Nutrizione a prescindere!

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BjHorn
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Nutrizione a prescindere!

Messaggio da BjHorn »

Ciao bella gente!
Apro una nuova discussione per non "inquinare" (come giustamente faceva notare @Francesco27 in un altra discussione) dei post che sto leggendo riguardo la nutrizione.

E volevo dire: Ma sapete che esiste anche la possibilità di NON NUTRIRE?

Ovvero non nutrire se non si hanno reali necessità per farlo. Mi pare che ci sia una certa propensione a nutrire "a prescindere".
A parte il fatto che molto probabilmente quello che date alle api in una certa misura poi ve lo mangiate voi (o la vostra clientela), per quanto possano essere "tecnologici" o naturali, si tratta comunque di alimenti "artificiali" che possono avvicinarsi a quello di cui si nutrono le api, ma non lo sono... da usare (secondo me) solo in caso di effettivo bisogno per aiutare le famiglie deboli.

Posso capire i panetti di candito invernali... Uno non ha la possibilità di aprire le arnie per verificare lo stato delle scorte e ci mette un panetto per stare sereno, ma quando sento parlare di "nutrizione stimolante" in primavera, a 20 giorni dai raccolti, mi si torcono le budella!

Saranno 4 anni che le mie api non vedono panetti o sciroppi (se non in casi eccezionali...) e quasi sempre RobinHudeggio qualche arnia ricca per dare scorte alle povere.
Non posso pensare che sono l'unico fortunato che non ha bisogno di nutrire perchè ho gli apiari in zone fruttuose.

Forse è la metodologia di allevamento a fare la differenza?
I trattamenti?
Il fatto che in qualche misterioso modo, il nutrire le "abitua" a non cercare fuori dall'arnia quello di cui hanno bisogno?
Il fatto di non adottare tecniche "spingitorie" per farle salire a melario?
Il fatto di non utilizzare cerei?

BOH! Non so esattamente come mi succede, ma passati quattro anni comincio a pensare che non si tratti solo di fortuna.
Parliamone!
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Gnappo
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Gnappo »

Io nutro solo i nuovi nuclei, questo dipende dal clima che negli ultimi anni è decisamente inclemente specialmente ad agosto con caldo e siccità estrema.
Le famiglie le ho nutrite solo lo scorso anno (dopo che una è morta per fame ad agosto) e una totale assenza di scorte nel nido.
Non è che si nutre a prescindere, ci sono casi particolari dove è necessario (stagioni balorde) o fortemente raccomandato (nuclei estivi).
Ciao!!!
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Rob
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Rob »

Ciao a tutti.. lascio anche la mia.. ;)

concordo con la filosofia "nutrire solo quando serve" .. è ovvio e scontato..

purtroppo odiernamente si è giunti a nutrire sempre più spesso perchè l ambiente circostante vien mancando.. tralasciando tutto ciò che riguarda l aspetto commerciale ed economico..

sul lato dell allevamento in sè delle famiglie non dovrebbero esserci grossi problemi.. da quel che posso constatare negli apiari purtroppo mancano le fioriture vere e proprie, vuoi per qualsivoglia motivo, spesso maltempo, a volte malgestione dei campi agricoli o degli apiari stessi, da queste parti non ce la stiamo passando troppo bene sotto quell aspetto..

rincuora che le famiglie stanno bene, tuttosommato.. dimostrano , nuovamente, la tenacia con cui affrontano le avversità.. ;)

a volte è la gestione errata , altre la necessità di "soddisfare" un mercato sempre più vasto.. comunque è evidente come il clima e l ambiente siano sempre meno inclini alle produzioni mellifere, le ultime annate sono agli occhi di tutti..

certamente è possibile (e a mio avviso preferibile) "pretendere meno dall alveare" e garantirne in primis una sana e buona prosperità della famiglia.. questo manca un pò negli apiari, ma non sempre si riesce a trovare un alternativa, perlomeno nell immediato.. a volte si manda in produzione ogni singolo capo allevato, altre si spreme fin al midollo per ottenerne il prodotto.. le vie son infinite.. :)

ormai "tutti" hanno le api, ma l apicoltura "è per pochi".. una volta sentii dire : "ognuno ha le api che si merita" .. ;)

buon ferragosto a tutti.. :)
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Ermanno
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Ermanno »

Ciao a tutti

Vi parlo dalla mia inesperienza dalla mia prima stagione

Parto dal presupposto che ormai nei corsi di apicoltura che si tengono la prima cosa che dicono dopo il travaso è "aggiungi un cereo tra l ultimo di covata e il primo di scorte e dai 1 litro di sciroppo 1 a 1" dopo sta a te scegliere la tua strada e prendere consigli da chi ritieni essere il tuo mentore

Io personalmente seguendo il mio "mentore" durante la ripresa primaverile do un panetto di candito a tutte a prescindere perché le stimola a bottinare poi stop non do piu nutrimento ne solido ne liquido al bisogno se la famiglia è senza scorte do un panetto di candito( e per esperienze acquisite dal mio sen-sei succede o in agosto dopo la siccità o durante l inverno)

Poi come molti specificano non esistono ne due apiari ne due alveari uguali ma di sicuro la zona climatica con la presenza di fioriture e polline durante tutto l anno incidono notevolmente sulla tecnica che ognuno è obbligato a scegliere per il nutrimento

Buon ferragosto
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da ciocca956 »

Nutrire o no le proprie api.
Questione interessante e probabilmente non risolvibile con schemi preordinati.
Certamente l'asportazione del miele per fare produzione implica un potenziale impoverimento delle scorte.
Poi il clima e il territorio fanno il resto.
Certo che dire "Nutrire mai " aprioristicamante è pericoloso: la scorsa primavera io ho perso tutto il raccolto di acacia per la pioggia e le api si sono consumate tutte le scorte di quanto rimasto del 2022 e tutto quanto è stato raccolto in primavera con ciliegi e vari pruni.
Ho dovuto nutrire tutte le arnie. Alcune erano in situazioni critiche; in una metà api sono morte, la regina si è salvata e dopo il mio inervento si è ripresa discretamente e poi bene.
Nella mia zona ci sono tutti vigneti (Valpolicella) e in nome dell'Enogastronomia Bene Nazionale il territorio è pressochè un deserto per le api almeno da luglio in poi. Quindi se non ci sono scorte bisogna sostenere le famiglie.
E' quello he sto facendo ancora almeno per le arnie bisognose.
Se non lo facessi qualche famiglia morirebbe.
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Gnappo »

Gli ultimi due anni al nord sono stati terribili a livello di clima, lo scorso anno ottima produzione primaverile / estive, ma la siccità prolungata ha portato molte famiglie come sottolineato da Ciocca ad arrivare a fine estate completamente scariche.
Tranne per una arnia abbastanza fornita ho nutrito da agosto a marzo quasi continuativamente.
Dal 10 giugno con la fine (anticipata del tiglio) non hanno bottinato piu nulla fino a fine agosto (ha piovuto un po’ da ferragosto in poi).
Al sud negli ultimi 3 anni complì è anche la circolazione indotta dalla Nina si è verificata una piovosità superiore rispetto alle medie storiche, al centro, ma specialmente al nord-ovest. Le nostre api non sono abituate a questi climi, le nostre piante non sono altrettanto pronte come quelle che si trovano a sud.
Purtroppo tutti questi fattori Messi assieme hanno richiesto extra nutrimento di emergenza, non perché lo si voglia fare, ma per salvare le famiglie.
Dopodiché sta sicuramente all’apicoltore adattare la gestione dell’apiario per compensare questo clima pazzo in continuo mutamento.
Per quanto mi ricordo, essendo rimasto scottato l’anno scorso, ho preferito rimuovere prima i melari per aumentare le scorte nel nido. Discorso differente per i nuclei, per me vanno nutriti, poco ma continuativamente fino all’autunno.
Ciao!!!
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da BjHorn »

Rob ha scritto: 14/08/2023, 15:18 certamente è possibile (e a mio avviso preferibile) "pretendere meno dall alveare" e garantirne in primis una sana e buona prosperità della famiglia..
Ciao!
E' da questa considerazione che sono partito, "pretendere meno" e (anche) "lavorarle meno".
Per "lavorarle meno" intendo un mucchio di cose, già dalla formazione dei nuclei in quanto raccolgo solo gli sciami naturali (quando scappano...), e una volta raccolti aggiungo i telai SEMPRE all'esterno, mai tra covata e scorte per costringerle a farli costruire prima.
Ed è l'unica occasione, quando non ho telai già costruiti, in cui uso dei cerei (intervallati con telai vuoti) altrimenti potrebbero costruire anche di "traverso".

"Ah... ma senza cereo consumano più miele!"
Ma ne siamo proprio sicuri? Io non più.
Mi è capitato di prendere un cereo mezzo costruito e l'ho maldestramente sbattuto da qualche parte, rovinandolo.
Nel tentativo di togliere le celle ammaccate e piegate, mi sono accorto che la cera messa su dalle api veniva via dal cereo, si "scollava" lasciando il cereo così come lo avevo messo, INTEGRO. Lo si notava anche dal colore, più scuro della cera "naturale".
Questo mi ha portato a pensare che il cereo serve solo a invitare le operaie a costruire celle da operaia, limitando i fuchi quanto più possibile perchè considerati "inutili".
"Si ma che c'entra il cereo con la nutrizione?" Tutto c'entra... qualsiasi aspetto della conduzione di un apiario alla fin fine c'entra!

E... morale della favola, il "pretendere meno" ha comunque portato alcune arnie a produrmi 3 o 4 melari da 16 kg netti ognuno (mediamente) che mi pare un risultato apprezzabile.
Ermanno ha scritto: 14/08/2023, 17:26 Io personalmente seguendo il mio "mentore" durante la ripresa primaverile do un panetto di candito a tutte a prescindere perché le stimola a bottinare
E in che modo dovrebbe stimolarle a bottinare se il "cibo" lo trovano sulle loro teste?
Non sto usando (con te...) un tono polemico, sia chiaro! :eheh: So bene che un neofita segue le orme dei suoi mentori all'inizio del percorso.
Mentori che SICURAMENTE in buona fede ti avranno suggerito questa tecnica, dando per scontato che il panetto sia "pappabuona" per le api, piuttosto che un surrogato artificiale che poco ha a che fare con nettare e polline.
ciocca956 ha scritto: 14/08/2023, 20:13 Nutrire o no le proprie api.
Questione interessante e probabilmente non risolvibile con schemi preordinati.
Certamente l'asportazione del miele per fare produzione implica un potenziale impoverimento delle scorte.
Sono perfettamente d'accordo che non sia risolvibile con "schemi preordinati", il mio è solo un tentativo per portarci a riflettere (me per primo) su questioni riguardante la nutrizione che forse diamo per scontato perchè "lo fan tutti".
Non ho ben chiaro cosa intendi per "asportazione del miele". Parli forse dello "stringere il nido" o dei melari?
Io conduco le famiglie su 9 telai, e prima di montare i melari mi assicuro che il nido sia quasi sul punto di esplodere (o sciamare) e una volta tolti i melari le poverine non sanno più dove mettere il raccolto, costringendole a volte a costruire dietro il diaframma, ma prima o poi devo pur fare i trattamenti estivi!

Come al solito l'ultimo messaggio di @Gnappo non riesco a quotarlo (non so perchè) quindi mi limito a citarlo.
Ci sarebbe molto da discutere per quanto riguarda il clima, ma non è che al sud la situazione sia molto diversa dal nord, ma non approfondisco perchè devo partire per il pranzo di ferragosto! :eheh:
Mi preoccupa l'affermazione sui nuclei, che vanno nutriti per tutta la stagione... Stiamo dando loro delle sostanze artificiali, soprattutto derivate da zuccheri per uso umano. Io non sarei tanto sicuro che faccia bene a loro, anzi, è accertato che fa MALISSIMO a noi, di conseguenza qualche "conseguenza" spiacevole potrebbero averla anche le apuzze.

Buon ferragosto a tutti! :okok:
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Ermanno »

@BjHorn
E in che modo dovrebbe stimolarle a bottinare se il "cibo" lo trovano sulle loro teste?
Non sto usando (con te...) un tono polemico, sia chiaro! :eheh: So bene che un neofita segue le orme dei suoi mentori all'inizio del percorso.
Mentori che SICURAMENTE in buona fede ti avranno suggerito questa tecnica, dando per scontato che il panetto sia "pappabuona" per le api, piuttosto che un surrogato artificiale che poco ha a che fare con nettare e polline.
Nessun problema sto imparando altrimenti non sarei qua :roftl: comunque da come mi ha spiegato questo panetto dato in ripresa primaverile crea una sorta di stimolo, dipendenza, febbre o come si vuole chiamare verso l andare a bottinare "le dopi per farle andare a bottinare meglio" (credo che serva anche a stimolare la regina a deporre creando la falsa sensazione di avvio di una fioritura importante) comunque l anno prossimo proverò a fare delle prove e vedere quanto fanno di raccolto e provare a vedere se ci sono differenze anche come sviluppo perché nella prossima primavera le spaccherò in due ( se riesco in tre) per aumentare le casse in apiario e saprò farmi un idea su quale strada scegliere

Buon pranzo e buon ferragosto :okok:
Ultima modifica di Ermanno il 16/08/2023, 20:29, modificato 1 volta in totale.
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Gnappo »

BJ forse hai frainteso, non nutro I nuclei tutta la stagione ci mancherebbe altro, ma i nuclei estivi creati a cavallo di luglio (perché c’è poco nulla da bottinate qui) fino l’invernamento.
Recentemente ha scritto diverse volte che la nutrizione artificiale fa mele, ma è una tua sensazione o ci sono delle evidenze? Io ho le api praticamente in casa, sicuramente non rapprendano un campione statistico, ma non ho notato differenza tra arnie nutrite per varie ragioni ed arnie non nutrite, ho però avuto delle famiglie collassate per fame o che ci sono andate vicino, non in tardo inverno primavera, ma proprio ad agosto/settembre.
Detto ciò poi dipende dalla quantità, ai nuclei ad esempio do 200-250ml al giorno per 6 giorni poi mi fermo qualche un po’, magari 1-2 settimane (adesso ad agosto lo sto dando continuamente fino al 1 settembre). Ma usando avranno almeno un telaino di sponda pieno pieno di fermo. Lo scorso anno, 3 nuclei preparati ad inizio maggio e non nutriti sono collassati tutti per fame, saccheggio e varroa (dannate striscette). Quest’anno nuclei con cella reale da una arnia sciamata a metà giugno (qui di diciamo su 6-7 telaini scarsi) adesso con nutrimento e una bella pulizia contro la varroa sono stabili su 5/6 telaini.
Ciao!!!
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Francesco27 »

Buongiorno e buon Ferragosto, scrivo da poco sul forum, da qualche giorno ho un nucleo, l apicoltore che me lo ha venduto mi ha detto di nutrire due volte con sciroppo 2:1 (un chilo di zucchero e mezzo di acqua a volta) per un totale di 3 chili di sciroppo, la mia opinione conta quasi nulla ma credo sia giusto nutrire i nuclei fatti a luglio/agosto per farsi un po di scorte non essendoci fioriture. Ditemi se sbaglio.
Un altra cosa: chi ha poche casse potrebbe considerare di nutrire con frutta (che non può più essere consumata perchè troppo matura/marcescente)?
Dovrebbe essere una cosa naturale al pari del nettare, unica pecca i trattamenti ma è un problema che non sussiste per chi ha degli alberi da frutto che non tratta.
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da BjHorn »

Gnappo ha scritto: 15/08/2023, 15:43 Recentemente ha scritto diverse volte che la nutrizione artificiale fa mele, ma è una tua sensazione o ci sono delle evidenze?
Lo scrivo da un bel pò a dire il vero, ma non sostengo che faccia male, piuttosto che non faccia bene!
Ovvero, da usare solo nei casi limite e quando non si hanno scorte a disposizione.
Le evidenze? Si ma non sono scientifiche, ovvero dimostrate con test, che in ogni caso non potrei sostenere vista la mia ignoranza in materia.
Lo sento dire dai colleghi in zona che perdono famiglie all'improvviso, che non producono, che stanno continuamente a nutrire perchè muoiono di fame.
Lo sento dalle persone "normali" che quando sentono che sono apicoltore con la faccia contrita mi fanno; "Eh... ma ho sentito che da qualche anno non va bene per voi, che il clima - pesticidi - moria delle vacche - zero miele - ecc ecc", ed io che ammicco per circostanza.
Poi dai gruppi che seguo sui social o sui forum.
Molti che hanno problemi di fame, api deboli, famiglie che spariscono da una settimana all'altra o soccombono alla varroa.
E io l'unico problema che riscontro nei miei apiari è la difficoltà ad allevare nuove regine quando le vecchie muoiono o sciamano. Infatti su una trentacinquina di arnie che seguo (non tutte mie) ho perso due famiglie nell'arco dell'anno perchè sciama la vecchia, e le rimanenti non riescono a farsi una regina, nonostante continui prelievi di uova o celle già formate.
Ma mai avuto problemi di scorte o di fame.
E forse (e sottolineo forse) la differenza la fa la nutrizione, visto che per quanto riguarda i trattamenti antivarroa, chi più chi meno li facciamo tutti più o meno efficaci.
La domanda è: La nutrizione artificiale, QUANDO NON NECESSARIA, fa bene alle api o le indebolisce sul lungo periodo?
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da BjHorn »

Francesco27 ha scritto: 15/08/2023, 16:40 Buongiorno e buon Ferragosto, scrivo da poco sul forum, da qualche giorno ho un nucleo, l apicoltore che me lo ha venduto mi ha detto di nutrire due volte con sciroppo 2:1 (un chilo di zucchero e mezzo di acqua a volta) per un totale di 3 chili di sciroppo, la mia opinione conta quasi nulla ma credo sia giusto nutrire i nuclei fatti a luglio/agosto per farsi un po di scorte non essendoci fioriture. Ditemi se sbaglio.
Ti ha già risposto Gnappo nell'altra discussione su questo argomento, per quanto riguarda le fioriture... non sottovalutare le api, che le risorse le trovano anche se non le vedi!
Francesco27 ha scritto: 15/08/2023, 16:40Un altra cosa: chi ha poche casse potrebbe considerare di nutrire con frutta (che non può più essere consumata perchè troppo matura/marcescente)?
So di qualche vecchio apicoltore che utilizzava fichi secchi sul coprifavo nel periodo invernale, ma non ho notizie circa il reale beneficio (ammesso che esista) su questo metodo nè sull'uso di frutta "intera". Ma tieni presente che le api non hanno mascelle ma solo una lingua per succhiare fluidi (detta spiccia spiccia...) per cui bisogna anche capire che tipo di frutta e come viene preparata per farla assumere alle api.
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Francesco27 »

Hai ragione sottovalutavo le api ma proprio stasera soffermandomi un paio di minuti a guardarle ho visto qualche ape carica di polline, dopo ho fatto un giro nell orto e c'erano molte api sui fiori di zucca.
Riguardo la frutta l idea sarebbe darla "schiacciata" in modo da poter succhiare il succo, in questo periodo vedo tantissime api sulla frutta matura non essendoci molte fioriture.
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Rob »

in alcune zone e in alcuni periodi la differenza sostanziale cè, tra nutrire e non; alcune famiglie arrivano anche a morire di fame!
appunto capire le dinamiche circostanti faranno si che l apicoltore possa intervenire al momento giusto e le modalità e le quantità di pappatoia che inseriremo dovranno essere coerenti con lo stato generale delle famiglie e con ciò che importano già per conto proprio.. anche la gestione è fondamentale.. :)

assecondare e "anticipare" le necessità della famiglia conducon alla salute dell apiario, intervenire all emergenza purtroppo "è tardi".. anche a questo punto se non si nutre con cautela è un cadavere! perchè una famiglia debole si difende poco e se cè magra cè magra per tutti.. ma nutrire potrebbe non bastare, magari successivamente non riuscirà a rifare il glomere invernale..

anche io credo che le api trovano "sempre" qualcosina, ma constato anche che le pratiche apistiche che adottiamo non si posson appoggiare solo dall apporto naturale.. senza entrare nei dettagli, ma anche solo la forma e dimensione che abbiamo dato al suo "abitacolo" rende quest animale molto meno resistente a molte problematiche..

non cè colpa di nessuno eh.. le api son troppo strane, e il clima fa quel che vuole lui..
..e l apicoltore ancor brancola.. ;)
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da BjHorn »

La mia polemica è contro l'uso, ormai sempre più diffuso, di nutrire senza un reale bisogno.
Addirittura dare sciroppo "stimolante" o altre sostanze miracolose 20 giorni prima di montare i melari.
"Perchè così le api si "abituano" a bottinare!" Sento dire...
Una sorta di "allenamento" in previsione della gara primaverile... Però stiamo dando sostanze artificiali, che presto o tardi ci ritroveremo nei barattoli.
Ma noi siamo abituati a mangiare cose anche peggiori, ci fanno male si... ma alla fine cosa NON ci fa male? Basta dare una lettura consapevole alle etichette di qualsiasi prodotto che acquistiamo al supermercato. Ma tralasciamo questo aspetto...

Se io apicoltore mi trovo costretto a nutrire una famiglia, preferisco spendere un euro in zucchero semolato piuttosto che dare un telaio con un chilo di miele.
E' antieconomico utilizzare miele piuttosto che zuccheri, ma di parecchio pure.

Ma alla fine, tra nutrizione, trattamenti continui, errori nostri o clima avverso, chi ne fa le spese sono sempre le api, sempre più in balia degli elementi (umani, parassitari e climatici) e sempre più deboli e bisognose di continua assistenza.

Da quando ho deciso di non utilizzare più zucchero ma solo telai di scorte, generosamente fornite da altre famiglie, le mie api riescono a sopportare meglio le avversità meteo. Hanno superato brillantemente una 40ina di giorni di pioggia e maltempo ad inizio stagione, quando era il momento di bottinare, e successivamente intere settimane a 40° e oltre.
Sono stracariche di varroa (ho cominciato da una settimana i trattamenti con il sublimato) ma "sembrano" non accusarla affatto, e se non fosse che la vedo sulle api e nei vassoi sarei tentato di dire che sono pulite da come sono vispe.
Uno degli apiari è stato colpito dal mal nero, mai visto così aggressivo come quest'anno, causando una moria impressionante di api davanti le arnie che mi ha fatto molto preoccupare. Sono riuscite a superare (da sole) il momento e sono andate anche a melario successivamente.
L'unica difficoltà che riscontro rispetto al solito (ma succede anche ai colleghi in zona) è la "sparizione di regine", che nascono, volicchiano, qualcuna torna per poi sparire, altre si perdono le tracce ancora prima di tornare nell'arnia.
Ho perso 2 famiglie così, su una trentina di arnie che a vario titolo seguo.

E dato che questo è ormai la "mia normalità" da almeno 3 anni buoni, mi sento di dire che la mia ricetta segreta è:
Nutrizione artificiale abolita.
2 trattamenti all'anno (estivo ed invernale) il resto del tempo l'ape deve "respirare".
No cerei.
No tecniche per costringerle a salire a melario.

Poi magari la stagione prossima collassa tutto, ma per il momento sono uno dei pochissimi che non si lamenta di come stanno le api.
Ovviamente ci sono arrivato per gradi, non credo si possa iniziare da un momento all'altro di botto, e forse dopo 4 anni è ancora presto per dare giudizi e stilare pagelle, ma sentivo di condividerlo con voi, o almeno discuterne.
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Gnappo »

La nutrizione stimolante anche a me sembra una cosa inutile se non dannosa, tra l’altro qualche tempo fa ho letto alcuni articoli a riguardo dove si evidenziava proprio questo fatto.
Ovviamente la nutrizione di emergenza, ed aggiungere anche quella per nuclei abbastanza ristrettì, è di certo altra cosa.
Sicuramente alimentare le api con il loro miele è la cosa migliore, va però detto che è possibile sopratutto quando si ha a disposizione un numero di arnie abbastanza elevato (direi sopra la 15-20 in base).
Sollevo una altra questione, ho come la sensazione che l’effetto negativo dell’alimentazione in tutte le sue forme (sopratutto liquide) sia aggravato da periodo in cui c’è poca importazione di polline. In altre parole alimentare in momenti di scarsità di polline, sembra che aggravi ancora di più il problema. Lo scorso anno a causa della siccità estremamente prolungata mi sono trovato a dover effettuare alimentazione pre-invernale, non ha sortito alcun effetto, anzi le api si sono ulteriormente indebolite arrivando alla primavera in numeri veramente esigui (2 massimo 3 telaini) con una elevata perdita invernale (2 famiglie su 7 venite meno ed una ripresa per i capelli). Facendo mente locale, lo scorso anno sempre a settembre passando da sciroppo a candito (però con aumento importazione di polline) le api mi sono da subito meno “depresse”. Quest’anno pur alimentando ho notato una importazione molto più elevata di polline delle api che non sembrano aver sofferto allo stesso modo, sembra che abbiano sostituito importazione di nettare (somministrato artificialmente) aumentando polline. Nel nucleo più debole su 5-6 telaini ho almeno 2 telaini (entrambi i lati) riempiti di polline con solo una corona di miele.
Direi quasi che:
- poco polline (scorta / importato) > non nutrire (durante la stagione) anche con alveari molto scarichi (in inverno candito)
- molto polline (scorta / importato) > possibile nutrire in quantità moderate in caso di alveari molto scarichi
Ovviamente non si tratta di una valutazione basata su un campione statisticamente rilevante, ma la sensazione che la vera variabile sia il polline piuttosto è molto forte.
Ciao!!!

P.s. non ho specificato, il polline è una conseguenza non una causa. Se le api importano polline allora sono propense a svilupparsi / mantenersi in ogni momento della stagione, se non importano polline allora è come il “cavallo che non beve” c’è qualche problema ( virosi / infezioni latenti?) che non può essere di certo risolto con un po’ di sciroppo.
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Andrea Valvecchia »

BjHorn ha scritto: 26/08/2023, 13:17
L'unica difficoltà che riscontro rispetto al solito (ma succede anche ai colleghi in zona) è la "sparizione di regine", che nascono, volicchiano, qualcuna torna per poi sparire, altre si perdono le tracce ancora prima di tornare nell'arnia.
nella mia zona parecchi dicono che questo problema sia arrivato col moltiplicarsi dei ripetitori per la telefonia mobile, e ho sentito di apicoltori che in seguito all'installazione di un ripetitore vicino all'apiario hanno avuto grossissimi problemi di perdita di regine che non avevano mai avuto prima.
Considerando che le api usano anche il campo magnetico terrestre per orientarsi e che i ripetitori emettono onde elettromagnetiche, ci potrebbe anche stare il nesso logico...
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Ortega »

Le api, come ogni essere vivente, necessitano di una buona alimentazione basata su una dieta equilibrata.
Da questo dipenderanno le prestazioni e la salute della colonia.
È quindi fondamentale sapere che l'alimentazione naturale delle api si basa sul consumo di miele (circa l'80%) e di polline (circa il 20%).
Se non riescono a procurarselo in natura, per varie ragioni, dobbiamo provvedere noi ad integrare.
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da Rob »

..nutrire o non nutrire.. ;)

negli ultimi giorni qui stiamo preparando le famiglie all inverno..
restando nel tema nutrizioni.. non è necessario prender parte a uno schieramento per filosofia, bisogna fare i conti con l apiario in vero.. alcuni vanno sostenuti più di altri.. anche all interno dello stesso apiario ci posson esser famiglie da nutrire e altre che vanno da sole..

"dar da mangiare" non è un concetto astratto.. si dovrebbe dare a esigenza, quando nell arnie non ve ne è , quando le api lo richiedono.. del resto lo si fa anche con altri animali allevati..

con il tempo e l esperienza l apicoltore capisce quando non ci son importazioni e, in assenza di queste, se la famiglia può "viaggare da sola" o meno.. se vi son scorte abbondanti nella maggior parte dei casi l alveare potrà attraversare indipendentemente periodi di magra..

se al contrario si stanno invernando perlopiù telai vuoti, presto si assisterà al collasso della famiglia..

-------------------------

in genere parlando di scorte, le famiglie che son andate a melario son quelle che ne risentono maggiormente, pertanto se l apicoltore ha estratto del miele dovrebbe anche preoccuparsi di reintegrare le scorte asportate (eh si, l ape le considerava scorte future!).. se il microclima consente agli alveari di rifarsele naturalmente tantomeglio, ma nei microclimi dove l ambiente "manca" sarà necessario prestare maggiori attenzioni..

anche la gestione cambia moltissimo, lavorare in certi modi sdrena maggiormente gli alveari, si potrebbero aprire altri capitoli a decine..

..ma alla fin dei conti è "l occhio dell apicoltore che fa l alveare".. quanta passione e tempo ci si dedica è fondamentale per la buona riuscita di quest "avventura".. ;)
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Re: Nutrizione a prescindere!

Messaggio da BjHorn »

Rob ha scritto: 02/10/2023, 20:50 non è necessario prender parte a uno schieramento per filosofia, bisogna fare i conti con l apiario in vero.. alcuni vanno sostenuti più di altri.. anche all interno dello stesso apiario ci posson esser famiglie da nutrire e altre che vanno da sole..
L'unica filosofia che seguo per quanto riguarda la nutrizione è dare all'ape quello che l'ape produce (fin quando possibile).
Rob ha scritto: 02/10/2023, 20:50 "dar da mangiare" non è un concetto astratto.. si dovrebbe dare a esigenza
E infatti il mio post era proprio sull'esigenza. Vedo però che molti nutrono anche quando non c'è questa esigenza, addirittura a 20 giorni dalla posa dei melari per "stimolarle" (?).
A me invece vien da pensare (ma magari sbaglio) che quello "stimolo" vada a finire direttamente nei melari, oppure ci va a finire miele che era presente nei favi del nido, per fare spazio allo "stimolo" fresco...
Rob ha scritto: 02/10/2023, 20:50 in genere parlando di scorte, le famiglie che son andate a melario son quelle che ne risentono maggiormente, pertanto se l apicoltore ha estratto del miele dovrebbe anche preoccuparsi di reintegrare le scorte asportate.
Certamente bisogna preoccuparsene, ma magari basta non insistere a rimettere su i melari sul finire della stagione anche quando c'è ancora una discreta importazione.
Rob ha scritto: 02/10/2023, 20:50 anche la gestione cambia moltissimo, lavorare in certi modi sdrena maggiormente gli alveari, si potrebbero aprire altri capitoli a decine..
Per esigenze personali e qualcuna "filosofica" mi ero deciso a non seguire l'apicoltura che chiamo (forse impropriamente) "intensiva", ma adottare un approccio più morbido, e poi (pensavo...) quello che viene... viene!
Ovvero: no cerei, no tecniche per aumentare la produzione, no visite non necessarie, no trattamenti oltre ai due annuali, se vedo celle reali fuori periodo non mi affanno a toglierle (una ragione ce l'avranno di sicuro)
Insomma, "opero" il meno possibile nel modificare l'assetto del nido o dell'apiario, prendendo nota di come si comporta ogni arnia su un quaderno, ne seguo la storia e vicissitudini anno per anno, prendendo nota di quelle famiglie molto ricche per poi derubarle alla robin hood se necessario.

Il risultato sta andando oltre le mie aspettative (ma questo dipende anche da COSA mi aspettavo...), sia in termini di produzione che di mortalità delle famiglie.
E se non fosse che per qualche ragione, che non capisco e probabilmente non capirò mai, che ho un problema relativo alle regine che spariscono e faccio fatica a rinnovarle (vuoi per sciamatura, vuoi per vecchiaia) avrei lo 0% di mortalità (attualmente viaggio poco sotto il 10%), che probabilmente potrei azzerare se comprassi regine feconde o le seguissi con maggiore attenzione.
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