come anticipato nella presentazione vi presento il mio progetto.
Da bambino ho vissuto l’esperienza di mio padre apicoltore, che lo faceva un po’ per passione e un po’ per necessità. Mi ricordo che nel mio paesino l’apicoltura era praticata con metodologie e attrezzature arcaiche. Anche mio padre fece partire il tutto raccogliendo uno sciame selvatico e ricoverandolo in un “bugno” di sughero.
Dal quel singolo bugno arrivammo ad avere poi 50 arnie moderne. Era la fine degli anni 70. Ricordo gli sfottò dei compaesani quando mio padre fece arrivare le moderne arnie di legno, i telaini di cera, lo smielatore a centrifuga (manuale ovviamente) e altre diavolerie che in paese nessuno era abituato a vedere.
Da un’apicoltura totalmente arcaica si passò ad un tentativo di apicoltura razionale. Tentativo oltretutto ben riuscito. Mio padre puntò alla produzione di miele di Corbezzolo proprio perché i terreni della zona erano ricchi di tali piante. Quindi alla produzione del miele standard si aggiunse quella del pregiato miele amaro. Ricordo che lo vendeva ad un signore che arrivava “dal continente”. Purtroppo i miei ricordi di bambino si fermano qui e alla morte di mio padre che avvenne in quegli anni. Ed essendo mancata da lì a poco anche mia madre non ho la possibilità di risalire ad altre informazioni riguardo alla produzione. Ricordo sì, perché aiutavo mio padre, l’abbondante produzione di miele estivo (ricordo 30-50 kg cad arnia), ma non ricordo proprio le quantità relative al miele amaro.
Per me arrivarono poi gli studi a Milano, la carriera in una multinazionale e la vita che prende la sua strada.
Ora però sto valutando di cambiare vita e ho la possibilità di tornare a vivere in campagna.
Il mio progetto, che voglio condividere con voi, e che abbisogna certamente dei vostri consigli e delle vostre esperienze, è quindi anche quello di riprendere da lì dove mio padre ha lasciato cadere il testimone.
Ho a disposizione una trentina di ettari di terreno in Gallura (Nord Sardegna) dove vorrei insediare due diversi apiari. Le due location saranno distanti tra di loro circa 2 km (in linea d’aria) e su ogni apiario insiste una zona libera di circa 180 ettari di sola campagna e bosco di macchia mediterranea e praticamente selvaggia. Nei trenta ettari di mia proprietà ho intenzione di pulire il sottobosco e favorire la crescita delle piante di Corbezzolo ( che possono diventare veri e propri alberi alti 7-8 mt.). Insomma mi piacerebbe “ specializzarmi” nella produzione del miele di Corbezzolo.
Ho trovato alcuni riferimenti sul potere mellifero del corbezzolo che sulle tabelle viene valutato in classe IV (100-200 kg /ha), ma poco altro, probabilmente a causa delle scarse produzioni di questo miele.
Ma per il resto zero assoluto in quanto al numero di arnie sostenibili dal territorio, a quante arnie sono gestibili da 2 persone (io e mia moglie più qualche occasionale aiutante), ecc ecc.
Confido nelle vostre dritte per aiutarmi a far partire il mio progetto, considerando che parto da zero, perché i miei anni di esperienza da bambino possono restituirmi solamente i vaghi e malinconici ricordi del lavoro fatto aiutando mio babbo (da noi si dice babbo come in Toscana
Grazie per i consigli
Francesco





