoltori,

faccio questo post intanto per chiedervi come è andata per voi la stagione in generale.
chiedo scusa in anticipo ma sarà un post un po' provocatorio per certi aspetti diviso in due parti. però bisogna parlarne...per cui sentitevi liberi di dire quello che pensate...

personalmente la stagione 2025 mi ha dato delle belle soddisfazioni, sia parlando di nuclei, sia parlando di miele. sono riuscito a duplicare le famiglie da 3 a 7, e triplicare il miele, da circa 15 kg a 50. ho orfanizzato involontariamente una famiglia, recuperata comunque con una figlia autoprodotta in breve tempo.
ad oggi, le famiglie letteralmente esplodono di api. un buon risultato per essere la mia seconda stagione.
................

a cuor leggero ...
ora vi faccio qualche domanda a proposito di " cosa vogliamo fare delle nostre api":

qualcuno di voi alleva regine attraverso una "selezione"?

concesso che o si fa miele o si fan api, le vostre operazioni sono volte anche a migliorare e rafforzare il patrimonio apistico oltre al profitto o al "piacere" di farsi un po' di miele?

(assolutamente non voglio entrare nel giudizio, la libertà è sacrosanta.)
Tuttavia...

ho potuto constatare che la maggior parte degli apicoltori lo è, solo per dire "ho le api" o che pensano che fare apicoltura sia "pettinare" le api.

una tipa del paese ha preso 3 arnie, è stata punta 2 volte e adesso lo fa fare al suo vicino apicoltore, per dirvene una.
anche tra gli hobbisty ce ne sono di bravi, ma si riduce ad un semplice hobby, per cui allargo un po' il metro di misura. però riguarda anche loro...e a parer mio... non si fa apicoltura per "hobby"... ma comunque..

Al giorno d'oggi gli enti e certe imprese, a parer mio e di altri, attuano atteggiamenti che sono lontani dal percorso di un apicoltura consapevole.


Penso che ormai abbiamo raggiunto un importante passo da valutare con tutto il tempo e l'attenzione necessari, per quantomeno, limitare i danni.

le api dipendono da noi, e noi dipendiamo dalle api. Ma, principalmente le api dipendono dall' ambiente e dalla loro forza intrinseca. Tutto segue una sorta di meccanismo naturale, in cui dovesse mancare il naturale funzionamento di un tassello, ci sarebbero o ci sono, grosse problematiche per l'uomo.

a questo punto essere apicoltori dovrebbe significare.., prendersi cura non solo delle api, ma soprattutto preoccuparci di cosa poi offriamo in cambio alle nostre api. l'ambiente che gli offriamo. Imparare a sua volta come le api usano i propri meccanismi per rafforzarsi con la selezione naturale.
l'educazione va trasmessa a tutti in ugual misura o ci ritroviamo a dire che il miele cristallizzato è scaduto...
serve a poco aver api produttive e spendere fatica poi per ottenere magri risultati!
altrimenti faremo nomadismo, "a caccia" della fioritura perfetta? sciami a perdere? buttiamo soldi sulle regine con genetiche estere? màh...

Tralasciando la moltitudine di tecniche applicabili, giuste o sbagliate che siano... alcune volte dobbiamo accettare certi compromessi, altre...no.
penso che ognuno di noi è libero di fare poi quello che vuole, ma se si sta parlando di fare le cose fatte bene...il discorso cambia.
bisogna abbandonare le improvvisazioni, le cattive abitudini e quindi le pratiche maldestre.

Le associazioni dovrebbero insegnarti come curare le api e l'ambiente, supportarti nel farlo realmente ed attivamente e insegnarti come gestire anche il mercato.

Invece fondiamo corsi che di utile hanno niente....

accordi tra privati di cui poi solo pochi effettivamente beneficiano... :clap:

preserviamo segretamente e gelosamente le tecniche e le pratiche che farebbero migliorare l'approccio a questo fantastico mondo che è l'apicoltura...

E da una parte lo capisco, dall'altra anche no.

sembra quasi che gli apicoltori esistono per essere sfruttati.... :emo_pic_18:

Alla base, ritengo che ora come ora, sia richiesto lavorare su se stessi, più che lavorare con le api. credo sia davvero il momento di fare delle azioni collettive.
Spero che in questo tempo di difficoltà riusciamo a ri-sollevarci e camminare a testa alta.

Colleghi,

Buon Apicoltura! :ciau:
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Rob »

Gaarth.. :)

quindi tiriamo le somme dell apicoltura e dei suoi partecipanti? ;)

anche se molto ampia, grazie per aver sollevato le questione ..

moltissimi apicoltori cercano materiali e attrezzature a prezzo d occasione e poco altro, raramente dopo il primo corso base si investe in altri corsi o lezioni impartite da professionisti o chi ne sa di più.. perchè gli apicoltori si fanno e hanno le loro idee da seguire e sperimentare (giustamente) ,il guaio è quando si insiste e non si viene a capo per molte stagioni.. qualche anno di purgatorio è comprensibile, ma son testimone di apicolture buttate lì da decadi intere.. ma tant è, come anche tu dici, ognuno effettua le proprie scelte.. ;)

la maggior parte delle volte (quasi sempre, spesso senza quasi) è colpa dell apicoltore se qualche alveare muore.. più è alto il tasso di mortalità e maggiori le colpe (spesso in buona fede lo sappiamo) .. gli alveari nuovi e zeppi di api sono molto difficili da uccidere e far collassare, ci voglion proprio pratiche arrabattate e orgoglio a dismisura.. quasi nessuno ammetterà di esser nel torto , perchè in questo hobby è molto difficile rendersi conto se si fa bene o se si fa male, ci vogliono appunto stagioni cadaveri e pazienza.. solo poi, se non avrete finito le voglie (o i denari) , inizierete a porvi voi stessi le domande "adeguate".. (si, spesso le domande son malposte o frutto di incomprensioni!)

tutto il comparto apistico è in crisi.. da un lato l apicoltore deve sbattersi di più , poi con il tempo anche il mercato si adatta.. perchè se continui a comprare giocattoli e fesserie è ovvio che vince sempre quello.. quando l apicoltore assennato inizierà a chiedere invece che inseguire, assisteremo anche a un cambio del mercato..

volete un esempio? se per sbaglio i sublimatori otterranno il successo che meritano assisteremo a bagarre per l ultimo modello , le ditte si farebbero concorrenza e ci si scannerebbe ancora una volta trovando differenze su questo o quello.. cosa ne pensate? ;)

ancora una volta assisteremo a ciò che maggiormente danneggia gli alveari e le api stesse..
ma alla realtà alle api non frega una mazza di queste sciocchezze e continuano a fare il loro mestiere..

---------------------------------------------------------------------------------

se non si hanno le regine, tutto il castello cade..

faccio questo per lavoro e le api mi consentono di poter trarre da loro tutto il beneficio e le risorse necessarie per poter continuare..
la mia fortuna sono (purtroppo) gli apicoltori che non ce la fanno.. vorrei non fosse così, ma spesso i preconcetti son più forti delle evidenze..

i miei clienti son sia professionisti e hobbisti , ma il cruccio è il medesimo..
perchè alcuni apicoltori continuano a vendere ed altri a comprare?? :)

in tutta italia son rimaste pochissime realtà che allevano e riproducono il materiale vivo, ovvero l ape e le regine..

allevatori di regine in lombardia ne son rimasti soltanto tre.. nelle regioni limitrofe non ve ne sono di più.. alla pubblicità sembra che tutti possano darvi questa o quella regina.. ma all atto vero gli allevatori di regine per lavoro sono più unici che rari.. ;)

anche gli "spremitori di miele" posson dire di farlo per lavoro, spesso anche con centinaia e più di arnie.. sarà anche vero, ma è gente che costantemente compra api..

anche i "commercianti" posson dire di farlo per lavoro, spesso funziona e smerciano tonnellate di miele, ma è gente che costantemente "compra&rivende" prodotti e attrezzature..

tutti campano di apicoltura.. purtroppo si posson vedere pochissimi apicoltori in giro.. oltretutto internet ha le sue belle falle, youtube in primis e negozi online poi..

ma chissàperchè l Apicoltore è sempre quello che guadagna meno.. ;)

badate bene amici, la realtà apistica è immensa.. cè davvero di tutto.. l apicoltore "dovrebbe avere" il compito di far emergere le "sue" api.. in ultima, si concordo con Ghaart, ognuno dovrebbe puntare a un miglioramento per sè..

;)

--------------------------------------------------------------------------------

quando vuoi parliamo anche di selezione.. se non si mette troppa carne al fuoco.. oppure ne parliamo altrove.. :)
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Gaarth_ »

Ciao e Grazie a te Rob, :eheh:
trovo giusto farlo, per noi e per le api... ma in primis per l'ambiente ed il futuro di tutti. Apicoltori e non.

io ho appena iniziato da due anni e non voglio "abbandonare" quest'attività perché mi vien tolta la voglia, con regolamenti al di fuori di ogni possibilità di partenza se non si ha capitale.
non voglio abbassare la qualità, vorrei solamente che apicoltori e le istituzioni operassero secondo una bussola comune. e che gli aiuti non fossero aria fritta, perchè alla fine ci rimettiamo sempre noi apicoltori.

son già "stufo" di certe storie che sento.... ma qualcuno deve pur parlarne e bisogna -tutti insieme- pur far qualcosa.

altrimenti rimangono solo le belle favolette campate per aria.
....

riguardo Selezione faremo un post a parte magari nella corretta sezione, sto facendo un percorso bello cicciotto sulla selezione e sulla gestione degli starter.
e pur pazzo, ma vorrei andare il più vicino possibile ad eliminare i trattamenti selezionando api che gestiscono meglio la varroa. che gestiscono meglio tutte le forme parassitarie e le malattie.

cercherò di fare come stanno già portando avanti all'estero da anni a questa parte... avere api più forti: ma non tramite scorciatoia prendendo regine da fuori, ma partendo dalla nostra italiana. un bel progetto, che per stare in tema del post, porterò pian piano sulle mie spalle (per quel che posso) perchè qua non c'è ancora nessuno (davvero davvero pochi, ma pian piano ce ne si rende conto) disposto a farlo tra i "vecchi"... si punta ai "giovani" :ya:

sperando che si sparga la voce: con fatica, tempo e buona volontà, tutti possiamo liberarci dalla "piaga" di avere api deboli, fare un apicoltura consapevole e nel rispetto reciproco. e....alla fine...Produrre di più?
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da ciocca956 »

Una sola contestazione:
Non trovo vero che "o si fa miele o si fanno api". Solo se si hanno famiglie decisamente robuste si possono fare nuclei buoni. E le famiglie robuste raccolgono a josa.
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Rob »

Gaarth comprendo il tuo punto di vista.. e lo condivido, davvero.. anche io punto ad andare il più vicino possibile alla sostenibilità ecologica di quest animale.. ed è ammirevole che tu abbia voglia di parlarne e portare avanti questa tua filosofia.. ma..

vorrei anche far luce con te su alcune cose, nonostante potresti non avere ancora la piena comprensione di questo mondo, senz offesa chiaramente, devi ancora vedere "le acque più buie"..

all estero stanno peggio di noi mi sa.. ma vorrei restare nel tema casalingo e concreto di quegli alveari che io e te possiamo davvero toccare e constatare.. fidati, davvero l apicoltura italiana non ha da invidiare niente a nessuno, la soluzione "è dietro nel giardino di casa" , non serve andar troppo oltre.. :)

le istituzioni son un altra bella fetta importante ma impotente.. è per questo che, anche io, preferisco il lavoro di squadra fatto in campo, perchè appunto nessun altro "ci considera", oltretutto oramai (sapendo come stiamo) lo considero il "vero lavoro di ricerca" sulle api e le sue dinamiche..

per rincuorarti , in italia non abbiamo api deboli.. abbiamo apicoltori poco preparati che si trovano con alveari fiaccati dalle loro stesse malgestioni.. :)

le api maneggiate meno sono sempre quelle che stanno meglio, è agli occhi di tutti.. :)
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Rob »

Una sola contestazione:
Non trovo vero che "o si fa miele o si fanno api". Solo se si hanno famiglie decisamente robuste si possono fare nuclei buoni. E le famiglie robuste raccolgono a josa.
si, concordo a metà, però andrebbe approfondito un pò.. sennò appunto i principianti non posson comprendere..

sarebbe meglio dire "il medesimo alveare non può fare troppe cose".. per chi inizia potrebbe aiutare immaginare che ogni alveare abbia un potenziale, spendetelo come volete, ma a una certa esaurisce.. è per questo che a un certo punto alcuni alveari vengon destinati solo alla produzione mellifera e altri solo alla produzione di api.. che faccia sia miele che api da togliere a oltranza tutta la stagione è davvero molto difficile e sporadico , situazione lontana e sconosciuta ai più..

se da un arnia continuiamo a estrarre telai per fare nuclei tutta la stagione da qualche parte la coperta manca eh..
è molto diverso da estrarre un paio di telai a fine produzione.. ti pare? ;)

..e alla fine ancora, se non avete le regine tutto cade..
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Gnappo »

Caro Gaarth,
Spesso ci si perde in sofismi che poi rimangono fini a se stessi. L’unica cosa che conta è ciò che ha detto Ron che condivido al 1000%, l’apicoltore è quello che spesso crea più danni di quanti ne risolve. Aggiungo (perché ci son passato) che prima di far le cose complesse è meglio imparare bene a far le operazioni più semplici e di base, il che è tutto scontato.
Lungi da me da esser esperto, anzi, ma operare con criterio ossia evitare di spolpare le famiglie, valutare covata / scorte ed effettuare bene i trattamenti premete di arrivare già ad un livello che molti apicoltori non raggiungo in un decennio (quelli che continuano a comprare materiale vivo).
Un esempio, produrre dei nuclei buoni, ma buoni sul serio, è tutt’altro che banale fallo con regine allevate lo è ancora di più in quanto se si sbaglia il timing si fanno solo dei gran casini (e te lo dice uno che ne ha fatti un bel po). Poi parliamoci chiaro, con 5-6-7 arnie la selezione la fa già l’inverno.
Io ti consiglio di concentrarti sulla base della tecnica apistica e far esperienza, il resto arriverà a tempo debito.
Ciao!!!

P.s. io tutt’a questa differenza tra regine selezionate etc e regine da celle reali nel mio piccolo non l’ho proprio vista… son sempre più convinto che solo una piccola parte del successo di una regina derivi dal proprio patrimonio genetico .
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da ArisBaggio »

Ciao a tutti!
Anche io sono un novello, hobbista e mi ritrovo tanto in quello che dite. Però alcune cose nel mondo dell'apicoltura proprio non le capisco, forse proprio perchè lo vedo come passatempo, anche se l'impegno e il tempo che ci si mette è ben lontano dall'andare a pesca al laghetto la domenica mattina. Vedo di spiegarmi meglio. Sono hobbista perchè purtoppo lavoro 10 ore al giorno, ho una bambina di 4 anni e nel tragitto tra casa e lavoro ci metto un paio d'ore. Quindi il tempo che riesco a dedicare alle api è solamente il sabato e qualche ispezione extra la mattina prestissimo o la sera dopo lavoro. Sono hobbista perchè probabilmente non potrebbe mai essere il mio lavoro, per varie circostanze della vita. So hobbista quando faccio sciamare 3 arnie su 3 (anche inesperto come hobbista :) :) :) ). E sono hobbista anche quando non me la prendo. D'altra parte è nella loro natura. Però non vorrei mai essere visto come hobbista nell'approccio dell'apicoltura. (anche perchè per molti mi pare che si veda negli hobbisti solo apicoltori impreparati e senza impegno, però magari è una mia sensazione.)
Credo che il corso base (almeno quello che fanno qua a Brescia) non sia sufficiente nemmeno per posare la prima arnia, però senza quel corso io non avrei nemmeno iniziato. Hanno tralasciato (o non sottolineato) quello che comporta veramente l'apicoltura, che non è solo comprare le arnie e buttarci dentro le api, ma tutto quello che concerne gli spostamenti, il materiale, la tenuta del terreno dove le porti etc etc etc. Se solo mi avessero detto la metà di queste magari non avrei mai iniziato, oppure mi sarei preparato meglio. Ma ormai ci sono dentro e non mi fermerà più nessuno.
Di apicoltori professionisti ne conosco appena un paio, e di hobbisti un pò di più. Ma con nessuno si riesce mai ad avere un confronto costruttivo fino in fondo. Mi sembra sempre di parlare con il mio collega fungaiolo che non ti dirà mai la zona dove va a funghi. E questa mancanza di trasparenza la vedo anche in associazione.
Gaarth dici: "Le associazioni dovrebbero insegnarti come curare le api e l'ambiente, supportarti nel farlo realmente ed attivamente e insegnarti come gestire anche il mercato."
E questo è proprio il punto. Perchè se poi l'economia dell'apicoltura non gira nel modo giusto, quelli che ci rimettono di più sono gli apicoltori professionisti. Vi faccio il mio esempio. Quest'anno ho fatto una 50ina di miele di castagno. Anche se me lo tengo in famiglia e ne regalo un pò qualcosa dovrò vendere (anche per pagare un pò di candito e medicine non lo nascondo). A quanto lo vendo?? Se poi lo vendo ad un prezzo troppo basso? Io penso agli apicoltori professionisti. Non voglio ne passare per ladro ne essere troppo a buon mercato cosi da rovinare le vendite dei professionisti. Ci deve essere uniformità e trasparenza in tutto.
Credo che per fare l'apicoltura (quella fatta bene) ci voglia una certa vocazione senza aver paura di nascondere chissà che cosa...e la cosa che manca di più è il supporto da parte delle associazioni direttamente sul campo. Ora non so come funzionino le associazioni, se sono volontari o stipendiati, ma lo scopo deve essere quello di supportarti anche sul campo dopo che hai iniziato perchè è solo li che impari veramente e vedi gli errori.
Sembra invece ci sia la voglia di raccattare iscritti, tanto poi pochi andranno avanti..vendo un pò di nuclei e materiale come associazione..e bon finita li..ma a questo punto o si cambiano le associazioni..o ci si aiuta in altro modo, oppure ognuno per la sua strada..tanto chi poi ci rimette sono le api stesse..
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Gaarth_ »

ciocca956 ha scritto: 30/07/2025, 19:57 Una sola contestazione:
Non trovo vero che "o si fa miele o si fanno api". Solo se si hanno famiglie decisamente robuste si possono fare nuclei buoni. E le famiglie robuste raccolgono a josa.
dici bene, ho sparato molto sopra l'obbiettivo e la frase presa così non è del tutto corretta, chiedo venia.

Gnappo ha scritto: 30/07/2025, 22:32
P.s. io tutt’a questa differenza tra regine selezionate etc e regine da celle reali nel mio piccolo non l’ho proprio vista… son sempre più convinto che solo una piccola parte del successo di una regina derivi dal proprio patrimonio genetico .
imparare le basi è un minimo d'obbligo..certo.

la differenza di cui parlo non è tanto in se nella regina e nelle performance..ma sta nel cercare di selezionare linee con genetica "selvatica" se vogliamo chiamarla così.
Fattrici con comportamenti VSH (Varroa Sensitive Hygiene), più "aggressive" contro gli estranei (calabroni etc).. api che volano più lontano e per più tempo in modo da espandere la ricerca e la disponibilità di cibo.
Avere api apatiche agli stimoli fa si che difendano meno l'alveare, con tutte le conseguenze del caso. poi comunque metà dei disagi sono da imputare agli agenti chimici con cui entrano in contatto...ho campi intorno e ogni volta che vengono a lavorarli le api diventano ritardate e nervose...perdono orientamento, lavorano meno, e questo lo si vede...

e soprattutto la cosa che Nessuno ripete spesso è l'importanza di far fare fuchi alle famiglie forti.. in modo che possano "spandere" quella genetica...invece sovente le regine si fecondano con fuchi di chissacchì da chissàddove...e magari andando a rovinare il tuo lavoro...
ecco perchè si dovrebbe operare tutti al medesimo modo... impestandosi alla grande solo perchè il tuo vicino si è preso tardi e fa i trattamenti 1 mese dopo. :nonono:
Rob ha scritto: 30/07/2025, 19:58
vorrei anche far luce con te su alcune cose, nonostante potresti non avere ancora la piena comprensione di questo mondo, senz offesa chiaramente, devi ancora vedere "le acque più buie"..

all estero stanno peggio di noi mi sa..

per rincuorarti , in italia non abbiamo api deboli.. abbiamo apicoltori poco preparati che si trovano con alveari fiaccati dalle loro stesse malgestioni.. :)
-grazie, sono contento e bisogna far luce, il più possibile, altrimenti ci sarà sempre qualcuno che tira i remi e qualcuno che si fa tirare, ma siamo tutti sulla stessa barca...

-sono perfettamente d'accordo, il problema alla base parte dall'individuo singolo, e si espande a macchia d'olio.. perchè i gruppi son proprio formati da singoli... ma singolarmente i danni che fa un individuo sono sempre meno, a mio avviso, di quelli che può fare un associazione...
non si scappa, apicotura necessita di confronti costanti con altre realtà simili.. proprio per cercare nuovi spunti...e qualcuno deve rimetterci.

-ok, magari sarà anche così ma a me sembra che l'apicoltura italiana, del resto lo si vede anche in altri ambiti è bloccata indietro nel tempo di 50 anni...le api non saranno deboli e lo vedo da me... ma "definirmi" soddisfatto del lavoro che si sta facendo e delle api che abbiamo...mi puzza...(poi anche il mio carattere)

volevo dire che almeno all'estero qualcuno si sta preoccupando seriamente e sta facendo delle ricerche, cosa che qua non accade così spesso.
nonostante sappiamo tutti che certe pratiche, come smielare dove c'è stata covata non è consigliato per tutta una serie di motivi molto validi...però quel miele costa un terzo e sti furbi commercianti se lo sbafano a cascate.
eeee che è?... ci perdiamo l'occasione di fare un po' di soldi a scapito degli ignoranti funzionali e dei poveri apicoltori? Certo che no!

---------------------------------------------

Aris...il tema hobbismo è un po' complicato...e scusami se sarò un po diretto e assertivo... ma...
non credo che la questione sia essere hobbisti o meno.. ci sono tanti che fanno figli per il proprio compiacimento personale o come estensione di se stessi e rovinano vite intere o peggio..
per cui forse non sarà il tuo caso...senza offesa...

certe gestioni alla buona vengono permesse proprio perchè si sta parlando di api...un altro capo di allevamento trattato così ti muore nel giro di 2 settimane.
tanti fanno il paragone mucche = api...

ma è un assunzione errata perchè son due cose diverse se pur simile l'approccio.

non sarai tu hobbista con 3 arnie a rovinarmi la produzione, nemmeno il mio vicino..
ciò che alla lunga mi crea problemi sono ad esempio le associazioni che fanno accordi con le aziende e ad esempio ti fanno pagare arnie sovvenzionate costruite con legni di pessima qualità che poi non fanno neanche il lavoro per cui sono stati pensati.
ti faccio l'esempio di cosa mi è successo con l'Apat (associazione veneta). ho fatto richiesta in previsione di espandere l'apiario, di alcune casse. il prezzo unitario era 80 euro circa..

adesso facciamo due conti.
mettiamo il caso che ci siano 1500 associati che chiedono un arnia, e che si accordano con un azienda privata
e che questa azienda guarda i suoi profitti (lo capisco, in questa gabbia di matti, siam tutti falchi)...sono 1500 arnie di "bassa qualità" e "prezzo di favore"(dopo un anno si è smontanta in mano, letterlmente. pagata 90 euro, ma non l'ho presa da associazione, lo presa da terzi, tuttavia quelli sono i prezzi...)
(premetto che sono esempi.. difficile che ogni anno tutti comprano arnie)
1500x50=75.000 capisci che sotto c'è un bel giro...se poi come azienda mi dai delle restrizioni anche sui medicinali che posso comprare e non ti offro più di una scelta... ti sto condizionando ad una fetta di mercato in cui io son sicuro di guadagnarci.

perchè non mi fai prendere il formiicPro invece che quell'altro?

e se non voglio usare il timolo?
per non parlare del candito e del materiale come telai e cera..

da quest'altra associazione con cui sono oggi almeno mi dicono: guarda ho questo.. lo vuoi?
ho bisogno di telai? 0,27 cent per telai armati... contro i 2,00 da qualche parte..
casse pagate 30 euro..contro i 90...
questi sono aiuti..

non finanziare viaggi per andare a vedere puttanate a Roma... o chissà dove(non metto in dubbio che possa anche essere una bella esperienza..però....)..ma di che si parla?

nella teoria un "associazione" non "profitta" per lo più si tratta di un luogo come punto d'incontro tra i vari professionisti e hobbisti. e si dovrebbe occupare della burocrazie e delle statistiche come dato scientifico per procedere a modelli sostenibili e che in teoria, migliorino la qualità del lavoro e della vita, il profitto di per sè poi deriva dalle vendita dei prodotti delle api, per cui è nell'interesse delle associazioni avere apicoltori produttivi.. però se sottobanco ti do questo, oppure a te si e a te no, ovvero faccio preferenze e faccio "sparire" soldi facendo accordi poco onesti....

perchè pensi puntino più ad aumentare il numero degli associati piuttosto che le loro competenze?
beh perchè altrimenti ognuno sarebbe più o meno autosufficiente nel ambito apistico e non girerebbero tanti soldi...
e lo ripeto secondo me ora come ora i problemi son più umani, come giustamente suggerito da rob e gnappo, che effettivamente con le api..

le api son in pericolo per via di ste gestioni volte al nulla di concreto se non dove andare in vacanza e quale macchina scegliere il prossimo anno..
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Gnappo
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Gnappo »

Gaarth,
te lo dico da amico, lascia stare le storia delle regine “resistenti alla varroa” perché è una stupidaggine.
Prima di tutto è possibile arrivare ad avere famiglie che convivono con la varroa (che non significa resistenza) ma comporta perdere il 90-95% delle famiglie. Quindi se ne hai 20 forse 1/2 possono raggiungere questa condizione. A ciò aggiungi che non saranno comunque totalmente sane e se le sposti di 3-4 km potresti dover ricominciare da capo (anche se si sposta qualcun altro vicino a te).
Se non vuoi farti male lascia perdere chi racconta queste pagliacciate.
Concludo con una opinione personale riguardo corsi e associazioni. Non ho volutamente frequentato alcun corso, e mi tengo ben lontano dalle associazioni. Entrambi questi soggetti hanno solo lo scopo di spillare soldi, oltre a non fare comunque un gran servizio.
Ciao!!!
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Gaarth_ »

Apprezzo molto la tua opinione, e la rispetto.. ma non la condivido totalmente. :wink:

(per cui scusa il mezzo sfogo)

per quanto si possa negare l'evidenza, ci sono studi e testimonianze. Sottolineo che hai pienamente ragione quando si parla di resistenza che è un termine scorretto, ma più corretto dire convivenza.
Ebbene non vedo dove sia l'assurdo in questo.. le cugine asiatiche vivono tranquillamente con le varroe.

perdere il 90% è a mio avviso il "prezzo da pagare" se si vuole fare un salto di qualità. infatti non tutti hanno lo stomaco per farlo, e si viaggia sulle spalle di pochi. non sto inventando niente, la natura ha predisposto tutto alla perfezione, e ostinarsi a remare contro natura è il problema.
a mio avviso.

o meglio, accettare questo dalla prospettiva umana sembra essere il problema. per paura di perdere non so cosa... ma vabbè sono altri discorsi. :S

(piccola parentesi)
leggevo un articolo che hanno fatto delle comparazioni tra ragni di varie età e varie epoche storiche. adesso i ragni sviluppano tele più efficacemente e più resistenti.. a prova che i ragni stanno evolvendo da sè.
mi chiedo perchè siamo così convinti che attraverso un apicoltura consapevole le api non lo possano fare... ci vorrà del tempo? certamente si!
(chiusa parentesi)

l'intervento umano che sta continuando a indebolire le api non è un fattore da tenere in considerazione? come in altri campi simili, e in generale è biologia elementare.

scusa la franchezza ma vorrei allevare api, non varroe. trattamento dopo trattamento state facendo una selezione forzata di un organismo che poi in futuro sarà inarrestabile. più tutto il resto. in concomitanza riduzione del foraggio, riduzione della longevità delle api, riduzione delle prestazioni.
aumentiamo la potenza dei farmaci? aumentiamo il numero di trattamenti? :emo_pic_105:

sai che il collarino tanto amato anti zecche fa venire il tumore al cane? sovente al sistema endocrino, per cui compromette la qualità delle informazioni gestite dall'organismo e perciò smette di funzionare secondo quel sistema che madre natura ha predisposto esponendolo a infezioni e parassiti.. ma se lo chiedi a qualcuno di "onesto" ti risponde che sono fandonie e che me le sto inventando, senza alcuna prova scientifica? e che prove scientifiche volete se poi credete a quello che va per la maggiore?
ma la realtà obiettiva viene ancora considerata come tale o solo quando fa comodo? :nonono:

non la ritengo tanto una pagliacciata...

(con questo non voglio assolutamente dire che lavorate male o cosa, ma secondo me si può e si deve far meglio.
sono sicuro, dai consigli che dai, che stai svolgendo un ottimo lavoro, tuttavia finisce li, perchè se non vuoi sperimentare con consapevolezza rischiando anche di sbagliare, non crescerai. ma penso sia abbastanza chiaro per te questo.)
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Rob »

Gaarth, più piano.. anche tu non devi farti trainare.. :)

i ladri e ladroni ci son ogni campo, così come i lavativi.. pertanto li tralascerei..
con le api la realtà stà nel mezzo.. non esistono nè supermadri nè supergenetiche..
odiernamente cè chi lavora con senno e chi lo fa così così.. mi limiterei a questo..

odiernamente le associazioni son composte per grande maggioranza da volontari, a volte senza api, cè da portar pazienza..
a volte l "insegnante" è uno che ha le api da poco.. stà dunque all interessato andare a conoscere più a fondo i personaggi che stanno all apice di questa piramide.. ;)

perchè è un affare così stare con le api.. da un lato tutti possono farlo, ma riuscire a vedere le acque buie e cosa cè davvero in profondità dentro gli alveari con tutte le loro dinamiche mai pienamente apprese dai più.. ecco, quello non è da tutti.. ma per un certo verso è accessibile , a patto che la si smetta di fare e seguire mode.. ;)

..l apicoltore parla, l ape fa.. ;)

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..avevo scritto un mappazzone ma l universo l ha cancellato.. quindi mi fermo qui al momento.. ahah :doh:
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Gnappo »

Ciao Gaarth,
Capisco la tua posizione, ma tra il dire ed il fare c’è un bel po’ di differenza.
Poi dire che si alleva varroa più che api è vero, ma è il male minore, c’è pure da dire che da anni si dice che le varroe diventeranno resistenti all’osso o ma ad ora non è così.
Se vuoi procedere in questa direzione fai bene, ma devi essere pronto a grandi sacrifici e tanto pelo sullo stomaco.
Vedere morire lentamente 19 arnie su 20 non è da tutti. Io non ce la farei e per questo faccio i trattamenti.
Il problema non sono le api, ma siamo noi, perché loro vivono e muoiono.
Molto all’inizio della propria avventura in apicoltura pensano di far in modo differente, chi per principio, chi per praticità chi per pazzia. Alla fine però le difficoltà sono tante ed aggiungerci anche la varroa spesso è troppo.
Le mie non sono critiche, ma avvertimenti, detto ciò ti auguro di riuscire a fare ciò che molto, me compreso non possono o non voglio o fare.
Ti auguro tutta la fortuna necessaria, tienici aggiornati.
Ciao!!
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Rob »

odiernamente una (che sia una) realtà totalmente biologica e totalmente priva di trattamenti non esiste..
non è possibile per il semplice fatto che le politiche agricole vogliono altro.. questo è un grosso problema.. stop.

oltretutto la legge stessa ti impone di essere un "malfattore", in un senso o nell altro, non ci si scappa mai eh.. se tratti con chimica forte alimenti il solito problema, se non tratti (o ti arrangi) sei un fuorilegge.. mhà..

però.. è vero anche che l apicoltore può fare delle scelte sostenibili e quanto più leggere, al giorno d oggi.. e adattarsi di conseguenza a un apicoltura sostenibile per sè e per l animale..

vorrei anche precisare che il fantomatico tratto "antivarroa" è presente in tutti i ceppi di api mellifere.. è un comportamento che hanno imparato nel tempo e spesso viene trasmesso alle operaie figlie.. se non lo vedete è perchè non osservate abbastanza le api!! esse si ripuliscono e ripuliscono le celle costantemente (anche da altri parassiti o intrusi)..

il problema (se dovessero essercene) è che non si tratta di averlo/non averlo, ma se è più o meno marcato..
a seconda di alcuni ceppi, che presentano questo comportamento in modo blando, quindi non insistendo fino ad eliminare le pupe sotto l opercolo perchè come si è notato questo atteggiamento "aggressivo" diventa autolesionista.. quando è troppo marcato diventa un comportamento che viene accantonato dalla natura stessa, prediligendo comportamenti che permettono alla specie un maggior tasso di riproduzione.. com è logico che sia, eliminando anche le pupe questo tasso è inferiore, quindi per l ape meno preferibile.. quindi è un tratto più raro, nullapiù..

(tralasciando truffe e sproloqui) .. quando si nota un comportamento che piace (qualunque esso vogliate) è possibile tenerlo o meno in apiario, stà all apicoltore far emergere i tratti desiderabili nelle sue api, lo è sempre stato.. ma scordiamo di poterlo rendere eterno o poterlo eliminare in toto.. si stà solo "mettendo da parte" , pertanto ogni regina di ape mellifera può contenere e tramandare ben più tratti e caratteri di quelli che manifesta "sul favo".. potete partire da una qualunque regina e trarne ciò che similmente soddisfa i vostri bisogni, ma sarà un lavoro costante, ogni stagione ci si deve lavorare perchè le regine ve la faranno sempre in barba, prediligendo sempre i fuchi migliori e più fitness per l areale e il contesto..

la cosa bella (e curiosa) è che questo lavoro si può fare sia su regine da 1.500€ , ma anche su quelle da 20€.. non è fantastico? ;)


a voler andare a fondo.. la medesima ape , se accompagnata da umani differenti, produrrà soluzioni e comportamenti diversi.. questo è un "ballo a due" , dovrete muovervi a ritmo con il compagno animale, che andrà modificandosi una volta inserito in un contesto.. comprare api lontane può andare bene se davvero davvero ci tenete, ma nel tempo convergeranno loro stesse verso e quindi in quegli ecotipi che già esistono e proliferano (indovinate voi da quanto tempo?) in quello specifico areale.. sognatevelo di poter decidere voi che api avere!!
(e poi che si fa? come si fa a tenere a bada tutti quelli che abbandonano alveari o i pasticcioni che perdono la poesia dopo poche stagioni? sono falsi problemi, credetemi)

nel momento che decidete di allevare voi stessi "i vostri ceppi", sarete in grado di controllare questo fenomeno di "mescolanza naturale" (e preferibile dall ape mellifera stessa) soltanto per il 50% circa.. potrete si decidere che direzioni prendere, ma tanto l ape remerà (eh si, è proprio le che rema) sempre dove vuole lei.. ed è da pazzi volerlo controllare!!

l ape ce la fa già.. benissimo anche.. l uomo vuole nuovamente controllare e mettersi davanti a ciò che natura crea.. e si nota in quanti problemi ha l apicoltore "mediocre".. ;)

io consiglio sempre: godetevela
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Gaarth_ »

Gnappo ha scritto: 31/07/2025, 21:20 Ciao Gaarth,
Capisco la tua posizione, ma tra il dire ed il fare c’è un bel po’ di differenza.
ma appunto non accade in un giorno, ho voluto sondare il terreno con argomenti pungenti...
Gnappo ha scritto: 31/07/2025, 21:20 Se vuoi procedere in questa direzione fai bene, ma devi essere pronto a grandi sacrifici e tanto pelo sullo stomaco.
Vedere morire lentamente 19 arnie su 20 non è da tutti. Io non ce la farei e per questo faccio i trattamenti.
Il problema non sono le api, ma siamo noi, perché loro vivono e muoiono.
hai ragione, non sarà certo una passeggiata.
per quanto riguarda far morire le api.. capisco che può dar fastidio, ma fa parte della natura, e prima lo accettiamo prima smettiamo di starci male..
mi fa più male la condizione in cui stiamo lavorando oggi..comunque..e rob ha centrato il discorso (ma non dilunghiamoci) dicendo, se non si mette a posto il discorso agricolo...non sarà possibile il 100%.. ma ci si può andare vicino..e credimi che costa solo un po più di serietà, non toglie niente a noi apicoltori...

e poi ribadisco... come dici tu.. il problema non sono le api....

Fare i trattamenti va bene, ma dovrebbero essere una pratica di emergenza non una consuetudine...come l'alimentazione artificiale... si vabbene anche quella, ma in piccole parti...tutto va bene....

è come pensare erroneamente di poter guarire con le medicine, quando dovresti invece guardare la causa che ti fa star male..

scusate se vi ho impegnato ma mi ha fatto piacere poterne parlare

Ciao!
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Re: Tirando le somme...

Messaggio da Rob »

Gaarth, hai ragione.. quello che cerchiamo di dirti è che non è tutto bianco o nero.. stiamo parlando di un traguardo futuribile, ma ognuno deve condurre le proprie e lavorare nel proprio piccolo..

non sentirti minacciato da chi si presume che "lavora male".. in nessun modo può darti fastidi o problemi "insormontabili".. l apicoltore abile sa trarre dai vicini le risorse.. e proprio perchè l apicoltore è bravo, può mitigare i lati "deboli" delle api.. e dei vicini.. :)

la favola del "trattiamo tutti insieme nello stesso momento" è ridicola.. non è la soluzione, è solo un tentativo messo in atto da chi "non capisce più cosa fare altrimenti".. senza colpe, è ammirevole che i nostri predecessori ci abbiano provato.. odiernamente però è tangibile come alcune apicolture siano "meglio" di altre.. basta guardargli le api e capiamo subito "chi ha indovinato la rotta".. ;)

io stesso ho a che fare con api, varroa, covate calcificate, pesti e tutte le altre malattie della covata e dell animale.. non è vero che "quello bravo non le ha".. quello bravo ha solo imparato a gestirle.. a suon di prove e cadaveri.. :)
se hai le api, hai anche le malattie delle api!
---------------------------------------------

posso capire il tuo stato d animo.. è simile al mio e se vuoi davvero fare ciò che hai detto , puoi iniziare oggi il percorso per giungere a quell equilibrio che cerchi..

bene.. quali caratteristiche vorresti far emergere? hai già individuato tra le tue arnie una "papabile" madre?

secondo me potresti approfondire partenogenesi e fecondazioni multiple.. poi a chi vuol lavorare diversamente penseremo poi.. fidati che funziona lo stesso.. ;)

un abbraccio
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