Trattamento con zolfo per stoccaggio in magazzino dei favi
Inviato: 01/01/2025, 15:06
Buon giorno e buon 2025 a tutti i colleghi.
generalmente uso congelare i telai che voglio utilizzare nell'annata successiva. per motivi di spazio non ho più a disposizione il congelatore, per cui devo ripiegare su un altro metodo.
la mia idea è di poter arrivare ad utilizzare un sistema ben bilanciato per poter permettere alle api di non essere "disturbate" troppo dal mio intervento. sono dell' idea che si possa assolutamente fare apicoltura senza ricorrere a sciroppi, canditi, antibiotici etc etc.
ora mi trovo ad un bivio sulla mia strada. perchè da una parte non voglio "sprecare" preziose risorse e materiale biologico, dall'altro lato, non mi sento di lasciare al caso la loro salute, facendo magari errori stupidi.
ora vi descrivo il problema:-
ho intenzione di usare il metodo con lo zolfo, adeguandomi ovviamente alle precauzioni per la salute.
ho delle perplessità riguardo il miele contenuto nei favi.li ritiro mano a mano, mentre sto stringendo le api per l'inverno.
la maggior parte dei favi da nido è al sicuro in congelatore.
ne ho alcuni che non posso inserire per motivi di spazio.
vorrei comunque poterli utilizzare successivamente, facendo appunto il trattamento per la tarma.
la tarma in questione è Achoria grisella, e dopo 4-5 settimane che sono in magazzino ho iniziato a vedere polverina nelle celle, celle chiuse dalla seta(che tuttavia a volte possono essere o contenere dei ragnetti, come è già capitato), sul fondo dl contenitore ho eliminato un paio di bruchi che ho trovato.
nei suddetti favi sono presenti delle corone di miele ben sviluppate e su alcuni c'è miele anche non opercolato. pochissimo polline. se non zero.
purtroppo ora come non ho la disponibilità economica per permettermi un asciugatore, e vivendo letteralmente sopra la palude, il mio problema più grande che ho riscontrato è: l' umidità.
un po' del miele che ho raccolto non era opercolato, e a distanza di 5 mesi, sono comparse delle bollicine sul fondo, suppongo dovute ad un inizio di fermentazione. (non è stato mescolato insieme al miele completamente opercolato dalle api.)
il problema si ripresenta sulla situazione dei favi da nido, per cui mi trovo con dell'ottimo miele opercolato, e sullo stesso favo anche miele aperto. ho deciso di non mischiarlo a quello chiuso per evitare di rovinare tutto il raccolto.
dopo i melari avevo intenzione di smielarmi anche i favi da nido per utilizzare il miele come nutrimento, come sostituto del candito o dello sciroppo.
tuttavia so che molti sconsigliano di usare miele per via che scatena saccheggi pazzi e potrebbe avvenire una contaminazione "incrociata" dalle patologie, rischiando di compromettere alveari sani. so che ci sono molte opinioni simili e contrastanti..
io penso anche che con le dovute accortezze è possibile nutrire con miele senza rischiare di arrecare danni gravi.
giustamente però ci sono dei fattori che forse devo tener conto maggiormente per fare questo tipo di operazione:
temperature e umidità.
nutrire con miele se fa troppo freddo è controproducente e si rischia che le api non riescano ad accedere al nutrimento.
se il miele fermenta sconsigliano di restituirlo per via che possono "stare male".
per cui la soluzione che ho pensato io è quella di utilizzare al meglio e più possibile le risorse datemi dalle api, i favi con le scorte.
ora venendo al dunque: (premetto che sono considerazioni fatte secondo l'intuito e senza informazioni adeguate e complete.)
per questo esperimento ho utilizzato 5 favi avanzati, li ho chiusi all'interno di una scatola di plastica.
i favi sono all'interno da circa un paio di mesi, ma in queste ultime 2 settimane sta iniziando una sorta di "patina" bianca all'interno delle celle. e in alcune c'è anche un inizio di muffa bianca.
so che in piccole quantità la muffa si forma naturalmente all'interno dell'alveare, soprattutto in cattive condizioni di areazione e appunto di umidità.
durante l'ultima visita, per il trattamento invernale ( lo ho fatto il 25 dic, con 13.5 gradi, gocciolato leggermente intiepidito) ho notato che si stava formando della muffa nei punti in cui l'arnia è vuota e non presidiata. tuttavia non sono preoccupato per il momento, perché dovrebbero essere in grado di "gestirla".
e più o meno la stessa situazione è sui favi prelevati che ho descritto poco fa. (Allego foto questa sera)
non vorrei che le tarme distruggessero i favi che tengo in magazzino, e poi passassero ai melari.
Ora la mia domanda è: posso fare il trattamento con lo zolfo nonostante sia presente miele senza opercoli?
causerei dei danni alle api se dovessero nutrirsi?
il gas penetra attraverso gli opercoli?
secondo voi con qualche accortezza in più, posso continuare con questo metodo di approccio?
ringrazio per la prima sfilza di risposte e, aggiungo, non preoccupatevi di darmi qualche tirata d'orecchi se serve. anzi sicuramente serve!
in ultima, il mio sogno e obbiettivo è poter permettere di fare apicoltura senza varroa e/o parassiti, arrivando ad un equilibrio naturale per il quale possiamo proteggere, sostenere e condividere il magnifico "dono" della natura quali sono le nostre api.
Ciao!!!
generalmente uso congelare i telai che voglio utilizzare nell'annata successiva. per motivi di spazio non ho più a disposizione il congelatore, per cui devo ripiegare su un altro metodo.
la mia idea è di poter arrivare ad utilizzare un sistema ben bilanciato per poter permettere alle api di non essere "disturbate" troppo dal mio intervento. sono dell' idea che si possa assolutamente fare apicoltura senza ricorrere a sciroppi, canditi, antibiotici etc etc.
ora mi trovo ad un bivio sulla mia strada. perchè da una parte non voglio "sprecare" preziose risorse e materiale biologico, dall'altro lato, non mi sento di lasciare al caso la loro salute, facendo magari errori stupidi.
ora vi descrivo il problema:-
ho intenzione di usare il metodo con lo zolfo, adeguandomi ovviamente alle precauzioni per la salute.
ho delle perplessità riguardo il miele contenuto nei favi.li ritiro mano a mano, mentre sto stringendo le api per l'inverno.
la maggior parte dei favi da nido è al sicuro in congelatore.
ne ho alcuni che non posso inserire per motivi di spazio.
vorrei comunque poterli utilizzare successivamente, facendo appunto il trattamento per la tarma.
la tarma in questione è Achoria grisella, e dopo 4-5 settimane che sono in magazzino ho iniziato a vedere polverina nelle celle, celle chiuse dalla seta(che tuttavia a volte possono essere o contenere dei ragnetti, come è già capitato), sul fondo dl contenitore ho eliminato un paio di bruchi che ho trovato.
nei suddetti favi sono presenti delle corone di miele ben sviluppate e su alcuni c'è miele anche non opercolato. pochissimo polline. se non zero.
purtroppo ora come non ho la disponibilità economica per permettermi un asciugatore, e vivendo letteralmente sopra la palude, il mio problema più grande che ho riscontrato è: l' umidità.
un po' del miele che ho raccolto non era opercolato, e a distanza di 5 mesi, sono comparse delle bollicine sul fondo, suppongo dovute ad un inizio di fermentazione. (non è stato mescolato insieme al miele completamente opercolato dalle api.)
il problema si ripresenta sulla situazione dei favi da nido, per cui mi trovo con dell'ottimo miele opercolato, e sullo stesso favo anche miele aperto. ho deciso di non mischiarlo a quello chiuso per evitare di rovinare tutto il raccolto.
dopo i melari avevo intenzione di smielarmi anche i favi da nido per utilizzare il miele come nutrimento, come sostituto del candito o dello sciroppo.
tuttavia so che molti sconsigliano di usare miele per via che scatena saccheggi pazzi e potrebbe avvenire una contaminazione "incrociata" dalle patologie, rischiando di compromettere alveari sani. so che ci sono molte opinioni simili e contrastanti..
io penso anche che con le dovute accortezze è possibile nutrire con miele senza rischiare di arrecare danni gravi.
giustamente però ci sono dei fattori che forse devo tener conto maggiormente per fare questo tipo di operazione:
temperature e umidità.
nutrire con miele se fa troppo freddo è controproducente e si rischia che le api non riescano ad accedere al nutrimento.
se il miele fermenta sconsigliano di restituirlo per via che possono "stare male".
per cui la soluzione che ho pensato io è quella di utilizzare al meglio e più possibile le risorse datemi dalle api, i favi con le scorte.
ora venendo al dunque: (premetto che sono considerazioni fatte secondo l'intuito e senza informazioni adeguate e complete.)
per questo esperimento ho utilizzato 5 favi avanzati, li ho chiusi all'interno di una scatola di plastica.
i favi sono all'interno da circa un paio di mesi, ma in queste ultime 2 settimane sta iniziando una sorta di "patina" bianca all'interno delle celle. e in alcune c'è anche un inizio di muffa bianca.
so che in piccole quantità la muffa si forma naturalmente all'interno dell'alveare, soprattutto in cattive condizioni di areazione e appunto di umidità.
durante l'ultima visita, per il trattamento invernale ( lo ho fatto il 25 dic, con 13.5 gradi, gocciolato leggermente intiepidito) ho notato che si stava formando della muffa nei punti in cui l'arnia è vuota e non presidiata. tuttavia non sono preoccupato per il momento, perché dovrebbero essere in grado di "gestirla".
e più o meno la stessa situazione è sui favi prelevati che ho descritto poco fa. (Allego foto questa sera)
non vorrei che le tarme distruggessero i favi che tengo in magazzino, e poi passassero ai melari.
Ora la mia domanda è: posso fare il trattamento con lo zolfo nonostante sia presente miele senza opercoli?
causerei dei danni alle api se dovessero nutrirsi?
il gas penetra attraverso gli opercoli?
secondo voi con qualche accortezza in più, posso continuare con questo metodo di approccio?
ringrazio per la prima sfilza di risposte e, aggiungo, non preoccupatevi di darmi qualche tirata d'orecchi se serve. anzi sicuramente serve!
in ultima, il mio sogno e obbiettivo è poter permettere di fare apicoltura senza varroa e/o parassiti, arrivando ad un equilibrio naturale per il quale possiamo proteggere, sostenere e condividere il magnifico "dono" della natura quali sono le nostre api.
Ciao!!!