Valutazione potenziale apiario

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nicgerva
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Valutazione potenziale apiario

Messaggio da nicgerva »

Ciao a tutti! Dovendo trovare casa ad alcune delle mie arnie, stavo valutando alcuni terreni nei dintorni. Ne stavo valutando uno in particolare, che presenta le seguenti caratteristiche: esposizione est-sudest su un versante scosceso a 500 mslm (prealpi), in posizione soleggiata, circondato da campi incolti. A disposizione molta acqua e buone possibilità di accesso.
Il mio dubbio nasce dal fatto che l'ambiente circostante, anche se presenta qualche prato, è per la maggior parte composto da estesi boschi, principalmente orno-ostrieti, con presenza di alcuni castagneti, e più in alto di faggete e corileti, questo per svariati km.
ora, al netto dei castagni, non mi sembra la flora ideale per mantenere un flusso nettarifero stabile nel corso dell'anno, ma magari sbaglio. Cosa ne pensate?
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Gnappo
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da Gnappo »

Ciao Nicgerva,
facciamo due calcoli, le tue api possono coprire oltre 1200 ettari di terreno, considerando un potenziale mellifero di 50kg/ha (che è poco poco) avresti a disposizione un teorico 60 tonnellate di miele. Direi che le api nel posto che stai considerando non avranno alcun problema. Direi che è un ottimo posto per fare millefiori. Alla fine se c’è sole, acqua e poche monoculture tipo mais a perdita d’occhio ogni posto va bene per le api.
Ciao!!!
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nicgerva
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da nicgerva »

Ciao Gnappo, grazie mille del parere! Come hai fatto il calcolo sui 50kg/ha?
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ciocca956
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da ciocca956 »

Ciao.
Concordando sostanzialmente con quanto scritto da gnappo ti rispondo anch'io in quanto la mia zona rispecchia sostanzialmente con la tua.
Ho l'apiario a 400 mt. e sono rircondato da monti che arrivano fino a 600 mt con una considerevole presenza di boschi anche se scarsissima è la presenza di castagno.
Ti faccio comunque presente le considerevoli positività che un tale areale presenta.
terreni da sempre non coltivati presentano sicuramente una notevole disponibilità di essenze bottinabili anche se non per tutta una stagione. Certamente la partenza di fine inverno è favorita dai noccioli selvatici per la disponibilità di poliine indispensabile per l'avvio della covata anche precoce. Questi sono seguiti certamente da una nutrita famiglia di prunus con fioriture anche precoci e consistenti per arrivare a inizio marzo con l'esplosione di questi. L'avvio della stagione non può essere più favorevole. Tu dici che non ci sono prati ma certamente ci saranno fioriture anche cospicue in radure o anche nei boschi stessi. Una certa criticità potrebbe intervenire dopo il castagno ma secondo me non è detto e andrebbe verificata per un eventuale supporto di nutrizione artificiale. Il fine estate non può essere migliore in una zona boscosa. Quella che molti indicano come la seconda primavera sarà certamente portatrice di occasioni importanti di bottinaggio per non parlare del fatto che molti boschi sono sinonimo di molta edera. Questa a volte è scarsa di nettare ma sempre molto produttiva di polline che consente alle api di protrarre la covata fino date molto avanzate. Questo significa che saranno molte le api in grado di passare l'inverno. L'unico aspetto negativo dell'edera è che produce un miele di facile e dura cristallizzazione che rende questo miele difficilmente assumibile dalle api. Io integro la raccolta del nettare di edera somministrando circa mezzo litro di sciroppo alla settimana per arnia allo scopo di ridurre l'inconveniente descritto. Tieni presente che quando si parla di territorio montuoso le fioriture tendono a prolungarsi anche significativamente per la scalarità di fioritura dovuta alla diversità di quota. Quest'anno le mie api hanno bottinato acacia ed edera per più di 25 giorni. Non è un fattore di poco conto.
Quindi non aver timore se il luogo che indichi sarà o meno favorevole. Concentrati piuttosto sulla conoscenza concreta delle disponibilità e dei periodi di queste disponibilità.
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Gnappo
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da Gnappo »

Ciao 50kg/ha è semplicemente una stima conservativa (ex: trifoglio 60kg/ha) relativa a fiori con potenziale mellifero tra i più bassi. Comunque come detto da ciocca956 non credo tu abbia alcun problema nella zona che hai descritto. Poi certo se nella stessa zona ci sono 300 alveari è un altro discorso :)
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nicgerva
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da nicgerva »

ciocca956 ha scritto: 17/11/2022, 20:01 Ciao.
Concordando sostanzialmente con quanto scritto da gnappo ti rispondo anch'io in quanto la mia zona rispecchia sostanzialmente con la tua.
Ho l'apiario a 400 mt. e sono rircondato da monti che arrivano fino a 600 mt con una considerevole presenza di boschi anche se scarsissima è la presenza di castagno.
Ti faccio comunque presente le considerevoli positività che un tale areale presenta.
terreni da sempre non coltivati presentano sicuramente una notevole disponibilità di essenze bottinabili anche se non per tutta una stagione. Certamente la partenza di fine inverno è favorita dai noccioli selvatici per la disponibilità di poliine indispensabile per l'avvio della covata anche precoce. Questi sono seguiti certamente da una nutrita famiglia di prunus con fioriture anche precoci e consistenti per arrivare a inizio marzo con l'esplosione di questi. L'avvio della stagione non può essere più favorevole. Tu dici che non ci sono prati ma certamente ci saranno fioriture anche cospicue in radure o anche nei boschi stessi. Una certa criticità potrebbe intervenire dopo il castagno ma secondo me non è detto e andrebbe verificata per un eventuale supporto di nutrizione artificiale. Il fine estate non può essere migliore in una zona boscosa. Quella che molti indicano come la seconda primavera sarà certamente portatrice di occasioni importanti di bottinaggio per non parlare del fatto che molti boschi sono sinonimo di molta edera. Questa a volte è scarsa di nettare ma sempre molto produttiva di polline che consente alle api di protrarre la covata fino date molto avanzate. Questo significa che saranno molte le api in grado di passare l'inverno. L'unico aspetto negativo dell'edera è che produce un miele di facile e dura cristallizzazione che rende questo miele difficilmente assumibile dalle api. Io integro la raccolta del nettare di edera somministrando circa mezzo litro di sciroppo alla settimana per arnia allo scopo di ridurre l'inconveniente descritto. Tieni presente che quando si parla di territorio montuoso le fioriture tendono a prolungarsi anche significativamente per la scalarità di fioritura dovuta alla diversità di quota. Quest'anno le mie api hanno bottinato acacia ed edera per più di 25 giorni. Non è un fattore di poco conto.
Quindi non aver timore se il luogo che indichi sarà o meno favorevole. Concentrati piuttosto sulla conoscenza concreta delle disponibilità e dei periodi di queste disponibilità.
Ciao Ciocca , grazie mille per la risposta super completa, allora sto più tranquillo!
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da ciocca956 »

Gnappo ha scritto: 17/11/2022, 20:26 Ciao 50kg/ha è semplicemente una stima conservativa (ex: trifoglio 60kg/ha) relativa a fiori con potenziale mellifero tra i più bassi. Comunque come detto da ciocca956 non credo tu abbia alcun problema nella zona che hai descritto. Poi certo se nella stessa zona ci sono 300 alveari è un altro discorso :)
Non concordo con la conclusione.
E faccio quattro conti: Se l'ape è in grado di esplorare un'area con 3000 metri di raggio significa che puù esplorare circa 28 Chilometri quadri cioè 2800 ettari. Anche prendendo per buono un potenziale di 50 Kg/Ha questo areale darà minimo 1400 quintali di nettare.
Una famiglia robusta necessita di circa 130 Kg di miele/polline. Perciò dove sta un'arnia sicuramente ne possono stare almeno un migliaio. Se poi l'areale in questione ha una buona varietà di fioriture tale numero può crescere enormemente.
Conclusione: Ben vengano 300 alveari in una zona. Ne trae vantaggio tutto il l'ecosistema.
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da Gnappo »

L’importazione diminuisce al crescere della distanza media di volo, ciò significa che se un’ape può arrivare a 3km non significa che tutte le api andranno sempre a quella distanza senza avere un calo di produzione accentuato. Io ho considerato come distanza con importazione in accordo al potenziale mellifero di 50kg/ha un raggio di che per 300 alveari generebbe 52kg/arnia il che non basterebbe a sostenere la famiglia e generare un surplus adeguato all’apicoltore.
Banalmente si può calcolare approssimando che 1km il potenziale è 50kg/ha, a 2km, 25kg/ha a 3km, 17 kg/ha semplicemente valutando le distanze di volo. In questo caso saremmo abbastanza al limite con 300 alveari. Ovviamente se si considera 1 arnia ogni 5-10 ettari il discorso cambia. Quindi si può dire che se non ci sono nella stessa zona RAVVICINATI 300 alveari non ci sono problemi.
Ciao!!!
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da ciocca956 »

Ciao.
Col tuo ragionamento nell'areale che io considero esplorabile dall'ape ci stanno quasi 3000 arnie.
Questo per ribadire che il problema non consiste nel valutare quanto possa essere di interesse apistico una zona per allestire o meno un apiario. ameno che questo territorio sia dedicato a monocultura per molte decine di kilometri quadrati. Ma in Italia questa possibilità è del tutto esclusa.
Piuttosto occorre valutare quante arnie una persona può seguire con sufficiente attenzione e i base alla propria disponibilità di tempo-
Anche la consistenza dell'apiario è importante E meglio avere 10 apiari da 56-60 arnie che 2 da 300. Anche opportunamente distanziati per limitare i problemi di deriva con possibile diffusione di patologie.
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da Gnappo »

Come già ricordato anche le api mangiano il miele ed è molto più di quello che producono in eccesso, basti pensare che una famiglia raccoglie 40-50kg di polline ogni anno e oltre circa 300kg di miele per il proprio sostentamento.

Da 2 a 3km (corona circolare):
1570ha*17kg/ha*300kg/arnia= 89 arnie

Da 1 a 2km (corona circolare):
942ha*25kg/ha*300kg/arnia=78 arnie

Da 0 a 1km (circonferenza):
314ha*50kg/ha*300kg/arnia=52 arnie

Totale Arnie = 218 (quindi andando ha spanne ho anche sovradimensionato)

Considerati: 30 kg produzione in eccesso e 270kg consumo.

Ciao
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da ciocca956 »

Ciao.
La questione si fa interessante per la diversità dei punti di vista.
Tu parli che un'arnia ben sviluppata necessita di 300 Kg di miele all'anno; io avevo letto che in pianura padana necessita invece di circa 150 Kg tra miele e polline. Non ricordo dove l'ho letto ma poco importa. Ora ho cercato un po' in internet e non c'è un granchè a riguardo. Ho trovato una discussione in cui alla domanda veniva risposto che tale quantitativo è mediamente di 72 Kg di miele. L'accordo delle fonti è lontano.
Sarabbe opportuno che ci fosse un chiarimento certo a riguardo. Mi rendo conto che l'argomento esula dal tema proposto dal nostro amico ma sono curioso e col tempo spero venga questo chiarimento.
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da ciocca956 »

Gnappo ha scritto: 22/11/2022, 23:05 Come già ricordato anche le api mangiano il miele ed è molto più di quello che producono in eccesso, basti pensare che una famiglia raccoglie 40-50kg di polline ogni anno e oltre circa 300kg di miele per il proprio sostentamento.

Da 2 a 3km (corona circolare):
1570ha*17kg/ha*300kg/arnia= 89 arnie

Da 1 a 2km (corona circolare):
942ha*25kg/ha*300kg/arnia=78 arnie

Da 0 a 1km (circonferenza):
314ha*50kg/ha*300kg/arnia=52 arnie

Totale Arnie = 218 (quindi andando ha spanne ho anche sovradimensionato)

Considerati: 30 kg produzione in eccesso e 270kg consumo.

Ciao
La saga si arricchisce.
Premetto che dato l'interesse (almeno a parer mio) che la discussione merita sarebbe il caso che l'amministratore spacchi questa parte della discussione dall'originale quesito posto da nicgerva attribuendogli un titolo dedicato al fine di evitare confusione.
Detto ciò arricchisco il dibattito con un nuovo dato ripreso da un fonte di tutto rispetto.
Nell'ultimo numero di Apicoltore Italiano vi è un articolo, espressione di uno studio FAO e Istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana, in cui si afferma:
"Nel corso di un anno, una singola colonia su 10 favi necessita di circa 13-18 Kg di polline per mantenere uno sano sviluppo."
Data l'incontestabile autorevolezza delle fonte mi viene spontaneo chiedermi da dove deriva il dato che tu esibisci di 40-50 Kg di polline.
Lo stesso dubbio mi viene per il dato di 300 Kg annui di miele.
Ora non si tratta certo di fare a lotta fra noi ma, io penso, avere la certezza del reale fabbisogno di una colonia in salute può aiutare l'apicoltore attento a valutare in ogni momento lo stato della colonia stessa e di avere coscienza, ad esempio, se a fine stagione le scorte presenti possano essere ritenute sufficienti per passare l'inverno senza problemi oppure se si deve intervenire con nutrizione di supporto.
Perciò arrivare ad avere dei dati certi può essere di beneficio per tutti gli utenti del forum.
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da Gnappo »

Ciao, preferisco in genere cercare i dati dettagliati nella letteratura internazionale, ovviamente non solo riguardo alle api, ma sopratutto per il mio lavoro. Ad ogni modo ho anche una predilezione per la letteratura pre anni ‘90 dove i livelli dei lavori erano molto più elevati, adesso qualunque stupido pubblica un articolo solo per arricchire il suo CV. Ad ogni modo di seguito trovo in articolo che fa una raccolta bibliografica di molte referenze precedenti. Se ha voglia di andare a spulciarti i dati di trovano qui, ed anche in altre ricerche valori con una varianza molto elevata, da 10 a 55kg annuì di polline. Ovviamente il clima fa la differenza, più la stagione è lunga (come in Italia, sopratutto in pianura-collina) più le saranno le api vissute e di conseguenza i consumi.

Fonti:
https://www.apidologie.org/articles/api ... pdf#page15

https://bee-health.extension.org/honey-bee-nutrition/
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da ciocca956 »

Che tu dia dello stupido (o stupidi dato che gli autori sono più d''uno) e in cerca di notorietà a funzionari FAO e dell'istituto Zooprofilattico di Lazio e Toscana, e di converso anche alla redazione della rivista che ospita l'articolo, mi porta a non prendere in considerazione il tuo punto di vista se non come nota folcloristica.
Per me l'argomento è chiuso come chiuso è il mio apporto al forum che ospita membri che con tanta facilità si permettono di insultare chi scrive un articolo solo perchè fornisce dati diversi.
Saluti a tutti.
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da Gnappo »

Il tuo sillogismo appare un pò troppo estremo, a scanso di equivoci preciso IN TUTTI I SETTORI negli ultimi 30 anni c’è stata una esplosione di pubblicazioni scientifiche di livello estremamente basso, cio non significa che tutto sia spazzatura, ma rimane il dato di fatto che oggi anche agli stupidi è concesso di scrivere un articolo.
Detto ciò puoi fare ciò che ritieni più giusto, per quanto mi riguarda non ho nessuna acredine verso di te, qualora avessi avuto questa impressione me ne scuso.
Mandi
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da Rob »

a [mention]nicgerva[/mention] dico solo che le api stanno meglio nel verde e con molta esposizione solare.. certo ci son macchie più ricche o favorevoli di altre, ma non farti troppe paturnie, in natura cè sempre qualcosa da bottinare e con il tempo potrai aver occasione di valutare apiari e fioriture differenti, ma all atto pratico si deve fare ciò che si può con ciò che si ha, pertanto mettile dove ti è comodo, vicino ad un bosco e al sole, andrà più che bene e staranno senz altro meglio che in mezzo a cemento e parcheggi, ti pare?.. ;)

io preferisco un approccio più concreto, pertanto secondo me in questo momento puoi soprassedere sul discorso chilogrammi per ettaro ecc.. ;)
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da nicgerva »

Grazie per i tanti contributi, è bello vedere scambi di opinioni :)

Un'altra cosa, nell'apiario dove metterò le api ho due possibilità, la prima è di metterle lungo un terrazzamento/una balza riparata da occhi esterni ma che al lato sud è interamente coperta di bosco, e dovrei metterle proprio verso il bosco

Possibilità 1

La seconda possibilità è metterle in un luogo ideale, in un campo da fieno affacciato a sud con il bosco alle spalle, dall'altra parte del boschetto di prima. Questa sarebbe evidentemente una soluzione migliore, ma come vedete dalla foto il campo è totalmente visibile dalla strada, e ho un po' timore di questo. Voi cosa fareste?

Possibilità 2
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da fabio »

Posizionamento alveari.jpg
Posizionamento alveari.jpg (43 KiB) Visto 3021 volte
Posizionerei gli alveari dietro casa con l'ingresso rivolto verso Est
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da nicgerva »

Eh purtroppo lì non ho il permesso di farlo...
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Re: Valutazione potenziale apiario

Messaggio da Gnappo »

Io le metterei nella posizione riparata da occhi indiscreti, basta solo che ingresso sia posizionati verso est/sud, se poi c’è anche un po’ di ombra in estate ancora meglio. Le mie api sono sotto due pini, in estate stanno molto più fresche ed in inverno anche senza prendere sole diretto hanno poca umidità che risale che male non fa.
Ciao!
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