tirando le somme sui trattamenti invernali
Inviato: 28/12/2013, 10:40
Buongiorno e tanti auguri a tutti,
dopo un po' di tempo torno a chiedervi consiglio su questo forum, ancora per un po' di tempo nell'angolo del novizio.
Quello di cui volevo chiedere oggi è un problema, o presunto tale, inerente alla varroa e ai trattamenti invernali.
Dato che le api sono in un terreno collinare in toscana, attorno ai 300 metri, per ovviare a eventuali problemi di ritardi nel blocco della covata, ho deciso di investire un po 'di soldi nell'acquisto di una maschera anti-gas e di un fornellino per la somministrazione dell'apibioxal sublimato.
La situazione nei giorni subito precedenti al ttrattamento, monitorata per lo più attraverso la caduta naturale delle varroe e il conteggio approssimativo delle api morte di fronte alle arnie, mi diceva che due famiglie erano particolarmente infestate (cosa che si è poi confermata almeno per una delle due quando ho avuto modo di aprirla); due erano normali e altre due stavano particolarmente bene (sono anche state le prime a smettere di uscire quando ha cominciato a fare freddo).
Combinano i consigli di diversi apicoltori che ho consultato nell'associazione di cui faccio parte, ho somministrato l'acido sublimato quattro volte, a distanza di una settimana l'una dall'altra, riuscendo a faren una visita di controllo a tre delle famiglie (scelte tra i tre gruppi: una delle due molto colpite, una delle due normalmente colpite e una delle due poco colpite); nel corso di tale visita ho più o meno confermato le mie apsettative: le due famiglie poco e normalmente colpite erano in blocco e ancora assai numerose (7-9 telaini) mentre l'altra stava ancora covando, era meno numerosa e presentava diverse api morte nelle celle.
Dopo la seconda somministrazione però è successa una cosa che non mi aspettavo in una delle due famiglie messe meglio: sono cadute un centinaio di varroe, mentre alla prima somministrazione non erano cadute più di una trentina. Ovviamente ho pensato che ciò fosse dovuto al fatto che nel frattempo tutta la covata era sfarfallata, solo che la cosa si è ripetuta anche al trezo e al quarto trattamento.
Il conto finale delle varroe cadute all'ultimo trattamento quindi è stato approssimativamente questo
famiglie 1,2,5 (ovvero quelle normalmente colpite e una di quelle che ritenevo poco colpite): meno di 10 varroe
famiglie 3 e 4 (quelle più colpite): intorno alle 70 varroe
famiglia 6: intorno alle 100 varroe
Volendo fare un po' il punto della situazione di fine anno:
- grazie all'intuizione di un amico ho capito perchè le due famiglie più colpite erano le più colpite (le loro due cassette, quelle centrali della fila erano state posizionate per errore una decina di centimetri più avanti delle altre, provocando probabilmente una deriva al contrario); credo-
- credo che le famiglie 1,2,5 siano in una situazione ottimale per l'inverno e non credo avranno bisogno di particolari attenzioni per arrivare alla primavera
- spero di riuscire a far passare l'inverno anche alle famiglie 3 e 4 che penso di aver ripulito abbastanza (lo capirò meglio nei prossimi giorni quando riprenderò ad osservare la caduta naturale delle varroe).
- non riesco a capire cos'è successo nella famiglia numero 6: il numero delle api all'ultima visita (fine novembre) era notevole (8-9 telaini) e non c'era covata (salvo una decina di opercoli, non di più); avevano smesso di volare abbastanza presto, così come la famiglia gemella, la numero 5, che infatti si è mostrata abbastanza pulita dalla varroa da far cadere meno di 10 acari all'ultimo trattamento.
Perchè allora aveva ancora così tanta varroa dopo la quarta somministrazione di bioxal?
100 varroe circa al quarto trattamento su una famiglia di quelle dimensioni che non ha dato sintomi da stress è un numero di cui mi devo preoccupare?
Vi ringrazio per le risposte e i consigli che mi potrete dare e che spesso mi avete già dato e mi scuso per la lunghezza del post, è che oltre a non avere il dono della sintesi voelvo che il discorso fosse abbastanza chiaro, spero di esserlo stato.
di nuovo buon natale a tutti!
Pietro
dopo un po' di tempo torno a chiedervi consiglio su questo forum, ancora per un po' di tempo nell'angolo del novizio.
Quello di cui volevo chiedere oggi è un problema, o presunto tale, inerente alla varroa e ai trattamenti invernali.
Dato che le api sono in un terreno collinare in toscana, attorno ai 300 metri, per ovviare a eventuali problemi di ritardi nel blocco della covata, ho deciso di investire un po 'di soldi nell'acquisto di una maschera anti-gas e di un fornellino per la somministrazione dell'apibioxal sublimato.
La situazione nei giorni subito precedenti al ttrattamento, monitorata per lo più attraverso la caduta naturale delle varroe e il conteggio approssimativo delle api morte di fronte alle arnie, mi diceva che due famiglie erano particolarmente infestate (cosa che si è poi confermata almeno per una delle due quando ho avuto modo di aprirla); due erano normali e altre due stavano particolarmente bene (sono anche state le prime a smettere di uscire quando ha cominciato a fare freddo).
Combinano i consigli di diversi apicoltori che ho consultato nell'associazione di cui faccio parte, ho somministrato l'acido sublimato quattro volte, a distanza di una settimana l'una dall'altra, riuscendo a faren una visita di controllo a tre delle famiglie (scelte tra i tre gruppi: una delle due molto colpite, una delle due normalmente colpite e una delle due poco colpite); nel corso di tale visita ho più o meno confermato le mie apsettative: le due famiglie poco e normalmente colpite erano in blocco e ancora assai numerose (7-9 telaini) mentre l'altra stava ancora covando, era meno numerosa e presentava diverse api morte nelle celle.
Dopo la seconda somministrazione però è successa una cosa che non mi aspettavo in una delle due famiglie messe meglio: sono cadute un centinaio di varroe, mentre alla prima somministrazione non erano cadute più di una trentina. Ovviamente ho pensato che ciò fosse dovuto al fatto che nel frattempo tutta la covata era sfarfallata, solo che la cosa si è ripetuta anche al trezo e al quarto trattamento.
Il conto finale delle varroe cadute all'ultimo trattamento quindi è stato approssimativamente questo
famiglie 1,2,5 (ovvero quelle normalmente colpite e una di quelle che ritenevo poco colpite): meno di 10 varroe
famiglie 3 e 4 (quelle più colpite): intorno alle 70 varroe
famiglia 6: intorno alle 100 varroe
Volendo fare un po' il punto della situazione di fine anno:
- grazie all'intuizione di un amico ho capito perchè le due famiglie più colpite erano le più colpite (le loro due cassette, quelle centrali della fila erano state posizionate per errore una decina di centimetri più avanti delle altre, provocando probabilmente una deriva al contrario); credo-
- credo che le famiglie 1,2,5 siano in una situazione ottimale per l'inverno e non credo avranno bisogno di particolari attenzioni per arrivare alla primavera
- spero di riuscire a far passare l'inverno anche alle famiglie 3 e 4 che penso di aver ripulito abbastanza (lo capirò meglio nei prossimi giorni quando riprenderò ad osservare la caduta naturale delle varroe).
- non riesco a capire cos'è successo nella famiglia numero 6: il numero delle api all'ultima visita (fine novembre) era notevole (8-9 telaini) e non c'era covata (salvo una decina di opercoli, non di più); avevano smesso di volare abbastanza presto, così come la famiglia gemella, la numero 5, che infatti si è mostrata abbastanza pulita dalla varroa da far cadere meno di 10 acari all'ultimo trattamento.
Perchè allora aveva ancora così tanta varroa dopo la quarta somministrazione di bioxal?
100 varroe circa al quarto trattamento su una famiglia di quelle dimensioni che non ha dato sintomi da stress è un numero di cui mi devo preoccupare?
Vi ringrazio per le risposte e i consigli che mi potrete dare e che spesso mi avete già dato e mi scuso per la lunghezza del post, è che oltre a non avere il dono della sintesi voelvo che il discorso fosse abbastanza chiaro, spero di esserlo stato.
di nuovo buon natale a tutti!
Pietro