Trattamenti antivarroa
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- deepcosco
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Re: Trattamenti antivarroa
salute a tutti e buon anno!
ho un dubbio che mi assilla. ho fatto il trattamento gocciolato invernale alle mie 5 arnie (25,aO 250,H²O 250,Z)
ho dovuto però disopercolare la covata presente in tutte le arnie poichè con questo clima non vanno mai in blocco e dato che varroa ce n'è (vedevo ogni tanto api con ali deformi) ho agito di conseguenza.
riporto uno schema che illustra la caduta giornaliera prima e dopo il trattamento
mer 4 gen (NO tratt)
,3v [II]4v [III],1v [IV]10v [V],8v
gio 5 gen (NO tratt)
,2v [II]2v [III],0v [IV]8v [V],4v
ven 6 + sab 7 gen (due gg, SI tratt)
,36v [II]10v [III],20v [IV]30v [V],32v
non pensate (magari sbaglio) che dopo il trattamento cada poca varroa? ad esempio la mia famiglia più forte (le api stazionano sino al 9 telaino) presentava una caduta media di varroa di otto cadaverini al giorno... dopo il trattamento (che in base ai numeri un minimo di impatto ha avuto) pensavo di vederne cadere di più che una trentina in 1/2 giorni...che ne dite? il gocciolato deve fare ancora effetto? (su alcuni siti conteggio varroe si parla di una caduta post trattamento di 300/400 varroe cadute...)
ho un dubbio che mi assilla. ho fatto il trattamento gocciolato invernale alle mie 5 arnie (25,aO 250,H²O 250,Z)
ho dovuto però disopercolare la covata presente in tutte le arnie poichè con questo clima non vanno mai in blocco e dato che varroa ce n'è (vedevo ogni tanto api con ali deformi) ho agito di conseguenza.
riporto uno schema che illustra la caduta giornaliera prima e dopo il trattamento
mer 4 gen (NO tratt)
,3v [II]4v [III],1v [IV]10v [V],8v
gio 5 gen (NO tratt)
,2v [II]2v [III],0v [IV]8v [V],4v
ven 6 + sab 7 gen (due gg, SI tratt)
,36v [II]10v [III],20v [IV]30v [V],32v
non pensate (magari sbaglio) che dopo il trattamento cada poca varroa? ad esempio la mia famiglia più forte (le api stazionano sino al 9 telaino) presentava una caduta media di varroa di otto cadaverini al giorno... dopo il trattamento (che in base ai numeri un minimo di impatto ha avuto) pensavo di vederne cadere di più che una trentina in 1/2 giorni...che ne dite? il gocciolato deve fare ancora effetto? (su alcuni siti conteggio varroe si parla di una caduta post trattamento di 300/400 varroe cadute...)
http://apicosco.wordpress.com/
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Re: Trattamenti antivarroa
da a.p.
per Luca (Deepcosco)
Tenterò di risponderti presto. Intanto ti ho dedicato,assieme a Lora,
interessata al discorso
cosa si può fare circa la varroa addirittura nel mese di gennaio se..
-----
Premessa sull’ossalico
marianna
MINISTERO DELLA SALUTE
Ciao Luca “Deep cosco”
-Qualche riporto di informazioni
Elenco delle precedenti dosi da paragonare con il tuo aiuto a quelle ultime ufficiali di Api-Bi.Oxal
In concreto controllare quanto sia l’ossalico; l’acqua e lo zucchero nelle passate dosi e
quelle a cui sei ricorso tu. Il tutto senza alcuna intenzione censoria torquemadesca ma solo per aiutarci a ..Vicenza
Conteggiovarroe
riscontro varroe cadute
Da deepcosco
“Salute a tutti e buon anno!
ho un dubbio che mi assilla. ho fatto il trattamento gocciolato invernale alle mie 5 arnie
ho fatto il trattamento gocciolato invernale alle mie 5 arnie (25,aO 250,H²O 250,Z)
Cioè 25 grammi di ossalico/ 250 millilitri di acqua ! e 250 grammi d zuchero.
Proviamo assieme confrontare questo ). prodotto finale con api- Bi.Oxal :
mezzo litro(500 ml) di acqua;
mezzo chilo di zucchero e
-si parla di "polvere solubile" 35 grammi , termosaldata e non esplicitamente ancora ossalico.
a)mezzo litro(500 ml) di acqua in confronto a 250:
b)mezzo chilo di zucchero in rapporto a 250 grammi
c) forse i 35 grammi della polverina solubile ed i 25 grammi di ossalico..
Le deduzioni le faremo nei giorni a seguire, se possono avere interesse
--
Per le api che si ci sia fermati ai soli 35 grammi di “polvere” è già un trionfo..
Ultime notizie già nella Home page dell’Ing. Pasquale
-Medicinale per uso veterinario API-BIOXAL 886mg/g polvere solubile per api.
«la vendita non è riservata esclusivamente alle farmacie e non è sottoposta all'obbligo di ricetta medico-veterinaria».
Confezioni: busta termosaldata da 35 g - A.I.C. n. 104384019;
busta termosaldata da 175 g - A.I.C. n. 104384021;
busta termosaldata da 350 g - A.I.C. n. 104384033
polvere solubile per api.
Si parla di “polvere” in
busta termosaldata da 35 g - A.I.C. n. 104384019;
busta termosaldata da 175 g - A.I.C. n. 104384021;
busta termosaldata da 350 g - A.I.C. n. 104384033.
La dose dei 35 grammi Api.Bi-Oxalic è facilitata nella sua integrale miscelazione all’acqua e non più come una volta ricorrendo a dell’acqua tiepida, semifredda, troppo calda, acqua distillata tiepida .all’ insegna :
”Io ..speriamo che me la cavo”
Vedi nostro Forum Angrisani
Sanità delle api sotto titolo Api.Bi-Oxalic
“Parla come mangi è un proverbio utile ed UN INVITO ANCHE PER NOI
a lLasciare il discorso : delle equazioni “ “Come 1 = sta a 1!”
Mie “attrezzature”
Vedere allegati nell'e-mail a seguire
a.p.
per Luca (Deepcosco)
Tenterò di risponderti presto. Intanto ti ho dedicato,assieme a Lora,
interessata al discorso
cosa si può fare circa la varroa addirittura nel mese di gennaio se..
-----
Premessa sull’ossalico
marianna
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Ciao Luca “Deep cosco”
-Qualche riporto di informazioni
Elenco delle precedenti dosi da paragonare con il tuo aiuto a quelle ultime ufficiali di Api-Bi.Oxal
In concreto controllare quanto sia l’ossalico; l’acqua e lo zucchero nelle passate dosi e
quelle a cui sei ricorso tu. Il tutto senza alcuna intenzione censoria torquemadesca ma solo per aiutarci a ..Vicenza
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Cioè 25 grammi di ossalico/ 250 millilitri di acqua ! e 250 grammi d zuchero.
Proviamo assieme confrontare questo ). prodotto finale con api- Bi.Oxal :
mezzo litro(500 ml) di acqua;
mezzo chilo di zucchero e
-si parla di "polvere solubile" 35 grammi , termosaldata e non esplicitamente ancora ossalico.
a)mezzo litro(500 ml) di acqua in confronto a 250:
b)mezzo chilo di zucchero in rapporto a 250 grammi
c) forse i 35 grammi della polverina solubile ed i 25 grammi di ossalico..
Le deduzioni le faremo nei giorni a seguire, se possono avere interesse
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Per le api che si ci sia fermati ai soli 35 grammi di “polvere” è già un trionfo..
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«la vendita non è riservata esclusivamente alle farmacie e non è sottoposta all'obbligo di ricetta medico-veterinaria».
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busta termosaldata da 175 g - A.I.C. n. 104384021;
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polvere solubile per api.
Si parla di “polvere” in
busta termosaldata da 35 g - A.I.C. n. 104384019;
busta termosaldata da 175 g - A.I.C. n. 104384021;
busta termosaldata da 350 g - A.I.C. n. 104384033.
La dose dei 35 grammi Api.Bi-Oxalic è facilitata nella sua integrale miscelazione all’acqua e non più come una volta ricorrendo a dell’acqua tiepida, semifredda, troppo calda, acqua distillata tiepida .all’ insegna :
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Ultima modifica di adolfopercelsi il 09/01/2012, 12:27, modificato 2 volte in totale.
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Re: Trattamenti antivarroa
Da a.p.
a seguire.
Sintesi di tutte le precedenti dosi ufficiali
(Temperature; tempi occorrenti prima di notare cadute di acari, eccetera)
Dosi ufficiali, consigliate nei primi tempi
Cliccare Randy Oliver .
Tempi a cui non ricorrere neppure con l'ossalico per rispettare già il 20 luglio gli uovini che diverranno poi api invernali
luca uno
luca due
Cento grammi di ossalico di=idrato oppure bi= due, con due molecole di acqua= bi-idrato-
1 kg di zucchero –
1 litro d’acqua distillata
(100 grammi ossalico/ 1 kg-1 litro)
-----
Altra dose apisticamente ufficiale
-80 grammi di ossalico di-idrato sgocciolato 400 grammi di zucchero- 1000 ml d'acqua demineralizzata
(80 grammi/ 400 zucchero/ 1 litro
------
Centro di Ricerche apicole, FAM Liebefeld, CH-3003 Berna
Raccomandazioni concernenti il trattamento con acido ossalico di-idrato per sgocciolamento applicabili nell‘Europa centrale
“dose dei
35 grammi di ossalico - 675 grammi di zucchero- 675 ml acqua distillata tiepida
----
Da ultimo la dose italiana
nebulizzata ( non con siringa ma con spruzzino)
più soft-tenue, meno aggressiva ma pur ancora efficiente
-28 grammi di ossalico- nebulizzato/
zucchero zero/1000 ml-
1 litro d’acqua distillata
----

Temperature 8-10°. Quelle più basse possono causare la morte di api.
-
Durata effetto acaricida: prima di veder cadere le varroe, dovranno passare anche 48-72 ore (due -tre giorni..)
Per essere efficace al l’80-95 per cento va usato in assenza di covata.
E’ poco costoso, meno dello zucchero
Non inquinante nel senso che non lascia infissi residui liposolubili-solubili in parti grasse, residui incamerati , cioè, dalla cera e nella cera. Qui, nell’arnia sia pure non subito, lui .. si “euforizza”, si sublima, volatizza nell’atmosfera dove potrà giocare col vento
---
Secondo me, scegliere dicembre per fare il trattamento- è da incoscienti
- Attendere un mese tra un trattamento e l’altro è apisticamente d'obbligo.
----
Temperature 8-10°. Quelle più basse possono causare la morte di api.
Durata effetto acaricida: prima
di veder cadere le varroe, dovranno passare anche 48-72 ore (due -tre giorni..)
Ora mi fermo forzatamente qui.
A presto con stima
dallo "Zio" Adolfo
a seguire.
Sintesi di tutte le precedenti dosi ufficiali
(Temperature; tempi occorrenti prima di notare cadute di acari, eccetera)
Dosi ufficiali, consigliate nei primi tempi
Cliccare Randy Oliver .
Tempi a cui non ricorrere neppure con l'ossalico per rispettare già il 20 luglio gli uovini che diverranno poi api invernali
luca uno
luca due
Cento grammi di ossalico di=idrato oppure bi= due, con due molecole di acqua= bi-idrato-
1 kg di zucchero –
1 litro d’acqua distillata
(100 grammi ossalico/ 1 kg-1 litro)
-----
Altra dose apisticamente ufficiale
-80 grammi di ossalico di-idrato sgocciolato 400 grammi di zucchero- 1000 ml d'acqua demineralizzata
(80 grammi/ 400 zucchero/ 1 litro
------
Centro di Ricerche apicole, FAM Liebefeld, CH-3003 Berna
Raccomandazioni concernenti il trattamento con acido ossalico di-idrato per sgocciolamento applicabili nell‘Europa centrale
“dose dei
35 grammi di ossalico - 675 grammi di zucchero- 675 ml acqua distillata tiepida
----
Da ultimo la dose italiana
nebulizzata ( non con siringa ma con spruzzino)
più soft-tenue, meno aggressiva ma pur ancora efficiente
-28 grammi di ossalico- nebulizzato/
zucchero zero/1000 ml-
1 litro d’acqua distillata
----

Temperature 8-10°. Quelle più basse possono causare la morte di api.
-
Durata effetto acaricida: prima di veder cadere le varroe, dovranno passare anche 48-72 ore (due -tre giorni..)
Per essere efficace al l’80-95 per cento va usato in assenza di covata.
E’ poco costoso, meno dello zucchero
Non inquinante nel senso che non lascia infissi residui liposolubili-solubili in parti grasse, residui incamerati , cioè, dalla cera e nella cera. Qui, nell’arnia sia pure non subito, lui .. si “euforizza”, si sublima, volatizza nell’atmosfera dove potrà giocare col vento
---
Secondo me, scegliere dicembre per fare il trattamento- è da incoscienti
- Attendere un mese tra un trattamento e l’altro è apisticamente d'obbligo.
----
Temperature 8-10°. Quelle più basse possono causare la morte di api.
Durata effetto acaricida: prima
di veder cadere le varroe, dovranno passare anche 48-72 ore (due -tre giorni..)
Ora mi fermo forzatamente qui.
A presto con stima
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Ultima modifica di adolfopercelsi il 10/01/2012, 22:22, modificato 1 volta in totale.
- carlo
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Re: Trattamenti antivarroa
Vorrei intervenire con un mio pensiero sui trattamenti da fare per la varroa, credo che il nocciolo della questione sia non come e cosa usare (molto importante sempre) ma quando fare i trattamenti, sì perché purtroppo bisogna farne più di uno nei tempi giusti.
Negli anni passati la varroa era eliminata in grande quantità nella prima decade di agosto e questo permetteva di avere molte api invernali sane da non avere problemi per il proseguimento al raccolto nell’anno successivo, ora non è più così la varroa si riproduce più velocemente e resta sempre meno addosso alle api, questo comportamento diverso ci obbliga a dover modificare il nostro programma sanitario in questo modo:
1) Trattare a fine raccolto giugno-luglio prima che avvenga l’esplosione quantitativa della nascita di varroe.
2) Trattare in autunno se necessario, causa reinfestamento.
3) Pulizia invernale nei mesi invernali senza covata (eventualmente eliminarla).
Tutto questo, ogni apicoltore lo deve adeguare alle sue esigenze tenendo conto anche di rinunciare a un po’ di raccolto e soprattutto di ripulire perbene a dicembre anche con il freddo prima che la regina riprende la deposizione.
Bisogna ripartire nell’anno successivo con molte api e il meno possibile di varroe.
Un saluto, Carlo
Negli anni passati la varroa era eliminata in grande quantità nella prima decade di agosto e questo permetteva di avere molte api invernali sane da non avere problemi per il proseguimento al raccolto nell’anno successivo, ora non è più così la varroa si riproduce più velocemente e resta sempre meno addosso alle api, questo comportamento diverso ci obbliga a dover modificare il nostro programma sanitario in questo modo:
1) Trattare a fine raccolto giugno-luglio prima che avvenga l’esplosione quantitativa della nascita di varroe.
2) Trattare in autunno se necessario, causa reinfestamento.
3) Pulizia invernale nei mesi invernali senza covata (eventualmente eliminarla).
Tutto questo, ogni apicoltore lo deve adeguare alle sue esigenze tenendo conto anche di rinunciare a un po’ di raccolto e soprattutto di ripulire perbene a dicembre anche con il freddo prima che la regina riprende la deposizione.
Bisogna ripartire nell’anno successivo con molte api e il meno possibile di varroe.
Un saluto, Carlo
- fabio
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Re: Trattamenti antivarroa
Si sente dire da ogni parte che le api continuano a morire, anche se gli apicoltori trattano i loro alveari al momento opportuno e con prodotti autorizzati.
Io mi chiedo, ma quanti sono gli apicoltori che controllano il grado d’infestazione della varroa nei loro alveari? Prima e dopo i trattamenti?
Farli e non controllarne l’efficacia nessuno ci potrà mai dire se li abbiamo fatti bene o se il prodotto che abbiamo usato ha funzionato.
Se si opera in questo modo, si procede a tentoni e si aspetta la risposta dalle api che abbiamo trattato, ma quando c’è lo diranno sarà troppo tardi.
Io mi chiedo, ma quanti sono gli apicoltori che controllano il grado d’infestazione della varroa nei loro alveari? Prima e dopo i trattamenti?
Farli e non controllarne l’efficacia nessuno ci potrà mai dire se li abbiamo fatti bene o se il prodotto che abbiamo usato ha funzionato.
Se si opera in questo modo, si procede a tentoni e si aspetta la risposta dalle api che abbiamo trattato, ma quando c’è lo diranno sarà troppo tardi.
Il segreto del successo è la costanza nell'impegno quotidiano
- carlo
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Re: Trattamenti antivarroa
Ciao Fabio, quello che affermi è pura verità, infatti, io ho sempre sostenuto che non sono stati fatti molti sforzi in questa direzione, mi e chiedo a tutti voi: prendereste delle medicine senza sapere se uno è ammalato? Perché fare dei trattamenti a tutte le famiglie se non si conosce il grado d’infestazione o di malattia? Quando dico che ogni apicoltore deve adeguare le sue esigenze o che deve trattare in autunno se necessario, vuol dire che deve sempre vigilare e se il caso intervenire ma tenendo conto dei periodi suggeriti, dopo potrebbe essere tardi e come dice un proverbio”è meglio prevenire che curare”.
Ora provo a indicare dei termometri che deve essere incrementato con i consigli di tutti:
1) Controllo frequente del cassetto per la conta della caduta naturale delle varroe.
2) Controllo della presenza di api nate deforme in quantità.
3) Controllo della presenza di varroe sulle pupe e dentro le celle.
4) Conteggio varroe con il sistema dello zucchero a velo.
5) Controllo a campione con trattamento chimico.
6) Ecc.
Nel caso umano il nostro sistema difensivo ci avverte normalmente variando la temperatura corporea e con lo strumento TERMOMETRO, senza errore soggettivo ma con affidabilità, ci indica che la nostra salute è a rischio, ebbene i ricercatori ancora non hanno trovato uno strumento o sistema affidabile e di facile applicabilità e non soggettivo, che ci possa indicare velocemente nel caso della varroasi il suo grado, speriamo in un prossimo futuro.
Carlo.
Ora provo a indicare dei termometri che deve essere incrementato con i consigli di tutti:
1) Controllo frequente del cassetto per la conta della caduta naturale delle varroe.
2) Controllo della presenza di api nate deforme in quantità.
3) Controllo della presenza di varroe sulle pupe e dentro le celle.
4) Conteggio varroe con il sistema dello zucchero a velo.
5) Controllo a campione con trattamento chimico.
6) Ecc.
Nel caso umano il nostro sistema difensivo ci avverte normalmente variando la temperatura corporea e con lo strumento TERMOMETRO, senza errore soggettivo ma con affidabilità, ci indica che la nostra salute è a rischio, ebbene i ricercatori ancora non hanno trovato uno strumento o sistema affidabile e di facile applicabilità e non soggettivo, che ci possa indicare velocemente nel caso della varroasi il suo grado, speriamo in un prossimo futuro.
Carlo.
- adolfopercelsi
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Re: Trattamenti antivarroa
--fabio ha scritto:Si sente dire da ogni parte che le api continuano a morire, anche se gli apicoltori trattano i loro alveari al momento opportuno e con prodotti autorizzati.
Io mi chiedo, ma quanti sono gli apicoltori che controllano il grado d’infestazione della varroa nei loro alveari? Prima e dopo i trattamenti?
Farli e non controllarne l’efficacia nessuno ci potrà mai dire se li abbiamo fatti bene o se il prodotto che abbiamo usato ha funzionato.
Se si opera in questo modo, si procede a tentoni e si aspetta la risposta dalle api che abbiamo trattato, ma quando c’è lo diranno sarà troppo tardi.
Carissimo Fabio.
Complimenti per la tua saggezza..
Per fortuna, come tu avrai notato che si comincia a fare anche ciò a cui tu hai accennato.
Vedi ultimo resoconto di "deepcosco"( luca)
Per me questo è ormi abitudine acquisita, facilmente realizzabile grazie all'erogazione dello zucchero a velo
Attrezzature, per me, la solita zanzariera che ho sempre inserita sotto al coprinido ligneo per nulla perturbante
Oppure servirsi di una cornice su misura di nido-zona suo interno, da sistemare manualmente sull'arnia che interessa
-Attrezzature. Un contenitore in plexiglass con segnalati i livelli. Quello per il mezzo litro .. "equivale pure per il mezzo chilo di zucchero.Miscelare e solo poi, versare la polvere solubile dei 35 grammi

Questo fa sì che lo zucchero sempre ri-macinato, se materiale avanzato, possa cadere senza grumi sulle stesse api
Contribuisce a ciò l' usufruire anche di uno scovolino che distanzia ancora, sempre senza grumo- mucchietti di zucchero..
Anche in questo mese ho potuto effettuarlo due tre volte.
Ho famiglie che mi presentano (con grande intima soddisfazione) solo una-due varroe.
Le api in questione hanno soltanto "una mano" di adulto" come spazio occupato da uovini, ma sempre ancora senza nessuna opercolatura.
Le varroe persistono, evidentemente, ancora solo sulle api adulte
Io non avrei nessuna parte di covata da sbucciare o addirittura da tranciare e, lasciando lì solo il mio procurato"buco"
--
Ci sono dei video su You tube che fannno "ribrezzo". Gli operatori scaraventano dei "chili" di zucchero sopra le api sottostanti..
-Mi fermo qui.
Ciao Fabio.
Salutami, una ad una le tue api.
Un ciao pure a tutto il Forum Angrisani
dallo "Zio" Adolfo
Ultima modifica di adolfopercelsi il 10/01/2012, 0:35, modificato 1 volta in totale.
- adolfopercelsi
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Re: Trattamenti antivarroa
--carlo ha scritto:Ciao Fabio, quello che affermi è pura verità, infatti, io ho sempre sostenuto che non sono stati fatti molti sforzi in questa direzione, mi e chiedo a tutti voi: prendereste delle medicine senza sapere se uno è ammalato? Perché fare dei trattamenti a tutte le famiglie se non si conosce il grado d’infestazione o di malattia? Quando dico che ogni apicoltore deve adeguare le sue esigenze o che deve trattare in autunno se necessario, vuol dire che deve sempre vigilare e se il caso intervenire ma tenendo conto dei periodi suggeriti, dopo potrebbe essere tardi e come dice un proverbio”è meglio prevenire che curare”.
Ora provo a indicare dei termometri che deve essere incrementato con i consigli di tutti:
1) Controllo frequente del cassetto per la conta della caduta naturale delle varroe.
2) Controllo della presenza di api nate deforme in quantità.
3) Controllo della presenza di varroe sulle pupe e dentro le celle.
4) Conteggio varroe con il sistema dello zucchero a velo.
5) Controllo a campione con trattamento chimico.
6) Ecc.
Nel caso umano il nostro sistema difensivo ci avverte normalmente variando la temperatura corporea e con lo strumento TERMOMETRO, senza errore soggettivo ma con affidabilità, ci indica che la nostra salute è a rischio, ebbene i ricercatori ancora non hanno trovato uno strumento o sistema affidabile e di facile applicabilità e non soggettivo, che ci possa indicare velocemente nel caso della varroasi il suo grado, speriamo in un prossimo futuro.
Carlo.
-- Ciao Carlo.. Grazie anche per questo invio
Ho ancora da rispondere ( già per metà preparata) alla tua utile e-mail precedente.Lo farò volentieri
Ora solo un 'osservaziobe breve a quest'ultima, tua pure preziosa pepita..
.."ebbene i ricercatori ancora non hanno trovato uno strumento o sistema affidabile e di facile applicabilità e non soggettivo..per indicare il "grado" della varroasi"..
Grado= quantità di varroe presenti, o esami che ci segnalino, concausa varroa, quale sia la attuale..situazione di mancata difesa sanitaria delle api presenti?
--
Per conoscere la percentuale,con errore anche solo di una cinquantina su mille.. se vuoi vedi l'e-mail di Deepcosco che presenta un link caduta varroe ,
Link di un mio pezzo, di
circa cinque anni fa,
su altro sito, e che io stesso non ricordavo più, e quindi, datato ma con l'essenziale ancora salvo
Per evitare fraintesi .."trattamento chimico" a molecola naturale?!. Ciao
------------------------
Questi links invece sono " recenti"
carlo uno
carlo due
-
Ciò che voglio confidare però è questo..Se vorrai potrai anche leggere ciò che di similare l'amico Riccardo ha scritto sui sul Forum.
Grosso modo
Controllo caduta varroa ad agosto ultimo recente. Quasi zero.
Dopo una settimana la stessa famiglia mi esce in sciamatura, regina compresa lasciandomi alcuni favi ad opercolatura ultimata e senza eccessive cellelle vuote:
rimaste "in casa "solo le neonate..
Sbuccio la covata che trovo non portata alla fase finale.
Nessuna varroa al suo interno..Api uscite perché percepito odor mortis, necroforo?.. Varroe morte perché emolinfa succhiata, letale"?
Le virosi hanno soppiantato ogni cosa; facendo, ora, tutto da sole?
Mi fermo qui. Piangeremo sobriamente, assieme,altre volte
Ultima modifica di adolfopercelsi il 10/01/2012, 14:31, modificato 1 volta in totale.
- lora casadei
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Re: Trattamenti antivarroa
Vorrei, quando avrai il tempo una sola precisazione: ho comperato AO in farmacia, perchè a dicembre non si trovava ancora Apibioxal, ne ho una buona scorta, ora se però tu mi dici che Apibioxal è migliore per le api, io butto tutto e lo prendo.E vero che fa meno male? O è solo pubblicità? A proposito, l'acqua da usare che non ho ben capito (scusami,dirai che sono scema) è quella naturale o demineralizzata? e lo zucchero macinato mi pare che sia tipo 1 etto o 1 etto e mezzo, chiedo conferma anche se l'hai detto 200 volte, mi sono dimenticata, è vero che potrei trovarlo nel tuo lavoro di file, ma ora c'è la neve e.....sigh!!mi tocca lavorare!!! Sempre grazie.
- adolfopercelsi
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Re: Trattamenti antivarroa
Dedicato con stima a Luca (Deepcosco)deepcosco ha scritto:salute a tutti e buon anno!
ho un dubbio che mi assilla. ho fatto il trattamento gocciolato invernale alle mie 5 arnie (25,aO 250,H²O 250,Z)
e a Lora ( se Api Bi-Oxal va preferito al normale ossalico a cui ricorrevamo?)
---
"Nell’operazione “Api-Bioxal”.. l’ossalico resta sempre quello che è".
Nella “polverina ci sono dei catalizzatori”: sostanze che presenti anche in minima quantità fanno in modo che la reazione che aspettiamo sia accelerata o ritardata , senza prendere parte, almeno in apparenza, alla stessa".
La Chemicals Laif ha brevettato “questa" polverina che fa scattare una reazione chimica che amalgama
l' ossalico.
Non c’è più bisogno di scegliere tra acqua demineralizzata, fredda, tiepida, la semifredda..
--
Elenco delle precedenti dosi da paragonare a quelle ultime ufficiali di Api-Bi-Oxal
In concreto controllare quanto sia l’ossalico; l’acqua e lo zucchero nelle passate dosi e
quelle che gentilmente per nostra estrema utilità ha presentato deepcpsco.
Da deepcosco
“Salute a tutti e buon anno!
ho un dubbio che mi assilla. ho fatto il trattamento gocciolato invernale alle mie 5 arnie
ho fatto il trattamento gocciolato invernale alle mie 5 arnie (25,aO 250,H²O 250,Z)
Cioè 25 grammi di ossalico/ 250 millilitri di acqua ! e 250 grammi d zuchero.
Proviamo assieme confrontare questo ). prodotto finale con api- Bi.Oxal :
mezzo litro(500 ml) di acqua;
mezzo chilo di zucchero e
-si parla di "polvere solubile" 35 grammi , termosaldata e non esplicitamente ancora ossalico.
Quindi a
a)mezzo litro(500 ml) di acqua in confronto a 250: ml
Cioè, per il sottoscritto
-Il mezzo litro di acqua invece dei 250 ml fa sì’ che l’acidità dell’ossalico Api Bi.Oxal –polverina solubile risulti logicamente
meno “corrosivo”
mezzo chilo di zucchero in rapporto a 250 grammi fa sì che nell’ossalico Api Bi-Oxalic ci siano
più molecole dello zucchero che fungono da spugnette che assorbono.-diluiscono di più l’ossalico rendendolo meno urticante
c) I 35 grammi della polverina solubile Api Bi-Oxalic-sempre solo secondo me- ultimo degli stregoni iatrochimichi è più “ utilmente robusta che non i soli 25 grammi di ossalico..
Altre osservazioni esclusivamente personali
--
Per le api che il protocollo della Chemical Laif abbia scelto di fermarsi ai 35 grammi, abbia scelto i soli 35 grammi di “polvere”, è già un trionfo in rapporto ai 100 grammi del primo tempo
-La Chemicals Laif ha convinto il Ministero della Salute a riconoscere che non c’è bisogno della testificazione obbligatorio di un veterinario a livello di ricetta che, oltre al pagare “pedaggio” pecuniario,non darebbe alcun valore in più al prodotto stesso.
La Chemicals Laif ha già fatto questo con propri studiosi “veterinari. che ne hanno già testificata la non pericolosità
( a seguire. Forse..)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 05/08/2012, 13:18, modificato 2 volte in totale.
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Re: Trattamenti antivarroa
lavori in corso
Da visionare.. per migliorare il tutto
(a.p.)
Inserisco questi due links che mi sono capitati tra le mani-le dita, il cui titolo del file è:
"Pericolosissimo ricorrere al sublimato.." già a livello di attrezzature "cavernicole"
Scritto da me, solitario don Chisciotte contro i mulini a vento, già ben tre anni prima che fortunatamente lo riprendesse FNOVI e, per quanto ne so, ancora nel silenzio della Commissione Sanitaria( Del resto anche benemerita su tutto il resto!)
regalo
trattamento
Circa la pericolosità del sublimato e di cui ringrazio l’intervento FNOVI di averlo evidenziato, preciso, però, che per arrivare a questo non c’è bisogno di veterinari ma
semplicemente di uno psichiatra che richiami il fruitore in questi termini: “
"Ma lei li conosce i pericoli del sublimato se non ricorre ad un apparecchio che abbia obbligatoriamente già in dotazione
un termometro digitale a rilevazione "autonoma?”
Se l’interessato, non capisce questo…. siamo “perduti!” Non c'è ricetta veterinaria , pagata, che tenga..
--
-Per me al riguardo resta ancora aperto
il problema residui del sublimato
e che ho già esposto sul nostro benemerito Forum
Su “ L’Apis “ si riportano gli esami fatti a Torino per i quali non si rinvengono “metaboliti”
( sono nipoti di mamma “ molecola ossalico” ma leggermente modificati e quindi anche non rinvenibili se il ricercatore non è malizioso)
Per FNOVI invece questi pericoli ci sono . Come la mettiamo?
Precisazioni
Le indicazioni di Api-Bi-Oxalic sono chiare: “Lo sgocciolato Bi-oxalic è più efficiente del sublimato” e quindi scegliamo lo sgocciolato!
Già L’Apis ha scritto e parlato di 5 estivi interventi di sublimato, distanziati da tre giorni, con risultati caduta solo dell’80%
--
Elenco qui, en passant, anche la rara dose italiana di un tempo 35 grammi di ossalico/zucchero zero/1000 ml- di acqua distillata
----
Temperature 8-10°. Quelle più basse possono causare la morte di api.
-
Durata effetto acaricida: prima di veder cadere le varroe, dovranno passare anche 48-72 ore (due -tre giorni..)
Per essere efficace al l’80-95 per cento va usato in assenza di covata.
E’ poco costoso, meno dello zucchero
Non inquinante nel senso che non lascia infissi residui liposolubili-solubili in parti grasse, residui incamerati , cioè, dalla cera e nella cera. Qui, nell’arnia sia pure non subito, lui .. si “euforizza”, si sublima, volatizza nell’atmosfera dove potrà giocare col vento
---
Da visionare.. per migliorare il tutto
(a.p.)
Inserisco questi due links che mi sono capitati tra le mani-le dita, il cui titolo del file è:
"Pericolosissimo ricorrere al sublimato.." già a livello di attrezzature "cavernicole"
Scritto da me, solitario don Chisciotte contro i mulini a vento, già ben tre anni prima che fortunatamente lo riprendesse FNOVI e, per quanto ne so, ancora nel silenzio della Commissione Sanitaria( Del resto anche benemerita su tutto il resto!)
regalo
trattamento
Circa la pericolosità del sublimato e di cui ringrazio l’intervento FNOVI di averlo evidenziato, preciso, però, che per arrivare a questo non c’è bisogno di veterinari ma
semplicemente di uno psichiatra che richiami il fruitore in questi termini: “
"Ma lei li conosce i pericoli del sublimato se non ricorre ad un apparecchio che abbia obbligatoriamente già in dotazione
un termometro digitale a rilevazione "autonoma?”
Se l’interessato, non capisce questo…. siamo “perduti!” Non c'è ricetta veterinaria , pagata, che tenga..
--
-Per me al riguardo resta ancora aperto
il problema residui del sublimato
e che ho già esposto sul nostro benemerito Forum
Su “ L’Apis “ si riportano gli esami fatti a Torino per i quali non si rinvengono “metaboliti”
( sono nipoti di mamma “ molecola ossalico” ma leggermente modificati e quindi anche non rinvenibili se il ricercatore non è malizioso)
Per FNOVI invece questi pericoli ci sono . Come la mettiamo?
Precisazioni
Le indicazioni di Api-Bi-Oxalic sono chiare: “Lo sgocciolato Bi-oxalic è più efficiente del sublimato” e quindi scegliamo lo sgocciolato!
Già L’Apis ha scritto e parlato di 5 estivi interventi di sublimato, distanziati da tre giorni, con risultati caduta solo dell’80%
--
Elenco qui, en passant, anche la rara dose italiana di un tempo 35 grammi di ossalico/zucchero zero/1000 ml- di acqua distillata
----
Temperature 8-10°. Quelle più basse possono causare la morte di api.
-
Durata effetto acaricida: prima di veder cadere le varroe, dovranno passare anche 48-72 ore (due -tre giorni..)
Per essere efficace al l’80-95 per cento va usato in assenza di covata.
E’ poco costoso, meno dello zucchero
Non inquinante nel senso che non lascia infissi residui liposolubili-solubili in parti grasse, residui incamerati , cioè, dalla cera e nella cera. Qui, nell’arnia sia pure non subito, lui .. si “euforizza”, si sublima, volatizza nell’atmosfera dove potrà giocare col vento
---
Ultima modifica di adolfopercelsi il 12/01/2012, 19:13, modificato 3 volte in totale.
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Re: Trattamenti antivarroa
--lora casadei ha scritto:Vorrei, quando avrai il tempo una sola precisazione: ho comperato AO in farmacia, perchè a dicembre non si trovava ancora Apibioxal, ne ho una buona scorta, ora se però tu mi dici che Apibioxal è migliore per le api, io butto tutto e lo prendo.E vero che fa meno male? O è solo pubblicità? A proposito, l'acqua da usare che non ho ben capito (scusami,dirai che sono scema) è quella naturale o demineralizzata? e lo zucchero macinato mi pare che sia tipo 1 etto o 1 etto e mezzo, chiedo conferma anche se l'hai detto 200 volte, mi sono dimenticata, è vero che potrei trovarlo nel tuo lavoro di file, ma ora c'è la neve e.....sigh!!mi tocca lavorare!!! Sempre grazie.
--Ciao Lora .. C'è qualche informazione per te. Buona giornata.
Per altre questioni .. a presto
da a.p.
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Re: Trattamenti antivarroa
riporto la caduta di varroe
dom 8 gen (si tratt)
,20v [II]12v [III],20v [IV]36v [V],30v
lun 9 gen (si tratt)
,13v [II]11v [III],19v [IV]14v [V],24v
10+11+12+13+14 (5 gg tot, SI tratt)
,20v [II]20v [III],20v [IV]45v [V],50v
sarà ma per me è strana una caduta così bassa dopo il gocciolato...sembra stia tornando la caduta pre trattamento
dom 8 gen (si tratt)
,20v [II]12v [III],20v [IV]36v [V],30v
lun 9 gen (si tratt)
,13v [II]11v [III],19v [IV]14v [V],24v
10+11+12+13+14 (5 gg tot, SI tratt)
,20v [II]20v [III],20v [IV]45v [V],50v
sarà ma per me è strana una caduta così bassa dopo il gocciolato...sembra stia tornando la caduta pre trattamento
http://apicosco.wordpress.com/
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Re: Trattamenti antivarroa
da a.p.adolfopercelsi ha scritto:Caro adolfo, guarda che in italia c´é gia chi ha qualche apiario produttivo di arnie Warré,
"In Italia abbiamo come punto di riferimento il mitico Marco Valentini, lui si che é un´ apicoltore bio con le p-quadre e i piedi per terra ed ha anche apiari di sole Warré e in piú ,nei convegni ,porta sempre risultati da confrontare.-
“Del prototipo arnia Warrè un esemplare più “scemo “ non c’è!”
---
Anche se a tempo scaduto da tempo, compresi i supplementari)..circa l’argomento
’Sono lieto che sul nostro Forum siano i presenti annotazioni sull’ Arnia Warrè, vedi voce Warrè, da qualcuno che pur non avendone fatto esperienza;
la propone come un qualcosa di già accertato “meglio di così’ non si può” e addirittura con referenze a professionisti ( Marco Valentini ) e che vi ricorrono già entusiasti…
Come riassumevo in maniera goliardica provocatoria succitata, il tutto sottintende:
al giorno d’oggi,con la presenza delle diciotto virosi
e del dover assolutamente ispezionare i favi
che scartano già a priori la scelta di chi opererà in modalità nessun intervento e solo con licenza di lasciar morire
--
Nessuna risposta ricevuta, documentata su quanto esposto, se non nei termini riportati all'inizio.
Da controlli tramite Google i professionisti sono risultati una sola persona
che ha installato parecchie arnie e di cui, però, al momento dell’ annuncio non poteva ancora anticiparne alcuna delle meravigliose performance
Vantaggi..sia pure semplici
La documentazione presente sul Forum Angrisani risparmia la classica perdita di tempo di nuovi iscritti, a scadenze temporali quasi cicliche che riproporrebbero gli stessi sogni..
E’ poi già bello il pensare che si è su un Forum in cui è difficile far passare come oro colato ciò che è invece sovente solo una proiezione esterna di elementi infissi fantasiosi nella propria mente . ( Allucinazioni non pericolose per il titolare ma con effetti diastrosi mortali per le api)
Testo quasi recente, a prima vista ..innocente, ma pericolosamente sporigeno su cui riflettere.
Altra persona che crede di vivere già nell'altro mondo e che lui. ora, con le sue arnie Warrè di cui "esemplare. eccetera ; non c'è, spera di passare indenne.. .
---
“APICULTURA nel rispetto delle api.”
“Sono un .. neo apicoltore,
assolutamente e senza soluzione di continuità
per un ritorno ad una apicoltura/apicultura nel rispetto delle "API",
insetti senza i quali l'intero ecosistema "mondo" sarebbe compromesso, ormai schiavi come altri "prima di noi sulla terra", del consumismo e del "business”
--
Viva la Vita compresa quella delle nostre amate api
(a.p.)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 21/02/2012, 15:39, modificato 2 volte in totale.
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Re: Trattamenti antivarroa
caro zio utilizzando una Kenya top bare hive ti posso dire che i favi li posso controllare eccome,la sto provando da un pò(ti avevo scritto via mail se ti ricordi),lungi da mè dire che sia il metodo migliore o peggiore,(ho anche arnie cosiddette razionali le quali hanno anche loro molti difetti(aggiungo questo articolo teutonico.. se interessa naturalmente Apicoltura Naturale
per l'estrazione del miele non è eticamente concepita e direi che sta a metà tra il cosidetto bugno di paglia e l'arnia razionale.siamo un pò ot
qui un articolo invece di religioso apicoltore nigeriano che utilizza ktbh e per aumentare il prodotto ha chiesto aiuto a varese:
inoltre per quanto riquarda chi utilizza lo zucchero
Lo zucchero fa male come l'alcol"
La provocazione arriva da una ricerca dell'University of California, pubblicata sulla rivista Nature
questo vale per l'uomo,ma se si legge Stainer varrebbe anche per le api-
ciao zio w le api
alevi alias velape
per l'estrazione del miele non è eticamente concepita e direi che sta a metà tra il cosidetto bugno di paglia e l'arnia razionale.siamo un pò ot
qui un articolo invece di religioso apicoltore nigeriano che utilizza ktbh e per aumentare il prodotto ha chiesto aiuto a varese:
inoltre per quanto riquarda chi utilizza lo zucchero
Lo zucchero fa male come l'alcol"
La provocazione arriva da una ricerca dell'University of California, pubblicata sulla rivista Nature
questo vale per l'uomo,ma se si legge Stainer varrebbe anche per le api-
ciao zio w le api
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Re: Trattamenti antivarroa
ciao ... dopo un periodo di abbandono per effetto delle + facili metodologie chimiche non risolutive è stato sperimentato il metodo denominato <Stessa Casa> ....qualcuno sa dirmi qualcosa in + nel merito ??? Grazie
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Re: Trattamenti antivarroa
da a.p.alevi ha scritto:caro zio utilizzando una Kenya top bare hive ti posso dire che i favi li posso controllare eccome,la sto provando da un pò(ti avevo scritto via mail se ti ricordi),lungi da mè dire che sia il metodo migliore o peggiore,(ho anche arnie cosiddette razionali le quali hanno anche loro molti difetti(aggiungo questo articolo teutonico.. se interessa naturalmente Apicoltura Naturale
per l'estrazione del miele non è eticamente concepita e direi che sta a metà tra il cosidetto bugno di paglia e l'arnia razionale.siamo un pò ot
qui un articolo invece di religioso apicoltore nigeriano che utilizza ktbh e per aumentare il prodotto ha chiesto aiuto a varese:
inoltre per quanto riquarda chi utilizza lo zucchero
Lo zucchero fa male come l'alcol"
La provocazione arriva da una ricerca dell'University of California, pubblicata sulla rivista Nature
questo vale per l'uomo,ma se si legge Stainer varrebbe anche per le api-
ciao zio w le api
alevi alias velape
--Anche se fuori tempo massimo ma solo perché resti nell'archivio storico del Forum , ecco quanto segue
Siamo davanti ad una serie di "balle"
-favi con la Top Bars li puoi osservare finché sono ancora non longilinei e quindi solo nei primi mesi..
Quando ne prelevi qualcuno basta che la verticalità gravitazionale non sia perfetta che ti si spezza in due parti finendo sul fondo..
Allegato. Favo spezzato e caduto sul fondo, dove ( eccezionale) la regina ha deciso di scendere raggiungendolo
rimanendo lì finchè tutta la covata non si è schiusa
---
"Lo zucchero fa male come l'alcol"
e quindi, sottinteso non va usato magari nemmeno per lo zucchero a velo anche che seve solo a far cadere le varroe e per nulla mangiato perché finisce sùbito sul fondo?.
Frase degna, quindi, di sognatori iconoclasti.
Dipende tutto dalle dosi. Se non ne avessimo nel cervello del saccarosio, potremo scrivere frasi come quella citata
Quanto al mistico Stainer riguardo alle api, sfido chiunque a documentare oggi che con queste sue idee, se le attuali diciotto virosi vengano tenute a bada.
Che poi certi princìpi siano validi : "non si può dare da mangiare carne ad una mucca " siamo d'accordo.
Che gli antibiotici alla lunga siano perniciosi per le api .. ugualmente
Sottovoce
Questo alevi - alias ( in altra e-mail velape), dopo averlo io contestato è scomparso dal nostro orizzonte
Ugualmente è successo automaticamente con altri
Nell'intimo del mio segreto ne sono semplicemente contento e ringrazio
(a.p.)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 15/07/2012, 16:59, modificato 9 volte in totale.
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Re: Trattamenti antivarroa
Nell'intimo del mio segreto ne sono semplicemente contento e ringrazio
Da sempre esiste il bianco perché c’è il nero, il segno più in opposizione al meno ecc.
Per questo nel forum idee diverse rendono il dibattito sempre vivo e confrontandosi democraticamente su concetti diversi si cresce e si trovano soluzioni più consone al problema.
Un caro saluto Carlo.
Da sempre esiste il bianco perché c’è il nero, il segno più in opposizione al meno ecc.
Per questo nel forum idee diverse rendono il dibattito sempre vivo e confrontandosi democraticamente su concetti diversi si cresce e si trovano soluzioni più consone al problema.
Un caro saluto Carlo.
- adolfopercelsi
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Re: Trattamenti antivarroa
--carlo ha scritto:Nell'intimo del mio segreto ne sono semplicemente contento e ringrazio
Da sempre esiste il bianco perché c’è il nero, il segno più in opposizione al meno ecc.
Per questo nel forum idee diverse rendono il dibattito sempre vivo e confrontandosi democraticamente su concetti diversi si cresce e si trovano soluzioni più consone al problema.
Un caro saluto Carlo.
da a.p.
Desidero far notare come queste due e- mail siano intrise di acido formico, sia pure in modalità blanda MAQS.( quello meno urticante) Vedi testo, qui sopra..
Ugualmente spugna intrisa di acido formico modalità MAQS, in
"Il contenuto del messaggio ti fa veramente onore, esprime saggezza, umiltà e intelligenza, dopo tanti anni di esperienza ammettere che non si finisce mai di imparare è una bellissima dichiarazione, che possa essere di esempio a tutti
e soprattutto a chi crede di sapere tutto.
Un saluto Carlo.
12/03/2012, 10:25
Però però..
Solo a fine settembre,
se la vita continua..
con calma e a temperature meteo meglio sopportate dal nostro cervello,
spiegherò il perché, iniziando dal discorso "morale" teorico dell' "esiste il bianco perché..."
Il tutto, però, non basandomi settariamente solo su queste due e-mail
ma su tutte le altre, preziose, sagge, inviate da "carlo"
(Il nostro Forum ci dà anche la possibilità di conoscere il pensiero totale generale di chi ci interpella-
cliccando su Iscritti e Cerca messaggi dell'utente.
Una vera libidine a portata di chiunque, perfino di chi volesse soltanto pettegolare con se stesso.
Prego di non cliccare sul mio curriculum: 1.555 email
Uomo avvisato..mezzo salvato
(a.p.)


