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Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 16:24
da benny
Nel corso degli ultimi 30 anni, sono stati passati in rassegna diversi acaricidi. Nessuno ha avuto particolare
fortuna. L’uso prolungato e spesso indiscriminato ha portato nel tempo a problemi di resistenza degli
acari, in particolare della varroa, nei confronti dei principiattivi utilizzati.A oggi, la lotta chimica non ha alcuna chance. Le firme dell’agrochimica non sembrano interessate ainvestire nella ricerca di nuovi prodotti, perché il settore apistico non è economicamente interessante. D’altra parte,anche la lotta biologica presenta qualche problema. Le problematcità nella lotta alla varroa è dovuta, oltre cheai problemi di resistenza prima accennati, alla difficoltà di trovare sostanze che uccidano l’acaro senza nuocere alleapi (acari e insetti sono biologicamente simili), al ciclo di vita della varroa che avviene prevalentemente nelle celle opercolate, dove i principi attivi non arrivano, e che ha una durata variabile, alle condizioni climatiche che influiscono sull’efficacia dei prodotti, specialmente di quelli di originenaturale, più aspecifica. Oltre a ciò, l’azione degli apicoltori spesso scollegata dalle strategie territoriali, vanifica l’efficacia degli interventi.Trattare le colonie in periodi diversi da altri apicoltori dello stesso territorio non impedisce le reinfestazioni degli alveari dovute a derive, saccheggi, sciamature che sono la causa prima di diffusione della varroa tra apiari. La storia degli acaricidi inizia con la fine degli anni ’60, con la phenotiazina contro la Braula coeca e il clorobenzilate contro Acarapsis woodi. Entrambi i prodotti non offrivano un’efficacia particolarmente elevata e, in particolare, il clorobenzilate provoca sterilità e mortalità della regina. A metà degli anni ’70, entra in commercio il Folbex, a base di bromopropilato. Oggi è in disuso, anche se tra tutti i prodotti è tra i meno tossici sia per l’ape sia per l’uomo (classe di tossicità III per l’Organizzazione Mondiale della Sanità e IV per l’Agenzia di Protezione per l’Ambiente).
Alla fine degli anni ’70 è la volta dei cosiddetti prodotti naturali. Entrano in campo timolo e acido formico, tuttora
molto utilizzati. All’inizio degli anni ’80 vengono riscoperti coumaphos e amitraz, già usati in agricoltura negli anni ‘40-50. Oggi esistono due prodotti: Perizin (a base di coumaphos) e Apivar (strisce a base di amitraz) ammessi per la lotta alla varroa. Il primo ha però problemi di resistenza in diverse zone del territorio nazionale, per il secondo la resistenza è riconosciuta negli USA e nei Balcani, e si sospetta che il fenomeno sia presente anche da noi. In entrambi i casi, comunque, l’efficacia non è elevatissima.

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 16:26
da benny
La varroa sembra sconfitta a metà degli anni ’80, con la scoperta di altri acidi organici (acido lattico e acido ossalico),del cimiazolo (Apitol), ma in particolare di due piretroidi: flumetrina (Bayvarol) e fluvalinate (Apistan). La caratteristica di quest’ultimi è di essere quasi perfetti: tollerati molto bene dalle api, efficacia elevata e i residui nel miele limitati, tutto ciò anche sia per l’elevata affinità dei principi attivi per i grassi (99% finiva nella cera) sia per i bassi dosaggi sufficienti ad uccidere la varroa. Purtroppo,nel giro di pochi anni, le varroe sono diventate resistenti ai piretroidi, togliendo ogni illusione agli apicoltori che credevano di aver risolto il problema della varroa. L’Apitol è invece un prodotto da usare in assenza di covata ma con temperature sopra ai 10°C, pena la mortalità della api. I due fattori sono raramente coincidenti. Non ci sono dati di efficacia conosciuti. Il prodotto è tra i pochi registrati, tuttavia non viene molto utilizzato.
Tra gli acidi organici, quello che sicuramente ha avuto più fortuna e che oggi viene largamente utilizzato e consigliato da molti Responsabili Veterinari, come trattamento autunnale, è l’acido ossalico. Pur non conoscendone il meccanismo d’azione, si è riscontrata un’efficacia, in assenza di covata, superiore al 90%. Il doppio trattamento viene sconsigliato, specialmente in zone umide dove il prodotto persiste più a lungo, per problemi di mortalità alle api.
Dall’’85 in poi, l’industria farmaceutica non ha prodotto più nulla. Non solo il mercato è economicamente poco
rilevante, ma anche l’abitudine al “fai da tè” degli apicoltori ha disincentivato le multinazionali dal ricercare nuove
molecole.

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 16:35
da benny
Nella lotta alla varroa si é confermato in questi ultimi anni un significativo utilizzo di ApiLifeVar e di altri prodotti a base di timolo, anche se non è mancato il ricorso ad acaricidi tradizionali ammessi e non, tra cui anche il fluvalinate, e questo nonostante i grossi problemi di resistenza manifestati e che già lo avevano messo fuori gioco. Una segnalazione di inefficacia dell’ApiLifeVar, particolarmente preoccupante, è ancora giunta dalla provincia di Como. In questa zona la messa a punto di tempistica e metodologia di lotta a base di timolo é
infatti un patrimonio collettivo condiviso da molte aziende apistiche. Utilizzando prodotti “dolci” (timolo
ed acido ossalico) il livello di efficacia non raggiunge quasi mai percentuali vicine al 100%. E’, quindi,
sufficiente qualora una delle somministrazioni capitali (tampone estivo e trattamento invernale)
non sia effettuata nelle condizioni ottimali, avere incrementi di varroa con danni consistenti anche a
distanza di molto tempo.In seguito alle lamentele espresse nel recente passato da molti apicoltori sull’efficacia del prodotto, sono state condotte prove per verificare da una parte la corrispondenza di quanto evidenziato in
etichetta, dall’altra il grado di efficacia sugli alveari. La prova del peso delle tavolette ha portato a concludere
che il 69% delle stesse rientra nei limiti. Il 31% rimanente era comunque di peso vicino alla
media e, in ogni caso, mai inferiore a quanto indicato dalla casa produttrice. È comunque evidente che
molta importanza assume la conservazione del prodotto: pur essendo le buste sigillate, una cattiva conservazione
del prodotto (al caldo ed in posizione rovesciata) rischia, probabilmente, di comportare delle modifiche alla concentrazione delle tavolette. Prove di efficacia sono state condotte in diverse provincie
(Aosta, Pavia,Asti,Teramo) ed hanno portato a risultati non totalmente concordi ma con un quadro
d’insieme positivo. Nelle prove effettuate dall’Assessorato agricoltura della Valle d’Aosta l’efficacia
media registrata è stata dell’81%; in Lombardia (Apilombardia) e in Abruzzo (Ist. Zooprofilattico dell’Abruzzo
e Molise) dell’88%; in Piemonte (Aspromiele) del 90%. Sembra confermato in tutti i casi che l’azione
del timolo si esplica soprattutto dal secondo trattamento e che l’aspecificità del timolo e l’influenza
di molti fattori ambientali (temperature, forza della famiglia, ecc.) portano a risultati molto
variabili con gap percentuali anche di 38 punti.

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 16:41
da benny
Vita Europe dovrebbe, finalmente, riuscire a portare sul mercato italiano l’Apiguard, acaricida a base di
timolo in gel. Quest’anno la ditta ha messo a disposizione i primi campioni di prodotto. Come per Api-
Life Var, l’efficacia si è dimostrata variabile ma comunque sufficiente. In Lombardia (Apilombardia)
la caduta media è stata del 72%, in Piemonte (Aspromiele) dell’89% etc
Le prove sono state effettuate con due soli trattamenti spalmando il prodotto sopra i favi del nido, a distanza
di una settimana, secondo le indicazioni della casa produttrice. È probabile che un terzo trattamento
possa portare a risultati migliori. Determinante sarà il costo del prodotto che in ogni caso si pone tra i prodotti
utilizzabili per l’apicoltura biologica.
Da tempo, si dibatte e si cerca la migliore formula di acido ossalico per il trattamento autunnale contro la
varroa. È nota l’ipotesi per cui la tossicità dell’acido sulle api possa risultare connessa alla presenza dello
zucchero nella soluzione. Sono state effettuate delle prove dai tecnici di Apilombardia, Aspromiele e dell’Assessorato Agricoltura della Valle d’Aosta per verificare
la differenza di efficacia tra la soluzione 100:1000:1000 (100 g acido ossalico, 1000 g zucchero,
1 l acqua) e la soluzione 80:400:1000 (80 g acido ossalico, 400 g zucchero, 1 l acqua).
I risultati sono contrastanti: con la prima soluzione c’è stata un’efficacia dell’81% in Lombardia, del 93%
in Piemonte e del 96% in Valle d’Aosta; la seconda soluzione ha dato risultati dell’87% in Lombardia,
dell’82% in Piemonte e del 92% in Valle d’Aosta. Notevole interesse ha sollevato la nuova modalità di
somministrazione per evaporazione a caldo (in particolare per l’asserita atossicità per le api e quindi
ripetibilità della somministrazione) su cui si impegneranno le prove di campo nel prossimo autunno.
Quest’anno l’arrivo dello specifico attrezzo non ha consentito l’effettuazione di prove su vasta scala.

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 16:43
da benny
Apedin Vapor
Questo preparato, estratto in alcool di acetosella,echinacea, tuja e spirea, è stato testato dall’Associazione
Produttori Apistici di Padova. I risultati, che hanno una valenza preliminare, sono stati molto
variabili, con valori percentuali dal 32 al 93. Una forchetta di efficacia veramente inaccettabile. Si
può pensare che Apedin Vapor possa rappresentare un discreto trattamento tampone del tampone. Condivisa
da quanti l’hanno provato l’impressione di un buon apporto di “tonicità” alle famiglie. Tuttavia,
oltre alla necessità di effettuare ulteriori sperimentazioni per trovare il momento e la modalità ottimale
di somministrazione, è stata rimarcata una valutazione di costi/benefici a fronte del prezzo del prodotto.
Ipereat
Le prove sono state condotte dall’Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie come preliminari di ulteriori
sperimentazioni. Il lavoro si è svolto in autunno con lo scopo del confronto con il tradizionale intervento
a base di acido ossalico.
I primi risultati mostrano come i due trattamenti siano pressoché intercambiabili con differenze non
significative: 92% dell’ipereat contro il 90% dell’acido ossalico. Al momento non sono state presentate
differenze significative in merito alla tossicità per le api. Una valutazione sulla scarsa competitività, per il
costo della somministrazione, rispetto all’acido ossalico tal quale, è stata condivisa dai partecipanti. L’Istituto
intende proseguire le prove, anche in periodi con presenza di covata.

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 16:51
da benny
Molte sono le tecniche che possono facilitare il controllo della Varroa. Dalla scelta di arnie
adeguate alla sostituzione frequente delle regine (regine giovani depongono meno covata maschile)
alla prevenzione della deriva e del saccheggio. Ma alcune tecniche sono state proprio sviluppate per
la lotta alla Varroa.
Tecniche utili solo per il controllo Varroa
• Telaino trappola di covata maschile
• Blocco della Covata
TELAINO TRAPPOLA DI COVATA MASCHILE
Questa tecnica sfrutta il principio della preferenza che hanno le varroe adulte di riprodursi
all'interno delle celle di covata maschile. Infatti il rapporto esistente tra varroe che preferiscono
covata maschile invece di quella femminile è di 8 a 1.
Si procede inserendo, fin dalla ripresa primaverile, un telaino da nido senza fili e con 5 cm di foglio
cereo a celle femminili saldato nella parte superiore, in prossimità della zona di covata. Le api
costruiranno la parte mancante di favo con cellette maschili. Dopo 10-12 giorni dall'introduzione
del telaino si asporta la covata da fuco che nel frattempo sarà stata opercolata. Si lascia poi
ricostruire la parte di favo da maschi e si continua a distruggere la covata maschile con regolarità
ogni 10-12 giorni. L'operazione d'intrappolamento delle varroe nella covata da fuco si esaurisce
quando all'interno della famiglia si interrompono le attività di costruzione e di allevamento dei
maschi.
TELAINO CAMPERO
È una variante al telaino trappola detto anche telaino indicatore a tre settori (TIT 3).
É un telaino da nido diviso in tre settori verticali da due listarelle. I tre settori vengono lasciati vuoti,
senza foglio cereo e per questo saranno adibiti dalle api a favi da fuchi. Dopo otto giorni le api
avranno costruito dei favi da maschi e si ritaglia la prima sezione di favo, dopo altri sette giorni si
ritaglia la seconda porzione di favo che possiede già numerose celle di covata maschile. Alla terza
settimana si taglia il terzo settore e così si entra nel ciclo di asportazione di covata maschile che
avviene asportando in progressione un settore alla settimana. Rispetto al normale telaino trappola di
covata maschile questo metodo offre in continuazione alla Varroa cellette maschili con larve e
permette quindi un più efficace intrappolamento di questi parassiti.
BLOCCO DELLA COVATA
Il blocco della covata è una tecnica molto efficace ma deve essere eseguita in modo preciso. Si basa
sul confinamento dell’ape regina al fine di ottenere una colonia priva di covata opercolata per poter
eliminare tutta la Varroa con un solo trattamento acaricida. Generalmente il blocco della covata
viene fatto dopo l’ultimo raccolto ma può essere anticipato a due settimane prima del prelievo
degli ultimi melari. Questa operazione non pregiudica in alcun modo la produzione di miele. Ci
sono diverse modalità di confinamento della regina e qui di seguito ne descriveremo due, quello del
confinamento entro una gabbietta inserita in un normale favo del nido e il blocco di covata su favo
orizzontale. L’importante è lasciare ingabbiata o confinata la regina per un periodo sufficientemente
lungo, al fine di poter trattare la colonia in totale assenza di covata opercolata (sia femminile che
maschile) e quindi eliminare tutte le Varroe con una sola applicazione di Acido ossalico
(Apibioxal). Comunque se si sceglie di adottare un particolare metodo si deve seguirlo con
precisione, specialmente per quanto riguarda le tempistiche. Anche in Trentino l’uso del blocco di
covata non compromette la popolosità delle colonie, anzi, permette di ottenere colonie sane e api
longeve, adatte a superare il lungo inverno alpino.

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 16:59
da benny
Tecniche utili anche per la moltiplicazione delle colonie
• Trattamento degli sciami naturali e artificiali (in assenza di covata opercolata)
• Eliminazione della covata opercolata
• Utilizzo del Pacco d’api
TRATTAMENTO DEGLI SCIAMI NATURALI E ARTIFICIALI
· La sciamatura naturale è un evento straordinario e affascinante ma gli apicoltori fanno
giustamente di tutto per evitarla per vari motivi. Comunque, uno sciame naturale catturato
permette una sua sanificazione dalla Varroa, trattandolo con Acido ossalico (Apibioxal)
gocciolato prima che la nuova covata deposta dalla regina sciamata sia opercolata. Inoltre,
fornendo telaini disinfettati e con foglio cereo si otterrà una colonia più sana anche nei
confronti di altre malattie.
· Anche la costituzione di sciami artificiali (detti nuclei) con telaini di covata e scorte permette
di sanificare queste nuove colonie dalla Varroa. Se si lascia alle api la produzione di regine
di sostituzione, prima di avere covata opercolata prodotta dalla nuova regina, passeranno
almeno 25-30 giorni. Quindi, appena la nuova regina avrà iniziato a deporre si procederà ad
effettuare un trattamento con Acido ossalico (Apibioxal) gocciolato.
· Nel caso si desiderasse formare nuovi nuclei mediante l’acquisito di regine fecondate, si può
operare 25-30 giorni prima dell’acquisto delle nuove regine costituendo nuclei orfani e
lasciando alle api produrre regine di sostituzione, trattandoli come nel caso precedente alcuni
giorni dopo le prime deposizioni della nuova regina. Al momento dell’inserimento della
nuova regina acquistata la sua accettazione sarà molto più facile se si sopprime quella di
sostituzione, sempre che non abbia evidenziato caratteristiche positive che ne giustifichino il
mantenimento in apiario.
· Se i nuovi nuclei vengono formati con pacco d’ape e regina fecondata, la sanificazione della
nuova colonia è molto facile, trattandola con Acido ossalico (Apibioxal) gocciolato prima
che la nuova covata sia opercolata.
RIMOZIONE DELLA COVATA OPERCOLATA
È una tecnica molto efficace per eliminare drasticamente la Varroa dalle colonie. Se ci si rende
conto che il livello di infestazione da Varroa è molto alto, è l’unica operazione che permette di
eliminare la Varroa dalla colonia ed al tempo stesso di allontanare la covata molto infestata che
darebbe origine a molte api non sane, soggette a virosi e quindi poco longeve.
· Si applica subito dopo l’ultima raccolta di miele, ma anche prima in casi di grave
infestazione.
· Le colonie in questo modo vengono risanate, trattandole con Acido ossalico (Apibioxal)
gocciolato in assenza di covata opercolata.
· La covata opercolata asportata può essere eliminata (mettendo i favi nella sceratrice o
mediante getto d’acqua) oppure utilizzata per produrre nuovi nuclei.
· Questi nuclei devono essere trasferiti in un apiario isolato per evitare fonti di reinfestazione
e possibilmente trattati con un prodotto da utilizzare in presenza di covata come quelli na
base di Timolo e l’Apistan, per abbattere man mano le varroe uscite dalla covata..
· In caso di grave infestazione i nuclei ottenuti con la covata asportata possono avere una
bassa probabilità di sopravvivenza.
· I nuovi nuclei ottenuti vanno lascati orfani fino alla nascita di tutte la covata, trattati e poi si
inserisce una nuova regina o si lascia quella eventualmente prodotta dalle api.
L’uso della tecnica del pacco d’api per la sanificazione delle api dalla Varroa riunisce i vantaggi ed i pregi della
costituzione di nuove colonie con la tecnica del pacco d’api e della rimozione della covata. Offre
inoltre la possibilità di raddoppiare le proprie colonie oppure di aumentarle di un certo numero ma
anche di mantenere costante la consistenza del proprio apiario

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 17:13
da benny
USO DI PRODOTTI AD AZIONE ACARICIDA
I prodotti ad azione acaricida utilizzati in apicoltura a livello mondiale sono molti, ma solo alcuni
sono permessi dalla legislazione italiana. Occorre sottolineare che i prodotti consentiti dalla
legislazione attuale, se applicati secondo modalità e tempistiche corrette, specialmente in
abbinamento alle tecniche apistiche precedentemente illustrate, sono efficaci e non è giustificato in
alcun modo l’utilizzo di sostanze non autorizzate.
Prodotti ad azione acaricida permessi dalla legislazione italiana:
AMMESSI IN APICOLTURA BIOLOGICA
Acido ossalico: Apibioxal®
Timolo: Apilife VAR®
Thymovar®
Apiguard®
NON AMMESSI IN APICOLTURA BIOLOGICA
Fluvalinate: Apistan®
Amitraz: Apivar®
Relativamente all’Acido formico nessun prodotto a base di questa sostanza è oggi ammesso in
Italia ma sta per esserne registrato uno con formulazione in gel che probabilmente sarà
utilizzabile dalla prossima stagione.

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 17:52
da adolfopercelsi
benny ha scritto:Nella lotta alla varroa si é confermato in questi ultimi anni un significativo utilizzo di ApiLifeVar e di altri prodotti a base di timolo, ..
--da a.p. come la mettiamo con queste molecole naturali elencate dallo stesso mittente signor Benny?

"ho letto testuali parole riguardanti la lotta alla varroa
.."gli Oli essenziali e l'acido formico che sono usati per cercare di controllare la varroa.
Essi sono considerati inefficienti e nello stesso tempo pericolosi."..

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 17:57
da adolfopercelsi
benny ha scritto:Vita Europe dovrebbe, finalmente, riuscire a portare sul mercato italiano l’Apiguard, acaricida a base di
timolo in gel. Quest’anno la ditta ha messo a disposizione i primi campioni di prodotto.
Come per Api-
Life Var, l’efficacia si è dimostrata variabile ma comunque sufficiente.

---
da a.p. altra molecola (olio naturale-timolo)...comunque sufficiente
Mittente di ieri
"ho letto testuali parole riguardanti la lotta alla varroa
.."gli Oli essenziali e l'acido formico che sono usati per cercare di controllare la varroa.
Essi sono considerati inefficienti e nello stesso tempo pericolosi."..

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 18:04
da adolfopercelsi
benny ha scritto:Molte sono le tecniche che possono facilitare il controllo della Varroa.

eliminare tutte le Varroe con una sola applicazione di Acido ossalico (Apibioxal). .
--
da a.p.
anche qui una molecola inefficiente e pericolosa elimina tutte le varroe con una sola applicazione?
--
dal signor Benny
"ho letto testuali parole riguardanti la lotta alla varroa
.."gli Oli essenziali e l'acido formico che sono usati per cercare di controllare la varroa.
Essi sono considerati inefficienti e nello stesso tempo pericolosi."

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 18:13
da adolfopercelsi
benny ha scritto:USO DI PRODOTTI AD AZIONE ACARICIDA

Relativamente all’Acido formico nessun prodotto a base di questa sostanza è oggi ammesso in
Italia ma sta per esserne registrato uno con formulazione in gel che probabilmente sarà
utilizzabile dalla prossima stagione.
--
da a.p.
--Se uno leggesse quanto pubblica l'ing. Pasquale saprebbe che il formico gel MAQS(" pure Molecola pericolosa inefficiente "
è già presente con documentazione nella Home page)
--
http://www.apicoltoremoderno.it/valutaz ... -gel-maqs/

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 20:12
da benny
Apicoltori! Facciamo una seria riflessione:
l’ape è sempre più debole e vulnerabile. La varroa diventa
più fertile e aggressiva. Allora l’obiettivo, per il bene delle
nostre api, è di cercare di potenziare nelle api e nelle regine
le caratteristiche di capacità igienica e resistenza.
L’imperativo sta nel dare primaria importanza all’allevamento,
scartando ciò che va contro la vita dell’alveare

Quindi lo diamo per certo… è una lotta persa in partenza!
Far sparire la varroa dalla faccia della Terra è impensabile.
Si può pensare, più realisticamente, a una convivenza. Ciò potrebbe verificarsi e su questa strada, per certi versi, siamo “un pezzo avanti” ma devono essere tenute a mente alcune sfaccettature.
Le api sono in grado di sviluppare, autonomamente, meccanismi di tolleranza nei confronti di parassiti e patogeni. Alcuni anni fa, un nostro collega svedese portò su un’isola del Mare del Nord un certo numero di colonie di api, libere di sopravvivere o di morire alle infestazioni di varroa. Nel giro di pochi anni, le famiglie che erano sopravvissute se la cavavano benissimo, anche in presenza di varroa.
Una selezione naturale.
Il problema era che queste api non erano adatte all’«apicoltura», nel senso che non producevano abbastanza miele.
Il punto non è trovare una soluzione, quale che sia. Il punto è trovare una soluzione compatibile con le esigenze, non facili, dell’apicoltore. L’apicoltore non può permettersi di perdere le famiglie che non sono abbastanza capaci di tollerare l’acaro, poiché vuole salvare tutte le sue famiglie, di conseguenza applica dei trattamenti per eliminare la varroa. Applicando questi trattamenti, però, sta attuando, suo malgrado, una vera e propria selezione artificiale delle varroe, poiché sta selezionando, tra le varroe presenti nel suo alveare, quelle più “cattive”, quelle cioè che più frequentemente invadono le cellette di covata per riprodursi, sfuggendo al contempo ai classici trattamenti acaricidi.


Auguro un Buon Anno alle amate apine e un Buon 2013 sperando che qualcuno dall'alto faccia qualcosa per salvaguardarle e renderle libere di vivere in pace con se stesse come lo hanno fatto per milioni di anni senza l'incubo dell'uomo che per i propri interessi non sta facendo altro che massacrarli a colpi di trattamenti di varia natura ...Buon Anno Benny and Bee

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 31/12/2012, 21:34
da marcantonio
Benny perché non hai copiato direttamente i link?
Storia della lotta alla varroa
LA VARROASI IN TRENTINO: PIANO PER IL CONTROLLO E PROPOSTE DI INTERVENTO PER IL 2012
La Ricerca parla agli Apicoltori
Tu cosa consigli per aiutare le nostre api?
Buon anno

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 01/01/2013, 11:46
da adolfopercelsi
marcantonio ha scritto:Benny perché non hai copiato direttamente i link?
Storia della lotta alla varroa
LA VARROASI IN TRENTINO: PIANO PER IL CONTROLLO E PROPOSTE DI INTERVENTO PER IL 2012
La Ricerca parla agli Apicoltori
Tu cosa consigli per aiutare le nostre api?
Buon anno
---
da adolfopercelsi
Marcantonio. Buon Anno--Ottima la tua indicazione grafica, che tra l'altro indica la provenienza del testo;
non depressiva come una pagina di numeri telefonici; dotata di immmagini..relax..
ma purtroppo, nonostante le tue domande precise esposte e richieste circa il "protocollo Benny"
ritengo che non "caverai un ragno dal buco"

le sue certezze, sono
ripresentate, se va bene, solo una volta al mese,
nelle ultime proposizioni, diventate sue porta bandiera
--
dal signor Benny
"ho letto testuali parole
riguardanti la lotta alla varroa
.."gli Oli essenziali e l'acido formico che sono usati per cercare di controllare la varroa.
Essi sono considerati inefficienti e nello stesso tempo pericolosi."

. Ma cosa c'entra l'ufficiale positivo materiale inviato con queste sue "testuali parole?"
--
Con tanta..noia
da a.p.

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 03/01/2013, 1:14
da benny
"Non possiamo risolvere un problema continuando a pensare nello stesso modo in cui lo abbiamo creato".


A presto (forse!) Benny and Bee

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 03/01/2013, 13:41
da adolfopercelsi
[quote="benny"]"Non possiamo risolvere un problema continuando a pensare nello stesso modo in cui lo abbiamo creato".
/quote]
da a.p. Sono d'accordo
"Non possiamo risolvere un problema continuando a pensare nello stesso modo..-benny)
ma cosa può interessare una persona che sostiene
lo zero assoluto come trattamenti per le api, di voler presentare un "prodotto" vecchio di tanto tempo fa ?

( 03/05/2.009..!!)
e figurarsi un olio essenziale a base di Noce,Timo e Maggiorana"
addirittura "memorizzatore"
"Prodotto sviluppato in modo che le api lo memorizzino e lo consumino durante l'inverno".

"According to the survey that we have begun for the year 2009 at the moment the difference of swarms and honey production is approximately 65 per cent more in the Beehive fed with Apicomplet"

( "65% in più di miele, se nutrite con.. Apicomplet!)
--
---
"ho letto testuali parole riguardanti la lotta alla varroa
.."gli Oli essenziali e l'acido formico che sono usati per cercare di controllare la varroa.
Essi sono considerati inefficienti e nello stesso tempo pericolosi"(benny)
----
Biostimolante benny
.." naturale basato su oli essenziali di Noce,Timo e Maggiorana, stabilizza a valori ottimali il PH intestinale delle api e le protegge da funghi e batteri. Ha effetto antiossidante e repellente per la Varroa. http://www.apicolturaonline.it/vita-ita ... green.html da benny oggi, 2:31
Argomento: VitafeedGreen
--
Uno sciroppo nutritivo per api che consiste esclusivamente di saccarosio, fruttosio e glucosio.
http://www.bienenfutter.eu/it/Produkte/Apiinvert/
guardate il sito In condizioni ambientali caratterizzate da umidità relativa bassa l'acido ossalico veicolato con lo zucchero non garantisce suffiente efficacia acaricida. da benny oggi, 2:20
-
Forum: Sanità delle api
Argomento: Api-Bioxal
-.."• l'incubo dell'uomo che per i propri interessi non sta facendo altro che massacrarli a colpi di trattamenti di varia natura "...Buon Anno Benny and Bee


.."gli Oli essenziali e l'acido formico che sono usati per cercare di controllare la varroa.
Essi sono considerati inefficienti e nello stesso tempo pericolosi.".
Altra recente ultima ripetizione

"...applica dei trattamenti per eliminare la varroa. Applicando questi trattamenti, però, sta attuando, suo malgrado, una vera e propria selezione artificiale delle varroe,
poiché sta selezionando, tra le varroe presenti nel suo alveare, quelle più “cattive”, quelle cioè che più frequentemente invadono le cellette di covata per riprodursi, sfuggendo al contempo ai classici trattamenti acaricidi.""

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 10/03/2013, 10:48
da benny
Aggiornamento al 10/03/2013

Esistono dei metodi di lotta biologica che utilizzano alcuni patogeni della varroa quali virus o funghi tipo Beauveria e Metharizium che sono ancora in fase di studio...

Un altro tipo di lotta contro la varroa è l'utilizzazione di colonie di api resistenti . Per ottenere questo tipo di ape possono essere sviluppate diverse tecniche:
- la selezione di api sulla base di alcuni caratteri specifici;
- l'utilizzazione di marcatori di selezione;
- l'impiego di api divenute spontaneamente resistenti alla varroa;
I criteri di selezione di api resistenti alla varroa sono stati in parte identificati grazie ai studi condotti su Apis Ceranae che possiede da molto tempo un equilibrio ospite-parassita rispetto alla varroa.
I caratteri ritenuti + appropriati per selezionare le nostre api sono il comportamento di Pulizia, lo specifico comportamento igienico delle api nei confronti della varroa e la capacità delle api di inibirne la riproduzione.
Il comportamento igienico nei confronti della varroa è sviluppato dalle Api operaie, che rintracciano le varroe nelle celle di covata opercolata e distruggono il contenuto della cella stessa, in particolare , la pupa dell'ape e la famiglia di varroe contenuta nella cella.
Questo carattere è stato selezionato con successo dall'equipe di John Harbo e Jeffrey Harris del laboratorio USDA di Botan Rouge negli Stati Uniti.
continua...

Re: Storia della lotta alla Varroa

Inviato: 10/03/2013, 21:35
da adolfopercelsi
benny ha scritto: -----
Aggiornamento al 10/03/2013
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"Esistono dei metodi di lotta biologica che utilizzano alcuni patogeni della varroa quali virus o funghi tipo Beauveria e Metharizium che sono ancora in fase di studio.."".
omissis da adolfopercelsi

Solo una annotazione che non vuole assolutamente essere "offensiva".

Quando uno fa e presenta la sua tesi di Laurea deve assolutamente anche presentare la Bibliografia con tanto di titolo, autore, casa editrice.Se il presidente del gruppo interrogante scopre che la bibliografia si limita alla dicitura
"Aggiornamento al 10/03/2013 " lo rispedisce "a settembre" annotando la cosa sul suo tesserino, al riquadro dei voti
Il signor Benny a cosa si riferisce ?.. a quale data?.. riportata mesi fa?
Ci sarà pure una Rivista da cui ha preso il testo..
Sono certo che ci capiremo
Io ci conto, proprio per stima verso il Forum stesso
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a.p.