Buongiorno a tutti,
credo di poter rispondere ai quesiti posti in quanto pratico l'apicoltura stanziale in due edifici della tipologia descritta, cercherò di esporre l'argomento per punti, spero di essere il più chiaro possibile.
1)L'apiario nordico non esiste solo in Svizzera e in Germania, ma anche in Italia
Il nome tedesco "bienenhaus" significa casa delle api, esiste un termine anche in ladino: "albina".
Questa tipologia di costruzioni è diffusa anche in Italia, nelle vallate dolomitiche, laddove per motivi storici vi è stata un'influenza nordica. Io posseggo due edifici di questo tipo, uno è in foto:
http://goo.gl/maps/vxPr1 .
2)Bienenhaus: la storia antica (prima del 1870)
Queste costruzioni nascono come semplici tettoie isolate, o come tamponature lignee di ballatoi domestici della casa contadina, al cui interno degli scaffali consentivano la posa dei bugni villici in paglia o in tronchi d'albero.
La necessità era quella di proteggere dalla pioggia e dalla neve i bugni,che in seguito sono stati realizzati con cassette di legno, la raccolta del miele avveniva per apicidio, o per castrazione di una porzione di favi.
Queste piccole arnie, potevano essere stipate densamente nell'Albina.
Con il passare del tempo l'edificio si è tipologicamente definito nelle vallate delle Dolomiti. Si tratta di un volume isolato,di pianta rettangolare,il tetto monofalda scarica a nord, le arnie sono poste su scaffalature sovrapposte lungo la facciata sud, l'interno è semplicemente un corridoio di servizio che consente di accedere alle arnie. L'ingresso è su uno dei lati corti e su quello opposto spesso troviamo una finestrella.
Ecco quindi che edificio e arnia sono due cose distinte e separate.
2)Bienenhaus: la storia moderna (dopo il 1870)
Nel 1870, Peter Mitterhofer, cittadino dell'Impero Asburgico, inventa lo smielatore, e con esso si apre la strada dell'apicoltura moderna e dell'utilizzo del telaino.
Le prime arnie con telaini sono le arnie austriache, costituite di un'unico corpo, separato da escludi-regina, i telaini si estraggono dal retro, aprendo un'anta. Questo tipo di arnia era stata studiata per essere utilizzata sulle scaffalature delle bienenhaus, infatti si possono "impilare" una sopra l'altra. Una variante più rara è la costruzione delle arnie fisse nella struttura della casetta (da qui l'equivoco casetta=arnie).
Veniamo ai nostri giorni. La Dadant-Blatt è l'arnia per eccellenza, l'apertura dall'alto obbliga chi utilizza ancora l'Albina o Bienenhaus a lavorare con solo due file di arnie, una posta a terra e una su scaffale ad una quota tale da consentire la posa dei melari e l'estrazione dei telaini.
Una variante introdotta a questi fabbricati è l'aumento della loro profondità, al fine di consentire il deposito dei melari verso la facciata nord.
2)Bienenhaus: pro e contro
Elementi a favore:
-protezione delle arnie da venti freddi, neve e pioggia; un'arnia è praticamente eterna, io posseggo arnie (riadattate con fondo antivarroa) che hanno oltre 50 anni e sono perfette.
-si lavora al coperto e al riparo, le visite primaverili raffreddano meno la covata
-prevenzione dei furti degli alveari
-è esteticamente indubbiamente apprezzabile
-la conduzione dell'apiario è ordinata e le attrezzature sempre ben riposte al riparo
-inserendo un vetro protetto da coperchio in legno sul retro delle arnie, si possono controllare le api anche in inverno, senza raffreddare il glomere
Elementi a sfavore:
-si lavora in spazi "costretti"
-si possono posizionare massimo due melari per arnia, data l'altezza tra le scaffalature (in montagna non è un problema, dato che al massimo le api ne riempiono uno in apicoltura stanziale)
-non si possono spostare liberamente le arnie, dato che lo spazio è vincolato dalla struttura
-l'Albina ha dei costi di costruzione comunque non trascurabili