TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

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ulcolli
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TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da ulcolli »

Salve.
E' possibile, e come, recuperare la cera, che contiene larve, dei favetti asportati col telaino antivarroa Campero?
Ho le arnie in Val d'Ossola a 600 msl e solo da una settimana ho levato i diaframmi ed inserito il TIT3 (forse ho aspettato troppo...). Per protrarre almeno per due mesi tale lotta alla varroa mi troverò coi melari inseriti: è compatibile ciò? Dovrei spostare i melari e la mia inesperienza mi fa temere il saccheggio.
Grazie
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da danguerriero »

interessante, ci stavo pensando anche io in questi giorni.
vorrei provare a disopercolare e svuotare il favo opercolato (senza tagliarlo) con un getto d'acqua, per poi ritornarlo alla famiglia.

L'unico dubbio è che li ho sempre trovato "molto molli".
Pensavo si potesse mettere in congelatore per qualche minuto per irrigidirlo.

Puo' essere?
bisognerebbe fare alcune prove. Io li ho già rimossi e non li reinseriro' più quest'anno
ma se qualcuno facesse delle prove sarebbe molto interessante
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da riccardo80 »

Ciao, intuizione ottima!
potete tranquillamente disopercolarli con la forchetta e con uno spruzzino con acqua e in getto forte cioè non nebulizzato far saltare fuori tutte le larve, ho provato anche con il compressore e ci vuole un pò più di malizia però funziona, direi meglio lo spruzzino, anche se si rovinano un po loro li sistemano in breve tempo ovviamente inserendoli già costruiti guadagnate molto tempo e il tutto sarà più efficace!
ciao e buon lavoro Riccardo
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adolfopercelsi
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da adolfopercelsi »

ulcolli ha scritto:Salve.
E' possibile, e come, recuperare la cera, che contiene larve, dei favetti asportati col telaino antivarroa Campero?
Grazie
Dallo "Zio" Adolfo
Benvenuto.Come ti chiami?
Non potresti inventare anche un nome d'arte..sia pure solo per me?
Non riesco a scrivere nulla se penso ad "ulcolli".-Grazie

Ciao "
Solo dei flash

Quando vorrai fondere gli opercoli da mielario (per quelli da nido,secondo me, non ne vale la pena)
a 60° la cera che sta bollendo, qualora l’acqua debordi, se c’è il gas acceso o anche fuoco normale, nel grande giardino di casa,
questo prodotto brucerà come fosse benzina.
Occhio, quindi, ad essere sempre presente all'intera operazione

-Quanti 3T Campero hai?

In tre finestre da ritagliare scalarmente e togliendone la serranda solo nel giorno giusto senza che prima le api possano anche solo fare dei camminamenti sotto il dorsale superiore?.
Camminamenti che rilascerebbero, tramite le zampette, ferormone della regina

Le prime api che che entreranno si convincono che della madre regina, lì ,non c’è proprio nulla
e.. quindi la scelta di progettare celle per fuchi, viene meglio assicurata.
Discorso complesso questo ma importante

Nel Campero,intelligentemente, si parte con il tutto chiuso..per Ferie
Simile vantaggio non c’è
nel telaio a due superfici orizzontali.
( Il mio favo-equatore- a scanso di equivoci- è un favo e non una trappola)
Sottovoce
Apisticamene fermati al suo uso per un solo mese

Ritagliare finestre di fuchi procura di certo un gravissimo danno a livello genetico per le future Regine.
In America si è arrivati ad individuare anche 57 DNA diversi nella spermoteca della Regina e non più solo (?)circa diciotto..
--
Di questa cera proveniente dal 3“Finestre” si può ricorrere anche ad altro sistema lasciando da parte tentativi di svuotare le cellette con acqua pressata, eccetera..
Io ne ho avuto sempre una brutta esperienza
Quasi quasi conviene ricorrere alla solita "forchetta "
Le api sono ancora sempre capaci di ricucire le cellette alla perfezione

Ecco quanto
Mettere i pezzi asportati, in una sceratrice.
Se uno vuole costruirsela
Vetri e lamiera sistemata in diagonale, su cui la cera possa scivolare.

Cassetto ricevente in alluminio, quantomeno
Il sole, grazie alla collaborazione dei (doppi)vetri , fonderà il tutto.
La cera scivolerà fino al cassettino..
Tutto il resto ( fuchi sotto opercolo, eccetera-uova -larve)resteranno gravitazionalmente sulla diagonale..
Dovresti essere attento pure a non stendere i singoli "pani", uno sopra all'altro

D’accordo? Pensaci.
Ciao dallo “Zio Adolfo
Ultima modifica di adolfopercelsi il 07/09/2011, 21:48, modificato 2 volte in totale.
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da pierpaolo »

Ciao zio Adolfo,
rispondo qui anche se in realtà vorrei chiedere notizie sul TIT3 vero e proprio più che sulla sua cera.
Sono un novizio perciò scusa l'ingenuità delle domande.
E' il caso di toglierlo ora, se va tolto?
Cosa intendi per telaio equatoriale?
Naturalmente forse hai già risposto a queste domande in altri post perciò mi scuso ulteriormente per la svista!
Grazie ancora e buona giornata!
Pierpaolo
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p.)

Ciao Pierpaolo..Che cosa io pensi del TIT3 lo troverai, forse per caso, in qualche mia proposizione peregrina, qua e là..
La mia posizione, anche se solitaria ma tenace e che alla fine vincerà.(Presuntuoso!)
Il TIT3 è' inaccettabile...
dal punto di vista perdita genetica di cromosomi dei fuchi, che dovrebbero essere più svariati che si può, come pare la Natura abbia stabilito.
Geneticamente, quindi,sempre forse solo per me, è più dannoso della varroa!

Oggi, non solo a te... e senza alcuna "cattiveria" supponente, ricordo solo l'essenziale

Si capirà sùbito come si prolunghi questa "forma tranciapolli" anche quando non ce n'è bisogno..
Il periodo eventuale per chi volesse a tutti i costi ricorrervi,

è quello tra aprile e luglio.
Da rimuovere e distruggere dopo la loro opercolatura

Ora, tu capisci, siamo già a settembre!
Da me, quest'anno, vedi voce "Fuchi espulsi in massa già il 15 luglio" in La salute delle api
--
Per telaio-equatore( non "equatoriale",sempre ad alta temperatura?. Scherzo!)

Se hai tempo vedi Telaio-equatore
Buona lettura
pier
paolo
--
E' stato un piacere raccontarti già qualcosa
Un saluto a tutto il Forum
(a.p.)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 13/09/2011, 20:01, modificato 1 volta in totale.
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da adolfopercelsi »

danguerriero ha scritto:interessante, ci stavo pensando anche io in questi giorni.
vorrei provare a disopercolare e svuotare il favo opercolato (senza tagliarlo) con un getto d'acqua, per poi ritornarlo alla famiglia.

L'unico dubbio è che li ho sempre trovato "molto molli".
Pensavo si potesse mettere in congelatore per qualche minuto per irrigidirlo.
.

Puo' essere?
bisognerebbe fare alcune prove. Io li ho già rimossi e non li reinseriro' più quest'anno
ma se qualcuno facesse delle prove sarebbe molto interessante
--da a.p.
Anche se in ritardo domanda fatta il maggio scorso..
Pure per ulcolli

getto d'acqua? ..diventa un disatro un pantano si distrugge tutto..
Congelatore)
.. penso si perda tempo e si posponga la distruzione.

Forse riesce questo "trucco"
Sceratrice solare messa in discreta discesa..

Il miele si "commuove" sùbito e scivola su fondo pianale
Ill rimanente materiale dovrebbe restare sul posto
Ringrazio in anticipo chi proverà

-Lo "Zio" Adolfo
Ultima modifica di adolfopercelsi il 09/09/2011, 18:15, modificato 1 volta in totale.
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da pierpaolo »

Grazie zio! Stasera mi leggo tutto e domani opero l'eliminazione del tripartito, che poi provvederò a modificare manualmente!
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da pierpaolo »

Ok!
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da adolfopercelsi »

Buona giornata.
Sei grande.

"Marabù.
hai sempre
ragione tu!"
Dallo "Zio" Adolfo
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da pierpaolo »

Ecco ci qua, sono davanti al pc mentre qualcosa bolle in pentola, in realtà quello che bolle è acqua e dentro, come si suol dire,a "bagno maria", c'è la poca cera che ho ricavato quest'anno da pezzi anomali e opercoli, e favi indicatori del telaio campero.
In questo contesto apistico sono a riferirvi un po' come è andata stamane la mia visita approfondita di controllo alle mie meravigliose Melissa Iside e Brahmari Devi.
Giornata soleggiata, 25°, un po' di umidità, una leggera brezza, e via! Sono atterrato sbattendo forte le mie possenti ali (sono un Marabù ricordate?), mi sono bardato, ho preparato lo "spruzzino con acqua e zucchero, il fumo ed ho iniziato.

Melissa, sempre non troppo cordiale nei miei confronti, tutto sommato vivace e questo mi piace tanto di lei.
Mercoledì temevo un po' per lei perchè partiamente non aveva scorte nè covata. Ho iniziato allora ad introdurre sciroppo zuccherino. Inoltre ho notato un bel cupolino reale, il che mi ha fatto ben pensare. Essendo poco esperto, ho pensato di lasciar fare a Madre Natura, o meglio, a Nostra Signora Melissa degli alveari. Effettivamente tutto stamattina appariva diverso:
Telai di scorta ai lati, 3 telai di covata pieni ed uno in fase di riempimento. In totale 7 telai; l'ottavo, il tanto discusso telaio Campero costruito e pieno di miele. Ho deciso perciò di non levarlo e di lasciarlo al suo destino.
Ho proseguito col nutrimento visto che era praticamente quasi finito (mezzo vassoio in 3 giorni); tra virgolette non mi sembra che consumino molto, forse perchè giovedì dopo un bel temporale sono spuntati tanti dolci fiorellini nei campi!

Iside, terribile, belligerante in prima linea, intoccabile quasi, infatti a metà mi ha lasciato quasi perplesso su tanto era indignata della mia inaspettata visita. Ho potuto però constatare quantomento almeno 4 telai di covata fresca e il telaino Campero con del miele. Anche qui ho preferito lasciarlo lì, com'è

Brahmari Devi, dolce, cordiale se lo si è con lei. 5 telai di covata e gli altri di scorta.

Ora devo dire che sono piuttosto contento del fatto che la situazione rispetto a settimana scorsa sia così migliorata.
Le api ci sono. Sono molto belle, non ho notato malformate o senza ali. Iside ha un po' di varroa sul fondo, anche viva. Ho inserito nuovamente un mezzo vassoio ciascuna di nutrimento che credo basterò loro fino a mercoledì quando salirò nuovamente a far loro visita.

Domande (il saggio insegna che i novellini come me ne devono fare il più possibile):
1)Che ne pensate? Osservazioni, ma soprattutto critiche?
2) Ora le mie api sono a 600mt slm. Vorrei portarle in pianura, vicino a casa mia per farle "svernare", c'è un periodo migliore?
3) Data la consistente presenza di varroa sul fondo mobile (in particolare nella esigente Iside) consigliate qualche tampone prima dell'ossalico? Premetto che dò sempre loro, nello spazio che si crea spostanto i telai per controllarli, una spruzzatina di acqua e zucchero, quantomento per calmarle un poco, però forse serve un pochino contro la varroa forse (o forse è una castroneria???).

Grazie per la vostra presenza
Marabù
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da adolfopercelsi »

pierpaolo ha scritto:Ecco ci qua, ...........
Ora devo dire che sono piuttosto contento del fatto che la situazione rispetto a settimana scorsa sia così migliorata.
Le api ci sono. Sono molto belle, non ho notato malformate o senza ali. Iside ha un po' di varroa sul fondo, anche viva.

Grazie per la vostra presenza
-----------------------------
Ciao Pierpaolo-Maribù.
Perfino "olista" (tutto)-vitalista per cui "le manifestazioni degli organismi vitali vanno interpretate sulla base delle loro interdipendenze"

- Ragazzi, che roba. Grande prezioso interlocutore.

Commosso per il Diario esposto. Arnie impersonate affettivamente
Risponderò nello specifico. e con una certa tristezza su questa tua frase ( troppo troppo..) ottimistica

"Le api ci sono. Sono molto belle; non ho notato malformate o senza ali. "
Incredibile o quasi
Tenterò di indicarti come e dove è solo possibile documentare questo

Il tutto senza ..alcuna invidia o supponenza.
Un ciao dallo "Zio" Adolfo
Ultima modifica di adolfopercelsi il 13/09/2011, 20:02, modificato 1 volta in totale.
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da pierpaolo »

Io sono molto ottimista caro zio, e a volte pecco davvero di ingenuità! Questo non cerco di nasconderlo perchè mi permette di trovare chi può consigliarmi e darmi delle dritte, o meglio ancora, contraddirmi fortemente, perchè è l'unico modo per poter imparare! Se io fingessi, o omettessi certi particolari delle mie osservazioni nessuno magari direbbe niente, o peggio, direbbe "bravo bravo!" "Che fortuna!" ecc. ecc. Io questo non lo voglio!
Preferisco che mi si dica che sbaglio, dove sbaglio, e come rimediare!
Ecco perchè non mi vergogno a fare mille domande e ad esporre cosa ho visto, o cosa penso di aver visto!
Da parte mia nessun giudizio zio, perciò forza con i consigli, dopo qualche mese di apicoltura ne ho davvero bisogno!!!
Grazie ancora,
Maribù!!!
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da adolfopercelsi »

Ciao
Pierpaolo- Maribù.
Solo per dirti che tra noi non ci sono e non nasceranno problemi.
Ci faremo semplicemente tanta compagnia
Con molto piacere e stima
In
La salute delle api. Voce Le virosi delle api
Ti ho dedicato un'e-mail
Lo Zio"
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da pierpaolo »

Letto e risposto zio.
Cosa mi consigli di fare in merito alla varroa consistente che trovo sul fondo?
Gli butto ancora un po' di timolo? Il ritorno di questo caldo mi ispirerebbe... (forse sono nella sezione sbagliata)...
Marabù
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da adolfopercelsi »

lavori in corso.. da correggere
A domande come questa in teoria va bene la Sezione Salute delle api
Tecniche apistiche ma Antono mio ufficiale navigatore satellitare ti comprenderebbe

Come da tuo accenno il timolo in questi giorni rischierebbe di fare uscire le api dalle arnie ed evaporerebbe subito

Se ascolti me e fai quello che ..non.. vuoi tu
avendo fiducia nella tua intelligenza .
in una settimana ti darei tutte le indicazioni alla voce Tecniche apistiche "Mini attrezzature..
Fare solo ciò che è scritto non inventarsi nulla.Altrimenti ne sarei ..desolato
per ricorrere al coadiuvante Zucchero a velo( del quale nutro concreta fiducia) .
Impiego 4 minuti.. Ne ho fatto ricorso anche ieri in una famiglia.
Non teme evaporazioni.Non è per nulla pericoloso.
In pratica ti indico già ora il materiale che andrai a cercare e troverai.
Confronterai le foto allegati che metterò di nuovo proprio per te ed amici
Per domande anche al mio 011 96 27 976 senza alcuna soggezione

Una rete zanzariera colore bianco. uno scovolino . Zucchero normale da mettere nel "frullatore "solo prima dell'uso

Solo due colini per caffè. Ma vedendo le immaginin capirai subito.
Importantissimo
Controlla quanti centimetri ( solo 1 cm sarebbe già un trionfo;accettabile anche 1,50.)

Post scriptum
Ho appena riunito una famiglia alla vicina perché trovata ( gemeva a lungo durante la visita.)
Scosse e nebulizzate tutte le api fatte rientrare nella nuova tramite autostrada a pedaggio..gratis per fortuna
.. Guai se dovessi pagare un tanto per ape

Con stima dallo "Zio" Adolfo

collasso

Ne approffitto qui... Pierpaolo per dire che ti farò un invito pubblico su Le virosi delle api i per un controllo di una traduzione già fatta e che riguarda il favo "Collasso".
Ciò per te e tutti coloro che volessero potessero essere di aiuto.
Purtroppo finora sono stato lasciato solo..con me stesso e con il vocabolario senza terminologie tecniche

ciao ciao
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da pierpaolo »

Ciao zio e scusa ma in questi giorni sono veramente incasinato col lavoro. Mi devo leggere quel file "collasso" e le indicazioni per lo zucchero a velo, oltre ai due file sul favo equatore che non ho ancora avuto la forza di leggere!
Per quanto riguarda l'invito l'ho visto, ci passo dopo.
Discorso traduzione...non sono per niente una cima, vedo cosa posso fare per non lasciarti solo, non sia mai!!!
Come ti dissi nel precedente messaggio io quando sposto i telai da sx verso dx o viceversa (tolto il diaframma) per controllarli uno ad uno spruzzo sempre tra lo spazio creatori acqua e zucchero...secondo te può sortire un qualche effetto contro la varroa? Ce n'è un po' sul fondo, anche viva...chissà, forse le mie sono elucubrazioni. In ogni caso credo proverò il tuo metodo.
Settimana prossima torna il freddo, tra un po' le riporto in pianura, aspetto solo passi questo caldaccio che in collina stanno bene loro, lo so io!!!
Un abbraccio forte
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da marcantonio »

pierpaolo ha scritto: .................
Settimana prossima torna il freddo, tra un po' le riporto in pianura, aspetto solo passi questo caldaccio che in collina stanno bene loro, lo so io!!!
Un abbraccio forte
Pierpaolo non ti conviene riportare le api ai primi freddi in pianura perché la maggior parte degli apicoltori fanno l’operazione inversa.
Fanno svernare le api in montagna in modo che vi sia un blocco di covata anticipato e prolungato per fare i trattamenti acaricidi e poi riportarli in pianura all’inizio della primavera.
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da adolfopercelsi »

marcantonio ha scritto:
pierpaolo ha scritto: .................
Settimana prossima torna il freddo, tra un po' le riporto in pianura, aspetto solo passi questo caldaccio che in collina stanno bene loro, lo so io!!!
Un abbraccio forte
Pierpaolo non ti conviene riportare le api ai primi freddi in pianura perché la maggior parte degli apicoltori fanno l’operazione inversa.
Fanno svernare le api in montagna in modo che vi sia un blocco di covata anticipato e prolungato per fare i trattamenti acaricidi e poi riportarli in pianura all’inizio della primavera.
--
da a.p.
C'è anche un discorso logistico
Poter andare e tornare, per chi lavora e non ha quasi mai tempo a sufficienza, andare ad effettuare i trattamenti in montagna è un vero problema..
Questo "blocco di covata " anche in pianura non lo realizzano, sia pure un po' dopo?

E poi vuoi mettere il passare l'inverno in montagna?
Il poter ricorrere allo zucchero a velo già a gennaio
A meno che questi non siano discorsi reservati solo agli ultimi marziani di cui ne solo un felice e soddisfatto esemplare
Visto poi che le api in pianura ad ottobre non sono ancora in glomere, sempre lo stesso velo mi può far abbassare quanto voglio la percentuale di acari

Questo per residenti ..sulla Luna?
Auguroni a tutti.
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Re: TIT3: recupero cera e utilizzo con melario

Messaggio da pierpaolo »

Ricevuto A.P.
Sono del tuo parere.
Ti ringrazio Marcantonio per il tuo consiglio. Purtroppo il mio è un problema logistico nel senso che dove ho ora le api (chiamiamola collina dato che sono 500 mt slm) in inverno è poco accessibile per via di strade, che con neve pioggia vento ghiaccio sono un po' una menata. Ora salgo 2v a settimana e non mi è scomodo, ma poi farei fatica.
Ok che non si deve fare molto però preferisco averle vicino a casa, tanto prima o poi fa freddo pure qua!

Ora altra chiacchierata con te zio.

Voglio provare come dettoti questo WE lo zucchero a velo:
-rete da zanzariera da apporre sul nido.
-zucchero a velo fatto in casa (perchè già pronto no?) (se non ho capito male 2 setaccini da caffè per arnia)
-setaccino da caffè
Una volta sparso lo zucchero è sufficiente spargerlo nell'arnia con le dita, o con un pennellino (scusa ho adattato i tuoi ferri alla mia disponibilità!)
Domanda:
Controlla quanti centimetri ( solo 1 cm sarebbe già un trionfo;accettabile anche 1,50.)
Che significa?

Un'ultima cosa, ti chiedo scusa per il discorso file "Collasso", purtroppo non ho affatto le competenze tecniche per effettuare una traduzione di questo tipo, anzi, diciamo che l'inglese lo parlo alla carlona; oltretutto in questi giorni sono pieno di roba da fare e non ce la farei a procurarmi un vocabolario e mettermi a tradurre parola per parola. Se hai il file originale posso girarlo ad un'amica che forse dietro "compenso" mi farà questo piacere, però non ti assicuro nulla perchè questa è sempre un sacco impegnata, oltre a scrivereleggereparlare inglese commerciale!

Attendo tue nuove...
con affetto
Maribù
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