FabioR ha scritto: 06/06/2017, 6:19
io ho 2 alveari a distanza di 2 metri tra loro, mentre ci sono apicoltori con 150 alveari uno appoggiato all'altro. Potremmo essere messi alla stessa maniera in quanto varroe?
Premetto che trovo la discussione molto interessante e chiedo scusa a Fabio per il tono del mio post precedente, mi giravano un po' le scatole per questioni mie e ho messo giù le frasi a cacchio di cane.
Comprendo ciò che dice Fabio e per chiarezza ammetto che non è naturale buttare dell'acido (anche rispettando tempi e dosaggi) sulle api, sono completamente d'accordo.
L'unica cosa veramente naturale sarebbe lasciar fare alla natura e ripartire dagli alveari che rimangono in piedi. C'è un però.
La varroa, così come aethina tumida e vespa velutina sono esseri alieni, ovvero in natura non sarebbero mai entrati in contatto con il nostro ambiente. Li abbiamo introdotti noi, e le nostre api non sono state in grado (finora) di sviluppare tolleranza nei confronti di questi avversari.
Considerando quindi la situazione nel suo insieme, e cioè tenendo conto del fatto che siamo in uno stato di emergenza e bisogna cercare di tamponare in qualche modo. Questo significa che se siamo arrivati al numero critico di varroe all'interno dell'alveare, se trattiamo un giorno più tardi la situazione diventa irrecuperabile; ma non solo, si rischia anche di danneggiare anche le altre famiglie vicine.
Credo che ognuno, in apicoltura, dopo essersi informato a dovere, debba trovare la propria dimensione, cioè delineare il proprio codice etico.
Per fare qualche esempio:
- Nutrizione smodata sì/no
- Inibizione sciamatura sì/no
- Clippaggio ali regina si/no
- Posizionamento alveari attaccati si/no
- Nomadismo si/no
- Top bar si/no
...E si potrebbe andare avanti per giorni
Libri molto interessanti in merito sono stati scritti da Thomas D. Seeley (fra cui "La democrazia dell'alveare" disponibile in italiano) in cui ci indica con precisione scientifica quali sono gli spazi che in natura le api prediligono durante le sciamature, quali sono mediamente le distanze che in natura le api rispettano fra un alveare e l'altro, e tante altre informazioni affascinanti. Per chi non l'ha ancora letto è davvero un ottimo libro.
Spoiler alert:
È inutile dire che, anche con tutto il tempo e la buona volontà di questo mondo, rispettando quei canoni risulta impossibile fare produzione da reddito.
@jamper:
Il metodo Pagliara non credo danneggi le api, se proprio danneggia qualcosa è il nostro tempo libero, ma di quello ognuno fa ciò che vuole
