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Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 22/05/2024, 12:13
da Rob
Ciao a tutti.. :)

vorrei portare alla luce le incolpevoli colpe degli apicoltori e confrontarmi con voi su quel che accade ciclicamente negli apiari più disparati.. capisco che non è il più semplice degli hobby, capisco che il meteo traverso e le peculiarità di queste bestiole possano mettere i bastoni tra le ruote, ma..

ma il più delle volte, troppo spesso, la realtà è che quando qualcosa và male, è colpa dell apicoltore..

in ogni dove l ape vien bistrattata e poco considerata.. nonostante i molteplici segnali e comportamenti che quotidianamente esse presentano..

ancor ci si chiede perchè esse sciamino nonostante i controlli, o perchè non salgon a melario..
spesso le colonie imbrattate da malattie vengon trattate come api sane e messe in produzione perchè non ci si accorge del problema..
ancor più spesso ci si mette a manipolar telai e ed assemblar nuclei, senza comprendere dinamiche e tempistiche che quest animale necessita..

molti apicoltori non capiscono gli stadi della covata, non comprendono i consumi, non capiscono se cè importazione e non si è in grado di stimare realmente lo stato di forza e salubrità, la quantità di scorte vive necessarie al breve o quelle future..

in pochi sanno stimare l infestazione di varroa e ancor meno riescono a capire come e quando effettuare i trattamenti, se ve ne è reale bisogno o meno..

ancor si dibatte su un ipotetica purezza della razza e poi si finisce per allevare regine dalle covate di operaia..

nel calderone ci butto anche chi non sa nutrire all occorrenza, chi spreme miele non maturo e chi non ha capito dove e quando reintegrare le scorte scippate alla colonia..

cè chi ancora non ha capito l andazzo del meteo e chi non conosce mezza fioritura del suo pese..

purtroppo la fetta è ampia e spesso si tende a metter in atto soltanto le teorie, trascurando le effettive necessità dell ape..

la maggior parte degli errori è commesso "in buona fede" (questi li perdoniamo tutti).. il peggio è quando si insiste "perchè si fa così", trascurando le reali necessità dell ape..

ci si rende almeno conto di cosa stà passando l ape e l apicoltura odiernamente?? ;)

a sentir alcuni "è colpa dell ape che non ha reagito come vorrei".. non ha fatto come dice la teoria.. e via insistendo..

la tendenza invece è un apicoltura "a perdere".. ovvero si armeggia a piacimento finchè si riesce e poi via di problematiche ..

il forum stesso è pieno zeppo di discussioni inerenti.. eppur nessun capisce che è meglio fare poco e lasciar stare stè benedette apette..

spesso si crede di poter far meglio per loro, ma loro giunsero fin qui attraversando migliaia di migliaia di stagioni.. resilienti come poche altre specie.. sopravvivono anche alle pratiche arrabattate, ci si crede? fanno miracoli davvero.. ;)

le api vanno sempre bene, son gli apicoltori che fanno male..


senz offesa per nessuno, ma forse è ora di far tabula rasa e dar ragione alle api..

vorrei entrar nei dettagli insieme a voi.. nel mentre vado a pranzo..

:)

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 22/05/2024, 12:44
da Chicco68@
Ciao Rob,concordo con te ecco perché ci sono i corsi base e avanzati. Non tutti li fanno alcuni improvvisano facendo più danni che bene . Il meteo incide tanto c'è poco da dire.... Poi sicuramente l esperienza conta... Ribadisco un concetto: i corsi vanno fatti e non solo base ma avanzati e molta pratica preferibilmente da apicoltori esperti . Ma spesso la gente combina sciocchezze e come dici tu giustamente da colpa a tutti e mai a se stessi.. buon appetito

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 22/05/2024, 17:07
da ArisBaggio
Ciao Rob, mi piace davvero il tuo intervento e capisco la tua frustazione probabilmente perchè tu lo fai per lavoro e noi solo per hobby. Io premetto che il corso l'ho fatto..quello base l'anno scorso. Ho preso subito le prime arnie, anche perchè dopo la seconda lezione gli insegnanti ti spronavano per questo. Quindi capisci che uno finchè non c'è dentro non riesce a capire esattamente cosa ci sta dietro..con il senno di poi avrei aspettato magari di più per acquisisre più conoscenze..ma la voglia di cominciare era troppa...
Il vero problema è che i corsi sono fini a se stessi..tanta carne al fuoco..belle discussioni..ma quando poi vai in apiario (quello del corso intendo) e vedi fare il controllo 5 volte su 5 e non ipari nessuna tecnica sul campo..allora tutto cambia e resta sulle slide dei corsi.
Se ci fossero dei corsi con dei tutor che potessero seguirti due 3 volte nel tuo apiario sarebbe fantastico. Non nell'apiario dell'associazione..non in quello dell'apicoltore..nel mio..perchè cosi posso capire esattamente cosa sbaglio.
Purtroppo anche quando cerchi aiuti dall'associazione dove hai fatto il corso, anche col servizio di whatsapp, difficilmente trovi un vero aiuto..e cosi cerchi le notizie più disparate sui forum, suglle pubblicazioni sui libri...e finisce che fai poco di tutto e niente di quel che servirebbe davvero.
io sono sicuramente l'ultimo arrivato e sono certo a volte di fare domande stupide..ma non so se farei un altro corso intermedio..perchè se il risultato fosse solo avere più nozioni come al primo..beh allora continuerò a sbagliare sul campo..e dopo molti anni arriverò a capire cose che se magari fossi stato seguito adeguatamente avrei imparato prima..
comunque si..è molto difficile fare apicoltura..anche perchè vorresti dedicarci il tempo che non hai..e l'unica cosa che hai è la passione..e un corso base..

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 22/05/2024, 20:31
da Gnappo
L’intervento di Rob è sicuramente interessante perché scuote gli animi. Sono d’accordo su alcuni aspetti ed altri meno.
Ad esempio il fatto di “far le colpe” alle api non riguarda l’apicoltore, ma la persona. Tutti noi sappiamo che è un atteggiamento presente in molte persone in diversi aspetti della vita. Personalmente mi rendo conto benissimo quanto faccio una stupidaggine, la colpa la do solo a me stesso e chiedo innanzitutto scusa alle api che ne soffrono.

Altro discorso è riguardante i corsi, penso che dipenda molto dove si frequenta. Io non ho frequentato alcun corso, su consiglio del mio “maestro” che fa l’apicoltore da 70 anni. Il fatto di non averlo frequentato mi ha portato a leggere sopratutto nei forum le esperienze di chi ci è passato prima di me. Tutte cose utili, ma pur essendo il primo a considerare la teoria un punto imprescindibile (anche nel mio lavoro), l’esperienza però purtroppo non si compra al supermercato e va fatta.
Dopodiché parliamoci chiaro, nessuno nasce “imparato” e la differenza tra gli apicoltori la fa la voglia e la passione.

Sono d’accordo con ArisBaggio, non si può paragonare un hobbista a chi lo fa di lavoro per il semplice motivo che se quest’anno tra meteo ed errori miei non faccio miele non mi interessa, ma al contrario sono interessato a far I modi che le api, nonostante i miei errori stiano il meglio possibile.
Riguardo i trattamenti, nutrimento, etc. gli eccessi vanno sempre evitati, ma nonostante questo è anche impossibile pensare che dopo 2-3-4 anni un hobbista abbia l’esperienza per far la cosa giusta sempre, quando anche apicoltori con 20 e più anni di esperienza qua che cantonata la prendono lo stesso.
Il discorso di Rob per me presenta credo volutamente una serie di argomentazioni generici, tanti problemi e nessuna soluzione. La vera domanda a cui penso ognuno di noi debba rispondere in prima persona è, quale è la soluzione? Per me è semplicissimo, come è sempre stato si tratta della selezione naturale dell’apicoltore.
Ciao!!!

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 24/05/2024, 21:09
da Rob
La selezione naturale dell apicoltore :) è vero.. ahah.. grazie :)

non ne ho nemmeno io di "soluzioni" , per l amor del cielo.. è vero e sacrosanto, dipende da ognun di noi e da ciò che ognun di noi "investe" nell apicoltura (non necessariamente soldi)

però cavolo, mi spiace "viaggiare soli" , anche se và per la maggiore, lo so.. infatti stiamo tutti "imparando dalle api" e siam sempre dietro a loro.. ;)

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 24/05/2024, 22:02
da Gnappo
Ma la selezione naturale non significa viaggiare da soli :) anzi. Come in tutti gli aspetti della vita puoi dare ad una persona il miglior consiglio del mondo, ma se non ascolta o fa di testa sua probabilmente ne pagherà le conseguenze.
Alla fine non è che ad esempio una laurea ti fa diventare automaticamente un “genio”, proprio per questo anche le università sono piene di idioti (compresi diversi professori).
Per me questo forum mi ha permesso di imparare un sacco di cose, l’avrò letto mille volte e continuo a trovare informazioni utili, sopratutto in inverno e quando piove (ultimamente un sacco :l0l: ). Questo è un viaggio in compagnia, anche con persone che non partecipano più ma che hanno lasciato molte esperienze utili.
Alla fine quando leggiamo un libro, un articolo, uno studio non facciamo altro che imparare (si spera) qualcosa da chi è passato o ha provato prima di noi.
Tornando al tema dei corso, io non ho frequentato alcun corso, avrebbe potuto servirmi? Forse si, probabilmente si, ma se l’avessi frequentato non è detto che mi avrebbe sicuramente reso oggi un apicoltore meno peggiore di quello che sono.
Le mie api in primis ringraziano tutti coloro che hanno contribuito a questo forum.
Ciao!!!

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 25/05/2024, 9:02
da Ermanno
Rob ha scritto: 22/05/2024, 12:13 Ciao a tutti.. :)

vorrei portare alla luce le incolpevoli colpe degli apicoltori e confrontarmi con voi su quel che accade ciclicamente negli apiari più disparati.. capisco che non è il più semplice degli hobby, capisco che il meteo traverso e le peculiarità di queste bestiole possano mettere i bastoni tra le ruote, ma..

ma il più delle volte, troppo spesso, la realtà è che quando qualcosa và male, è colpa dell apicoltore..

in ogni dove l ape vien bistrattata e poco considerata.. nonostante i molteplici segnali e comportamenti che quotidianamente esse presentano..

ancor ci si chiede perchè esse sciamino nonostante i controlli, o perchè non salgon a melario..
spesso le colonie imbrattate da malattie vengon trattate come api sane e messe in produzione perchè non ci si accorge del problema..
ancor più spesso ci si mette a manipolar telai e ed assemblar nuclei, senza comprendere dinamiche e tempistiche che quest animale necessita..

molti apicoltori non capiscono gli stadi della covata, non comprendono i consumi, non capiscono se cè importazione e non si è in grado di stimare realmente lo stato di forza e salubrità, la quantità di scorte vive necessarie al breve o quelle future..

in pochi sanno stimare l infestazione di varroa e ancor meno riescono a capire come e quando effettuare i trattamenti, se ve ne è reale bisogno o meno..

ancor si dibatte su un ipotetica purezza della razza e poi si finisce per allevare regine dalle covate di operaia..

nel calderone ci butto anche chi non sa nutrire all occorrenza, chi spreme miele non maturo e chi non ha capito dove e quando reintegrare le scorte scippate alla colonia..

cè chi ancora non ha capito l andazzo del meteo e chi non conosce mezza fioritura del suo pese..

purtroppo la fetta è ampia e spesso si tende a metter in atto soltanto le teorie, trascurando le effettive necessità dell ape..

la maggior parte degli errori è commesso "in buona fede" (questi li perdoniamo tutti).. il peggio è quando si insiste "perchè si fa così", trascurando le reali necessità dell ape..

ci si rende almeno conto di cosa stà passando l ape e l apicoltura odiernamente?? ;)

a sentir alcuni "è colpa dell ape che non ha reagito come vorrei".. non ha fatto come dice la teoria.. e via insistendo..

la tendenza invece è un apicoltura "a perdere".. ovvero si armeggia a piacimento finchè si riesce e poi via di problematiche ..

il forum stesso è pieno zeppo di discussioni inerenti.. eppur nessun capisce che è meglio fare poco e lasciar stare stè benedette apette..

spesso si crede di poter far meglio per loro, ma loro giunsero fin qui attraversando migliaia di migliaia di stagioni.. resilienti come poche altre specie.. sopravvivono anche alle pratiche arrabattate, ci si crede? fanno miracoli davvero.. ;)

le api vanno sempre bene, son gli apicoltori che fanno male..


senz offesa per nessuno, ma forse è ora di far tabula rasa e dar ragione alle api..

vorrei entrar nei dettagli insieme a voi.. nel mentre vado a pranzo..

:)
E per i meno esperti come me come si fa a imparare a capire le necessità, la biodinamica e le tempistiche di questo fantastico insetto?

Lo chiedo per migliorare perché a volte mi rendo conto di non comprendere a pieno le "mosse" dell alveare

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 26/05/2024, 20:42
da ciocca956
La mia osservazione è un po' una risposta a tutti.
Dal detto "sbagliando si impara" io ricavo che sbagliando molto si impara molto: naturalmente vale anche i contrario.
Perciò bisogna non aver paura di sbagliare anche se ciò a volte significa far morire le famiglie.
Quindi bisogna avere un folto pelo sullo stomaco e la caparbietà di ricominciare.
A Verona le due associazioni presenti fanno corsi solo base con qualche rara capatina su tematiche specifiche e più avanzate. Per il resto bisogna affidarsi alla propria esperienza e a qualche consiglio di colleghi.
Per quanto mi riguarda direi che in 7 anni di attività ho sbagliato parecchio e continuo a farlo anche ora.

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 15/02/2025, 9:47
da Rob
.. che "sbagliando si impara" ok, ma quando si insiste è diabolico, nhè..
non son del tutto d accordo, non basta pelo sullo stomaco e forza per ripartire, forse un paio di volte si.. ma è proprio della recidività che stavo criticando sopra.. non è possibile, davvero, insistere sulle teorie poco funzionali..

mi porgo solo una domanda.. perchè cè chi sempre compra api, e chi sempre vende api? ;)

non stiamo tutti trattando il medesimo animale? non siamo tutti afflitti dalle medesime dinamiche di clima territorio mercato e quant altro?
perchè qualcuno riesce a far vivere le api con mortalità risibili e altri riescono a malapena a mantenerne il numero che hanno?

perdonatemi, ma credo che ci stia sfuggendo qualcosa..

hobbisti e professionisti son livellati sullo stesso piano, quando sono coinvolti nella visita di un glomere, le cose da vedere e valutare son quelle, si fa nello stesso modo su una o su mille.. se si comprende come farne campare una si può replicare, ma se ti và di cuBo e qualcosa campa e qualcosa no senza saper perchè.. bhè, è proprio questo che mi dà noia.. ;)

non è una critica o un messaggio diretto a qualcuno in particolare, è molto ad ampio spettro.. perchè ciò che si constata alla realtà dei fatti è che le mortalità medie superano sempre il 50% degli alveari? e sopratutto perchè?

è finita la moda che in primavera cè abbondanza di nuovi nuclei per tutti.. oramai le nuove nasciture son sempre più preziose e sul mercato si trova sempre meno.. e sopratutto, perchè? ;)

..reputo fondamentale frequentare corsi, professionisti, associazioni e quant altro, perchè solo così si potrà scardinare l eterno "conflitto" che cè con questa bestiola..

le realtà "giuste" ci sono , ognuno sceglie la propria via e i propri "maestri" , chi lo fa con la testa adatta avrà di che gioirne, l ape screma da sè gli apicoltori.. quelli giusti li premia.. al punto che costui si troverà a non saper dove mettere tutte le api che andranno moltiplicandosi.. ;)

gli altri, ciclicamente, compreranno api per ricavarci miele nel solito circo, sempre più costretti a quelle prassi che rendono l apicoltura difficile, onerosa, incompresa..


i principianti dovrebbero frequentare corsi, stare vicino alle api e improvvisare molto poco, l ape fa vedere tutto e fa il resto.. cè altro da aggiungere? ;)

so di essere ridondante, ma reputo i tempi maturi (per scassarvi all infinito..) ;)

a presto, un abbraccio.. buon s.faustino e buon 2025.. (oggi vado per frittelle) :)

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 15/02/2025, 15:18
da Gnappo
Ciao Rob,
come sempre un buon spunto di discussione.
Tra poco inizia la mia quinta stagione e posso ritenermi un po’ meno principiante e vorrei dare qualche idea della mortalità in apiario che può sperimentare un principiante. Questo perché va messo in conto che le api muoiono, il punto è contenerne la mortalità a valori tollerabili.

La mortalità invernale che mi ha riguardato negli 4 inverni passati è sostanzialmente trascurabile per le famiglie invernate su almeno 6T (una di queste è rimasta orfana precocemente). In questo caso il dato sui 4 inverni cumulato è circa il 10% di mortalità.

Discorso diverso per i nuclei, cercando di sviluppare apiario spesso (per mio errore) ho avuto a che fare con nuclei sottodimensionati. In questo caso la mortalità è stata in media del 50%. In questo caso particolare la mortalità è spostata più sull’autunno che sul tardo inverno ed è stata causata per un 30-40% da mancata efficacia riduzione varroa, regine non efficienti / massa critica insufficiente (40-50%), fame / saccheggi (10-20%).

Rob ha ragione quando insiste sul non improvvisare, un po’ meno sul seguire i corsi :roftl: c’è gente che li ha seguiti ma perde api a gogo, e gente che non li ha seguiti che continua ad andare avanti migliorando passo dopo passo.

A parte la battuta, nei primi anni (lo dice uno a cui hanno dato questo consiglio ma non lo ha ascoltato del tutto) è fondamentale non improvvisare e cercare di non strafare.
Oltre ad osservare, bisogna fare poche cose fatte bene.
1. Trattamenti (prima si arriva al proprio metodo meglio è)
2. Nutrire (per un principiante meglio nutrire una volta in meno che una in più)
3. Limitare la sciamatura (anche se si tratta del miglior
modo per ampliare apiario con api forti)
Di questi tre punti per un principiante il primo vale il 90% il secondo 5% ed il terzo 5%.

Concluso con un ultimo pensiero, il meteo. Spesso io per primo lo utilizzo per giustificare qualcosa che è andato male, la verità è che l’errore è stato solo il mio. Il meteo nella realtà influisce un po’ sulla sulla produzione (che per un hobbista non deve essere una ossessione) e molto raramente sull’invernamento.

Ciao!!!

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 15/02/2025, 18:26
da fabio
ciocca956 ha scritto: 26/05/2024, 20:42 La mia osservazione è un po' una risposta a tutti.
Dal detto "sbagliando si impara" io ricavo che sbagliando molto si impara molto: naturalmente vale anche i contrario.
Perciò bisogna non aver paura di sbagliare anche se ciò a volte significa far morire le famiglie.
Quindi bisogna avere un folto pelo sullo stomaco e la caparbietà di ricominciare.
A Verona le due associazioni presenti fanno corsi solo base con qualche rara capatina su tematiche specifiche e più avanzate. Per il resto bisogna affidarsi alla propria esperienza e a qualche consiglio di colleghi.
Per quanto mi riguarda direi che in 7 anni di attività ho sbagliato parecchio e continuo a farlo anche ora.
Capisco quello che dici, ed è ammirevole il fatto che tu riconosca l'importanza dell'esperienza e della perseveranza. Sbagliare è inevitabile, soprattutto in un lavoro complesso, ma il fatto che tu sia ancora qui, dopo 7 anni, dimostra che hai la forza di rialzarti ogni volta.

È vero che a Verona le possibilità di formazione avanzata sono limitate, ma il fatto che tu continui a imparare dagli errori e dai colleghi significa che stai comunque crescendo. Non sei solo in questo percorso, e ogni errore che fai non è una sconfitta, ma un passo in più verso una maggiore competenza.

Ci vuole coraggio per ammettere di sbagliare, e il fatto che tu lo faccia dimostra una grande maturità professionale. Continua così, perché ogni esperienza – anche quella più difficile – ti rende sempre più forte e preparato.

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 16/02/2025, 20:13
da Rob
eh si per forza.. è vero, son certamente gli sbagli ed errori che commettiamo ad aumentare la nostra esperienza e consapevolezza apistica..

..la mortalità apistica è da accettare, un allevamento d altri capi di bestiame come cavalli mucche pecore o quel che vuoi, non potrebbe sopportare le mortalità medie medesime.. tanto di cappello a chi si prodiga.. e tanto di cappello a voi che avete sempre la pazienza di leggere e confrontarvi qui.. :ave:

-----------------------

ma farò quest esempio, episodio risalente a parecchi anni fa, per farvi capire in realtà cosa intendo per "negligenza apistica".. un cliente fisso e di un certo spessore continuava a ordinare e comprare nuclei , almeno venti alla volta.. dopo qualche consegna, alla mia battuta : "eh, ormai ne avrai tante come me" , lui rispose: "no, stò sempre sulla ventina!"

uhm.. cosa ne fece dunque delle centinaia che comprò negli anni? aveva accumulato un patrimonio in termini materiali, polistiroli, arnie telai.. ma finì tutto al marciume, api comprese.. perchè ostinandosi ad un apicoltura a perdere diventa un circolo vizioso, ovviamente è più "semplice" lasciar morire tutto ed evitarsi i grattacapi, trattamenti, cambi di regine, nutrimenti e tutto il repertorio.. vendere miele, fare cassetto, ricomprare e via andare, tanto poi si ricompra investendo "sul nuovo" e lasciando andare al destino le rimanenti con quel che butta butta.. oltretutto spesso ci si affianca la compravendita di miele all ingrosso o da "colleghi", che per italiano che possa essere, è un modo di stare in apicoltura che, personalmente, non mi piace e non condivido.. e vorrei scardinare.. infatti ho iniziato a selezionare i clienti.. oltre che le api.. ;)

sono certo che tra gli utenti qui vi siano veri appassionati e gente disposta a fare un salto qualitativo, in questi termini.. e anche quel cliente stesso si arrese a quel sistema "malato", perchè non capiva l animale, la sua colpa era solamente la recidività nel voler insistere con metodi sconvenienti e brigosi imparati chissàdove o da chissàchi.. senza mai fermarsi a ragionare sulle sue api.. :)

alzo qui il problema perchè spesso è proprio il principiante o hobbista che in tutta fede, si nutre di teorie e tecniche che non sono minimamente adatte allo scopo che ci si prefigge.. come faccio a fidarmi (per dirne una tra le tante) delle teorie che dice quel tizio, se è lui il primo che ogni anno ha grattacapi e problemi di gestione?? :humm:

di poco onesti che voglion scaricarvi le api consunte è piena l aria purtroppo, quello che invece a cuore aperto ti insegna a far campare quelle che già hai è diverso.. perchè odiernamente trovare nuovi nuclei regolari è quasi un calvario.. occhio.. ;)

--------

..spesso chiedo : cosa vuoi farci con le api??

a mio avviso è solo questa la domanda a cui dovete in primis dare risposta.. ;)

per un certo verso loro necessitano "di essere indirizzate" , magari è un argomento precoce, ma è solo quando l apicoltore ha un chiaro scopo che la "via" si manifesta.. ;)

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 16/02/2025, 20:52
da Rob
Gnappo ha scritto: 15/02/2025, 15:18 Ciao Rob,
come sempre un buon spunto di discussione.
Tra poco inizia la mia quinta stagione e posso ritenermi un po’ meno principiante e vorrei dare qualche idea della mortalità in apiario che può sperimentare un principiante. Questo perché va messo in conto che le api muoiono, il punto è contenerne la mortalità a valori tollerabili.

La mortalità invernale che mi ha riguardato negli 4 inverni passati è sostanzialmente trascurabile per le famiglie invernate su almeno 6T (una di queste è rimasta orfana precocemente). In questo caso il dato sui 4 inverni cumulato è circa il 10% di mortalità.

Discorso diverso per i nuclei, cercando di sviluppare apiario spesso (per mio errore) ho avuto a che fare con nuclei sottodimensionati. In questo caso la mortalità è stata in media del 50%. In questo caso particolare la mortalità è spostata più sull’autunno che sul tardo inverno ed è stata causata per un 30-40% da mancata efficacia riduzione varroa, regine non efficienti / massa critica insufficiente (40-50%), fame / saccheggi (10-20%).

Rob ha ragione quando insiste sul non improvvisare, un po’ meno sul seguire i corsi :roftl: c’è gente che li ha seguiti ma perde api a gogo, e gente che non li ha seguiti che continua ad andare avanti migliorando passo dopo passo.

A parte la battuta, nei primi anni (lo dice uno a cui hanno dato questo consiglio ma non lo ha ascoltato del tutto) è fondamentale non improvvisare e cercare di non strafare.
Oltre ad osservare, bisogna fare poche cose fatte bene.
1. Trattamenti (prima si arriva al proprio metodo meglio è)
2. Nutrire (per un principiante meglio nutrire una volta in meno che una in più)
3. Limitare la sciamatura (anche se si tratta del miglior
modo per ampliare apiario con api forti)
Di questi tre punti per un principiante il primo vale il 90% il secondo 5% ed il terzo 5%.

Concluso con un ultimo pensiero, il meteo. Spesso io per primo lo utilizzo per giustificare qualcosa che è andato male, la verità è che l’errore è stato solo il mio. Il meteo nella realtà influisce un po’ sulla sulla produzione (che per un hobbista non deve essere una ossessione) e molto raramente sull’invernamento.

Ciao!!!
ciao Gnappo.. complimenti davvero.. hai scelto davvero un gran bel hobby.. :)

riprodurre i nuclei è certamente la parte succulenta, ma spesso si inizia a sperimentarne troppo precocemente, è la parte difficile perchè devi capire tutto il ciclo riproduttivo , finchè non lo capirai loro moriranno nel medesimo.. spesso si fanno nuclei per via di sciamature o esigenze preinvernali, ma entrambe son pratiche "alla buona".. l hai fatto lì per lì perchè ti è scappata la regina o ti avanzano dei telai che sembrano belli e utili.. a volte funziona, quindi si adotta come "standard-prassi".. è giusterrimo, anche se.. :)

ciò che stai invernando con quel sistema, se posso permettermi di metterti il dubbio, è materiale a "fine corsa" , ovvero telai di api che sarebbero morti comunque.. tu le hai divise e le conti con i numeri, ci diciamo: "invernato bene su 6 telai".. ci stà, ma crederesti a me se ti dicessi che si può svernare bene anche due telai? ;)


le mie poche cose per fare miele e non perdere poi le api sono :
1-seguire bene lo svernamento
2-gestire bene il periodo di febbre sciamatoria e poi per tutto il periodo di produzione
3-operazioni di preinvernamento (valutazione infestazione varroa, valutazione regine e glomeri)
4-nutrizioni dove ho rubato troppo
5-trattamenti
6-il mio compleanno ;)
7- rifare.. :)

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 20/02/2025, 18:16
da ciocca956
Rob ha scritto: 16/02/2025, 20:13 eh si per forza.. ............................. un cliente fisso e di un certo spessore continuava a ordinare e comprare nuclei , a................................... ma finì tutto al marciume, api comprese.. perchè ostinandosi ad un apicoltura a perdere diventa un circolo vizioso, ovviamente è più "semplice" lasciar morire tutto ed evitarsi i grattacapi, trattamenti, cambi di regine, nutrimenti e tutto il repertorio.. vendere miele, fare cassetto, ricomprare e via andare, tanto poi si ricompra investendo "sul nuovo" e lasciando andare al destino le rimanenti con quel che butta butta.. .............................................
Fanno così anche in California per impollinare albicocche, mandorle e prugne.....Api usa e getta come i fazzoletti di carta.
L'importante è il profitto che deriva dalla frutta coltivata. Ed è sicuramente tanto se conviene avere ogni anno nuove colonie. Il dio soldo impera e attecchisce anche da noi evidentemente.

Non è così difficile fare Apicoltura.. se ascoltiamo le api ;)

Inviato: 02/03/2025, 12:44
da Rob
Fanno così anche in California per impollinare albicocche, mandorle e prugne.....Api usa e getta come i fazzoletti di carta.
L'importante è il profitto che deriva dalla frutta coltivata. Ed è sicuramente tanto se conviene avere ogni anno nuove colonie. Il dio soldo impera e attecchisce anche da noi evidentemente.
si, cè anche quest aspetto..

restando nei confini italiani è un fenomeno meno marcato , ma è tra i problemi che appunto si vuol combattere.. è il sistema agroalimentare stesso che non funziona più bene, queste son solo le conseguenze..

--------------------

restando tra gli apicoltori "nostri" la maggioranza fa apicoltura per far apicoltura per davvero, fortunatamente, ma è la complessità del mestiere stesso che è ben più ostacolante, pertanto i "produttori di miele" son costretti a intervenire sul mercato (sempre più becero) e diviene un circolo vizioso molto problematico che và ad aggiungersi ad un comparto apistico già in forte crisi..

ad esempio.. come mai in primavera (in lungo e in largo , da nord a sud) è arrivata la moda di restringere? come mai si adotta questo fantomatico "pressing"? il concetto di per sè è corretto, avere il glomere su un numero di favi congruo, ma è un concetto base da osservare sempre!! (anche noi lo utilizziamo, ma è una prassi destinata solamente agli alveari malconci e con problemi certi)

ma il cruccio è giusto qui:
qualcuno riesce a vedere la differenza con quelle apicolture che invece nel medesimo periodo (e luogo) iniziano ad allargare e sviluppare le famiglie? (provate a darVi voi stessi una risposta..)

tutti quelli che a oggi tolgono favi vuoti e non presidiati, li avevano invernati così o cè stato un grosso calo di popolazione? si mettono i diaframmi più stretti ora rispetto a ottobre/novembre (o giù di lì) perchè mancano api !!

se non cogliete quest aspetto ci sarebbe bisogno di fare un passo indietro, non mettetevi a fare nuclei se non avete ancora imparato a svernare gli alveari almeno in forze eguali a come li avevate invernati!! certo le api che compongono il glomere son diverse e di generazioni successive, ma la massa e la mole dovrebbe restare la medesima,più o meno.. o almeno quasi, cali fisiologici son normali, è corretto e naturale un restringimento del glomere, ma non del 50% o più come si vede spesso oggi.. se inverniamo 6telai e oggi son 3, perdonatemi, stiamo sbagliando qualcosa.. mia opinione eh.. ;)

dove andiamo con api così? quante stagioni si può durare?

è stata la manna degli allevatori (la mia in primis) per molti, molti anni..

ma oggi il problema è che nemmeno gli allevatori che dovrebbero cedervi nuovi nuclei ne hanno a sufficienza per tutti.. la richiesta è troppa e l offerta ormai è agli occhi di tutti.. son almeno cinque o sei anni che sul mercato si trovano nuovi nuclei veramente pessimi, al limite della denuncia, qualcuno cede api e nuclei senza aver capito le basi di quest animale, di certo è un mercato succulento , infatti negozi di attrezzature e "giochini vari" vanno a gonfie vele.. chissà.. ;)

*è necessario e doveroso imparare a mettere davanti prima il bisogno dell ape , e solo poi (ma poi poi) i nostri desideri di hobby o portafoglio.. un abbraccio :)

Re: Io non capisco.. davvero è così difficile fare Apicoltura??

Inviato: 02/03/2025, 21:43
da Gnappo
Ciao Rob,
per quanto riguarda lo stato generale delle api e dei nuclei credo possa dirmi d’accordo con quanto affermi, mentre sulla popolazione delle api in autunno e fine inverno l’aspetto è meno generalizzabile. Credo tuttavia che le tue affermazioni un po’ “estreme” abbiano volutamente lo scopo di generare un dialogo costruttivo Cerco di argomentare quanto affermato:
1) a livello di letteratura (molte in anni tutt’altro che recenti) vi sono diversi esempi che evidenziano che in popolazioni considerate sane il rapporto tra inizio e fine inverno può varia tra 2:1 a 2.5:1
2) le popolazioni in valore assoluto invernale possono variare molto da anno in anno a seconda dell’età regina e dell’andamento delle fioriture per invernamento. Mi spiego meglio, in anni (come il 2024) dove in settembre/ottobre si è verificato un meteo caratterizzato da un numero ridotto di giornate di bottinatura polline (ex: edera) si va incontro ad una riduzione del tasso di covata. Quest’anno rispetto lo scorso anno ho rilevato in tutte le famiglie una estensione della covata minore rispetto l’anno prima. La disponibilità di proteine come sappiamo è fondamentale per la stabilizzazione della popolazione invernale.
3) il clima o meglio l’area climatica può influire molto sulla popolazione invernale. In zone montane che paradossalmente sono caratterizzate da un clima sensibilmente meno variabile della pianura le api si ritrovano a passare diverse settimane senza aver la possibilità di uscire. Ciò comporta per un alveare sano un prolungamento della vita media delle api ed una minore perdita di api allo svernamento. In pianura (specialmente al nord) spesso durante l’inverno si anno 9-10 gradi durante il giorno, cio porta le api ad uscire per bottinare (trovano comunque oggettivamente poco), purtroppo a causa dei repentini abbassamenti di temperatura si ha una perdita non trascurabile di api che non fanno ritorno ed un parte che, causa bottinatura, vedono inesorabilmente ridursi la vita media.
4) che il parametro ideale non sia tanto il rapporto pre e post invernalemento, quanto la capacità della famiglia o del nucleo di raggiungere la massa critica necessaria a produrre in concomitanza delle grandi fioriture. In relazione al punto precedente credo ci si possa aspettare un calo inferiore della popolazione in aree montane in quanto anche le stagioni produttive risultano seppur più “intense” anche più “compresse” rispetto le aree in pianura (se si sverna in pianura con 18-20k api al 99% non sarà possibile limitare la sciamatura che potrà avvenire anche 15-20 giorni prima dell’acacia).
Ovviamente questi punti sono relativi alla variazione delle popolazioni pre e post invernamento. Resta inteso che in caso di percentuale anomala di perdite invernali il problema è nella maggioranza dei casi imputabile ad una gestione non ideale dell apiario.
Ciao!!!

Non è così difficile fare Apicoltura.. se acoltiamo le api ;)

Inviato: 03/03/2025, 0:44
da Rob
Ciao Gnappo, grazie delle risposte.. :)

1) si è vero, tra estate a picco e inverno a picco.. ma tra ciò che inverno a ottobre e sverno a marzo no, dovrei avere un glomere simile, seppur minore , ma di poco .. qui se inverno otto sverno almeno sette ; se inverno sei sverno almeno cinque.. per questo cè chi può permettersi di invernare glomeri (e regine) piccoli, perchè riesce a mantenere la popolazione sana sotto controllo, altrimenti sui nuclei più deboli non si svernerebbe nulla.. :)

2 & 3) capisco.. clima e territorio e annate diverse incidono, son consapevole.. ma come mai in medesime zone (nel medesimo periodo) qualcuno non ha questi cali così drastici svernando glomeri simili e qualcuno ora si trova con due telai e una regina vagabonda nonostante mesi fa abbia riempito un polistirolo a sei e quindi pieno? anche io ho casistiche belle fiacche eh, ma son appunto i casi "disperati" , la norma è svernare quasi tutto il glomere che ho invernato.. perchè al concetto di base molti invernano api della stagione appena trascorsa credendo che arriveranno a febbraio, in realtà il grosso verrà a mancare prima di natale e il glomere restante è appunto ciò che si trova malandante in primavera.. riconoscere le generazioni di api che arriveranno alla stagione successiva può essere uno spunto , perlomeno aiuta a capire "di che dimensioni" sarà l articolo che ora sembra bello.. questo ormai "tutti lo sanno" , ma nessun ne sà il perchè.. o come gestirlo.. ;)


4) hai centrato il punto.. ;)
la capacità della famiglia dipende da tutti i fattori che abbiamo elencato.. a pari situazioni circostanti (e salvo imprevisti, sempre lì) una famiglia svernata a sei giungerà prima a melario di una svernata a tre alla medesima data.. obviously .. ;)

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vorrei aggiungere..

la sciamatura non è mai impossibile da evitare, se ancora si crede questo è solo perchè non si è capito come.. ;) (sempre senz offesa eh)
(indebolirle non è valido.. :P )

non dirmi che anche tu preferisci api deboli perchè più gestibili eh.. (scherzando).. ;)

le api son sempre puntuali, sciamano quando è ora.. è inutile preoccuparsi precocemente, finchè non ci saranno fuchi maturi nessun alveare entrerà in febbre sciamatoria.. mai, in nessun luogo, in nessuna tipologia di apis mellifera che si conosca (perlomeno qui).. quindi dormiamo e lavoriamo tranquilli, alla massima potenza fin a quel giorno.. poi si pensa allo step successivo.. in realtà i più avrebbero paura di non raggiungere mai quella "massa critica" per il melario, in realtà, per ciò che ho scritto di che sopra..

chi ha alveari "da tenere a freno" (per così dire) non ha certo questo problema (e siete molto pochi) , però credimi, alveari svernati pessimi che saranno solo un peso a strascico (o perlomeno improduttivi) è piena l aria, è la maggioranza.. per questo nasce il problema .. grazie per la pazienza che hai.. :ave: