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Nutrire le api con miele fermentato

Inviato: 09/12/2011, 16:59
da ANTONIO.
Ho un pò di miele cristallizzato fermentato e mi chiedevo se potevo darlo alle api senza melario così da stimolarle.
Cosa pensano i più esperti?
E nel caso come devo somministrarlo? Diluito con acqua?

Re: Nutrire le api con miele fermentato

Inviato: 09/12/2011, 20:56
da carlo
carlo ha scritto:Il miele del lavaggio degli opercoli o di altra provenienza ha poco valore di euro, la mia teoria che ho sposato da tanti anni è di non farlo ritornare in apiario per tre semplici motivi:
1) Potrebbe essere portatore di malattie.
2) Il rischio che mobiliti il saccheggio è alto.
3) Ci sono buoni prodotti in sostituzione (con proteine ecc.) che costano poco e annullano i due punti precedenti.
Il miele recuperato può essere utilizzato per fare magari dell’IDROMELE oppure ACETO o anche DOLCI, quindi valutate il rischio dei punti 1 – 2.
Un saluto, Carlo
Ciao Antonio, come ho scritto in precedenza, non trattiamo le nostre amate api in malo modo, abbiamone cura come facciamo per gli animali domestici, quando vale in euro la quantità di miele fermentato? Pochissimo, prossimo allo zero, tu berresti del vino fermentato? Sicuramente no, per questo il mal di pancia che avresti il giorno dopo lo avranno anche le tue amate api.
Il miele io preferisco non darlo mai alle famiglie per gli aspetti sanitari, è il mezzo di trasporto di malattie per eccellenza ed anche perché può scatenare un saccheggio violento, se lo vuoi proprio recuperare, facci del buon aceto o dell’idromele.
Scusate se insisto, ma lo affermo per esperienza passata.
Un saluto, Carlo.

Re: Nutrire le api con miele fermentato

Inviato: 10/12/2011, 13:59
da ANTONIO.
carlo ha scritto:Ciao Antonio, come ho scritto in precedenza, non trattiamo le nostre amate api in malo modo, abbiamone cura come facciamo per gli animali domestici, quando vale in euro la quantità di miele fermentato? Pochissimo, prossimo allo zero, tu berresti del vino fermentato? Sicuramente no, per questo il mal di pancia che avresti il giorno dopo lo avranno anche le tue amate api.
Il miele io preferisco non darlo mai alle famiglie per gli aspetti sanitari, è il mezzo di trasporto di malattie per eccellenza ed anche perché può scatenare un saccheggio violento, se lo vuoi proprio recuperare, facci del buon aceto o dell’idromele.
Scusate se insisto, ma lo affermo per esperienza passata.
Un saluto, Carlo.
Carlo, sfondi una porta aperta con me.
In primis sono un amante degli animali e mi perdonerai quest'ingenuità ma proprio pensavo che male non le facesse.
Siccome sono pochissimi chili, provo a divertirmi con qualche ricetta di aceto o idromele.
Perdonami ancora ma non sapevo che può causare problemi alle api.
E galline o cani possono mangiarlo?
Saluti

Re: Nutrire le api con miele fermentato

Inviato: 10/12/2011, 15:22
da carlo
Ciao Antonio, ero sicuro che anche tu la pensi come me, non voglio fare il moralista ma ho un debole per tutto ciò che ci circonda, qualche tempo fa mi sono rivolto allo zio Adolfo chiedendogli come uccidere le api, questo perché mi ripudia eseguire tale operazione se diventa proprio necessaria causa forte malattia non curabile, e vorrei farlo nel modo più consona.
Per la tua domanda posso solo risponderti che alle galline viene dato del miele buono miscelato con il mangime per migliorare la deposizione delle uova credo, ai conigli è in uso somministrare per tradizione, un po’ di aceto nell’acqua.
Non ho altre notizie in merito ma una cosa è l’alimentazione naturale che tutti gli animali si procurano in natura, (le nostre amate api vanno spesso nei letamai per la raccolta di sali minerali o altro, i cani mangiano l’erba per motivi di digestione, ecc.) diversamente è costringerli a ingerire alimenti che solo noi riteniamo giusto per loro.
Un saluto a tutti, Carlo

Re: Nutrire le api con miele fermentato

Inviato: 14/12/2011, 15:07
da adolfopercelsi
carlo ha scritto:Il miele del lavaggio degli opercoli o di altra provenienza ha poco valore di euro, la mia teoria che ho sposato da tanti anni è di non farlo ritornare in apiario per tre semplici motivi:
1) Potrebbe essere portatore di malattie.
2) Il rischio che mobiliti il saccheggio è alto.
3) Ci sono buoni prodotti in sostituzione (con proteine ecc.) che costano poco e annullano i due punti precedenti.
Il miele recuperato può essere utilizzato per fare magari dell’IDROMELE oppure ACETO o anche DOLCI, quindi valutate il rischio dei punti 1 – 2.
Un saluto, Carlo
---

dallo "Zio"Adolfo
-Con tutte queste personalità blasonate Carlo 11; carlo dp.. Tutte degne di attenzione si rischia di sbagliare bersaglio..! Un grazie per la vostra partecipazione fattiva

Ciao "Carlo". Solo perché ci sia qualche preoccupazione in meno

Lavare con acqua i telai disopercolati?

Senza alcuna didattica euforìa da trespolo
.Uomo avvisato..mezzo salvato!

Chi ha anche solo un’arnia con mielario, avrà quanto meno dieci telaini da smielare e poi da “pulire”
Coloro che ne possiedono dieci se ne trovano cento


Lavandoli con acqua, alla fine, hanno a che fare con cinque sei secchi di acqua “dolcificata”

Questa acqua dolcificata fa innescare dei saccheggi ?.
Per quanto ne so io al momento, ciò non si verifica

Perfino un bevitore incallito non viene imbrogliato da un litro di acqua miscelata ad un bicchiere di vino.

In concreto poi, a lavoro finito avremo a che fare con... 5/6 secchi di acqua “addolcita” da ridare alle api ,
ma in quali ore ed in che maniera?

Sono già perfettamente d’accordo. che il lavare con acqua i telai smielati è apisticamente da scartare .
Ed allora come comportarsi?

Quando avrò tempo ( l’ho già parzialmente scritto,qua e là )
dimostrerò o tenterò di farlo che
tutte le controindicazioni negative, ma utili fatte conoscere dall’amico Carlo,

possono essere risolte
in altre maniere
e ciò da parte di ogni apicoltore

Ritengo già importante aver inoculato questo “dubbio”.

Che per me intende allinearsi ai circa 900 batteri simbionti ( greco: σιη, sin= con e βιος, bios= vita ; batteri buoni) che convivono nella nostra bocca assieme ad altri deleteri che ci disintegrano perfino i denti..

A “presto” ..Cioè entro il 2.012?
(a.p.)

Re: Nutrire le api con miele fermentato

Inviato: 19/12/2011, 14:00
da adolfopercelsi
da a.p.
da discorso precedente


Osservazioni generali
(Non ridare alle api favi disopercolati e lavati con acqua?)

1)-Prima di prelevare un favo da miele del mielario occorre curiosare se presente nel nido peste europea o americana

2)-Nella centrifuga esistono due velocità :piano e velocissima; quella veloce scaraventa ogni goccia sulle pareti radiali..
( alcuni concetti /Idromele. Aceto o Dolci)
Riassumo con una fint "brutalità". Con l'acqua "annacquata " di miele non si riesce a fare nessun idromèle; nè aceto di miele ma solamente addolcire l'impasto di farina per dolci.
Vedere per chi vuole perdere tempo l'argomento Voce Prodotti dell'alveare

"
Circa Idromèle," ricetta dell'aceto di miele " alla fin fine si constata che non si è riusciti a trarre alcuna conclusione
Tutti i "pubblicitari "che si erano impegnati, anche con enfasi, nell'impresa, sono scomparsi senza nemmeno un fax informativo del crac
" Il progetto è fallito ancora prima di "nascere"
Per fortuna è andato a buon fine
-
"Il mio aceto di miele è solo questo!" ( io vi ricorro quotidianamente)-
Un liquore al miele." Cin cin ( Per questo invece non va bene il..quotidianamente)
Torniamo a noi

Ciò che ha presentato l'amico Carlo non arreca danno e resta già un utile consiglio. Riguarda solo il non fare

Il problema sta tutto nel fatto di "come" lavare i telaini con l’acqua…

--
La modalità a cui ricorre il sottoscritto è la seguente…
Passo i telai-favi smielati, velocemente sotto al getto d’acqua di una gomma sotto pressione
tramite due dita che fanno uscire il getto con forza.
e solo da una mini "fessura”
. Dopo di che
..Uovo di colombo, cioè soluzione elementare..

Prendere il telaio appena bagnato.Metterlo in posizione orizzontale e poi , verticalizzata ..

Due tre o 4/5 pugni robusti sullo stesso finché cioè non si rilevi più alcuna goccia che cada..

A questo punto non si percepisce già più il forte, seducente profumo del miele..

Invece di effettuare, per precauzione, a tarda sera
il riposizionamento dei favi smielati ( a velocità due= fortissima)

ho-inserito sovente questi telai scossi
anche nel pomeriggio

senza che le api delle arnie vicine fossero indotte al saccheggio..

-Dopo un dieci minuti sarà utile ripassare a controllare le eventuali non combacianti “fessure” del melario

- Se ci fosse qualche pertugio le api lo avrebbero già individuato.

Scoperto, lo si può fessurare con del silicone, sempre solo su parte esterna del mielario e le api dall’interno, non saranno “messe in difficoltà”.

Altrimenti, anche impiegandoci 4/5 giorni, sarebbero capaci di asportare tutto il silicone perché percepito come repellente..

Per loro equivarrebbe a tanta fatica e lavoro inutile in più..
Lo dovranno rendere micromillesimo in pellicole quasi invisibili e poi sradicarlo, atleticamente, in modalità tiro alla fune.
---
Talora ricorro solo ad alcune famiglie che assemblo
con 5 mielari cadauna =

già, quindi 50 telai (protetti all' interno mielari) da suggere..

Il ridare alle api questi telai da pulire comporta anche l’utilità di avere materiale su cui
non ci sarà muffa
nei mesi a seguire , essendo già bene asciugati dalle api..

Tutto qui..
A Carlo il mio grazie collettivo didattico.
Esatto ciò che afferma
ma se se ascoltate me si può anche portare a termine questa operazione,

in maniera
efficace; senza controindicazioni,
Tra l’altro siamo qui, o no anche per questo?; aiutarci vicendevolmente a fare le cose -si spera- nella maniera migliore ?

Con stima
dallo “Zio” Adolfo