Allevamento e Selezione, nel 2020 e oltre

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Rob
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Allevamento e Selezione, nel 2020 e oltre

Messaggio da Rob »

mi permetto di buttarvi alcuni concetti su cui potrete ragionare.. vorrei considerare solo la questione strettamente connessa all animale, trascurando il "circo" che creiamo sempre dietro..

Le api per natura si auto-selezionano.. questo è cruciale..

mettendoci le mani, l apicoltore alleva purtroppo anche altro, anche ciò che in natura perirebbe presto.. ma non è un problema per l ape, che lo risolve.. il problema è dell apicoltore che deve capire quanto e fino a quando gli sia conveniente allevare anche quelle api..

fino poco tempo fa si è sempre allevato pensando al breve termine, api produttive oggi ma in affanno domani.. il trend stà cambiando, ma la realtà in apiario purtroppo impone leggi universali e imprescindibili.. anche se sarebbe bello poter allevare solo api forti e resistenti a tutto e super produttrici che non pungono mai e ti fanno il caffè la mattina.. ci si prova, ma la natura vuol dire la sua e ha creato l ape con una peculiare modalità di riproduzione.. la sua forza e il suo tallone d achille allo stesso tempo..

scordiamoci di avere il controllo totale su questa specie.. pur restando bestia è molto, molto differente da altre bestie..

in apiario serve "avere di tutto" perchè è l ape che lo richiede, sarà lei stessa a scegliere le api e le regine e i fuchi da portare avanti.. la nostra premura dovrebbe essere "accompagnarle", piuttosto che incaponirci a selezionare un animale che non può essere selezionato!!

da un certo punto di vista l apicoltura stà vivendo un cambiamento (e ne siam felici) , i nuovi apicoltori stessi son più curiosi ed esigenti, ma presto dovranno fare le loro scoperte.. ovvero che dell ape "non si sa nulla".. è un animale che purtuttavia resta misterioso e ancora stupisce apicoltori di vecchia data.. pertanto prendiamola "easy".. :)

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ciò che si può fare concretamente in apiario è mantenere le figlie di quelle regine che vi manifestano quella caratteristica che voi volete.. e insistere su quelle.. all inizio non serve altro.. è sufficiente e porta grossi vantaggi.. e soddisfazioni..

nel corso delle stagioni il vostro apiario tenderà a far emergere quelle caratteristiche, insieme ad altre, alcune spariranno e altre magari non vi piaceranno.. tutto il pool genetico resta nascosto nel ventre delle madri, non si può creare o eliminare.. o viene a galla o si nasconde un pò.. ma i tratti son sempre e tutti latenti in qualche modo..

col tempo le linee selezionate si "stabilizzano" un pò , ma occorre un lavoro perpetuo perchè non esiste una vera fine della selezione, se le lasciamo poi andare a briglie sciolte riemergeranno caratteri e tratti , ne spariranno alcuni e ne riemergeranno altri.. sempre e per sempre..

tutto questo in che misura? a spanne e molto genericamente , se selezioniamo 30 regine.. 15 figlie saranno molto simili a ciò che cercate, 10 assomiglieranno solo un pò ma nella direzione giusta, 5 si scosteranno dalla vostra selezione e saranno qualcosa che non vi aspettavate o non volevate..

poi serve fecondarle.. tutti i fuchi (quindi tutti i ceppi e le genetiche in un determinato areale) son interessati e si fionderanno a metterci lo zampino .. ogni anno le combinazioni saranno diverse e anche due regine sorelle non possono (in nessun modo) dar vita a due famiglie identiche..

starete selezionando un "pool di caratteristiche" e spesso và bene, ma alcune volte vanno anche scartate..

la "forbice di differenza" di quanto scritto sopra è veramente limitata e labile.. gli spostamenti nelle linee di selezione son davvero minimi, perchè stiamo purtuttavia allevando e selezionando sempre "apis mellifera".. solo un lavoro decennale e più approfondito inizia a dare i frutti, perchè è il tempo necessario all apicoltore per comprendere cosa stà allevando e selezionando..

in verità all ape lasciata a briglie sciolte bastano tre anni , per fondersi e agglomerarsi e venir assorbite all ecotipo già presente in un areale..

pertanto.. diviene difficile perchè l apicoltore non vede le differenze tra i suoi ceppi e linee.. per vedere le differenze di questo tipo serve un occhio bello attento, mente sveglia e tanta, tanta esperienza.. oltretutto nessuno può stabilire a monte quali tratti una regina o un fuco farà emergere.. bisogna testarli sul campo e per farlo servono stagioni, in cui comunque l ape non vi aspetterà, continuerà a spargere prole e fare il suo lavoro.. non si possono "mettere in pausa" o in isolamento per valutarle..

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ci son troppe variabili e purtroppo l apicoltore spesso è latitante su questioni importanti.. non è colpa di nessuno.. è la condizione in cui stiamo, stop. l apicoltura "nasce sempre oggi" per un certo verso..

buona gestione contro buona genetica vince sempre 3 a 1.. perchè l ape si autoseleziona da sola per vivere e "vincere" in un contesto.. invece le buone maniere e le buone prassi ce le dovete mettere voi e sono ciò che fa maggiormente la differenza.. :)

una buona madre in mani tremanti non farà molto.. una madre mediocre in mani sicure avrà successo e produrrà senz altro figlie degne del contesto.. ;)
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