faccio questo post intanto per chiedervi come è andata per voi la stagione in generale.
chiedo scusa in anticipo ma sarà un post un po' provocatorio per certi aspetti diviso in due parti. però bisogna parlarne...per cui sentitevi liberi di dire quello che pensate...
personalmente la stagione 2025 mi ha dato delle belle soddisfazioni, sia parlando di nuclei, sia parlando di miele. sono riuscito a duplicare le famiglie da 3 a 7, e triplicare il miele, da circa 15 kg a 50. ho orfanizzato involontariamente una famiglia, recuperata comunque con una figlia autoprodotta in breve tempo.
ad oggi, le famiglie letteralmente esplodono di api. un buon risultato per essere la mia seconda stagione.
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a cuor leggero ...
ora vi faccio qualche domanda a proposito di " cosa vogliamo fare delle nostre api":
qualcuno di voi alleva regine attraverso una "selezione"?
concesso che o si fa miele o si fan api, le vostre operazioni sono volte anche a migliorare e rafforzare il patrimonio apistico oltre al profitto o al "piacere" di farsi un po' di miele?
(assolutamente non voglio entrare nel giudizio, la libertà è sacrosanta.)
Tuttavia...
ho potuto constatare che la maggior parte degli apicoltori lo è, solo per dire "ho le api" o che pensano che fare apicoltura sia "pettinare" le api.
una tipa del paese ha preso 3 arnie, è stata punta 2 volte e adesso lo fa fare al suo vicino apicoltore, per dirvene una.
anche tra gli hobbisty ce ne sono di bravi, ma si riduce ad un semplice hobby, per cui allargo un po' il metro di misura. però riguarda anche loro...e a parer mio... non si fa apicoltura per "hobby"... ma comunque..
Al giorno d'oggi gli enti e certe imprese, a parer mio e di altri, attuano atteggiamenti che sono lontani dal percorso di un apicoltura consapevole.
Penso che ormai abbiamo raggiunto un importante passo da valutare con tutto il tempo e l'attenzione necessari, per quantomeno, limitare i danni.
le api dipendono da noi, e noi dipendiamo dalle api. Ma, principalmente le api dipendono dall' ambiente e dalla loro forza intrinseca. Tutto segue una sorta di meccanismo naturale, in cui dovesse mancare il naturale funzionamento di un tassello, ci sarebbero o ci sono, grosse problematiche per l'uomo.
a questo punto essere apicoltori dovrebbe significare.., prendersi cura non solo delle api, ma soprattutto preoccuparci di cosa poi offriamo in cambio alle nostre api. l'ambiente che gli offriamo. Imparare a sua volta come le api usano i propri meccanismi per rafforzarsi con la selezione naturale.
l'educazione va trasmessa a tutti in ugual misura o ci ritroviamo a dire che il miele cristallizzato è scaduto...
serve a poco aver api produttive e spendere fatica poi per ottenere magri risultati!
altrimenti faremo nomadismo, "a caccia" della fioritura perfetta? sciami a perdere? buttiamo soldi sulle regine con genetiche estere? màh...
Tralasciando la moltitudine di tecniche applicabili, giuste o sbagliate che siano... alcune volte dobbiamo accettare certi compromessi, altre...no.
penso che ognuno di noi è libero di fare poi quello che vuole, ma se si sta parlando di fare le cose fatte bene...il discorso cambia.
bisogna abbandonare le improvvisazioni, le cattive abitudini e quindi le pratiche maldestre.
Le associazioni dovrebbero insegnarti come curare le api e l'ambiente, supportarti nel farlo realmente ed attivamente e insegnarti come gestire anche il mercato.
Invece fondiamo corsi che di utile hanno niente....
accordi tra privati di cui poi solo pochi effettivamente beneficiano...
preserviamo segretamente e gelosamente le tecniche e le pratiche che farebbero migliorare l'approccio a questo fantastico mondo che è l'apicoltura...
E da una parte lo capisco, dall'altra anche no.
sembra quasi che gli apicoltori esistono per essere sfruttati....
Alla base, ritengo che ora come ora, sia richiesto lavorare su se stessi, più che lavorare con le api. credo sia davvero il momento di fare delle azioni collettive.
Spero che in questo tempo di difficoltà riusciamo a ri-sollevarci e camminare a testa alta.
Colleghi,
Buon Apicoltura!







