Andrea Valvecchia ha scritto: 10/11/2024, 6:39
e la mattina....? Quando do il melario da pulire lo lascio qualche giorno, e per toglierlo uso l'apiscampo, in questo contesto cosa cambia se lo metto di giorno o di notte?
Hai toccato un punto molto interessante, che riguarda la gestione dei melari.
Il concetto che voglio sottolineare è che restituire pochi melari alle api può essere fatto anche di giorno senza troppi problemi, ma quando si tratta di restituire centinaia di melari, la situazione cambia completamente. In un contesto del genere, la scelta tra lavorare di giorno o di notte può influire significativamente sulla riuscita del lavoro e sulla tranquillità delle famiglie.
In generale, l’uso dell'apiscampo è una tecnica efficace per facilitare l’operazione di smielatura o di pulizia dei telaini, ma la tempistica può fare la differenza. Se lavori di giorno, le api sono molto più attive e possono essere più aggressive, soprattutto se l'apiscampo non è sufficiente a sigillare completamente l'entrata. In questa situazione, potresti incontrare una maggiore difficoltà a gestire le api, che, sentendo l'attività, tendono a "difendere" l’ingresso, creando confusione o stress per le famiglie.
Operare di notte, invece, ha il vantaggio di avere un alveare più tranquillo, con tutte le api all'interno e meno possibilità di aggressività. In questo modo, l’apicoltore può lavorare più serenamente, riducendo il rischio di ferite da puntura o di stress per le api. Di notte, inoltre, la possibilità di “sacrificare” una parte dell'attività della famiglia (come il movimento e la difesa dell'alveare) è minore, dato che le api sono meno attive e l'operazione può essere più fluida.
Nel caso di un apicoltore che gestisce un numero elevato di alveari, come nel caso di 200 melari da restituire in una sola volta, lavorare durante il giorno potrebbe risultare molto più impegnativo e stressante per le api. Se si inseriscono i melari durante il giorno, in mezzo alla normale attività delle api, si rischia di incorrere in due problemi principali:
Saccheggio tra famiglie: Le api che sentono la presenza di melari pieni di miele possono essere tentate di saccheggiare, creando confusione e agitazione. Questo accade soprattutto se i melari non sono ben sigillati e l'odore del miele è troppo forte. Se gli alveari sono vicini l’uno all’altro, le api possono essere attratte dal miele e causare vere e proprie "battaglie" tra famiglie.
Maggiore attività e stress: La presenza delle api attive e in volo può aumentare la difficoltà di operare, soprattutto quando si devono spostare tanti melari in una giornata. L’operazione diventa più lenta e stressante, con il rischio che alcune api vengano ferite o che l’apiario nel suo complesso diventi più agitato.
Lavorando di notte, quando le api sono meno attive, non solo il rischio di saccheggio diminuisce, ma l'intero processo diventa più rapido e meno complicato. Le api sono più tranquille, e anche se la gestione di tanti melari può comunque essere un lavoro fisico impegnativo, si riducono di molto i disagi. Le api saranno meno inclini a difendere l'alveare, e la traslocazione dei melari avverrà in un ambiente meno turbolento.
Credo che, nel caso di un apicoltore con tanti alveari, la gestione strategica dei melari sia fondamentale. La differenza tra farlo di giorno e farlo di notte non è solo legata al comportamento delle api, ma anche all’efficienza dell'apicoltore stesso. Se si ha la possibilità di lavorare di notte, l'operazione diventa sicuramente meno stressante e più veloce, e anche l’apiario ne guadagna in tranquillità. È anche un approccio che preserva la salute delle api, riducendo l'agitazione che potrebbe compromettere la loro produttività a lungo termine.
In definitiva, sebbene l'operazione di restituire i melari possa essere fatta in qualsiasi momento della giornata, di notte offre senza dubbio dei vantaggi in termini di serenità dell'alveare e di velocità del lavoro. Se un apicoltore ha tanti alveari da gestire, la notte è probabilmente il momento migliore per lavorare in modo più efficiente e meno invasivo.