Le api per natura si auto-selezionano.. questo è cruciale..
mettendoci le mani, l apicoltore alleva purtroppo anche altro, anche ciò che in natura perirebbe presto.. ma non è un problema per l ape, che lo risolve.. il problema è dell apicoltore che deve capire quanto e fino a quando gli sia conveniente allevare anche quelle api..
fino poco tempo fa si è sempre allevato pensando al breve termine, api produttive oggi ma in affanno domani.. il trend stà cambiando, ma la realtà in apiario purtroppo impone leggi universali e imprescindibili.. anche se sarebbe bello poter allevare solo api forti e resistenti a tutto e super produttrici che non pungono mai e ti fanno il caffè la mattina.. ci si prova, ma la natura vuol dire la sua e ha creato l ape con una peculiare modalità di riproduzione.. la sua forza e il suo tallone d achille allo stesso tempo..
scordiamoci di avere il controllo totale su questa specie.. pur restando bestia è molto, molto differente da altre bestie..
in apiario serve "avere di tutto" perchè è l ape che lo richiede, sarà lei stessa a scegliere le api e le regine e i fuchi da portare avanti.. la nostra premura dovrebbe essere "accompagnarle", piuttosto che incaponirci a selezionare un animale che non può essere selezionato!!
da un certo punto di vista l apicoltura stà vivendo un cambiamento (e ne siam felici) , i nuovi apicoltori stessi son più curiosi ed esigenti, ma presto dovranno fare le loro scoperte.. ovvero che dell ape "non si sa nulla".. è un animale che purtuttavia resta misterioso e ancora stupisce apicoltori di vecchia data.. pertanto prendiamola "easy"..
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ciò che si può fare concretamente in apiario è mantenere le figlie di quelle regine che vi manifestano quella caratteristica che voi volete.. e insistere su quelle.. all inizio non serve altro.. è sufficiente e porta grossi vantaggi.. e soddisfazioni..
nel corso delle stagioni il vostro apiario tenderà a far emergere quelle caratteristiche, insieme ad altre, alcune spariranno e altre magari non vi piaceranno.. tutto il pool genetico resta nascosto nel ventre delle madri, non si può creare o eliminare.. o viene a galla o si nasconde un pò.. ma i tratti son sempre e tutti latenti in qualche modo..
col tempo le linee selezionate si "stabilizzano" un pò , ma occorre un lavoro perpetuo perchè non esiste una vera fine della selezione, se le lasciamo poi andare a briglie sciolte riemergeranno caratteri e tratti , ne spariranno alcuni e ne riemergeranno altri.. sempre e per sempre..
tutto questo in che misura? a spanne e molto genericamente , se selezioniamo 30 regine.. 15 figlie saranno molto simili a ciò che cercate, 10 assomiglieranno solo un pò ma nella direzione giusta, 5 si scosteranno dalla vostra selezione e saranno qualcosa che non vi aspettavate o non volevate..
poi serve fecondarle.. tutti i fuchi (quindi tutti i ceppi e le genetiche in un determinato areale) son interessati e si fionderanno a metterci lo zampino .. ogni anno le combinazioni saranno diverse e anche due regine sorelle non possono (in nessun modo) dar vita a due famiglie identiche..
starete selezionando un "pool di caratteristiche" e spesso và bene, ma alcune volte vanno anche scartate..
la "forbice di differenza" di quanto scritto sopra è veramente limitata e labile.. gli spostamenti nelle linee di selezione son davvero minimi, perchè stiamo purtuttavia allevando e selezionando sempre "apis mellifera".. solo un lavoro decennale e più approfondito inizia a dare i frutti, perchè è il tempo necessario all apicoltore per comprendere cosa stà allevando e selezionando..
in verità all ape lasciata a briglie sciolte bastano tre anni , per fondersi e agglomerarsi e venir assorbite all ecotipo già presente in un areale..
pertanto.. diviene difficile perchè l apicoltore non vede le differenze tra i suoi ceppi e linee.. per vedere le differenze di questo tipo serve un occhio bello attento, mente sveglia e tanta, tanta esperienza.. oltretutto nessuno può stabilire a monte quali tratti una regina o un fuco farà emergere.. bisogna testarli sul campo e per farlo servono stagioni, in cui comunque l ape non vi aspetterà, continuerà a spargere prole e fare il suo lavoro.. non si possono "mettere in pausa" o in isolamento per valutarle..
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ci son troppe variabili e purtroppo l apicoltore spesso è latitante su questioni importanti.. non è colpa di nessuno.. è la condizione in cui stiamo, stop. l apicoltura "nasce sempre oggi" per un certo verso..
buona gestione contro buona genetica vince sempre 3 a 1.. perchè l ape si autoseleziona da sola per vivere e "vincere" in un contesto.. invece le buone maniere e le buone prassi ce le dovete mettere voi e sono ciò che fa maggiormente la differenza..
una buona madre in mani tremanti non farà molto.. una madre mediocre in mani sicure avrà successo e produrrà senz altro figlie degne del contesto..


