Innanzitutto ciao a tutti!
Come potete capire dal titolo, ho una domanda riguardante il prestito di denaro per l'attività di apicoltore.
E quindi, quali sono le migliori opzioni di finanziamento per l'acquisto di terreni e attrezzature apistiche? Sto cercando di ottenere un mutuo per avviare un'attività apistica e vorrei sapere quali sono le opzioni più convenienti e convenienti disponibili sul mercato.
Se avete esperienza in questo campo o conoscete qualcuno che ha ottenuto un finanziamento per l'acquisto di terreni o attrezzature apistiche, vi sarei grato se poteste condividere le vostre esperienze o raccomandazioni
Mutuo per l'acquisto di terreni e attrezzature apistiche
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- Rob
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Re: Mutuo per l'acquisto di terreni e attrezzature apistiche
Ciao Camfred..
hai già un attività agricola o apistica regolare? se la risposta è no l unico prestito che puoi fare è un mutuo bancario, ma non sarà collegato alle api pertanto è "privato" e sostanzialmente avrai sul groppone un debito di "cavoli tuoi"..
--------------------------------
se hai già un attività apistica o agricola prova a chiedere lumi ai tuoi commercialisti
intanto ecco alcune info molto generiche..
il commercialista è la figura che ti può indirizzare in queste scelte, ogni regione ha progetti e piani di finanziamento differenti, pertanto dovresti sentire nel dettaglio qualcuno che lavori in quel ramo nelle tue zone.. l organismo pagatore è sempre la camera di commercio della tua regione, puoi chiedere anche a loro e sul sito regionale troverai altre info, ma alla fine sarà sempre e comunque un commercialista che dovrà portare avanti carte, mail e richieste e tutto ciò che serve allegato..
se vuoi accedere ai fondi agricoli devi contattare e iscriverti alle varie coldiretti, confagricole e affini.. in questo caso devi possedere già p.iva e alveari dedicati, a seconda dell attività che fai verrà valutata una resa "ipotetica" e in base a questa accederai ai vari progetti di finanziamento agricolo.. attenzione: non son sempre rose e fiori, cavilli e scazzi ci son ovunque e non è detto che arrivino anche se la camera di commercio della tua regione accetta la richiesta, del resto è burocrazia all italiana..
la quantità di denaro che arriverà (forse) è strettamente legata al numero di alveari e alla "resa ipotetica" che gli vien attribuita al momento dell apertura della p.iva.. ad esempio ogni alveare può avere una resa stimata tra i 45€ e i 250€ e a seconda dell inquadramento che ti è stato attribuito si calcoleranno tutti i futuri contributi concessi..
*ad esempio se possiedi 100 alveari a 50€ e la tua attività è stimata di 5.000€ .. questa è la cifra massima rimborsabile in caso di disastri, stagioni colpite da disastri o calamità o quant altro.. anche se un progetto regionale mette a disposizione 200.000€ e tu hai diritto d accesso, ti vedrai rimborsato solamente "ciò che ti spetta" in base al numero di alveari e alla loro resa/consumo, per l appunto, oltretutto non si percepisce mai il100% dei contributi (ad esempio dal 2020 in poi le camere di commercio hanno iniziato a elargire solamente il 20% dei costi in alcuni casi)
i progetti di finanziamento disponibili son molteplici e più disparati, anche acquisto di attrezzature può rientrare, ma la storia è sempre la medesima, tu anticipi i soldi e fai tutte le spese, poi (forse) ti vien rimborsato qualcosa,un pò ti torna in bonifici bancari, altri sono "sconti" sui contributi che devi versare regolarmente (in anticipo)
attualmente tutti i finanziamenti disponibili son così: tu anticipi le spese e negli anni ti vien ridato un pò di aiuto in varie forme (rimborsi sulle cartelle inps più che altro)
questo è ciò che mi vien in mente su due piedi, se hai bisogno di altre info chiedi pure..
-------------------------------
il mio consiglio è : non fare debiti per le api.. è un attività che si può fare a costo zero (o quasi)..
la tua domanda mi fa sorgere un dubbio.. vorrei chiarire che non è possibile aprire un attività prettamente apistica "da zero a cento alveari" in un colpo solo.. l apicoltura è lenta e difficile, nessun principiante può sperare di gestire centinaia di alveari partendo da zero.. se hai già una cinquantina di alveari se ne può parlare, ma se ne hai quattro (o zero) è meglio valutare un altra via..
hai già un attività agricola o apistica regolare? se la risposta è no l unico prestito che puoi fare è un mutuo bancario, ma non sarà collegato alle api pertanto è "privato" e sostanzialmente avrai sul groppone un debito di "cavoli tuoi"..
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il commercialista è la figura che ti può indirizzare in queste scelte, ogni regione ha progetti e piani di finanziamento differenti, pertanto dovresti sentire nel dettaglio qualcuno che lavori in quel ramo nelle tue zone.. l organismo pagatore è sempre la camera di commercio della tua regione, puoi chiedere anche a loro e sul sito regionale troverai altre info, ma alla fine sarà sempre e comunque un commercialista che dovrà portare avanti carte, mail e richieste e tutto ciò che serve allegato..
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la quantità di denaro che arriverà (forse) è strettamente legata al numero di alveari e alla "resa ipotetica" che gli vien attribuita al momento dell apertura della p.iva.. ad esempio ogni alveare può avere una resa stimata tra i 45€ e i 250€ e a seconda dell inquadramento che ti è stato attribuito si calcoleranno tutti i futuri contributi concessi..
*ad esempio se possiedi 100 alveari a 50€ e la tua attività è stimata di 5.000€ .. questa è la cifra massima rimborsabile in caso di disastri, stagioni colpite da disastri o calamità o quant altro.. anche se un progetto regionale mette a disposizione 200.000€ e tu hai diritto d accesso, ti vedrai rimborsato solamente "ciò che ti spetta" in base al numero di alveari e alla loro resa/consumo, per l appunto, oltretutto non si percepisce mai il100% dei contributi (ad esempio dal 2020 in poi le camere di commercio hanno iniziato a elargire solamente il 20% dei costi in alcuni casi)
i progetti di finanziamento disponibili son molteplici e più disparati, anche acquisto di attrezzature può rientrare, ma la storia è sempre la medesima, tu anticipi i soldi e fai tutte le spese, poi (forse) ti vien rimborsato qualcosa,un pò ti torna in bonifici bancari, altri sono "sconti" sui contributi che devi versare regolarmente (in anticipo)
attualmente tutti i finanziamenti disponibili son così: tu anticipi le spese e negli anni ti vien ridato un pò di aiuto in varie forme (rimborsi sulle cartelle inps più che altro)
questo è ciò che mi vien in mente su due piedi, se hai bisogno di altre info chiedi pure..
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il mio consiglio è : non fare debiti per le api.. è un attività che si può fare a costo zero (o quasi)..
la tua domanda mi fa sorgere un dubbio.. vorrei chiarire che non è possibile aprire un attività prettamente apistica "da zero a cento alveari" in un colpo solo.. l apicoltura è lenta e difficile, nessun principiante può sperare di gestire centinaia di alveari partendo da zero.. se hai già una cinquantina di alveari se ne può parlare, ma se ne hai quattro (o zero) è meglio valutare un altra via..
- Camfred
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Re: Mutuo per l'acquisto di terreni e attrezzature apistiche
Ciao Roby e grazie mille per la tua risposta.
Mi hai fatto ripensare ai prestiti...
Al momento non ho nessun alveare.
Mio padre si occupava di apicoltura, e io l'ho aiutato per anni, quando ero un bimbo, e cosi ho acquistato molte conoscenze su questa attività.
Dopo lunghi anni di lavoro in città, vorrei tornare in campagna e creare un'attività di apicoltura.
E sì, hai detto bene, stavo pensando di iniziare subito con qualcosa di grosso.
Se iniziasi in piccolo, non potrei sostenere finanziariamente la famiglia.
Mi hai fatto ripensare ai prestiti...
Al momento non ho nessun alveare.
Mio padre si occupava di apicoltura, e io l'ho aiutato per anni, quando ero un bimbo, e cosi ho acquistato molte conoscenze su questa attività.
Dopo lunghi anni di lavoro in città, vorrei tornare in campagna e creare un'attività di apicoltura.
E sì, hai detto bene, stavo pensando di iniziare subito con qualcosa di grosso.
Se iniziasi in piccolo, non potrei sostenere finanziariamente la famiglia.
- Rob
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Re: Mutuo per l'acquisto di terreni e attrezzature apistiche
Se hai la forza economica e le competenze pronte perchè no?
anche se purtroppo non è così semplice è fattibile vivere di apicoltura, ma ti ci vorranno diversi anni per mettere le basi..
inizialmente il passo "più semplice" è aprire una p.iva a regime di esonero, ovvero possedere un attività apistica che porta un introito massimo di 7.000€ annui.. questo regime non è tassato e son soldi che all atto pratico lo stato "ti lascia guadagnare in nero", non rientrano nemmeno nella dichiarazione dei redditi, si cè bisogno di un minimo di dichiarazioni (asl, controlli veterinari, laboratorio temporaneo, scia,..) , ma il numero di alveari non è importante, si può iniziare con una manciata (anche quattro o cinque) e puoi arrivare a gestire anche 40 o 50 alveari in questo modo..
il terreno può esser affittato o prestato.. questo è lo step intermedio che ti porta a capire quante arnie sei veramente in grado di gestire, puoi aumentare ogni anno i capi allevati secondo l esigenza/tempo da dedicare e valutare step-by-step le stagioni successive..
superando i 7.000€ si rientra in un altra categoria e necessariamente occorre un altra p.iva "più seria" , diventa un attività agricola regolare a tempo pieno e si presume attività principale (puoi anche accompagnare con altro, coltivazioni di piccoli frutti o altro, allevamento altri animali o altro).. qui le varie confagricole e coldiretti richiedono una denuncia di almeno 250 alveari per "giustificare" l apertura dell attività e potrai arrivare a dichiarare 12.000€ annui.. qui gli scazzi son doppi, stanza smielatura definitiva, controlli asl più frequenti, ecc..
reputo lo step a regime d esonero "obbligatorio" perchè è proprio quello che ti introduce nell apicoltura per lavoro seppur non lo fai per lavoro..
passare immediatamente ad azienda agricola a tempo pieno ti comporta uno smazzo incredibile, all inizio non potrai avere subito 250alveari (12.000€) ma tu ci pagherai tutte le tasse come se le avessi.. certo si può diversificare con mucche capre e piante da frutto, ma allora è azienda d altro tipo..
le vie son infinite..
a te la scelta.. reputo comunque ammirevole che stai considerando di lasciare i ritmi frenetici della città per allevare api..
però fa attenzione, viaggia con calma, tante api subito è difficile e rischi di finire prima di iniziare..
qui finalmente viviamo di apicoltura, ci son voluti molti anni e sacrifici, ma non tornerei più indietro, nonostante "i tempi moderni" rendano questa attività sempre più complessa..
qui oramai alleviamo regine e nuclei di produzione propria come attività principale, poi tutti i prodotti che ci girano attorno, il mercato è "difficile" ma è possibile crearsi una nicchia e campare dignitosamente di tale attività..
a volte mi toccano lavretti extra, ma per la famiglia si questo e altro.. le api insegnano anche qui..
oramai gestiamo diverse centinaia di alveari, ma qui non ci son miliardi eh, si viaggia ancora sui 12.000€ annui (da cui bisogna detrarre spese e tasse).. seppur sempre sporchi e sudati la soddisfazione di una scelta e filosofia di vita è impagabile..
poi son gusti eh..
..ora vado dalle apette..

anche se purtroppo non è così semplice è fattibile vivere di apicoltura, ma ti ci vorranno diversi anni per mettere le basi..
inizialmente il passo "più semplice" è aprire una p.iva a regime di esonero, ovvero possedere un attività apistica che porta un introito massimo di 7.000€ annui.. questo regime non è tassato e son soldi che all atto pratico lo stato "ti lascia guadagnare in nero", non rientrano nemmeno nella dichiarazione dei redditi, si cè bisogno di un minimo di dichiarazioni (asl, controlli veterinari, laboratorio temporaneo, scia,..) , ma il numero di alveari non è importante, si può iniziare con una manciata (anche quattro o cinque) e puoi arrivare a gestire anche 40 o 50 alveari in questo modo..
il terreno può esser affittato o prestato.. questo è lo step intermedio che ti porta a capire quante arnie sei veramente in grado di gestire, puoi aumentare ogni anno i capi allevati secondo l esigenza/tempo da dedicare e valutare step-by-step le stagioni successive..
superando i 7.000€ si rientra in un altra categoria e necessariamente occorre un altra p.iva "più seria" , diventa un attività agricola regolare a tempo pieno e si presume attività principale (puoi anche accompagnare con altro, coltivazioni di piccoli frutti o altro, allevamento altri animali o altro).. qui le varie confagricole e coldiretti richiedono una denuncia di almeno 250 alveari per "giustificare" l apertura dell attività e potrai arrivare a dichiarare 12.000€ annui.. qui gli scazzi son doppi, stanza smielatura definitiva, controlli asl più frequenti, ecc..
reputo lo step a regime d esonero "obbligatorio" perchè è proprio quello che ti introduce nell apicoltura per lavoro seppur non lo fai per lavoro..
passare immediatamente ad azienda agricola a tempo pieno ti comporta uno smazzo incredibile, all inizio non potrai avere subito 250alveari (12.000€) ma tu ci pagherai tutte le tasse come se le avessi.. certo si può diversificare con mucche capre e piante da frutto, ma allora è azienda d altro tipo..
le vie son infinite..
a te la scelta.. reputo comunque ammirevole che stai considerando di lasciare i ritmi frenetici della città per allevare api..
però fa attenzione, viaggia con calma, tante api subito è difficile e rischi di finire prima di iniziare..
qui finalmente viviamo di apicoltura, ci son voluti molti anni e sacrifici, ma non tornerei più indietro, nonostante "i tempi moderni" rendano questa attività sempre più complessa..
a volte mi toccano lavretti extra, ma per la famiglia si questo e altro.. le api insegnano anche qui..
oramai gestiamo diverse centinaia di alveari, ma qui non ci son miliardi eh, si viaggia ancora sui 12.000€ annui (da cui bisogna detrarre spese e tasse).. seppur sempre sporchi e sudati la soddisfazione di una scelta e filosofia di vita è impagabile..
poi son gusti eh..
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Re: Mutuo per l'acquisto di terreni e attrezzature apistiche
Grazie per le risposte dettagliate Rob.
Vorrei che i tuoi messaggi fossero visti da tutti coloro che sono nella mia posizione. Molto utile.
Seguirò i passi da te descritti riguardo alla p.iva. e il regime di esonero.
Per quanto riguarda il terreno, preferirei comunque l'opzione di acquisto, piuttosto che l'affitto. Mi sentirei più sicuro, e in più, è meglio pagare le rate del mutuo per l'acquisto del terreno, piuttosto che pagare un affitto mensile a qualcun altro.
Il mio piano era ed è quello di acquistare un pezzo di terra e partire da lì.
Esattamente come hai detto, sto iniziando con le api, ma mi allargherei anche ad altre attività zootecniche.
Non andrei dal inizio vivere lì, ma contemporaneamente alla vita di città svilupperei l'attività di apicoltura, e quando l'attività mi fornirà un reddito sufficiente da non aver più bisogno di lavorare in città, mi sarei trasferito lì, accanto al campo delle api.
Ho la possibilità di acquistare un pezzo di terra e fare i lavori necessari per iniziare l'attività tramite la cessione del quinto (maggiori dettagli su questa forma di finanziamento trovate su questo sito specializzato nella cessione del quinto), oltre ai soldi che ho risparmiato negli ultimi anni.
Per questo chiedevo se sarebbe conveniente richiedere un finanziamento esterno per iniziare in apicoltura.
Ma se affittassi il terreno, non avrei più bisogno di finanziamenti esterni.
In ogni caso, visti i miei dubbi sull'affitto del terreno, mi espongo a qualche rischio avendo un'attività agricola su un terreno in affitto?
Vorrei che i tuoi messaggi fossero visti da tutti coloro che sono nella mia posizione. Molto utile.
Seguirò i passi da te descritti riguardo alla p.iva. e il regime di esonero.
Per quanto riguarda il terreno, preferirei comunque l'opzione di acquisto, piuttosto che l'affitto. Mi sentirei più sicuro, e in più, è meglio pagare le rate del mutuo per l'acquisto del terreno, piuttosto che pagare un affitto mensile a qualcun altro.
Il mio piano era ed è quello di acquistare un pezzo di terra e partire da lì.
Esattamente come hai detto, sto iniziando con le api, ma mi allargherei anche ad altre attività zootecniche.
Non andrei dal inizio vivere lì, ma contemporaneamente alla vita di città svilupperei l'attività di apicoltura, e quando l'attività mi fornirà un reddito sufficiente da non aver più bisogno di lavorare in città, mi sarei trasferito lì, accanto al campo delle api.
Ho la possibilità di acquistare un pezzo di terra e fare i lavori necessari per iniziare l'attività tramite la cessione del quinto (maggiori dettagli su questa forma di finanziamento trovate su questo sito specializzato nella cessione del quinto), oltre ai soldi che ho risparmiato negli ultimi anni.
Per questo chiedevo se sarebbe conveniente richiedere un finanziamento esterno per iniziare in apicoltura.
Ma se affittassi il terreno, non avrei più bisogno di finanziamenti esterni.
In ogni caso, visti i miei dubbi sull'affitto del terreno, mi espongo a qualche rischio avendo un'attività agricola su un terreno in affitto?
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Re: Mutuo per l'acquisto di terreni e attrezzature apistiche
Ciao.. nel dettaglio non so come funziona la cessione del quinto.. però mi sembra di capire che l acquisto di un terreno sia slegato dal fatto di voler aprire un attività apistica.. nel senso, non stai "spendendo in api e attrezzature apistiche" , in quanto su quel ipotetico terreno si potrebbero avviare decine di attività anche non apistiche, quindi lo reputo un impegno economico slegato dal condurre e mantenere degli alveari, pertanto anche chi ti presterà i soldi (banca o camera di commercio) ne terrà conto..
forse potrebbe esserci anche un agevolazione , ma è il commercialista che ti deve indirizzare..
le principali problematiche legate ad un attività su un terreno in affitto si posson immaginare.. in primis si necessità di un buon (anzi buonissimo) rapporto con il proprietario del fondo, le api son tuttavia "fastidiose" e anche se tutti dicono "che bello" , alla fine si stancano presto se non si appassionano a loro volta.. sopratutto se intendi avviare apiari grossi e numerosi.. il rischio maggiore è dover smantellare api e apiario in fretta e furia.. un conto quattro alveari, un altro è quattrocento.. oltretutto non sei mai padrone e ogni lavoro di manutenzione e opere extra vanno concordate.. personalemtne non ho mai trovato problematiche a ricevere contributi per api su terreni in affitto, non è una cosa determinante al fine..
anche io vorrei acquistare alcuni apiari dove odiernamente son ancora in affitto, ma alla fine finchè la convivenza è buona non ci son problemi.. anche perchè servirebbero appunto cifre importanti..
forse potrebbe esserci anche un agevolazione , ma è il commercialista che ti deve indirizzare..
le principali problematiche legate ad un attività su un terreno in affitto si posson immaginare.. in primis si necessità di un buon (anzi buonissimo) rapporto con il proprietario del fondo, le api son tuttavia "fastidiose" e anche se tutti dicono "che bello" , alla fine si stancano presto se non si appassionano a loro volta.. sopratutto se intendi avviare apiari grossi e numerosi.. il rischio maggiore è dover smantellare api e apiario in fretta e furia.. un conto quattro alveari, un altro è quattrocento.. oltretutto non sei mai padrone e ogni lavoro di manutenzione e opere extra vanno concordate.. personalemtne non ho mai trovato problematiche a ricevere contributi per api su terreni in affitto, non è una cosa determinante al fine..
anche io vorrei acquistare alcuni apiari dove odiernamente son ancora in affitto, ma alla fine finchè la convivenza è buona non ci son problemi.. anche perchè servirebbero appunto cifre importanti..


