Un' ultima domanda, l unico modo per valutare se hanno ancora scorte nei mesi dove non si possono fare le visite è "sentire il peso della cassa" o si possono scoperchiare e guardare senza alzare il telai se ce ne sono ancora?
si soppesare è uno dei modi per rendersi conto di cosa cè all interno.. però..
a volte non è sufficiente che la famiglia abbia chili e chili stoccati nei favi di scorte, la pappa deve essere adiacente e prossima al glomere e alle covate che verranno..
se per ipotesi vi son dieci chili di miele tutti opercolati e lontani, la famiglia morirà probabilmente di fame..
strano eh? ma funziona così.. nei periodi più freddi e critici le api non hanno la forza e le calorie necessarie per accedervi, non possono allontanarsi dal glomere, dalla regina e dalla covata, pertanto finiranno con il soccombere..
grazie Ermanno che sollevi la questione controversa..
se di notte hai fame/sete non puoi mandare solo la mano o il braccio verso il frigo/cucina, ma dovrai alzarti tutto e lasciare le tue calde coperte.. così non è verosimile che una manciata di api andranno "in spedizione" a caccia di pappatoia lontana, ma potranno accedere solo a quella immediata, disopercolata e scaldata su cui il glomere ha deciso di invernarsi.. si dovrebbe spostare tutto il glomere in direzione delle scorte, ma non funziona così.. quindi è importante capire che le scorte dovrebbero esser vicine e accessibili, altrimenti chili e chili non hanno nessun valore..
questo è davvero uno degli aspetti più sottovalutati..
personalmente insisto con le nutrizioni preinvernali perchè queste verranno (per forza di cose) stoccate nelle camere di covata che andando riducendosi ne lasceranno lo spazio, così che le api avranno proprio lì il sostentamento necessario.. al giunger del freddo metto
sempre candito sul coprifavo, ho candito
sempre pronto, quando un arnia lo finisce o lo stà per finire lo rimpiazzo, se la famiglia è zeppa amen, non è pappa superflua perchè l ape "ogni chilo di troppo" ve lo torna in primavera..
non esiste nutrire troppo , l ape farà di ogni risorsa qualcosa di utile (infatti non è raro vedere su alveari forti costruzioni di cera in periodi strani, oppure riprese anomale "fuoriorario") , si tratta solo di saperlo gestire..
non dobbiam prendere tutto come " o zero, o cento" , cè solo da imparare a usare un pò di buonsenso, non ha senso insistere finchè l ape non ha più nemmen una celletta vuota per un signolo uovo.. rarerrimo, ma raggiungibile tramite i primi errori di tempistiche..
se devo sbagliare preferisco dare un chilo in più, piuttosto che uno meno .. tanto l ape ve lo fa capire, non si ha più nemmeno bisogno di insistere con visite interne, perchè se le api son vive e in forze le vedremo abitare e accedere le vaschette/sacchetti di candito, se non si presentano "a tavola" allora significa che non hanno la forza per accedervi, è questa, a mio avviso, la sottile linea che mi indica quale alveare è forte e quale debole..
seppur piccolo, un glomere che mangia è sano e salvo.. il problema (e allora si , si necessità di visita interna) è quando non mangia, quindi non scalda, quindi non cova, quindi non avrà api di ricambio, quindi patisce e collassa..
perlomeno è così che opero io..
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attenzione: quando si dice nutrire solo all occorrenza, è vero e sacrosanto, ci son periodi in cui l ape si
deve arrangiare , è proprio capire il
quando, che mette in crisi la maggior parte degli apicoltori