Apiario per miele amaro (corbezzolo)

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france65
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Apiario per miele amaro (corbezzolo)

Messaggio da france65 »

Ciao a tutti
come anticipato nella presentazione vi presento il mio progetto.
Da bambino ho vissuto l’esperienza di mio padre apicoltore, che lo faceva un po’ per passione e un po’ per necessità. Mi ricordo che nel mio paesino l’apicoltura era praticata con metodologie e attrezzature arcaiche. Anche mio padre fece partire il tutto raccogliendo uno sciame selvatico e ricoverandolo in un “bugno” di sughero.
Dal quel singolo bugno arrivammo ad avere poi 50 arnie moderne. Era la fine degli anni 70. Ricordo gli sfottò dei compaesani quando mio padre fece arrivare le moderne arnie di legno, i telaini di cera, lo smielatore a centrifuga (manuale ovviamente) e altre diavolerie che in paese nessuno era abituato a vedere.
Da un’apicoltura totalmente arcaica si passò ad un tentativo di apicoltura razionale. Tentativo oltretutto ben riuscito. Mio padre puntò alla produzione di miele di Corbezzolo proprio perché i terreni della zona erano ricchi di tali piante. Quindi alla produzione del miele standard si aggiunse quella del pregiato miele amaro. Ricordo che lo vendeva ad un signore che arrivava “dal continente”. Purtroppo i miei ricordi di bambino si fermano qui e alla morte di mio padre che avvenne in quegli anni. Ed essendo mancata da lì a poco anche mia madre non ho la possibilità di risalire ad altre informazioni riguardo alla produzione. Ricordo sì, perché aiutavo mio padre, l’abbondante produzione di miele estivo (ricordo 30-50 kg cad arnia), ma non ricordo proprio le quantità relative al miele amaro.
Per me arrivarono poi gli studi a Milano, la carriera in una multinazionale e la vita che prende la sua strada.
Ora però sto valutando di cambiare vita e ho la possibilità di tornare a vivere in campagna.
Il mio progetto, che voglio condividere con voi, e che abbisogna certamente dei vostri consigli e delle vostre esperienze, è quindi anche quello di riprendere da lì dove mio padre ha lasciato cadere il testimone.
Ho a disposizione una trentina di ettari di terreno in Gallura (Nord Sardegna) dove vorrei insediare due diversi apiari. Le due location saranno distanti tra di loro circa 2 km (in linea d’aria) e su ogni apiario insiste una zona libera di circa 180 ettari di sola campagna e bosco di macchia mediterranea e praticamente selvaggia. Nei trenta ettari di mia proprietà ho intenzione di pulire il sottobosco e favorire la crescita delle piante di Corbezzolo ( che possono diventare veri e propri alberi alti 7-8 mt.). Insomma mi piacerebbe “ specializzarmi” nella produzione del miele di Corbezzolo.
Ho trovato alcuni riferimenti sul potere mellifero del corbezzolo che sulle tabelle viene valutato in classe IV (100-200 kg /ha), ma poco altro, probabilmente a causa delle scarse produzioni di questo miele.
Ma per il resto zero assoluto in quanto al numero di arnie sostenibili dal territorio, a quante arnie sono gestibili da 2 persone (io e mia moglie più qualche occasionale aiutante), ecc ecc.
Confido nelle vostre dritte per aiutarmi a far partire il mio progetto, considerando che parto da zero, perché i miei anni di esperienza da bambino possono restituirmi solamente i vaghi e malinconici ricordi del lavoro fatto aiutando mio babbo (da noi si dice babbo come in Toscana :) ).
Grazie per i consigli
Francesco
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LucaRN
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Re: Apiario per miele amaro (corbezzolo)

Messaggio da LucaRN »

Ciao e benvenuto!

Il numero di arnie che riuscirai a gestire con tua moglie dipende da molti fattori, sia dalla dimestichezza che possiedi nelle varie operazioni, sia in base a quale impostazione vuoi dare al tuo modo di fare apicoltura. Vuoi puntare sulle "grosse" produzioni? Oppure preferisci produrre un po' meno puntando sulla qualità (biologico magari?) e sul benessere del tuo apiario?

Pur puntando principalmente sul corbezzolo tieni a mente che gli alveari da primavera ad ottobre (periodo di fioritura del corbezzolo) dovranno comunque avere a disposizione un buon flusso nettarifero per potersi sviluppare nella giusta maniera.
Pur'io vorrei la pace:
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Memphe83
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Re: Apiario per miele amaro (corbezzolo)

Messaggio da Memphe83 »

Intanto auguri x il tuo progetto.

Gestire delle arnie adesso è diverso rispetto a 40 anni fa, una cosa su tutte è la varroa.
Ti consiglio di studiare bene le basi teoriche (corsi, libri) e poi se possibile fatti qualche mese affiancando un apicoltore serio. Dopo questo puoi partire con poche arnie, al massimo 10, fatto il primo anno da solo capisci molto di più le tue capacità e i tuoi limiti, e che attrezzature abbisogni ancora.
Partire piano e restare a terra con la testa ti farà andare lontano, se lo vuoi.
Ut sementem feceris, ita metes.

Cicerone.
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france65
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Re: Apiario per miele amaro (corbezzolo)

Messaggio da france65 »

Intanto grazie per i vostri primi suggerimenti, anche solo per evidenziarmi l'incompletezza delle info da me postate.
Allora, voglio puntare ad una produzione di alta qualità, assolutamente biologica, con al centro di tutto il benessere degli animali.
Vorrei proporre i miei prodotti direttamente ai consumatori evitando intermediari o quant'altro allunghi, senza effettiva indispensabilità, la filiera.
L'insediamento dei due apiari sarà localizzato tra i 400 mt e i 250 mt di altitudine, in una zona ricca di corbezzolo, ma anche di piena campagna dove in primavera fioriscono piante di tutti i tipi. Ricordo delle bellissime distese di ciclamini che ancora oggi perpetuano il loro fiorire in ampie radure tra i boschi di macchia mediterranea.
Tutta la zona è ricca di acqua, che ovviamente scarseggia un pò in estate, ma a questo pensavo di ovviare con eventuali 2 impianti artificiali da installare in situ. La temperatura minima in inverno può anche andare un paio di gradi sottozero in due o tre notti all'anno ( e non tutti gli anni). Nella media degli ultimi dieci anni è sucesso in 6 anni. Altra cosa importante: in un'area di circa 2800 ha (28 kmq) ci sono non più di 50 abitanti e nessun insediamento artigianale e tantomeno industriale. Una vera oasi di natura dove sarebbe un vero delitto non seguire la via totalmente biologica.
Quando, da bambino, facevamo l'estrazione del miele estivo, ricordo che era sempre in quantità buona o abbondante, per cui credo che le api trovino risorse più che sufficienti per i loro fabbisogni. Mio padre inoltre lasciava sempre buone scorte di miele nell'arnia (ma non saprei dire quanto), ed in autunno le preparava (non ricordo se aggiungeva o cambiava il mielario) per la fioritura del Corbezzolo.
Probabilmente quindi, come mio padre, farò anche io l'estrazione di una parte del miele estivo (non so in che percentuale del miele presente al momento della raccolta), ma poi punterò a specializzarmi nel biologico del miele amaro.
Ovviamente sono ben conscio che l'apicoltura moderna è molto diversa da quella di 40 anni fa, e mio padre la varroa non sapeva neanche cosa fosse, ricordo però che anche allora vi erano problemi di "intrusi e nemici". Problemi che con i mezzi del tempo venivano comunque affrontati e risolti.
Per il numero di arnie gestibili posso dire che mio padre da solo ne gestiva 50 ed era un'attività che ritagliava nel tempo in cui non faceva il suo lavoro.
Ricordo però che diceva che con un pò di aiuto era sicuro di quadruplicarle.
Sto già leggendo testi di riferimento e quanto prima frequenterò qualche corso (credo più di uno), ma purtroppo per quanto riguarda l'appoggiarsi ad un apicoltore locale sono in alto mare; vedremo.
Chiedetemi pure qualsiasi altra informazione vi possa servire per meglio inquadrare lo scenario.
Grazie e attendo altri vostri suggerimenti.
Francesco
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LucaRN
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Re: Apiario per miele amaro (corbezzolo)

Messaggio da LucaRN »

Ciao Francesco, io sto seguendo un corso di apicoltura e proprio giovedì sera si è parlato esclusivamente di Varroa.
Nel biologico per combattere la varroa si utilizza la tecnica del blocco di covata, più dei trattamenti con acido ossalico, oppure acido formico o timolo.
Come ti dicevano e come tu stesso hai evidenziato, la varroa fino ai primi anni 80 non si sapeva che cosa fosse, ora è un parassita sempre presente e che dobbiamo quindi conoscere bene.
Se nell'apicoltura hobbystica si ha spesso un numero ristretto di arnie e si riesce a controllare come si deve le proprie api, nell'apicoltura da produzione invece è necessario velocizzare il più possibile i processi in modo da riuscire a visitare tutte le arnie nel tempo che si ha a disposizione.

Per farti un esempio, ipoteticamente per capire se è necessario trattare per la varroa si analizza il numero di varroe che sono cadute sul fondo di ognuna delle nostre arnie e se necessario si procede con il trattamento.
Un apicoltore con 200 e più arnie non può permettersi di fare la conta delle varroe su ogni alveare, per cui effettua i trattamenti su tutto l'apiario a prescindere. Se questo a livello pratico fa risparmiare tempo, sul lungo periodo possiamo dire che è uno dei motivi per cui ancora la varroa agisce indisturbata e le api continuano ad avere problemi.

L'area che hai a disposizione sembra un vero e proprio paradiso e fai sicuramente bene a "sfruttarlo" in questo modo, cioè restituendo qualcosa al territorio. Magari facessero tutti così!
In una zona del genere non dovresti avere problemi ad ottenere la certificazione bio per il miele che produci. A tale proposito, se parti con l'idea di ottenere la certificazione bio, credo ti convenga partire direttamente con tutti i crismi di quella produzione (fogli cerei bio e quant'altro), altrimenti dovrai effettuare la conversione che ti farà perdere un bel po' di tempo.
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