Premetto che al momento di api conosco tanto quanto che di fisica quantistica.
A marzo dovrei partecipare al corso per principianti, e al momento non ho avuto ancor modo di affiancarmi nella pratica a qualche apicoltore, perció sto cominciando a farmi un'idea di questo mondo leggendo articoli e documentandomi in internet.
In particolare ieri mi sono imbattuto in questo:
http://nuke.apival.net/Portals/0/artico ... turale.pdf
E di domande e osservazioni dovute all'ignoranza me ne stanno uscendo a catinelle.
Dalla relazione si capisce che i fogli cerei hanno il problema di contenere tutta una serie di sostanze nocive, accumulate negli anni con i vari ricicli. Se non fosse per questo fattore (che ovviamente non va trascurato) sarebbero comunque perfetti, perché evitano una sproporzione di fuchi rispetto alle operaie, e un eccessivo consumo di miele per costruire il favo naturale.
La prima cosa che mi sembra di capire e che esistono fogli cerei con celle di dimensioni diverse in base alla funzione che hanno nell'alveare. Giusto?
Ora perché i fogli cerei "inquinati", non vengono man mano sostituiti con altri auto prodotti invece che puntare al favo naturale?
Certo inizialmente ho visto il prezzo a cui alcuni vendono le macchine per farli, si parla di 750/800 euro per la piastra tipo "toast" base e arrivano fino a 1500 per quella raffreddata, ma poi cercando bene ho trovato anche macchine da 300 euro o anche meno se si cerca nell'usato.
Cosi ho pensato; da una stima a pancia, dato che non ho niente, per partire, fra strumenti, arnie, api e quant'altro ci vogliono circa 1500 per gestire tre famiglie, e non metto nel conto quello che mi servirá dopo per la smielatura. Perció non vale la pena aggiungerceli subito quei 200/300 euro ed evitare le varie complicazioni di un favo naturale?
Un'altra cosa che ho intuito, ma che ancora non mi é ben chiara é che le api vanno nutrite. Questa é una cosa che si fa sempre, per aumentare la resa del miele, o solo in situazioni particolari, come l'inverno e quando l'alverare é particolarmente "fragile"?
Dovendo consigliarmi, che libro mi consigliereste per avviare questo hobby?
Vi ringrazio.
Domande da novizio
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- BjHorn
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Re: Domande da novizio
Ciao e benvenuto tra noi.
La prima cosa che mi sembra di capire e che esistono fogli cerei con celle di dimensioni diverse in base alla funzione che hanno nell'alveare.
Si, in teoria le celle dei mielari DOVREBBERO essere poco più grandi, ma di solito si prende un normale foglio cereo da nido e lo si divide in due.
Ora perché i fogli cerei "inquinati", non vengono man mano sostituiti con altri auto prodotti
E' quello che già si fa. Si sciolgono i favi "vecchi" per crearne di nuovi. Il punto è che i vecchi potrebbero contenere già in origine gli inquinanti, a meno di non partire fin da subito con la tecnica del favo naturale, che potrebbe comunque contenere tracce di inquinanti, se nell'arnia sono presenti favi "tradizionali", visto che le api "riciclano" in parte anche la cera vecchia.
Perció non vale la pena aggiungerceli subito quei 200/300 euro ed evitare le varie complicazioni di un favo naturale?
Passeranno anni prima di avere cera a sufficienza ("inquinata" perchè proveniente da cerei) da coprire le esigenze dell'apiario.
E' preferibile rivolgersi a ditte specializzate che producono cerei "buoni", perchè loro (in teoria) non si limitano a scogliere la cera e stampare fogli, ma hanno macchinari anche per la sterilizzazione della cera. Insomma, sono del mestiere!
Le "complicanze" del favo naturale sono che c'è un maggior consumo di miele per fabbricarli (e quindi meno prodotto) e che bisogna prestare qualche attenzione in più nel posizionamento nell'arnia, che dovrà essere bene in bolla.
Ci saranno fuchi in più? Molti (me compreso) credono che i fuchi "in più", se le api decidono di allevarli, una ragione ci sarà.
Un'altra cosa che ho intuito, ma che ancora non mi é ben chiara é che le api vanno nutrite.
Se la conduzione dell'apiario costringe l'apicoltore a nutrire le proprie api, a mio modo di vedere c'è qualcosa che non va. Probabilmente le ha "costrette" a massificare la produzione, o altri accorgimenti "furbi", che però, a mio avviso, prima o poi il conto da pagare arriva, costringendo l'apicoltore a nutrirle per non perderle.
Onestamente a me capita molto di rado di nutrirle, in genere quando faccio nuovi nuclei nello stesso apiario senza spostarle (le bottinatrici tornano nell'arnia di origine) ma se la famiglia divisa "sta forte" anche questa pratica la applico raramente.
E ho messo del candito "preventivo" quest'anno. All'invernamento le api avevano buone scorte, ma ha piovuto e fatto freddo per 50 giorni consecutivi, quindi ho preferito dormire tranquillo, non potendo aprire le arnie per fare controlli accurati.
Dovendo consigliarmi, che libro mi consigliereste per avviare questo hobby?
Il Pistoia.
La prima cosa che mi sembra di capire e che esistono fogli cerei con celle di dimensioni diverse in base alla funzione che hanno nell'alveare.
Si, in teoria le celle dei mielari DOVREBBERO essere poco più grandi, ma di solito si prende un normale foglio cereo da nido e lo si divide in due.
Ora perché i fogli cerei "inquinati", non vengono man mano sostituiti con altri auto prodotti
E' quello che già si fa. Si sciolgono i favi "vecchi" per crearne di nuovi. Il punto è che i vecchi potrebbero contenere già in origine gli inquinanti, a meno di non partire fin da subito con la tecnica del favo naturale, che potrebbe comunque contenere tracce di inquinanti, se nell'arnia sono presenti favi "tradizionali", visto che le api "riciclano" in parte anche la cera vecchia.
Perció non vale la pena aggiungerceli subito quei 200/300 euro ed evitare le varie complicazioni di un favo naturale?
Passeranno anni prima di avere cera a sufficienza ("inquinata" perchè proveniente da cerei) da coprire le esigenze dell'apiario.
E' preferibile rivolgersi a ditte specializzate che producono cerei "buoni", perchè loro (in teoria) non si limitano a scogliere la cera e stampare fogli, ma hanno macchinari anche per la sterilizzazione della cera. Insomma, sono del mestiere!
Le "complicanze" del favo naturale sono che c'è un maggior consumo di miele per fabbricarli (e quindi meno prodotto) e che bisogna prestare qualche attenzione in più nel posizionamento nell'arnia, che dovrà essere bene in bolla.
Ci saranno fuchi in più? Molti (me compreso) credono che i fuchi "in più", se le api decidono di allevarli, una ragione ci sarà.
Un'altra cosa che ho intuito, ma che ancora non mi é ben chiara é che le api vanno nutrite.
Se la conduzione dell'apiario costringe l'apicoltore a nutrire le proprie api, a mio modo di vedere c'è qualcosa che non va. Probabilmente le ha "costrette" a massificare la produzione, o altri accorgimenti "furbi", che però, a mio avviso, prima o poi il conto da pagare arriva, costringendo l'apicoltore a nutrirle per non perderle.
Onestamente a me capita molto di rado di nutrirle, in genere quando faccio nuovi nuclei nello stesso apiario senza spostarle (le bottinatrici tornano nell'arnia di origine) ma se la famiglia divisa "sta forte" anche questa pratica la applico raramente.
E ho messo del candito "preventivo" quest'anno. All'invernamento le api avevano buone scorte, ma ha piovuto e fatto freddo per 50 giorni consecutivi, quindi ho preferito dormire tranquillo, non potendo aprire le arnie per fare controlli accurati.
Dovendo consigliarmi, che libro mi consigliereste per avviare questo hobby?
Il Pistoia.
- Rob
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Re: Domande da novizio
Ciao Dega.. benvenuto.. 
Le tue domande son sacrosante, tuttavia non hai ancora iniziato e le problematiche che affronterai inizialmente son ben altre..
L articolo è fuorviante.. le cererie sterilizzano tramite autoclave la cera e ne stampano fogli sterilizzati, odiernamente è l unica via per ottener cera sterilizzata.. certo che esiston modi per autocostruirseli, ma è la via più veloce per raggiungere la peste americana (e altre patologie), questo perchè nel corso delle stagioni ci sarà un accumulo di spore pressochè impossibile da misurare, controllare e contenere per chi sceglie la via dell autostampaggio di fogli.. sistemi per salvaguardarsi da questi problemi futuri esistono, negli anni capirai come gestire il tuo riciclo di cera, ma è veramente troppo precoce ora..
per il discorso dell accumulo di "chimici" purtroppo nessuno è esente.. anche il foglio più puro vien contaminato nell arco di poche ore, anche quello costruito naturalmente dalle api.. una vera "sterilizzazione" dell arnia in questo senso non è possibile, pertanto ogni teoria finisce qui..
le api vanno nutrite all occasione, certo meno si è costretti a darne meglio è, tuttavia a volte l apicoltura richiede anche questo..
il mio consiglio è quello di cercare di capire prima cosa vuoi fare con le api.. se non hai chiaro questo ti si solleveranno una marea di dubbi e incertezze e brancolerai nel "buio".. quando hai deciso cosa farne ti si può indirizzare meglio.. è possibile condurre apiari anche "per gioco" tuttavia non si è esenti dallo "studio" dell animale in sè..
inizialmente concentrarsi sulla produzione mellifera e imparare a gestire l equilibrio delle famiglie è fondamentale, poi si apron numerose vie..
come ti accorgerai è un mondo "senza libretto d istruzioni" e le vie per affrontar le stagioni son innumerevoli, qui troverai un sacco di spunti, punti di vista e quant altro, ma dovrai imparare a sviluppare la tua apicoltura, adatta a te e al territorio in cui risiedon i tuoi alveari..
in bocca al lupo e a presto..
Le tue domande son sacrosante, tuttavia non hai ancora iniziato e le problematiche che affronterai inizialmente son ben altre..
L articolo è fuorviante.. le cererie sterilizzano tramite autoclave la cera e ne stampano fogli sterilizzati, odiernamente è l unica via per ottener cera sterilizzata.. certo che esiston modi per autocostruirseli, ma è la via più veloce per raggiungere la peste americana (e altre patologie), questo perchè nel corso delle stagioni ci sarà un accumulo di spore pressochè impossibile da misurare, controllare e contenere per chi sceglie la via dell autostampaggio di fogli.. sistemi per salvaguardarsi da questi problemi futuri esistono, negli anni capirai come gestire il tuo riciclo di cera, ma è veramente troppo precoce ora..
per il discorso dell accumulo di "chimici" purtroppo nessuno è esente.. anche il foglio più puro vien contaminato nell arco di poche ore, anche quello costruito naturalmente dalle api.. una vera "sterilizzazione" dell arnia in questo senso non è possibile, pertanto ogni teoria finisce qui..
le api vanno nutrite all occasione, certo meno si è costretti a darne meglio è, tuttavia a volte l apicoltura richiede anche questo..
il mio consiglio è quello di cercare di capire prima cosa vuoi fare con le api.. se non hai chiaro questo ti si solleveranno una marea di dubbi e incertezze e brancolerai nel "buio".. quando hai deciso cosa farne ti si può indirizzare meglio.. è possibile condurre apiari anche "per gioco" tuttavia non si è esenti dallo "studio" dell animale in sè..
inizialmente concentrarsi sulla produzione mellifera e imparare a gestire l equilibrio delle famiglie è fondamentale, poi si apron numerose vie..
come ti accorgerai è un mondo "senza libretto d istruzioni" e le vie per affrontar le stagioni son innumerevoli, qui troverai un sacco di spunti, punti di vista e quant altro, ma dovrai imparare a sviluppare la tua apicoltura, adatta a te e al territorio in cui risiedon i tuoi alveari..
in bocca al lupo e a presto..
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Re: Domande da novizio
Grazie mille a entrambi per le risposte.
Immagino anche io che inizialmente avró altri problemi, era solo una cosa che mi aveva incuriosito, e dato che devo partire da zero volevo capire quanto valeva la pena tenerne conto. Peró capisco anche la domanda di Rob: "cosa vuoi fare?"
La prendo un po' larga, cosi forse potrete farvi un idea di come la vedo e consigliarmi su cosa potrei iniziare a focalizzare la mia attenzione o cosa potrebbe crearmi problemi come principiante.
Anni fa mia sorella mi ha regalato un kit per fare la birra. Mi e piaciuto.
Cosi ho pensato di seminare l'orzo e farmela da me. Ho chiesto un pezzo di prato a mio papá e ho cominciato a lavorarlo.
Inizialmente il terreno era tutto lavaggio di cava, portato quando avevano costruito la casa, ma sono riuscito a far crescere l'orzo. Mi é piaciuto.
Cosi per tenere il terreno lavorato, ho cominciato a piantare anche verdure. Ho messo i pomodori, hanno reso piú del previsto e ho cominciato a fare la passata. Mi e piaciuto
Per migliorare il terreno ho fatto la composta, per fare una composta migliore ho preso una trita rami e ho cominciato a potare al vecchio le varie piante che abbiamo in giardino. Mi é piaciuto.
Per lavorare al meglio l'orzo e fare comodamente la birra, mi sono costruito in casa vari macchinari. Una spulatrice con un ventilatore, un macinino elettrico con il motore di un trapano, un essicatore con delle soffianti recuperate al lavoro e un impiantino per la raccolta dell'acqua piovana e la successiva irrigazione dell'orto usando delle pompe trovate nel bidone del ferro al lavoro. Manco a dirlo... Mi é piaciuto.
Fortunatamente a casa sono ben attrezzato, mio papá é un falegname in pensione, abbiamo ancora diversi macchinari e il posto per bazzicare.
Con questo cosa voglio dire. Si, faccio la birra, la faccio buona perché é per me, e certo, se i miei amici o i parenti me ne chiedono un po', ne ho anche per loro. Stessa cosa per la passata, o i frutti dei miei alberi, ma sia chiaro questo é un passatempo, per lavorare e guadagnare io faccio l'operaio.
Ora sono attratto dall'apicoltura, sia per poter imparare nuove cose, sia per la funzione sociale che ha. Mi piacera? Lo vedremo, ma credo proprio di si.
Ho visto che tre arnie sono l'ideale per partire, e penso che inizieró da quelle, poi dove finiró non ne ho idea, ma sicuramente non intendo aprire un apicoltura intensiva. Sarei contento anche solo di non andare in perdita. Un'altra cosa che mi preoccupa un po' sono i costi per partire. Per fare l'orto o la birra ho iniziato a costo zero, perché quasi tutto il materiale lo avevo giá in casa. Certo, poi man mano che volevo ottimizzare il processo qualche soldo lo ho speso, ma leggendo in rete mi sembra di aver capito che per partire ad allevare tre arnie, se non si ha nulla, si arriva a spendere sui 1500 euro.
Tornando alle domande iniziali.
Secondo voi per l'obbiettivo che ho, su cosa dovrei focalizzarmi e dove non non dovrei assolutamente risparmiare?
Grazie ancora per essere arrivati in fondo a questo torrone =)
Immagino anche io che inizialmente avró altri problemi, era solo una cosa che mi aveva incuriosito, e dato che devo partire da zero volevo capire quanto valeva la pena tenerne conto. Peró capisco anche la domanda di Rob: "cosa vuoi fare?"
La prendo un po' larga, cosi forse potrete farvi un idea di come la vedo e consigliarmi su cosa potrei iniziare a focalizzare la mia attenzione o cosa potrebbe crearmi problemi come principiante.
Anni fa mia sorella mi ha regalato un kit per fare la birra. Mi e piaciuto.
Cosi ho pensato di seminare l'orzo e farmela da me. Ho chiesto un pezzo di prato a mio papá e ho cominciato a lavorarlo.
Inizialmente il terreno era tutto lavaggio di cava, portato quando avevano costruito la casa, ma sono riuscito a far crescere l'orzo. Mi é piaciuto.
Cosi per tenere il terreno lavorato, ho cominciato a piantare anche verdure. Ho messo i pomodori, hanno reso piú del previsto e ho cominciato a fare la passata. Mi e piaciuto
Per migliorare il terreno ho fatto la composta, per fare una composta migliore ho preso una trita rami e ho cominciato a potare al vecchio le varie piante che abbiamo in giardino. Mi é piaciuto.
Per lavorare al meglio l'orzo e fare comodamente la birra, mi sono costruito in casa vari macchinari. Una spulatrice con un ventilatore, un macinino elettrico con il motore di un trapano, un essicatore con delle soffianti recuperate al lavoro e un impiantino per la raccolta dell'acqua piovana e la successiva irrigazione dell'orto usando delle pompe trovate nel bidone del ferro al lavoro. Manco a dirlo... Mi é piaciuto.
Fortunatamente a casa sono ben attrezzato, mio papá é un falegname in pensione, abbiamo ancora diversi macchinari e il posto per bazzicare.
Con questo cosa voglio dire. Si, faccio la birra, la faccio buona perché é per me, e certo, se i miei amici o i parenti me ne chiedono un po', ne ho anche per loro. Stessa cosa per la passata, o i frutti dei miei alberi, ma sia chiaro questo é un passatempo, per lavorare e guadagnare io faccio l'operaio.
Ora sono attratto dall'apicoltura, sia per poter imparare nuove cose, sia per la funzione sociale che ha. Mi piacera? Lo vedremo, ma credo proprio di si.
Ho visto che tre arnie sono l'ideale per partire, e penso che inizieró da quelle, poi dove finiró non ne ho idea, ma sicuramente non intendo aprire un apicoltura intensiva. Sarei contento anche solo di non andare in perdita. Un'altra cosa che mi preoccupa un po' sono i costi per partire. Per fare l'orto o la birra ho iniziato a costo zero, perché quasi tutto il materiale lo avevo giá in casa. Certo, poi man mano che volevo ottimizzare il processo qualche soldo lo ho speso, ma leggendo in rete mi sembra di aver capito che per partire ad allevare tre arnie, se non si ha nulla, si arriva a spendere sui 1500 euro.
Tornando alle domande iniziali.
Secondo voi per l'obbiettivo che ho, su cosa dovrei focalizzarmi e dove non non dovrei assolutamente risparmiare?
Grazie ancora per essere arrivati in fondo a questo torrone =)
- Rob
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Re: Domande da novizio
Complimenti per la scelta.. 
La cifra da te indicata può bastare.. forse puoi limare ancora un pò, ma temo sarà un attività (quasi) certamente in perdita..
ma non cè da abbattersi, qui è pieno di esempi di come l apicoltura ripaga abbondantemente la passione e il tempo investito.. il lato "economico" è secondario, le cifre da spendere in futuro ci saranno, tuttavia è possibile praticare un apicoltura " a costi ridotti".. almeno la prima stagione, mentre decidi se sopportare le punture o meno..
se hai in casa un falegname potrai risparmiare molto..
comunque spese "ingenti" son evitabilissime..
La cifra da te indicata può bastare.. forse puoi limare ancora un pò, ma temo sarà un attività (quasi) certamente in perdita..
ma non cè da abbattersi, qui è pieno di esempi di come l apicoltura ripaga abbondantemente la passione e il tempo investito.. il lato "economico" è secondario, le cifre da spendere in futuro ci saranno, tuttavia è possibile praticare un apicoltura " a costi ridotti".. almeno la prima stagione, mentre decidi se sopportare le punture o meno..
se hai in casa un falegname potrai risparmiare molto..
comunque spese "ingenti" son evitabilissime..


