Un consiglio pratico..
Inviato: 08/07/2025, 19:48
..sempre premesso che gli apiari e i climi italiani son molti e molto diversi.. che le apicolture e le teste idem.. pertanto prendere "alla leggera".. 
la varroa è sempre presente.. all apicoltore non deve interessare "quanta".. l apicoltore deve solo monitorare la situazione..
si potrebbe fare in questo modo, molto semplice, costo zero, sicuro e certo.. : osservare queste poche cose vi aiuterà a capire in che "direzione state andando" , per quanto riguarda l infestazione e la pressione che esercita sul ricambio di api vive..
perchè in sostanza la varroa diminuisce il ricambio di api vive..
-osservare la caduta naturale
-osservare le api nuove nate
-osservare lo stato della covata
-osservare le varroe sul dorso delle api
ci vogliono dei segnali seriamente preoccupanti su almeno due o tre punti che ho elencato.. oppure a mio avviso l ipotetico alveare in questione non ha necessità di essere trattato a breve..
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per far si che un alveare (presumiamo trattato oggi) muoia e collassi per la varroa , ci vorranno delle stagioni.. stagioni di accumulo e incuria.. è inverosimile che un alveare muoia in pochi mesi..
(ciò che invece muore in breve ha problemi pregressi non risolti)
pertanto.. un trattamento fatto secondo le giuste direttive ha risultati più che accettabili e largamente sufficienti..
è sacrosanto e doveroso trattare ogni anno (condivisibile o meno oltretutto obbligatorio), ma ci si deve andare cauti, i prodotti che si usano non sono un toccasana.. se avrete la pazienza, ci son metodi ben più "ecologici" (ed economici!) per garantire una degna caduta di acari e dormire sonni tranquilli..
contrariamente oggi "ci si inventa" , perlopiù.. le asl e i professionisti del settore hanno già indicato la via.. basta insistere dai..
amici fidatevi.. la paura della varroa fa i danni maggiori..
la varroa è sempre presente.. all apicoltore non deve interessare "quanta".. l apicoltore deve solo monitorare la situazione..
si potrebbe fare in questo modo, molto semplice, costo zero, sicuro e certo.. : osservare queste poche cose vi aiuterà a capire in che "direzione state andando" , per quanto riguarda l infestazione e la pressione che esercita sul ricambio di api vive..
perchè in sostanza la varroa diminuisce il ricambio di api vive..
-osservare la caduta naturale
-osservare le api nuove nate
-osservare lo stato della covata
-osservare le varroe sul dorso delle api
ci vogliono dei segnali seriamente preoccupanti su almeno due o tre punti che ho elencato.. oppure a mio avviso l ipotetico alveare in questione non ha necessità di essere trattato a breve..
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per far si che un alveare (presumiamo trattato oggi) muoia e collassi per la varroa , ci vorranno delle stagioni.. stagioni di accumulo e incuria.. è inverosimile che un alveare muoia in pochi mesi..
(ciò che invece muore in breve ha problemi pregressi non risolti)
pertanto.. un trattamento fatto secondo le giuste direttive ha risultati più che accettabili e largamente sufficienti..
è sacrosanto e doveroso trattare ogni anno (condivisibile o meno oltretutto obbligatorio), ma ci si deve andare cauti, i prodotti che si usano non sono un toccasana.. se avrete la pazienza, ci son metodi ben più "ecologici" (ed economici!) per garantire una degna caduta di acari e dormire sonni tranquilli..
contrariamente oggi "ci si inventa" , perlopiù.. le asl e i professionisti del settore hanno già indicato la via.. basta insistere dai..
amici fidatevi.. la paura della varroa fa i danni maggiori..