Buongiorno.
Ad un corso che ho frequentato, un apicoltore disse: "il segreto per fare miele e' avere tante api bottinatrici".
Un altro apicoltore mi dice invece che, non lui "perche' non ha coraggio", ma i suoi colleghi professionisti conduco gli alveari a "nido stretto", 7 teali.
Nel forum ho letto alcune risposte sull' argomento ma ho anche trovato navigando 2 variabili a questa tecnica in pre-acacia ovvero:
1_pochi giorni prima della fiorituta si toglie tutta la covata lasciando solo regina, bottinatrici e 4-6 cerei e si mette il melario. Il resto a formare un nucleo con cella reale. Api bioxal subito alla prima e 25 giorni dopo alla seconda. Non assomiglia ad una messa a sciame? Funziona?
2_qualche giorno prima della fioritura si toglie tutta la covata. Si lascia regina, bottinatrici e si inseriscono telaini non con foglio cereo completo ma solo parziale. Con la covata asportata si fanno piu' nuclei piccoli. Funziona? Si assomigliano, ma ci sono differenze nella sostanza?
Ci sarebbe anche la tecnica, questa sì per avere molte api, del doppio melario sovrapposto al nido in cui si alternano a favi da melario alcuni favi
opercolati del nido.
Quale la scelta piu' convincente e fruttuosa?
A voi la sentenza. Grazie.
Nido stretto = piu' miele?
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- FabioR
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Re: Nido stretto = piu' miele?
onestamente non capisco come fai a pensare che più nuclei raccolgano meglio .... è dimostrato che più api nello stesso nido raccolgono di più che più nuclei con poche api
- Vinc
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Re: Nido stretto = piu' miele?
Avevo letto una cosa simile, ma nel nido lasciavano tutta la covata aperta...
- VALERIO82
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Re: Nido stretto = piu' miele?
Per rispondere a FabioR: non credo proprio che piu' nuclei piccoli possano raccogliere piu' miele di tante api di un' unica famiglia. E' anche
innegabile pero' la capacita' di ripresa, costruzione di fogli e importazione, di uno sciame. Le tecniche che ho citato le ho sentite raccontare ma non descrivere nel dettaglio. Spero ci sia qualcuno nel forum che avendole sperimentate e confrontate sul campo possa indicare la strada ad altri su come affrontare al meglio queste tecniche, che vengono sicuramente usate.
Grazie.
innegabile pero' la capacita' di ripresa, costruzione di fogli e importazione, di uno sciame. Le tecniche che ho citato le ho sentite raccontare ma non descrivere nel dettaglio. Spero ci sia qualcuno nel forum che avendole sperimentate e confrontate sul campo possa indicare la strada ad altri su come affrontare al meglio queste tecniche, che vengono sicuramente usate.
Grazie.
- FabioR
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Re: Nido stretto = piu' miele?
VALERIO82 ha scritto: 24/05/2017, 21:04 Per rispondere a FabioR: non credo proprio che piu' nuclei piccoli possano raccogliere piu' miele di tante api di un' unica famiglia.
Infatti ho detto il contrario
- marcosacchi1984
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Re: Nido stretto = piu' miele?
Beh direi che la differenza tra uno sciame naturale e uno artificale come descritto sopra sia enorme. Uno sciame naturale lascia l'arnia pronta per costruire un nuovo nido e una nuova famiglia, uno sciame artificale è una divisione della famiglia. Sicuramente ogni tecnica ha la sua valenza nel suo contesto, non è quindi "la soluzione". Un apicoltore che ha poche famiglie può gestire la sciamatura in maniera "semplice", chi ne ha tante magari ha bisogno di tecniche più veloci. Secondo me la differenza sulla tecnica di allevamento si vede non sulla quantità di miele prodotto ma sulla quantità di api presenti. Mi spiego meglio, se gestendo le famiglie su 7 telaini riesco ad abbassare le percentuali di sciamatura, in quanto le operazioni sono più "semplici", arriverò alla fioritura con famiglie che hanno magari meno covata di una su 10 ma comunque forte. Se invece ho famiglie che sono riuscito ad avere su 10 alla fioritura ma poi sciamano non faccio più miele.


