Le virosi delle api
- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
Ciao Marabù
troppo affettivamente-psicologicamente ricca questa e-mail per voler-doverla "sforbiciare".
Pierpaolo, qui in Sanità delle api, voce Le virosi delle api
oso farti un invito pubblico per il controllo di una mia traduzione fatta
e che riguarda il favo "Collasso" delle api,sindrome-concorso ( greco sin=con ; dromos ( ippo dromo.=corsa; concorso) assommato, cioè, alle notorie diciotto virosi
Ciò per te e tutti coloro, soci in affari, che volessero- potessero essere di aiuto.
Purtroppo fino ad ora sono stato lasciato veramente solo
( del resto chi le grane se le cerca ..se le tenga!).
Soltanto con il mio cervello e vocabolario, senza Terminologie tecniche
collasso
Accludo il link per chi temerario, volesse darci un'occhiata
Mi accontento di questo
Se mie proposizioni tradotte contengono delle "atrocità" sintattiche, me lo fate sapere,
ma non qui in pubblico, perché rischierei di perdere la reputazione
--
"Spes ultima Dea"
" La Speranza è l'ultima Dea-mitologica "
che i figli del popolo hanno tradotto, terra terra :
" la speranza( minuscolo!) è ultima a morire "
troppo affettivamente-psicologicamente ricca questa e-mail per voler-doverla "sforbiciare".
Pierpaolo, qui in Sanità delle api, voce Le virosi delle api
oso farti un invito pubblico per il controllo di una mia traduzione fatta
e che riguarda il favo "Collasso" delle api,sindrome-concorso ( greco sin=con ; dromos ( ippo dromo.=corsa; concorso) assommato, cioè, alle notorie diciotto virosi
Ciò per te e tutti coloro, soci in affari, che volessero- potessero essere di aiuto.
Purtroppo fino ad ora sono stato lasciato veramente solo
( del resto chi le grane se le cerca ..se le tenga!).
Soltanto con il mio cervello e vocabolario, senza Terminologie tecniche
collasso
Accludo il link per chi temerario, volesse darci un'occhiata
Mi accontento di questo
Se mie proposizioni tradotte contengono delle "atrocità" sintattiche, me lo fate sapere,
ma non qui in pubblico, perché rischierei di perdere la reputazione
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"Spes ultima Dea"
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che i figli del popolo hanno tradotto, terra terra :
" la speranza( minuscolo!) è ultima a morire "
- pierpaolo
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Re: Le virosi delle api
Mi piace "La Speranza è l'ultima Dea"...mi è più incline...come ti ho detto di là proverò a dare un'occhiata all'articolo ma...mi sa che capiti male...vediamo cosa posso fare!!
A presto!
A presto!
Marabù
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Re: Le virosi delle api
dallo "Zio" Adolfo
Qualche confidenza su come io tenti di sopravvivere e
sperare l’anno prossimo di poter fare ancora l’apicoltore
grazie ad alcune (poche)famiglie il cui sistema immunitario, mi pare, funzioni ancora..abbastanza

-A tutte le famiglie-come ricordato più volte, faccio costruire "tutta "la cera
partendo solo da mini striscia.
E ciò circa il 25 aprile (da me “piemontese” tempo di sciamatura) motivo per cui, ora, ho anche pochissime varroe perché rimaste anche loro, a lungo, senza reparto nascite

Varroe attuali:due-tre, circa al giorno
Se superano le 3/ 4 intervengo con il “Velo”

--
In agosto,verso il 20, essendo quasi sempre in mezzo alle api,( risiedo a 7 metri di distanza da casa.)
Nell’arco di due giorni ben tre famiglie con regina sono uscite tutte o quasi dall’arnia

Sono rimaste solo le neonate..
Il tutto in diretta, mentre le osservavo, potendo così curiosare già subito i favi
Tutti a covata chiusa e con opercolo appiattito.Quindi decisamente sospetto
(Penso che le api ”escano”percependo acutamente un odore necroforo insopportabile)
Quando sono sul posto
inserisco velocemente i telai-equatore, a solo mini striscia
Immagino pure che le api ( da esperienze) potrebbero ”pentirsi” e ritornare nella loro arnia
oppure
tentando prima, anche di fare ingresso in qualche altra famiglia in cui
ci possa essere odore sano di madre e covata..
Sovente, meno male, rioccupano la vecchia sede .
Ci restano un giorno ma per poi .ripartire..
Le recupero, per fortuna su piante, da mio fratello. Ma ormai avevo già deciso il da farsi.
Disfarmi di quella regina
Le ributto nella primitiva sede.:
Ci rimangono, grazie ad un favo di covata che faticosamente sono riuscito a trovare senza ( eccessiva) “puzza” necrofora; unitamente ad altre cornici, solo a mini striscia
Tra tutte queste famiglie,
di tre,
ho dovuto-voluto prelevare tutti i favi; “spiaccicare" le regine ma volendo nel frattempo salvare le api, constatando che erano ancora tantissime e pensando che.. se sono molte, assieme, forse, riescono a sopravvivere, .
Pur sapendo che ciò è certamente ancora pericoloso...nutro ancora sempre fiducia nelle stesse api ( mi illudo volentieri!)
---
Problema di accasare queste api scosse,( salvate ma ora private di tutto.). in un’altra arnia; la più vicina
Lo vedremo.
Seguiranno confidenze “apisticamente gravi” ricevute tra i 22.000 visitors del mio sito,
e non rivelo niente di nuovo,penso, a ritenere che ce ne siano anche molti del nostro Forum Angrisani, soprattutto tra i 2.062 circa..
temerari lettori della voce
Le virosi delle api. Voce Sanità delle api
Per non finire piangendo
Per i vostri bimbi e..per tutte le nonne

Due tartarughine di 10 gg nate finalmente dopo due anni di presenza della sola madre
Regalo per la mia digitale del proprietario Filippo, vicino di casa, pure appassionato "teoricamente " delle api
Ancora una volta, con in più, due tartarughe -ad alta velocità
Viva la vita
(a.p.) a seguire
Qualche confidenza su come io tenti di sopravvivere e
sperare l’anno prossimo di poter fare ancora l’apicoltore
grazie ad alcune (poche)famiglie il cui sistema immunitario, mi pare, funzioni ancora..abbastanza

-A tutte le famiglie-come ricordato più volte, faccio costruire "tutta "la cera
partendo solo da mini striscia.
E ciò circa il 25 aprile (da me “piemontese” tempo di sciamatura) motivo per cui, ora, ho anche pochissime varroe perché rimaste anche loro, a lungo, senza reparto nascite

Varroe attuali:due-tre, circa al giorno
Se superano le 3/ 4 intervengo con il “Velo”

--
In agosto,verso il 20, essendo quasi sempre in mezzo alle api,( risiedo a 7 metri di distanza da casa.)
Nell’arco di due giorni ben tre famiglie con regina sono uscite tutte o quasi dall’arnia

Sono rimaste solo le neonate..
Il tutto in diretta, mentre le osservavo, potendo così curiosare già subito i favi
Tutti a covata chiusa e con opercolo appiattito.Quindi decisamente sospetto
(Penso che le api ”escano”percependo acutamente un odore necroforo insopportabile)
Quando sono sul posto
inserisco velocemente i telai-equatore, a solo mini striscia
Immagino pure che le api ( da esperienze) potrebbero ”pentirsi” e ritornare nella loro arnia
oppure
tentando prima, anche di fare ingresso in qualche altra famiglia in cui
ci possa essere odore sano di madre e covata..
Sovente, meno male, rioccupano la vecchia sede .
Ci restano un giorno ma per poi .ripartire..
Le recupero, per fortuna su piante, da mio fratello. Ma ormai avevo già deciso il da farsi.
Disfarmi di quella regina
Le ributto nella primitiva sede.:
Ci rimangono, grazie ad un favo di covata che faticosamente sono riuscito a trovare senza ( eccessiva) “puzza” necrofora; unitamente ad altre cornici, solo a mini striscia
Tra tutte queste famiglie,
di tre,
ho dovuto-voluto prelevare tutti i favi; “spiaccicare" le regine ma volendo nel frattempo salvare le api, constatando che erano ancora tantissime e pensando che.. se sono molte, assieme, forse, riescono a sopravvivere, .
Pur sapendo che ciò è certamente ancora pericoloso...nutro ancora sempre fiducia nelle stesse api ( mi illudo volentieri!)
---
Problema di accasare queste api scosse,( salvate ma ora private di tutto.). in un’altra arnia; la più vicina
Lo vedremo.
Seguiranno confidenze “apisticamente gravi” ricevute tra i 22.000 visitors del mio sito,
e non rivelo niente di nuovo,penso, a ritenere che ce ne siano anche molti del nostro Forum Angrisani, soprattutto tra i 2.062 circa..
temerari lettori della voce
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Per non finire piangendo
Per i vostri bimbi e..per tutte le nonne

Due tartarughine di 10 gg nate finalmente dopo due anni di presenza della sola madre
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Ancora una volta, con in più, due tartarughe -ad alta velocità
Viva la vita
(a.p.) a seguire
Ultima modifica di adolfopercelsi il 22/09/2011, 3:24, modificato 1 volta in totale.
- pierpaolo
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Re: Le virosi delle api
Avevo pensato anch'io di mollare il foglio cereo e di procedere con la costruzione totale dei favi, ma non sapevo come fare, grazie dell'idea zio!
Marabù
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Re: Le virosi delle api
complimenti allo "zio" per il più bell'articolo da qaundo leggo il forum ... 
- pierpaolo
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Re: Le virosi delle api
Zio ti rispondo qui perchè effettivamente nella discussione "TIT3......" si stava andando un po' fuori argomento parlando di zucchero a velo.
Grazie ancora dei consigli, ti aggiorno su come vanno le cose dopo lo sugar-method!
Grazie ancora dei consigli, ti aggiorno su come vanno le cose dopo lo sugar-method!
Marabù
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Re: Le virosi delle api
Ciao Pierpaolo-Marabù..
Solo indicazioni stradali
Sono d'accordo di scegliere la postazione specifica già esistente di un argomento. Eccole
Voce Sanità delle api
sottotitolo
Trattamento antivarroa con zucchero a velo e
poi in
Tecniche apistiche
Mini "attrezzature" consigli Percelsi"
in data
14/09/2011
Là, ci sono tutte le immagini in successione.
Un colino grande ed uno piccolo al suo interno?
Cosa vogliono indicare ?
Per avere una dose precisa.
In quello grande, si versino due colini
Far sparire il piccolo ed erogare il "velo" , ora, nel più capiente
(a.p.)
Solo indicazioni stradali
Sono d'accordo di scegliere la postazione specifica già esistente di un argomento. Eccole
Voce Sanità delle api
sottotitolo
Trattamento antivarroa con zucchero a velo e
poi in
Tecniche apistiche
Mini "attrezzature" consigli Percelsi"
in data
14/09/2011
Là, ci sono tutte le immagini in successione.
Un colino grande ed uno piccolo al suo interno?
Cosa vogliono indicare ?
Per avere una dose precisa.
In quello grande, si versino due colini
Far sparire il piccolo ed erogare il "velo" , ora, nel più capiente
(a.p.)
- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
dallo Zio" Adolfo
Testo, come regalo, dal dott. G.Savorelli
-Tristi miei allegati in linea con altrettante funeree
proposizioni
--
da Gianni Savorelli
gsavore@tin.it

Mia covata rimasta tale; non schiusa

"Iniziando l’allevamento dei fuchi, molti saranno infestati dalla varroa e
di conseguenza da virus.
Fuchi che trasferiscono l’infezione alle regine fecondandole

Già dalla primavera le regine infettate dai fuchi con Virus
faranno nascere covata infetta
Cellette solitarie


Virus che la varroa assorbirà, insieme all’emolinfa della pupa e si moltiplicherà
( già dalla primavera)
sommandosi a quelli già presenti sulla varroa

- 5 favi miei, abbandonati ad agosto, da api e regina
Al momento dei raccolti e dei mielari
la varroa preleva virus dalle api,
moltiplicarli e trasmetterli ad altre api e fuchi ( che potranno infettare regine, anche di apiari limitrofi )
Cosa fare?
La completa eliminazione della varroa
non porta ad alcuna riduzione della quantità di virus,. prima di almeno 4 settimane
e che i virus uccidono le api deboli
anche in assenza di varroa
-
Non esistono soluzioni dell’ultimo momento
L’unica è un’azione che parta dalla primavera
e fare in modo che si arrivi alla posa dei melari
con la minor quantità possibile di
Varroa e
col minor carico possibile di virus
e nosema ceranae
in modo da arrivare al periodo critico di fine estate
nella migliore situazione possibile
Ciò si ottiene trattando in primavera con timolo e ossalico in combinazione
E’ sfruttando ogni visita per effettuare azioni di disinfezione ambientale con Oxygen ,
in grado di ridurre progressivamente la presenza ambientale
di virus e nosema
Si sospetta, ma non vi è ancora certezza che l’infezione virale aumenti la sensibilità ai fitofarmaci
A fine estate la presenza virale è diventata molto consistente .
Tale da mettere in pericolo l’alveare anche in relazione alla possibile presenza di Nosema ceranae
e alle diminuzioni delle difese immunitarie dell’ape che derivano
dalla diminuzione di disponibilità di risorse soprattutto polliniche
Schema sintetico della dinamica virale in relazione alla presenza di Varroa
Dall’uscita dall’inverno la varroa rimasta può cominciare a moltiplicare 2 virus (DWV e IAPV).
Li potrà poi trasmettere ad api adulte e a covata
Il complesso intreccio di fattori che annienta gli alveari
La società alveare per reggere l’impatto dei patogeni e per prosperare ha bisogno
di raccogliere risorse alimentari ( nettare e polline ),
che sono alla base dei sistemi immunitari dell’alveare ,ma:
Da alcuni anni è arrivato il nosema ceranae
che colpisce prima di tutto le bottinatrici riducendono la capacitàdi lavoro.
Aumenta anche la sensibilità a molti fitofarmaci .
Viene perciò a ridursi l’importazione di risorse
e si riduce il ricambio di api indebolendo la famiglia.
Famiglie deboli raccolgono sempre di meno e allevano api sempre più deboli.
in aggiunta di indeboliscono sempre di più dal punto di vista immunitario,
ovvero la capacità naturale di resistere ai patogeni"
(a seguire ultima (breve)parte
Testo, come regalo, dal dott. G.Savorelli
-Tristi miei allegati in linea con altrettante funeree
proposizioni
--
da Gianni Savorelli
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Mia covata rimasta tale; non schiusa

"Iniziando l’allevamento dei fuchi, molti saranno infestati dalla varroa e
di conseguenza da virus.
Fuchi che trasferiscono l’infezione alle regine fecondandole

Già dalla primavera le regine infettate dai fuchi con Virus
faranno nascere covata infetta
Cellette solitarie


Virus che la varroa assorbirà, insieme all’emolinfa della pupa e si moltiplicherà
( già dalla primavera)
sommandosi a quelli già presenti sulla varroa

- 5 favi miei, abbandonati ad agosto, da api e regina
Al momento dei raccolti e dei mielari
la varroa preleva virus dalle api,
moltiplicarli e trasmetterli ad altre api e fuchi ( che potranno infettare regine, anche di apiari limitrofi )
Cosa fare?
La completa eliminazione della varroa
non porta ad alcuna riduzione della quantità di virus,. prima di almeno 4 settimane
e che i virus uccidono le api deboli
anche in assenza di varroa
-
Non esistono soluzioni dell’ultimo momento
L’unica è un’azione che parta dalla primavera
e fare in modo che si arrivi alla posa dei melari
con la minor quantità possibile di
Varroa e
col minor carico possibile di virus
e nosema ceranae
in modo da arrivare al periodo critico di fine estate
nella migliore situazione possibile
Ciò si ottiene trattando in primavera con timolo e ossalico in combinazione
E’ sfruttando ogni visita per effettuare azioni di disinfezione ambientale con Oxygen ,
in grado di ridurre progressivamente la presenza ambientale
di virus e nosema
Si sospetta, ma non vi è ancora certezza che l’infezione virale aumenti la sensibilità ai fitofarmaci
A fine estate la presenza virale è diventata molto consistente .
Tale da mettere in pericolo l’alveare anche in relazione alla possibile presenza di Nosema ceranae
e alle diminuzioni delle difese immunitarie dell’ape che derivano
dalla diminuzione di disponibilità di risorse soprattutto polliniche
Schema sintetico della dinamica virale in relazione alla presenza di Varroa
Dall’uscita dall’inverno la varroa rimasta può cominciare a moltiplicare 2 virus (DWV e IAPV).
Li potrà poi trasmettere ad api adulte e a covata
Il complesso intreccio di fattori che annienta gli alveari
La società alveare per reggere l’impatto dei patogeni e per prosperare ha bisogno
di raccogliere risorse alimentari ( nettare e polline ),
che sono alla base dei sistemi immunitari dell’alveare ,ma:
Da alcuni anni è arrivato il nosema ceranae
che colpisce prima di tutto le bottinatrici riducendono la capacitàdi lavoro.
Aumenta anche la sensibilità a molti fitofarmaci .
Viene perciò a ridursi l’importazione di risorse
e si riduce il ricambio di api indebolendo la famiglia.
Famiglie deboli raccolgono sempre di meno e allevano api sempre più deboli.
in aggiunta di indeboliscono sempre di più dal punto di vista immunitario,
ovvero la capacità naturale di resistere ai patogeni"
(a seguire ultima (breve)parte
Ultima modifica di adolfopercelsi il 29/09/2011, 15:51, modificato 5 volte in totale.
- trenta
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Re: Le virosi delle api
Ciao Adolfo
Tu parli tra diverse prassi, quello di desinfezzione ambiente con OXYGEN, puoi dirmi come si aplica questo prodotto, e dove si trova(che comercio), lo ai aplicato? secondo tè e efettivo?, ti saluto, e a presto.
Tu parli tra diverse prassi, quello di desinfezzione ambiente con OXYGEN, puoi dirmi come si aplica questo prodotto, e dove si trova(che comercio), lo ai aplicato? secondo tè e efettivo?, ti saluto, e a presto.
Luis.
la apicoltura è una passione
e un arte.
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- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
Benvenuto "trenta".Complimenti perché pur essendo straniero sai esprimere ciò che desideri. E se noi dovessimo scrivere su un Forum tutto in inglese.?
Sentimi
Per la prossima volta, per me, fammi il regalo di scegliere un nome d'arte.
Altrimenti veramente non riesco a scrivere.
Ami i numeri ? ed allora perché non scegli "pitagora"? Comunque fai come vuoi..
Tutte domande difficili le tue; con problemi a non finire
Vedi il testo che ho reso noto nella precedente e-mail
Qualcosa però te la posso dire.
Io sono ricorso anche ..ripeto anche ad Oxigen di cui ti dò il link-rialzo per raggiungere il file
senza dover fare Copia Incolla
ma cliccando solo su una parola: supponiamo "trenta" o Pitagora
Ciao dallo "Zio" Adolfo
trenta
Sentimi
Per la prossima volta, per me, fammi il regalo di scegliere un nome d'arte.
Altrimenti veramente non riesco a scrivere.
Ami i numeri ? ed allora perché non scegli "pitagora"? Comunque fai come vuoi..
Tutte domande difficili le tue; con problemi a non finire
Vedi il testo che ho reso noto nella precedente e-mail
Qualcosa però te la posso dire.
Io sono ricorso anche ..ripeto anche ad Oxigen di cui ti dò il link-rialzo per raggiungere il file
senza dover fare Copia Incolla
ma cliccando solo su una parola: supponiamo "trenta" o Pitagora
Ciao dallo "Zio" Adolfo
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Re: Le virosi delle api
Ciao Adolfo
Ti ringrazio molto la documentazione soministrata, ugualmente sto seguendo tutte le risposte che dai a tutti, sono molto importanti e interesanti "COMPLIMENTI" sei un vero esperto in materia.,e queste risposte che dai in maniera cosi semplice, in maniera desinteresata , tra scherzo e meze risate, non ano prezzo sia per mè, e credo che per il resto del Forum, una volta ancora COMPLIMENTI da questo "trenta " che ti disorienta per scrivere, se vuoi chiamami Luigi, un saluto e grazzie mille.

Ti ringrazio molto la documentazione soministrata, ugualmente sto seguendo tutte le risposte che dai a tutti, sono molto importanti e interesanti "COMPLIMENTI" sei un vero esperto in materia.,e queste risposte che dai in maniera cosi semplice, in maniera desinteresata , tra scherzo e meze risate, non ano prezzo sia per mè, e credo che per il resto del Forum, una volta ancora COMPLIMENTI da questo "trenta " che ti disorienta per scrivere, se vuoi chiamami Luigi, un saluto e grazzie mille.
Luis.
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Re: Le virosi delle api
Dallo "Zio" Adolfo
Ultima parte dell'invio 27 settembre 2011
Testo-come già detto- regalo didattico inviatomi da
gsavore@tin.it
Il tutto sarà inframezzato da mie images, in stile macedonia ( Un po’ di tutto.Forse utili, alcune perfino come relax )
--

“La presenza di virus negli alveari è aumentata in maniera mostruosa dall’avvento della varroa .


-Varroe zampettanti visibili



-Rientro autonomo..
----
Da un po’ di tempo 2 virus hanno fatto il “salto di specie” e ,
adattandosi, riescono a moltiplicarsi anche sulla varroa che
ora ne è una fabbrica ambulante.
Nel migliore dei casi le infezioni virali silenti costringono l’ape ad uno sforzo
immunitario continuo che le costa parecchie energie che potrebbe dedicare al lavoro
e al conseguente mantenimento delle difese immunitarie.

-Clinica ricevente api reduci da famiglie "disastrate" o quasi
Nei peggiori dei casi sono letali .
In aggiunta quando l’ape è affetta da un patogeno
tende ad ammalarsi anche di altri patogeni

Le difese immunitarie delle api ( sociale ed individuale ) derivano dalle risorse alimentari,
sempre più scarse
sia come qualità che come quantità .
L’ape perciò fa sempre più fatica a difendersi"
-
Gianni Savorelli
-
Pian piano ( forse) aggiungerò qualche dettaglio se riterrò che l'oggetto sia troppo misterioso
Con simpatia
dallo "Zio" Adolfo
Viva la vita
nonostante tutto
( anche per le api .."soltanto" diciotto virosi eclarate)
Ultima parte dell'invio 27 settembre 2011
Testo-come già detto- regalo didattico inviatomi da
gsavore@tin.it
Il tutto sarà inframezzato da mie images, in stile macedonia ( Un po’ di tutto.Forse utili, alcune perfino come relax )
--

“La presenza di virus negli alveari è aumentata in maniera mostruosa dall’avvento della varroa .


-Varroe zampettanti visibili



-Rientro autonomo..
----
Da un po’ di tempo 2 virus hanno fatto il “salto di specie” e ,
adattandosi, riescono a moltiplicarsi anche sulla varroa che
ora ne è una fabbrica ambulante.
Nel migliore dei casi le infezioni virali silenti costringono l’ape ad uno sforzo
immunitario continuo che le costa parecchie energie che potrebbe dedicare al lavoro
e al conseguente mantenimento delle difese immunitarie.

-Clinica ricevente api reduci da famiglie "disastrate" o quasi
Nei peggiori dei casi sono letali .
In aggiunta quando l’ape è affetta da un patogeno
tende ad ammalarsi anche di altri patogeni

Le difese immunitarie delle api ( sociale ed individuale ) derivano dalle risorse alimentari,
sempre più scarse
sia come qualità che come quantità .
L’ape perciò fa sempre più fatica a difendersi"
-
Gianni Savorelli
-
Pian piano ( forse) aggiungerò qualche dettaglio se riterrò che l'oggetto sia troppo misterioso
Con simpatia
dallo "Zio" Adolfo
Viva la vita
nonostante tutto
( anche per le api .."soltanto" diciotto virosi eclarate)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 02/10/2011, 14:53, modificato 1 volta in totale.
- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
(a.p.)
Ancora una lenzuolata di immagini riprese in data odierna.
Favi da buttare? ( Certo, ma solo per chi li sa "vedere"!)
--
Sintesi
Trovo famiglie con favi da buttare. Ok:Lo farò
"Tolgo di mezzo la loro regina
-Faccio rientrare solo le api, autonomamente in altra arnia"più "robusta
dopo aver nebulizzato "profughe " e riceventi
----
Tre favi da buttare.

-
-Bellino

-Più buchi che cellette!

-Covata cimitero. Sbucciate teste già nere

Altro favo che a prima vista inganna

Arnia che riceverà le api soltanto ( anche se l'operazione è azzardatissima!)

-Discreto
Relax

-Un toast come sottopiatto

-La vespa e la sua "anguria". A differenza della collega a seguire, che lavora in verticale
questa si sdraia addirittura su un fianco, per aiutare già un po' la digestione

-Lei "cesella " un blocchetto di zucchero
( a presto- didascalie..)
Ancora una lenzuolata di immagini riprese in data odierna.
Favi da buttare? ( Certo, ma solo per chi li sa "vedere"!)
--
Sintesi
Trovo famiglie con favi da buttare. Ok:Lo farò
"Tolgo di mezzo la loro regina
-Faccio rientrare solo le api, autonomamente in altra arnia"più "robusta
dopo aver nebulizzato "profughe " e riceventi
----
Tre favi da buttare.

-

-Bellino

-Più buchi che cellette!

-Covata cimitero. Sbucciate teste già nere

Altro favo che a prima vista inganna

Arnia che riceverà le api soltanto ( anche se l'operazione è azzardatissima!)

-Discreto
Relax

-Un toast come sottopiatto

-La vespa e la sua "anguria". A differenza della collega a seguire, che lavora in verticale
questa si sdraia addirittura su un fianco, per aiutare già un po' la digestione

-Lei "cesella " un blocchetto di zucchero
( a presto- didascalie..)
- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
Oggi ho il piacere didattico di inserire qualche proposizione di un testo inviato, oltre che al nostro Préside di Istituto ing. Pasquale, anche a me "usciere sanza ivrea", dalla titolazione
" L’insostenibile pesantezza dei virus"
Gianni Savorelli
grande amico da tempo che mi ha supportato già tre anni fa, contro
la soluzione masochista, apisticamente, di imprigionare una regina in una "scatoletta" per 21/25 giorni
e per altri esperti ben 30; operatori, oltre che "maso" anche "sado" .
scatoletta
o Isola d’Elba
.
G. Savorelli
"Al momento
relativamente alle api, l’unica possibilità di fermare
la replicazione virale DENTRO il corpo dell’ape è
facendo uso di RNAi o RNA a interferenza.
In parole povere:
come introdurre delle pagine estranee in un
libro . Chi lo legge non capisce più niente . E così succede pure ai virus
che si bloccano a metà della replicazione.
Negli USA la ditta Beeologics ha già testato
e sta portando avanti le pratiche per il brevetto,
di un prodotto formulato sul RNAi del virus IAPV
(Israeli acute paralisis virus ), il figlio,”peggiore del padre” per così definirlo,
del “vecchio virus APV > della paralisi acuta ,
da cui discende per mutazione e che, a differenza del quale,
riesce a moltiplicarsi sulla varroa.
( La varroa stessa,così, gestisce virus ..)
E’ probabilmente per questa mutazione che ha avuto una diffusione velocissima ,
risultando praticamente sempre presente nei casi di CCD ( Sindrome da collasso delle api-,
Colony collapsing desorder)
gsavore@tin.it
Se può essere utile per capire almeno quanto è complicata la materia di questo argomento ìndico .. un file di difficile lettura: Collasso.
La soluzione zuccherina proposta per le api è operativamente, invece, di una semplicità sùbito accattivante
A seguire nei giorni successivi le proposizioni più forti di G.Savorelli, tipo la somministrazione "micidiale-subletale" dell'ossalico a fine stagione
con api invernali a pieno carico di varroe
( A risentirci)
virus collasso
In questo file si possono trovare tutte le sigle dei virus e le operazioni RNAi più note in relazione a loro.
Post scriptum
Nella Home page ( Pagina della Casa) gestita personalmente dall'ing. Pasquale si può trovare l'intero originale
Un testo,
il più apisticamente triste
basato su documentazioni, in cui mi sia imbattuto... ma che abbozza anche soluzioni circa il sistema di difesa immunitario( sempre più precario, purtroppo!)
.
Nonostante tutto
Viva la vita!
a.p.
" L’insostenibile pesantezza dei virus"
Gianni Savorelli
grande amico da tempo che mi ha supportato già tre anni fa, contro
la soluzione masochista, apisticamente, di imprigionare una regina in una "scatoletta" per 21/25 giorni
e per altri esperti ben 30; operatori, oltre che "maso" anche "sado" .
scatoletta
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.
G. Savorelli
"Al momento
relativamente alle api, l’unica possibilità di fermare
la replicazione virale DENTRO il corpo dell’ape è
facendo uso di RNAi o RNA a interferenza.
In parole povere:
come introdurre delle pagine estranee in un
libro . Chi lo legge non capisce più niente . E così succede pure ai virus
che si bloccano a metà della replicazione.
Negli USA la ditta Beeologics ha già testato
e sta portando avanti le pratiche per il brevetto,
di un prodotto formulato sul RNAi del virus IAPV
(Israeli acute paralisis virus ), il figlio,”peggiore del padre” per così definirlo,
del “vecchio virus APV > della paralisi acuta ,
da cui discende per mutazione e che, a differenza del quale,
riesce a moltiplicarsi sulla varroa.
( La varroa stessa,così, gestisce virus ..)
E’ probabilmente per questa mutazione che ha avuto una diffusione velocissima ,
risultando praticamente sempre presente nei casi di CCD ( Sindrome da collasso delle api-,
Colony collapsing desorder)
gsavore@tin.it
Se può essere utile per capire almeno quanto è complicata la materia di questo argomento ìndico .. un file di difficile lettura: Collasso.
La soluzione zuccherina proposta per le api è operativamente, invece, di una semplicità sùbito accattivante
A seguire nei giorni successivi le proposizioni più forti di G.Savorelli, tipo la somministrazione "micidiale-subletale" dell'ossalico a fine stagione
con api invernali a pieno carico di varroe
( A risentirci)
virus collasso
In questo file si possono trovare tutte le sigle dei virus e le operazioni RNAi più note in relazione a loro.
Post scriptum
Nella Home page ( Pagina della Casa) gestita personalmente dall'ing. Pasquale si può trovare l'intero originale
Un testo,
il più apisticamente triste
basato su documentazioni, in cui mi sia imbattuto... ma che abbozza anche soluzioni circa il sistema di difesa immunitario( sempre più precario, purtroppo!)
.
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Re: Le virosi delle api
(da a.p.)
Ancora
Alcune recentissime documentazioni
tramite e-mail su mortalità delle api
--
da Marco..
"Mi iscrivo subito al Forum.
Tornando alle mie api .......devo ancora riprendermi dal duro colpo di domenica scorsa.
Non mi era mai successo di rilevare
la morte delle famiglie a meta' ottobre.
Normalmente accadeva a gennaio, febbraio ma mai cosi presto.
Ne ho perse 8 su 10
e considera che fino ad oggi non ha fatto freddo, le ho strette a inizio ottobre, ho seguito la solita profilassi anti varroa.
Anche io sono certo si tratti di IAPV, per i seguenti motivi:
- ho le api a 50 Km dal piu vicino campo di mais
- ho cominciato a perdere api 3 anni fa,
cioe' il primo anno di divieto di impiego dei neonicotinoidi come concianti
mentre prima, quando morivano praticamente a tutti (con altre percentuali)
io non ne ho mai persa una !
- lavoro per un' azienda di agrofarmaci
quindi conosco piuttosto bene il tema
A presto
--
-Favo con ancora tantissime api. Consolante.per me.Forse una speranza concreta?


-Nonostante ciò, una parte di sua covata è rimasta sempre chiusa-opercolata
--
Altra e-mail
E-mail della quale in molti punti sono perplesso sulle spiegazioni ( "troppo caldo o troppo freddo.e dove si ignora totalmente il discorso virosi.).
Morte due famiglie; l’altra esigua debole ed ultima “eccezionale
con ali lucciche,trasparenti"
Ossalico a fine stagione?). Altra sofferenza propinata alle api
Prodotti che hanno bisogno di altre temperature e non quelle della notte per
Apiguard o altro
Bisogna iniziare il discorso varroa, da gennaio
Non ricorri allo
zucchero a velo che potrebbe aiutarti a far sì che le varroe non crescano
e raddoppino fino A LUGLIO
Inviato: mercoledì 19 ottobre 2011 14.16
Oggetto: Api
"Mi sono morte due famiglie derivate da nuclei acquistati questa primavera.
È morta la famiglia più numerosa in primavera è quella che tirava quella che
trovavo sempre più avanti
e quella che propolizzava tantissimo, quasi
esageratamente, il triplo rispetto alla precedente.
La prima è mancata da più tempo, è un mese che non andavo più a trovarle, penso che sia mancata da 20 giorni.
La seconda penso da 10 giorni; c'erano ancora una 50-100 di api che giravano tra due tre telai in alto vuoti disopercolati, lato sinistro.( il giorno seguente Ho tolto le arnie dall'apiario.
verificato e non ci sono api morte strano;penso che sia dovuto al caldo eccessivo di un mese fa dopo tre giorni di vento e freddo in cui avevo chiuso un po' la fessura tutta aperta mettendoci la porticina lato estivo per tre settimane, poi in giro di tre giorni la temperatura si è abbassata di 20•C
Terza arnia molto indebolita esigua colonia, molte scorte.
La quarta costruita da Api, costruzioni nuovi favi che si attaccavano al coprifavo,
api con ali lucciche,trasparenti, messe ordinatamente-ben composte lungo la schiena.
Tranquillissime mentre le trattavo con ossalico 3%."
---

Riprendo io a.p.
Ultimo caso quasi decimazione totale..
In Liguria, una signora che conosco( confidenza con lacrime) aveva 360 arnie
Oggi soltanto 3. Si salvi chi può
Buona giornata,ugualmente a tutti
Dallo "Zio"
.
Ancora
Alcune recentissime documentazioni
tramite e-mail su mortalità delle api
--
da Marco..
"Mi iscrivo subito al Forum.
Tornando alle mie api .......devo ancora riprendermi dal duro colpo di domenica scorsa.
Non mi era mai successo di rilevare
la morte delle famiglie a meta' ottobre.
Normalmente accadeva a gennaio, febbraio ma mai cosi presto.
Ne ho perse 8 su 10
e considera che fino ad oggi non ha fatto freddo, le ho strette a inizio ottobre, ho seguito la solita profilassi anti varroa.
Anche io sono certo si tratti di IAPV, per i seguenti motivi:
- ho le api a 50 Km dal piu vicino campo di mais
- ho cominciato a perdere api 3 anni fa,
cioe' il primo anno di divieto di impiego dei neonicotinoidi come concianti
mentre prima, quando morivano praticamente a tutti (con altre percentuali)
io non ne ho mai persa una !
- lavoro per un' azienda di agrofarmaci
quindi conosco piuttosto bene il tema
A presto
--
-Favo con ancora tantissime api. Consolante.per me.Forse una speranza concreta?


-Nonostante ciò, una parte di sua covata è rimasta sempre chiusa-opercolata
--
Altra e-mail
E-mail della quale in molti punti sono perplesso sulle spiegazioni ( "troppo caldo o troppo freddo.e dove si ignora totalmente il discorso virosi.).
Morte due famiglie; l’altra esigua debole ed ultima “eccezionale
con ali lucciche,trasparenti"
Ossalico a fine stagione?). Altra sofferenza propinata alle api
Prodotti che hanno bisogno di altre temperature e non quelle della notte per
Apiguard o altro
Bisogna iniziare il discorso varroa, da gennaio
Non ricorri allo
zucchero a velo che potrebbe aiutarti a far sì che le varroe non crescano
e raddoppino fino A LUGLIO
Inviato: mercoledì 19 ottobre 2011 14.16
Oggetto: Api
"Mi sono morte due famiglie derivate da nuclei acquistati questa primavera.
È morta la famiglia più numerosa in primavera è quella che tirava quella che
trovavo sempre più avanti
e quella che propolizzava tantissimo, quasi
esageratamente, il triplo rispetto alla precedente.
La prima è mancata da più tempo, è un mese che non andavo più a trovarle, penso che sia mancata da 20 giorni.
La seconda penso da 10 giorni; c'erano ancora una 50-100 di api che giravano tra due tre telai in alto vuoti disopercolati, lato sinistro.( il giorno seguente Ho tolto le arnie dall'apiario.
verificato e non ci sono api morte strano;penso che sia dovuto al caldo eccessivo di un mese fa dopo tre giorni di vento e freddo in cui avevo chiuso un po' la fessura tutta aperta mettendoci la porticina lato estivo per tre settimane, poi in giro di tre giorni la temperatura si è abbassata di 20•C
Terza arnia molto indebolita esigua colonia, molte scorte.
La quarta costruita da Api, costruzioni nuovi favi che si attaccavano al coprifavo,
api con ali lucciche,trasparenti, messe ordinatamente-ben composte lungo la schiena.
Tranquillissime mentre le trattavo con ossalico 3%."
---

Riprendo io a.p.
Ultimo caso quasi decimazione totale..
In Liguria, una signora che conosco( confidenza con lacrime) aveva 360 arnie
Oggi soltanto 3. Si salvi chi può
Buona giornata,ugualmente a tutti
Dallo "Zio"
.
Ultima modifica di adolfopercelsi il 26/10/2011, 17:51, modificato 1 volta in totale.
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Re: Le virosi delle api
Questo topic fa venire voglia di allevare api e di investire nell'apicoltura.
Lo metterei nella presentazione del forum così appena entra un novizio, passa direttamente dalla porta d'uscita.
Mamma mia che sgomento: ho letto tutto con calma e devo dire che la voglia di mollare tutto per aria questo topic la fa venire.
Ma sicuri che non sia una vena di pessimismo a parlare?
Lo metterei nella presentazione del forum così appena entra un novizio, passa direttamente dalla porta d'uscita.
Mamma mia che sgomento: ho letto tutto con calma e devo dire che la voglia di mollare tutto per aria questo topic la fa venire.
Ma sicuri che non sia una vena di pessimismo a parlare?
- adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api
dallo " Zio"
due domande , fatte con ..malizia e da presentare da parte di MrDish a chi gli ha regalato un trionfante
BENVENUTO
--
da
Voce malattie Home page del nostro ing. Pasquale
Testo
“Cosa sta succedendo alle api, virus e varroa , nosema ceranae.. covata calcificata e sindrome 2.011!”
Un raggio di otto chilometri
“Il fatto che la regina porti dentro di sè una carica virale
può complicare parecchio la gestione della profilassi antivarroa e delle altre patologie.
Allo stesso modo, la presenza negli apiari di fuchi contaminati
va a costituire la diffusione virale potenzialmente
ovunque nel raggio di quasi otto chilometri….”
-----
Altro servizio Home page
“Relazioni tra i trattamenti varroicidi e la prevalenza virale
Ricapitolando lo scenario decisamente pesante
Fuchi infettati per regina, sue uova, api nutrici, api adulte tramite pappa reale
Ricapitolando lo scenario decisamente pesante:
1)I fuchi trasmettono i virus alle regine che hanno inseminato, che a loro volta li passano a tutta la famiglia, suoi ovini maschili-fuchi della stessa( che infetteranno altre regine nel loro volo di inseminazione).
Questo porta ad una prima considerazione:..
2) si dovrebbe provvedere alla sostituzione della regina
3) con una esterna all’alveare, cercando di abbassare in questo modo la presenza virale.
4) Ora, immaginiamoci dove si possa trovare una regina, magari a fine settembre, che non sia ugualmente già infettata!
--
MrDish ( Nostro disch jokey). Coraggio.
Ce n'é proprio bisogno. Benvenuto.
Gestire le api, però, oggi, è molto difficile
Anch’io, spero..
che delle mie 26 arnie ..almeno 6 riescano a sopravvivere all’inverno incombente..
Ti incarico di una commissione diplomatica un po' sbarazzina.
Cioè far conoscere queste domande concrete a chi ti ha cortesemente e con simpatia accolto nel Forum
La tua domanda
“Secondo voi. Cosa posso fare in situazioni come queste ‘ ?
"E’ sufficiente avere delle forti sentite motivazioni circa il trattare naturalmente le api
( "assolutamente e senza soluzione di continuità
per un ritorno ad una apicoltura/apicultura nel rispetto delle "API")
oppure anche qui
saremo davanti
all’analogo caso non risolutore
di un mio nipotino Lorenzo, 5 anni, trovato leucemico .
Con solo 100 globuli bianchi (gr.leukòs) invece di 4.000/8.000 per mm cubo
(Il piccolo ora non c’è più se non nel nostro cuore)
---
Anche in apicoltura ci va .. Coraggio.
Ma non raccontiamoci delle frottole
“Le api sono preistoriche!”
Sì, ma non è detto che si salvino le nostre. Il Mondo(per fortuna) è ancora grande
(a.p.)
due domande , fatte con ..malizia e da presentare da parte di MrDish a chi gli ha regalato un trionfante
BENVENUTO
--
da
Voce malattie Home page del nostro ing. Pasquale
Testo
“Cosa sta succedendo alle api, virus e varroa , nosema ceranae.. covata calcificata e sindrome 2.011!”
Un raggio di otto chilometri
“Il fatto che la regina porti dentro di sè una carica virale
può complicare parecchio la gestione della profilassi antivarroa e delle altre patologie.
Allo stesso modo, la presenza negli apiari di fuchi contaminati
va a costituire la diffusione virale potenzialmente
ovunque nel raggio di quasi otto chilometri….”
-----
Altro servizio Home page
“Relazioni tra i trattamenti varroicidi e la prevalenza virale
Ricapitolando lo scenario decisamente pesante
Fuchi infettati per regina, sue uova, api nutrici, api adulte tramite pappa reale
Ricapitolando lo scenario decisamente pesante:
1)I fuchi trasmettono i virus alle regine che hanno inseminato, che a loro volta li passano a tutta la famiglia, suoi ovini maschili-fuchi della stessa( che infetteranno altre regine nel loro volo di inseminazione).
Questo porta ad una prima considerazione:..
2) si dovrebbe provvedere alla sostituzione della regina
3) con una esterna all’alveare, cercando di abbassare in questo modo la presenza virale.
4) Ora, immaginiamoci dove si possa trovare una regina, magari a fine settembre, che non sia ugualmente già infettata!
--
MrDish ( Nostro disch jokey). Coraggio.
Ce n'é proprio bisogno. Benvenuto.
Gestire le api, però, oggi, è molto difficile
Anch’io, spero..
che delle mie 26 arnie ..almeno 6 riescano a sopravvivere all’inverno incombente..
Ti incarico di una commissione diplomatica un po' sbarazzina.
Cioè far conoscere queste domande concrete a chi ti ha cortesemente e con simpatia accolto nel Forum
La tua domanda
“Secondo voi. Cosa posso fare in situazioni come queste ‘ ?
"E’ sufficiente avere delle forti sentite motivazioni circa il trattare naturalmente le api
( "assolutamente e senza soluzione di continuità
per un ritorno ad una apicoltura/apicultura nel rispetto delle "API")
oppure anche qui
saremo davanti
all’analogo caso non risolutore
di un mio nipotino Lorenzo, 5 anni, trovato leucemico .
Con solo 100 globuli bianchi (gr.leukòs) invece di 4.000/8.000 per mm cubo
(Il piccolo ora non c’è più se non nel nostro cuore)
---
Anche in apicoltura ci va .. Coraggio.
Ma non raccontiamoci delle frottole
“Le api sono preistoriche!”
Sì, ma non è detto che si salvino le nostre. Il Mondo(per fortuna) è ancora grande
(a.p.)
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Re: Le virosi delle api
Sono onorato del suo commento e delle sue "chicche" di saggezza che seguo da ormai 1 anno, anche se mi sono iscritto solo ora.
Certo, bisogna rileggerla qualche volta per arrivare al concetto per un "scolaretto" come me!
Ma non ho capito la precisazione
Il concetto che avevo espresso (magari in malo modo, spero di spiegarmi meglio ora) tendeva a ribadire che altri abitanti di questo pianeta (da molto prima di noi, come le api da 50M anni) rischiano l'estinzione per colpa nostra.
Approfitto per chiederle se altri insetti possono essere veicolo di virosi, magari insetti che noi pensiamo siano estranei all'alveare, ma che in realtà a volte le api lasciano entrare e con cui convivono per qualche periodo di tempo, una specie di "convivenza" probabilmente dovuta ad una serie di fattori tra i quali la reciproca "utilità".
Perchè mi è sembrato nelle mie osservazioni di notare una certa "convivenza" e "tolleranza" tra api e formiche, ed alcuni altri insetti che assomigliano a scarafaggi ma sanno volare e sono marroni chiari con lunghe antenne, più piccoli delle api.
Simone.
P.S. Spero riesca a salvare molte più arnie del suo apiario! Per ora io ne ho persa 1 su 5.
Certo, bisogna rileggerla qualche volta per arrivare al concetto per un "scolaretto" come me!
Ma non ho capito la precisazione
....Ma non raccontiamoci delle frottole “Le api sono preistoriche!”
Il concetto che avevo espresso (magari in malo modo, spero di spiegarmi meglio ora) tendeva a ribadire che altri abitanti di questo pianeta (da molto prima di noi, come le api da 50M anni) rischiano l'estinzione per colpa nostra.
Approfitto per chiederle se altri insetti possono essere veicolo di virosi, magari insetti che noi pensiamo siano estranei all'alveare, ma che in realtà a volte le api lasciano entrare e con cui convivono per qualche periodo di tempo, una specie di "convivenza" probabilmente dovuta ad una serie di fattori tra i quali la reciproca "utilità".
Perchè mi è sembrato nelle mie osservazioni di notare una certa "convivenza" e "tolleranza" tra api e formiche, ed alcuni altri insetti che assomigliano a scarafaggi ma sanno volare e sono marroni chiari con lunghe antenne, più piccoli delle api.
Simone.
P.S. Spero riesca a salvare molte più arnie del suo apiario! Per ora io ne ho persa 1 su 5.
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Re: Le virosi delle api
-ANTONIO. ha scritto:Questo topic fa venire voglia di allevare api e di investire nell'apicoltura.
Lo metterei nella presentazione del forum così appena entra un novizio, passa direttamente dalla porta d'uscita.
Mamma mia che sgomento: ho letto tutto con calma e devo dire che la voglia di mollare tutto per aria questo topic la fa venire.
Ma sicuri che non sia una vena di pessimismo a parlare?
--Ciao Antonio,
mi permetto di aggiungere solo un.. non ..
perché si capisca sùbito quanto hai scritto---
"questo topic fa venire voglia di
non
allevare api e di
non investire nell'apicoltura."
Buona giornata
(a.p.)
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Re: Le virosi delle api
Purtroppo e sottolineo purtroppo, lo dicevo in maniera ironica.
Come avevi detto tanto tempo fa, le api non stanno bene e seppure ci affanniamo poco possiamo fare per loro.
Speriamo bene però dai.
Come avevi detto tanto tempo fa, le api non stanno bene e seppure ci affanniamo poco possiamo fare per loro.
Speriamo bene però dai.


