BjHorn ha scritto: 29/10/2022, 9:08
Opinione condivisa anche da alcuni studi francesi (
https://lerucherdecantegril.wordpress.com/ ) i quali stanno sperimentando una sorta di "ibernazione forzata" in locali appositi, proprio perchè le temperature più miti non permettono il naturale "invernamento" che si riscontrava quando le stagioni erano più evidenti.
interessante grazie per il link Bj
un pò come in Canada che usano le celle frigo, stesso motivo (con meteo inverso).
L'unica cosa che mi sento di dire è che la "svolta" l'ho fatta quando ho deciso di non usare i cerei
ho lo stesso feedback da molti apicoltori, a me senza cerei i favi li tirano sempre a membro di segugio però

ai voglia ad usare la livella per assicurarsi che sia tutto in bolla, mi tirano i favi sempre "ad onda"
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Qui molto bene fino a fine luglio, poi l'estate è stata uniformemente abbastanza drammatica, in montagna non è piovuto (letteralmente!) e passato il castagno (buona produzione ma in calo pure quella) con un costante vento secco quest'anno è stato persino peggio che in basso, dove invece postazioni antropizzate, hanno fatto qualcosa di decente, nonostante tutto.
Semplicemente non è piovuto ed è stato abbastanza drammatico fino alle piogge in pre-fioritura di edera ed inula, che assieme ad altre erbacee hanno creato una seconda primavera, davvero abbondante e inaspettata.
Spesso si discute di genetica, metodi di lavoro, dimensione delle arnie o gestione dei nidi, per adesso rimango dell'idea che l'unico vero fattore determinante, sono le piante (se fioriscono e producono nettare e polline, andrà sempre tutto bene nonostante tutto).
Questa estate mi sono fatto l'idea di essermi un pò adagiato "sugli allori" e sono tornato a cercare nuove postazioni che sappiano garantire qualcosa anche in estati come questa appena trascorsa, non è stato facile e non posso ancora dire che sia una scelta valida, vedremo.
Invernamento vero e proprio che almeno qui, si fa attendere, famiglie sistemate ma fa ancora davvero troppo caldo (e importano ancora).
Almeno però è in corso il blocco di covata naturale "fisiologico" che avviene sempre in questo periodo, a prescindere dal meteo.
Ho uniformato gli apiari togliendo le
famiglie che hanno avuto problemi per colpa mia di errori di gestione (sciami raccolti, famiglie che covano ancora etc) e ho ri-costituito l'apiario delle "problematiche", che invernerò nei polistiroli, tratterò più avanti ma entro fine novembre e nutrirò con candito.
Le famiglie con problemi sanitari (quest'anno davvero pochissime) le ho già estinte come al solito questa estate durante il blocco per il trattamento estivo, non voglio perpetuare genetiche farlocche o famiglie che barcollano e sopravvivendo magari anche per più stagioni solo perché le curo come malati terminali, "il medico pietoso fece la piaga purulenta".
L'unico sbattimento che mi accollo, è spostarle in modo mirato per uniformare gli apiari e gestire questi come fossero un unica grande arnia.
- Uso arnie da 12 e lascio loro tutti i telaini di scorte che si sono fatte
- Lascio loro tutti i ponti di cera che non si rompono ed in questo caso gratto la cera e ce la ripremo nell'inter-favo (poi la sistemano loro)
- Uso il foglio di nylon nell'ultima visita di invernamento post trattamento di ossalico in assenza di covata (anche se ora fa ancora troppo caldo)
- Coibento solo tra coprifavo e tetto, con un sacchetto ben chiuso riempito di isolante edile economico (tanto non nutro mai dal foto del coprifavo).
- Le porticine da fine edera/inula, le chiudo sul lato invernale (che nel mio caso significa solo 2 fori).
- Il vassoio diagnostico non lo uso neanche in inverno.