Ciao a tutti e grazie in anticipo, vi chiedo un consiglio.
Ho 2 arnie e ho iniziato solo quest'anno: una piuttosto forte, una che si è ridotta molto in settembre. Credo che il motivo sia stato un momento di scarse scorte che ha fatto fermare la deposizione, perché al trattamento con gocciolato a novembre con covata in blocco naturale non c'è stata una caduta di varroa elevata sul cassettino. Le scorte erano quasi azzerate. Hanno poi recuperato qualcosa prima di invernarsi perché le ho nutrite con sciroppo 2:1 e poi candito, ma ho sbagliato a intervenire troppo tardi, credendo che bottinassero ancora a sufficienza.
Un'altra spiegazione alla riduzione di popolazione è che avevano un nido di vespe germaniche proprio davanti alla cassa, a 2 metri (che jella direi...). Le disturbavano e cercavano di entrare nell'arnia, ma mi han sempre dato l'impressione di tenerle a bada. Magari questo ha contribuito ma non so se possa essere il motivo principale.
Fatto sta che a novembre erano strette su 4 telaini, di cui ben presidiati 2.5. Col senno di poi probabilmente era meglio metterle in un polistirolo, ma non sapevo come mettergli poi il candito non avendo l'apposita cornice...
Sono a sud di Torino in pianura e c'è stata circa una settimana con notti a -6/-7°C. Adesso le temperature sono tornate a -1/-2°C di notte e sono andato a controllarle, con sole e 8°C. Ho trovato 2 api morte sul predellino e pochissime in volo. Panico... Alzando la porticina e infilando la leva ho estratto altre 5 api morte: ho fatto questa prova perché temevo di trovarle quasi tutte morte... invece "sembra che ci siano ancora".
Hanno il candito sui favi e il coprifavo rovesciato. Il candito non lo stanno praticamente mangiando. Tra coprifavo e tetto hanno un polistirolo da 3 cm.
Mi sembrano proprio poche, troppo poche. Immagino di non poter fare niente in questo momento, corretto?
Se farà ancora molto freddo, temo che le perderò. Ma se invece restiamo a 0°C di minima magari ce la fanno? E quando e come potrei aiutarle? Ci vorrebbe un nucleo di rimonta che non ho... Quando le temperature consentiranno di aprire, potrei aiutarle con della covata nascente e api giovani dall'altra arnia più forte?
Aggiungo che la "forte" importa polline (mi ha stupito, chissà cosa trova... ancora nespolo? Già nocciolo?), quindi forse ha ripreso a covare.
Veramente difficile trattenermi e non aprirle...
Grazie dei consigli!
Famiglia piccola piccola
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Re: Famiglia piccola piccola
Ciao Caffemacchiato, provo a risponderti punto per punto, perché la situazione che descrivi è molto comune al primo anno e stai ragionando nel modo giusto.
La scarsità di scorte a fine estate ha probabilmente causato il blocco della deposizione, con conseguente riduzione delle api invernali. La bassa caduta di varroa a novembre conferma che il problema non era sanitario ma nutrizionale.
La nutrizione con sciroppo e candito è stata giusta, ma troppo tardiva: a quel punto la popolazione era già compromessa. È un errore molto comune al primo anno.
--------------------
le vespe possono aver contribuito, ma non sono state la causa principale.
Le vespe germaniche creano stress continuo (meno bottinatura, più guardia, maggiore consumo di energie). Se la famiglia era già indebolita da scarse scorte e blocco di covata, questo stress può aver accelerato il calo.
Una colonia sana però regge la pressione delle vespe: se fossero state decisive avresti visto saccheggio evidente e collasso rapido. Il fatto che sembrassero tenerle a bada indica che non c’è stato saccheggio vero.
Conclusione: concausa, non origine del problema. Per il futuro: ingresso ridotto e controllo dei nidi vicini.
----------------------
A novembre una famiglia su 4 telaini, con 2–2,5 ben presidiati, era debole ma non disperata. Il polistirolo avrebbe aiutato un po’ sulla coibentazione, ma non era indispensabile: molte famiglie simili superano l’inverno anche in arnia di legno se ben ristrette e con scorte.
Per il candito, anche senza cornice apposita non sarebbe stato un problema:
1) va bene appoggiarlo direttamente sopra i favi, sopra un foglio forato o la plastica del sacchetto
2) oppure sul coprifavo rovesciato, come hai fatto ora
Quindi niente grossi errori: il limite vero restava la poca popolazione, non il materiale dell’arnia né la gestione del candito
---------------------
Quello che hai osservato rientra nella normalità invernale, soprattutto per una famiglia piccola.
– Poche api morte sul predellino (2–7) dopo una settimana fredda è normale. Sarebbe preoccupante trovarne molte decine.
– Pochissimo volo a 8 °C è assolutamente normale, specie dopo giorni a -6/-7 °C.
– Il fatto che non consumino il candito non è negativo: con poca o nessuna covata il consumo è minimo e, se hanno ancora un filo di scorte, lo ignorano.
L’isolamento che hai (candito sui favi + coprifavo rovesciato + 3 cm di polistirolo sopra) è corretto e aiuta molto. Il fatto che “sembrino esserci ancora” dopo quel freddo è già un buon segnale.
In sintesi: niente panico, non sono segnali di collasso. Continua a lasciarle tranquille, controlla solo dall’esterno e resisti alla tentazione di aprire: ora disturbare sarebbe più rischioso che utile.
----------------------
Hai ragione: al momento non puoi fare molto, ed è normale che la famiglia sembri piccola.
Se le minime restano intorno a 0 °C e le massime diurne salgono sopra 8–10 °C, possono comunque superare l’inverno, perché il vero rischio è il glomere troppo piccolo o un repentino abbassamento delle temperature dopo una ripresa di covata.
L’aiuto efficace arriva solo in primavera, quando le giornate saranno più miti (massime stabili sopra 14–15 °C). A quel punto puoi:
1) prelevare un telaino di covata opercolata con api giovani dalla famiglia forte
2) inserirlo rapidamente nella famiglia debole
3) questo costituisce il miglior rinforzo possibile se il nucleo è sopravvissuto
Ora la cosa più importante è lasciarle tranquille, assicurarsi che il candito sia disponibile e resistere alla tentazione di aprire: ogni disturbo invernale può peggiorare la situazione.
Spero che questi consigli e risposte ti aiutino a chiarire ogni dubbio e a capire meglio come gestire le tue arnie.
La scarsità di scorte a fine estate ha probabilmente causato il blocco della deposizione, con conseguente riduzione delle api invernali. La bassa caduta di varroa a novembre conferma che il problema non era sanitario ma nutrizionale.
La nutrizione con sciroppo e candito è stata giusta, ma troppo tardiva: a quel punto la popolazione era già compromessa. È un errore molto comune al primo anno.
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le vespe possono aver contribuito, ma non sono state la causa principale.
Le vespe germaniche creano stress continuo (meno bottinatura, più guardia, maggiore consumo di energie). Se la famiglia era già indebolita da scarse scorte e blocco di covata, questo stress può aver accelerato il calo.
Una colonia sana però regge la pressione delle vespe: se fossero state decisive avresti visto saccheggio evidente e collasso rapido. Il fatto che sembrassero tenerle a bada indica che non c’è stato saccheggio vero.
Conclusione: concausa, non origine del problema. Per il futuro: ingresso ridotto e controllo dei nidi vicini.
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A novembre una famiglia su 4 telaini, con 2–2,5 ben presidiati, era debole ma non disperata. Il polistirolo avrebbe aiutato un po’ sulla coibentazione, ma non era indispensabile: molte famiglie simili superano l’inverno anche in arnia di legno se ben ristrette e con scorte.
Per il candito, anche senza cornice apposita non sarebbe stato un problema:
1) va bene appoggiarlo direttamente sopra i favi, sopra un foglio forato o la plastica del sacchetto
2) oppure sul coprifavo rovesciato, come hai fatto ora
Quindi niente grossi errori: il limite vero restava la poca popolazione, non il materiale dell’arnia né la gestione del candito
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Quello che hai osservato rientra nella normalità invernale, soprattutto per una famiglia piccola.
– Poche api morte sul predellino (2–7) dopo una settimana fredda è normale. Sarebbe preoccupante trovarne molte decine.
– Pochissimo volo a 8 °C è assolutamente normale, specie dopo giorni a -6/-7 °C.
– Il fatto che non consumino il candito non è negativo: con poca o nessuna covata il consumo è minimo e, se hanno ancora un filo di scorte, lo ignorano.
L’isolamento che hai (candito sui favi + coprifavo rovesciato + 3 cm di polistirolo sopra) è corretto e aiuta molto. Il fatto che “sembrino esserci ancora” dopo quel freddo è già un buon segnale.
In sintesi: niente panico, non sono segnali di collasso. Continua a lasciarle tranquille, controlla solo dall’esterno e resisti alla tentazione di aprire: ora disturbare sarebbe più rischioso che utile.
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Hai ragione: al momento non puoi fare molto, ed è normale che la famiglia sembri piccola.
Se le minime restano intorno a 0 °C e le massime diurne salgono sopra 8–10 °C, possono comunque superare l’inverno, perché il vero rischio è il glomere troppo piccolo o un repentino abbassamento delle temperature dopo una ripresa di covata.
L’aiuto efficace arriva solo in primavera, quando le giornate saranno più miti (massime stabili sopra 14–15 °C). A quel punto puoi:
1) prelevare un telaino di covata opercolata con api giovani dalla famiglia forte
2) inserirlo rapidamente nella famiglia debole
3) questo costituisce il miglior rinforzo possibile se il nucleo è sopravvissuto
Ora la cosa più importante è lasciarle tranquille, assicurarsi che il candito sia disponibile e resistere alla tentazione di aprire: ogni disturbo invernale può peggiorare la situazione.
Spero che questi consigli e risposte ti aiutino a chiarire ogni dubbio e a capire meglio come gestire le tue arnie.
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Re: Famiglia piccola piccola
Grazie Ortega per aver investito il tuo tempo in un'ottima e chiarissima risposta!
Allora tengo duro, incrocio le dita e... ti farò sapere! Speriamo bene!
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- Caffemacchiato
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Re: Famiglia piccola piccola
Brutte notizie
Non vedendo più nessun movimento ho aperto e trovato quanto in foto.
Famiglia persa, non so dire la tristezza e anche un po' la rabbia per non essere riuscito a evitarlo.
Non capisco però dove siano finite, c'erano sì e no 30 api morte, alcune come si vede sono nelle celle. La regina non l'ho vista tra queste. È possibile che sia morta e poi le operaie hanno derivato sulla cassa vicina?
I telaini sono a zero di scorte, tranne qualche cella opercolata vicino alle api. Ma avevano il candito e non lo hanno mangiato. Vedo che in alcune celle c'è candito, come se non fossero riuscite a mangiarlo così com'è: serve trafallassi e loro erano troppo poche? Sembrano morte per fame...
Sui telaini c'era polline e un po' di covata opercolata. Vedo forse anche qualche uovo ma o è mal deposto o è candito.
Questi telaini potrò usarli in altre famiglie durante la stagione?
Grazie, spero di imparare qualcosa da questo. Sicuramente nell'invernamento ci sono stati errori
Non vedendo più nessun movimento ho aperto e trovato quanto in foto.
Famiglia persa, non so dire la tristezza e anche un po' la rabbia per non essere riuscito a evitarlo.
Non capisco però dove siano finite, c'erano sì e no 30 api morte, alcune come si vede sono nelle celle. La regina non l'ho vista tra queste. È possibile che sia morta e poi le operaie hanno derivato sulla cassa vicina?
I telaini sono a zero di scorte, tranne qualche cella opercolata vicino alle api. Ma avevano il candito e non lo hanno mangiato. Vedo che in alcune celle c'è candito, come se non fossero riuscite a mangiarlo così com'è: serve trafallassi e loro erano troppo poche? Sembrano morte per fame...
Sui telaini c'era polline e un po' di covata opercolata. Vedo forse anche qualche uovo ma o è mal deposto o è candito.
Questi telaini potrò usarli in altre famiglie durante la stagione?
Grazie, spero di imparare qualcosa da questo. Sicuramente nell'invernamento ci sono stati errori
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Re: Famiglia piccola piccola
La presenza di api morte con la testa all’interno delle celle è un chiaro segno che la famiglia era numericamente debole ed è morta per fame.
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- Ortega
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Re: Famiglia piccola piccola
Questo problema l’ho vissuto anch’io tanti anni fa. Nessuno nasce imparato e l’esperienza, purtroppo, si fa spesso sulla propria pelle. È una situazione dolorosa, ma molto comune tra gli apicoltori alle prime armi, e da cui col tempo si impara davvero tanto.Caffemacchiato ha scritto: 18/01/2026, 12:41 Brutte notizie
Non vedendo più nessun movimento ho aperto e trovato quanto in foto.
Famiglia persa, non so dire la tristezza e anche un po' la rabbia per non essere riuscito a evitarlo.
Da quello che si vede nell’ultima foto e da come descrivi la situazione, il quadro fa pensare a una morte per fame associata a spopolamento. Il numero ridotto di api morte, alcune con la testa infilata nelle celle alla ricerca di un’ultima goccia di miele, le scorte quasi assenti o lontane dal glomere e il candito non consumato indicano che la famiglia era ormai troppo debole per riuscire a utilizzarlo. Il candito richiede calore e un numero minimo di api: non è che non volessero mangiarlo, semplicemente non ne avevano più la forza.Caffemacchiato ha scritto: 18/01/2026, 12:41 Non capisco però dove siano finite, c'erano sì e no 30 api morte, alcune come si vede sono nelle celle. La regina non l'ho vista tra queste. È possibile che sia morta e poi le operaie hanno derivato sulla cassa vicina?
È possibile che la regina sia morta (per freddo, vecchiaia o stress) e che parte delle operaie abbia trovato ospitalità negli alveari vicini. Questo spiega perché trovi poche api e non la regina.
I residui che vedi nelle celle sono con tutta probabilità candito spostato, non uova. La presenza di un po’ di covata opercolata fa pensare che la famiglia fosse viva fino a poco prima del collasso.Caffemacchiato ha scritto: 18/01/2026, 12:41 I telaini sono a zero di scorte, tranne qualche cella opercolata vicino alle api. Ma avevano il candito e non lo hanno mangiato. Vedo che in alcune celle c'è candito, come se non fossero riuscite a mangiarlo così com'è: serve trafallassi e loro erano troppo poche? Sembrano morte per fame...
Sui telaini c'era polline e un po' di covata opercolata. Vedo forse anche qualche uovo ma o è mal deposto o è candito.
I telaini possono essere riutilizzati senza problemi in altre famiglie se non ci sono segni di malattie: miele, polline e cera sono recuperabili. Per maggiore tranquillità puoi congelarli per 48 ore prima dell’uso.Caffemacchiato ha scritto: 18/01/2026, 12:41 Questi telaini potrò usarli in altre famiglie durante la stagione?
Sono esperienze che fanno male, ma che ci fanno crescere. In futuro è importante cercare di invernare famiglie forti e ben provviste di scorte naturali; il candito deve restare solo un aiuto d’emergenza. Quando possibile, meglio unire le famiglie deboli prima dell’inverno.
Hai fatto bene a osservare e a chiederti cosa sia successo. È proprio questo atteggiamento che permette di fare esperienza e diventare apicoltori migliori.
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Re: Famiglia piccola piccola
A chi non è mai capitato di trovare un alveare con poche api, con la testa infilata nelle celle per mancanza di scorte? Da ora in poi questo rischio c’è, eccome.Caffemacchiato ha scritto: 18/01/2026, 12:41 Brutte notizie
Non vedendo più nessun movimento ho aperto e trovato quanto in foto.
Famiglia persa, non so dire la tristezza e anche un po' la rabbia per non essere riuscito a evitarlo.
Non capisco però dove siano finite, c'erano sì e no 30 api morte, alcune come si vede sono nelle celle.


