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Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 05/11/2024, 15:40
da IgorPaoletti
Buonasera a tutti , ho cercato argomenti simili ma non ho trovato niente , forse non riesco ancora bene ad orientarmi nelle varie sezioni ...
Comunque ... ho tardato a togliere il melario ad una famiglia molto forte e mi sono ritrovato una decina di kg di melata imprevista .
Ne ho già raccolta e invasettata altrettanta e mi chiedevo se meritasse più renderla alle api per l'inverno via via che serve invece di farne ancora altri vasetti .
Credo di aver letto da qualche parte che il miele non si rende alle api ma non ho capito bene perché ... in pratica ho almeno sei telaini da melario pieni zeppi tutti ben opercolati che mi è stato consigliato di congelare e rimettere a dicembre o gennaio nel nido .
Grazie per un consiglio e saluti a tutti .

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 05/11/2024, 19:43
da Marianna
Intanto, provo a risponderti io mentre aspettiamo il parere degli esperti dell'apicoltura. I favi opercolati possono essere tranquillamente restituiti alle api, mentre il miele smielato non va dato tramite il nutritore esterno, specialmente se diluito in acqua, poiché il suo profumo potrebbe scatenare saccheggi e c'è il rischio di trasmettere malattie."

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 05/11/2024, 20:18
da Ortega
Voglio ampliare le informazioni che ti ha dato Marianna. In effetti, la questione del miele diluito in acqua come nutrimento per le api in inverno è più complessa di quanto possa sembrare a prima vista.

Quando si somministra miele diluito in acqua alle api, c'è sempre il rischio che questo attiri api di altre colonie, causando fenomeni di saccheggio. Il profumo del miele, anche se diluito, è molto forte e può essere percepito dalle api di altre colonie nelle vicinanze. Se le api di una colonia estranea percepiscono la presenza di miele, potrebbero invadere l'arnia per rubarlo, mettendo in pericolo la colonia che lo ha ricevuto. Il saccheggio può causare stress alle api, indebolirle e persino portare alla distruzione della colonia.

Se proprio si vuole somministrare questo nutrimento, è fondamentale farlo in modo discreto. Si possono usare contenitori per l'alimentazione che impediscano l'accesso alle api esterne (come i nutritori a tasca), in modo che solo le api della colonia possano accedervi. Inoltre, è consigliabile somministrare miele naturale in piccole quantità o, se proprio necessario, alimentazione liquida solo quando la colonia è ben protetta da eventuali invasioni esterne.

Un altro punto critico è il rischio di trasmissione di malattie, che non va mai sottovalutato. Se si utilizza miele proveniente da una colonia diversa, soprattutto se non si è certi della sua salute o se potrebbe contenere patogeni, si corre il rischio di trasferire malattie alla colonia che riceve il miele. Tra i principali rischi ci sono malattie come il Nosema, che potrebbero essere trasmesso attraverso il cibo contaminato.

Per minimizzare questi rischi, non bisogna mai somministrare miele proveniente da un'altra colonia, soprattutto se non se ne conosce la storia sanitaria, per evitare di introdurre malattie. Se si desidera fornire alle api delle riserve alimentari, è sempre preferibile somministrare zucchero sciolto in acqua, piuttosto che miele proveniente da altre colonie.

Inoltre, è fondamentale evitare di diluire miele commerciale o di dubbia provenienza, poiché questa non è una pratica sicura né per la salute delle api, né per prevenire saccheggi o trasmissione di malattie.

Se bisogna nutrire le api e si vogliono evitare i problemi descritti, una pratica più sicura è quella di somministrare una soluzione di zucchero sciolto in acqua (sciroppo di zucchero), che può essere utilizzata come nutrimento invernale. Questo non ha il profumo del miele, quindi non stimola i saccheggi, e inoltre non comporta il rischio di trasmissione di malattie, a patto che venga preparato in modo igienico. Può essere somministrato alle api utilizzando i comuni nutritori in commercio.

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 05/11/2024, 21:12
da IgorPaoletti
Grazie mille intanto per queste risposte , pensavo di fare una cosa più semplice tipo mettere un paio di telaini del melario nei nidi per ogni arnia (ne ho tre) appena riscontrata una eventuale necessità di nutrimento per le api .
Come fanno in sostanza da sole ...
Grazie mille

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 05/11/2024, 22:22
da Clio
IgorPaoletti ha scritto: 05/11/2024, 15:40 Buonasera a tutti , ho cercato argomenti simili ma non ho trovato niente , forse non riesco ancora bene ad orientarmi nelle varie sezioni ...
Comunque ... ho tardato a togliere il melario ad una famiglia molto forte e mi sono ritrovato una decina di kg di melata imprevista .
Ne ho già raccolta e invasettata altrettanta e mi chiedevo se meritasse più renderla alle api per l'inverno via via che serve invece di farne ancora altri vasetti .
Il miele di melata è un prodotto che le api raccolgono dagli alberi (come querce o pini) ed è molto diverso dal nettare che prelevano dai fiori. Di solito è più denso e scuro rispetto al miele di fiore e ha un sapore più forte, che alcune persone potrebbero non apprezzare quanto il miele di fiori. Anche se le api lo raccolgono e lo conservano.

la melata non è l'ideale per nutrirle durante l'inverno, :sad: poiché può causare problemi digestivi e le api fanno fatica a utilizzare le riserve in modo efficace. Questo accade perché il miele di melata contiene una quantità maggiore di sostanze difficili da digerire per le api rispetto al miele di fiori. Tali sostanze si accumulano nell'intestino e nell'ampolla rettale delle api, rendendo la digestione meno efficiente.

In pratica, le api che consumano melata possono avere difficoltà digestive e potrebbero essere più vulnerabili a malattie intestinali, come il Nosema, che si sviluppa più facilmente quando le api non riescono a digerire correttamente il cibo. Essendo più densa e contenente più minerali e impurità rispetto al miele di fiore, la melata è più difficile da metabolizzare per le api, specialmente durante l'inverno, quando il loro metabolismo è già rallentato.

Inoltre, la melata ha un contenuto di fruttosio più elevato rispetto al miele di fiori, il che può peggiorare la situazione :hurted: se le api non riescono a metabolizzarlo correttamente.
IgorPaoletti ha scritto: 05/11/2024, 15:40 Credo di aver letto da qualche parte che il miele non si rende alle api ma non ho capito bene perché ... in pratica ho almeno sei telaini da melario pieni zeppi tutti ben opercolati che mi è stato consigliato di congelare e rimettere a dicembre o gennaio nel nido .
Grazie per un consiglio e saluti a tutti .
Come hai detto, un buon metodo per conservare i telaini contenenti la melata che non intendi dare alle api è congelarli. In questo modo, potrai utilizzarli successivamente in primavera, quando le api sono più attive e riescono a digerirla meglio.

Congelare i telaini, infatti, ha anche il vantaggio di eliminare eventuali parassiti o uova di insetti che potrebbero essere presenti nel miele o nei favi, riducendo così il rischio di infestazioni da acari o altri parassiti. :) In questo modo, quando deciderai di rimettere i telaini nel nido, a gennaio o febbraio, il miele sarà più sicuro per le api, e le riserve saranno protette senza interferire con la gestione della colonia durante il periodo freddo.

A gennaio o febbraio, quando le api saranno in grado di fare facilmente il volo di purificazione grazie alle temperature più elevate, il miele sarà pronto :ya: per essere consumato senza problemi.

Quando sarà il momento di rimettere i telaini nell'alveare, scongelali lentamente a temperatura ambiente, evitando sbalzi termici rapidi che potrebbero danneggiare il miele.

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 06/11/2024, 7:12
da fabio
IgorPaoletti ha scritto: 05/11/2024, 21:12 Grazie mille intanto per queste risposte , pensavo di fare una cosa più semplice tipo mettere un paio di telaini del melario nei nidi per ogni arnia (ne ho tre) appena riscontrata una eventuale necessità di nutrimento per le api .
Come fanno in sostanza da sole ...
Grazie mille
Il miele di edera può essere dato alle api, ma non come nutrimento per l'inverno. Ti consiglio di utilizzarlo alla fine dell'inverno basta graffiare gli opercoli e mettere i telaini con il miele oltre il diaframma interno. In questo modo, il miele di edera non solo fornirà una riserva nutrizionale, ma agirà anche come stimolante per le api, favorendo la ripresa della covata e l'attività all'inizio della primavera.

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 06/11/2024, 9:51
da IgorPaoletti
Grazie mille a tutti per le spiegazioni ed i consigli super preziosi .
Se mi entrano nel congelatore (cinghiale permettendo
:aureola: :aureola: ) procedo allo stoccaggio fino a gennaio e poi lo rendo alle famiglie .
Ciao :ave:

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 08/11/2024, 20:41
da Andrea Valvecchia
ma quindi per le stesse ragioni è da evitare anche la pratica del ridare alle api i telai smielati da ripulire?

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 09/11/2024, 5:16
da Ortega
Sì, :sad: il principale rischio nel restituire i melari smielati alle api è il saccheggio da parte di altre colonie, che può verificarsi quando le api percepiscono l'odore del miele residuo nei telai.
Il saccheggio non solo comporta la perdita del miele, ma può anche introdurre malattie nell’alveare, poiché le api che saccheggiano un altro alveare potrebbero trasportare con sé agenti patogeni, come batteri o virus, contaminando la colonia che sta subendo il saccheggio.
Questo rischio :shh: è particolarmente elevato quando le colonie sono già indebolite o stressate da fattori esterni, come la scarsità di cibo o condizioni climatiche sfavorevoli.

Per ridurre il rischio :construction: di saccheggio, è consigliabile restituire i melari smielati alle api durante l'imbrunire o di notte, quando le api sono meno attive. Inoltre, la temperatura più bassa riduce ulteriormente l'attività delle api, abbassando il rischio di saccheggio.

In sintesi, la restituzione dei melari smielati alle api è possibile, :idea: ma deve essere pianificata con attenzione, tenendo conto non solo della protezione del miele, ma anche della salute della colonia."

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 09/11/2024, 20:03
da ciocca956
Ortega ha scritto: 05/11/2024, 20:18 ...........................................

Un altro punto critico è il rischio di trasmissione di malattie, che non va mai sottovalutato. Se si utilizza miele proveniente da una colonia diversa, soprattutto se non si è certi della sua salute o se potrebbe contenere patogeni, si corre il rischio di trasferire malattie alla colonia che riceve il miele. Tra i principali rischi ci sono malattie come il Nosema, che potrebbero essere trasmesso attraverso il cibo contaminato.

Per minimizzare questi rischi, non bisogna mai somministrare miele proveniente da un'altra colonia, soprattutto se non se ne conosce la storia sanitaria, per evitare di introdurre malattie. Se si desidera fornire alle api delle riserve alimentari, è sempre preferibile somministrare zucchero sciolto in acqua, piuttosto che miele proveniente da altre colonie.
..........................................
Stavolta faccio il bastian contrario: per prima cosa direi che nessuno da alle proprie api miele proveniente da chissà dove anche se acquistato al supermercato. Se qualcuno lo fa è meglio che smetta di fare l'apicoltore.
Moltissimi, io compreso, danno il miele di una propria famiglia ad un'altra propria. Lo si fa salassando una famiglia per rinforzarne un'altra; lo si fa mettendo un telaino di covata fresca in una famiglia orfana oppure spostando delle scorte da una famiglia che ne ha tante in una scarsa.
Inoltre io ho sempre sentito dire e letto che tutte le famiglie sono più o meno infestate dalle spore di tutte le malattie esistenti in quanto ormai sono tutte endemiche per cui tutte le famiglie di un apiario sono grosso modo nelle stesse condizioni sanitarie e se sono forti e ben trattate riescono a fare in modo di non acutizzare un patogeno o addirittura a guarire se in qualche caso questo alza la testa. Non parlo delle pesti che queste quando si manifestano è tardi e la cura migliore è la soppressione della famiglia e se necessario l'intero apiario.
Pertanto dare telaini di miele di una propria famiglia ad un'altra propria è una prassi che a mio avviso non comporta particolari controindicazioni. Poi non dare alle api da pulire i telaini smielati è da pazzi. Come si pensa allora di pulirli e di evitare la formazione di muffe dato che passano diversi mesi dall'ultima smielatura e la stagione successiva?

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 10/11/2024, 6:35
da Andrea Valvecchia
Ah io ho chiesto con molto stupore perché il 100 per cento degli apicoltori con cui ho parlato, anche di grande esperienza, mi guardano come un matto se gli dico di non ridare il miele alle api.... non parliamo di far ripulire i telai che altrimenti appunto si coprono di muffa.
Ma questo è il fascino dell apicoltura: tutto e il contrario di tutto.
Saccheggi mai avuti, le mie api sono sane, le famiglie sempre molto numerose... io proseguo con la pratica.

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 10/11/2024, 6:39
da Andrea Valvecchia
Ortega ha scritto: 09/11/2024, 5:16
Per ridurre il rischio :construction: di saccheggio, è consigliabile restituire i melari smielati alle api durante l'imbrunire o di notte, quando le api sono meno attive. Inoltre, la temperatura più bassa riduce ulteriormente l'attività delle api, abbassando il rischio di saccheggio.
e la mattina....? Quando do il melario da pulire lo lascio qualche giorno, e per toglierlo uso l'apiscampo, in questo contesto cosa cambia se lo metto di giorno o di notte?

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 10/11/2024, 8:07
da Ortega
ciocca956 ha scritto: 09/11/2024, 20:03 Stavolta faccio il bastian contrario: per prima cosa direi che nessuno da alle proprie api miele proveniente da chissà dove anche se acquistato al supermercato. Se qualcuno lo fa è meglio che smetta di fare l'apicoltore.
Hai sollevato una questione interessante che riguarda diversi aspetti dell'apicoltura, dalla gestione sanitaria delle api, alla loro alimentazione e alla cura dei telaini. Proverò a rispondere prendendo in considerazione i principali punti che hai menzionato.

Capisco la tua osservazione e sono pienamente d'accordo: dare miele proveniente da fonti esterne, anche se acquistato al supermercato, non è mai una buona pratica per un apicoltore responsabile, sia per motivi sanitari che etici. Le api devono essere alimentate esclusivamente con miele di loro produzione o con alternative adeguate, in modo da evitare il rischio di trasmettere malattie o contaminazioni. Se qualcuno dovesse fare altrimenti, sarebbe meglio che rivedesse la sua pratica apistica.
ciocca956 ha scritto: 09/11/2024, 20:03 Moltissimi, io compreso, danno il miele di una propria famiglia ad un'altra propria. Lo si fa salassando una famiglia per rinforzarne un'altra; lo si fa mettendo un telaino di covata fresca in una famiglia orfana oppure spostando delle scorte da una famiglia che ne ha tante in una scarsa.
Inoltre io ho sempre sentito dire e letto che tutte le famiglie sono più o meno infestate dalle spore di tutte le malattie esistenti in quanto ormai sono tutte endemiche per cui tutte le famiglie di un apiario sono grosso modo nelle stesse condizioni sanitarie e se sono forti e ben trattate riescono a fare in modo di non acutizzare un patogeno o addirittura a guarire se in qualche caso questo alza la testa. Non parlo delle pesti che queste quando si manifestano è tardi e la cura migliore è la soppressione della famiglia e se necessario l'intero apiario.
Pertanto dare telaini di miele di una propria famiglia ad un'altra propria è una prassi che a mio avviso non comporta particolari controindicazioni. Poi non dare alle api da pulire i telaini smielati è da pazzi.
Condivido il tuo punto di vista e la tua prassi di spostare miele e risorse tra famiglie dello stesso apiario, che è una tecnica comune e molto utile in apicoltura, specialmente per rinforzare le famiglie più deboli. Effettivamente, trasferire miele da una famiglia forte a una più debole non comporta rischi significativi, soprattutto se l'apiario è ben gestito e monitorato con attenzione.

La tua osservazione sulla sanità dell'apiario è corretta: molte malattie ormai sono endemiche, e tutte le famiglie, anche quelle forti, possono ospitare spore di patogeni senza che questi si manifestino.

Tuttavia, se l'apicoltore gestisce l'apiario con responsabilità e interviene tempestivamente contro patogeni noti, come la varroa o il nosema, il trasferimento di risorse tra famiglie non dovrebbe rappresentare un pericolo. La chiave è mantenere un controllo sanitario adeguato per evitare che malattie più gravi, come la peste americana, si diffondano.

Come giustamente sottolinei, quando una malattia grave si manifesta, la soppressione della famiglia infetta è la soluzione migliore per prevenire il contagio. Tuttavia, quando non ci sono segni evidenti di malattia e le famiglie sono in buona salute, la pratica di trasferire miele e telaini tra famiglie dello stesso apiario non presenta controindicazioni rilevanti.

La forza di un apiario dipende anche dalla capacità dell'apicoltore di mantenere un buon equilibrio tra la gestione delle risorse e la salute delle famiglie. Pertanto, il trasferimento di risorse tra famiglie, se fatto con attenzione, è una prassi utile e sicura.
ciocca956 ha scritto: 09/11/2024, 20:03 Come si pensa allora di pulirli e di evitare la formazione di muffe dato che passano diversi mesi dall'ultima smielatura e la stagione successiva?
La tua domanda è molto pertinente e tocca un aspetto cruciale della gestione dell'apiario, ossia come pulire e conservare i telaini smielati per evitare la formazione di muffe durante i mesi invernali o tra una stagione e l'altra.

La formazione di muffe può essere un problema serio se i telaini non vengono trattati correttamente, soprattutto quando vengono conservati per lunghi periodi senza una pulizia adeguata.

Su questo ci sono due scuole di pensiero: c'è chi preferisce ridare i telaini smielati alle api, accettando i rischi legati alla trasmissione di malattie e al possibile saccheggio, e c'è chi invece preferisce evitare la formazione di muffa, puntando su una corretta conservazione e mantenendo i telaini in un ambiente secco e ben ventilato, dove poterli conservare adeguatamente.

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 10/11/2024, 8:17
da Ortega
Andrea Valvecchia ha scritto: 10/11/2024, 6:35 Ah io ho chiesto con molto stupore perché il 100 per cento degli apicoltori con cui ho parlato, anche di grande esperienza, mi guardano come un matto se gli dico di non ridare il miele alle api.... non parliamo di far ripulire i telai che altrimenti appunto si coprono di muffa.
Ma questo è il fascino dell apicoltura: tutto e il contrario di tutto.
Saccheggi mai avuti, le mie api sono sane, le famiglie sempre molto numerose... io proseguo con la pratica.
Hai ragione, la questione di ridare o meno il miele smielato alle api è un argomento che genera parecchie discussioni tra gli apicoltori, e come in molte pratiche apistiche, non c'è una risposta unica, ma piuttosto due scuole di pensiero. Da un lato, c'è chi preferisce ridare i telaini smielati alle api, pensando che queste possano pulirli e riutilizzarli per la stagione successiva, accettando i rischi legati alla trasmissione di malattie (come la varroa) e al possibile saccheggio da parte delle altre famiglie. Dall'altro, c'è chi sceglie di non ridare i telaini smielati, per evitare il rischio di contaminazione e l'insorgenza di muffa, puntando su una corretta conservazione dei telaini in un ambiente asciutto, ben ventilato e privo di umidità.

Nel mio caso, preferisco seguire la seconda opzione, evitando di ridare il miele alle api. Ho trovato che mantenere i telaini in un luogo secco e ben ventilato, senza umidità, evita la formazione di muffa e consente una migliore conservazione per la stagione successiva. Inoltre, non essendo mai stato alle prese con saccheggi, posso dire che la mia esperienza è stata positiva, con famiglie sempre sane e numerose.

Ogni approccio ha i suoi pro e contro, e ogni apicoltore è libero di seguire quello che meglio si adatta alla propria realtà. L'importante, comunque, è essere consapevoli dei rischi legati ad entrambe le scelte e fare le proprie valutazioni in base alla situazione specifica di ogni apiario.

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 10/11/2024, 8:35
da Ortega
Andrea Valvecchia ha scritto: 10/11/2024, 6:39 e la mattina....? Quando do il melario da pulire lo lascio qualche giorno, e per toglierlo uso l'apiscampo, in questo contesto cosa cambia se lo metto di giorno o di notte?
Hai toccato un punto molto interessante, che riguarda la gestione dei melari.

Il concetto che voglio sottolineare è che restituire pochi melari alle api può essere fatto anche di giorno senza troppi problemi, ma quando si tratta di restituire centinaia di melari, la situazione cambia completamente. In un contesto del genere, la scelta tra lavorare di giorno o di notte può influire significativamente sulla riuscita del lavoro e sulla tranquillità delle famiglie.

In generale, l’uso dell'apiscampo è una tecnica efficace per facilitare l’operazione di smielatura o di pulizia dei telaini, ma la tempistica può fare la differenza. Se lavori di giorno, le api sono molto più attive e possono essere più aggressive, soprattutto se l'apiscampo non è sufficiente a sigillare completamente l'entrata. In questa situazione, potresti incontrare una maggiore difficoltà a gestire le api, che, sentendo l'attività, tendono a "difendere" l’ingresso, creando confusione o stress per le famiglie.

Operare di notte, invece, ha il vantaggio di avere un alveare più tranquillo, con tutte le api all'interno e meno possibilità di aggressività. In questo modo, l’apicoltore può lavorare più serenamente, riducendo il rischio di ferite da puntura o di stress per le api. Di notte, inoltre, la possibilità di “sacrificare” una parte dell'attività della famiglia (come il movimento e la difesa dell'alveare) è minore, dato che le api sono meno attive e l'operazione può essere più fluida.

Nel caso di un apicoltore che gestisce un numero elevato di alveari, come nel caso di 200 melari da restituire in una sola volta, lavorare durante il giorno potrebbe risultare molto più impegnativo e stressante per le api. Se si inseriscono i melari durante il giorno, in mezzo alla normale attività delle api, si rischia di incorrere in due problemi principali:

Saccheggio tra famiglie: Le api che sentono la presenza di melari pieni di miele possono essere tentate di saccheggiare, creando confusione e agitazione. Questo accade soprattutto se i melari non sono ben sigillati e l'odore del miele è troppo forte. Se gli alveari sono vicini l’uno all’altro, le api possono essere attratte dal miele e causare vere e proprie "battaglie" tra famiglie.
Maggiore attività e stress: La presenza delle api attive e in volo può aumentare la difficoltà di operare, soprattutto quando si devono spostare tanti melari in una giornata. L’operazione diventa più lenta e stressante, con il rischio che alcune api vengano ferite o che l’apiario nel suo complesso diventi più agitato.

Lavorando di notte, quando le api sono meno attive, non solo il rischio di saccheggio diminuisce, ma l'intero processo diventa più rapido e meno complicato. Le api sono più tranquille, e anche se la gestione di tanti melari può comunque essere un lavoro fisico impegnativo, si riducono di molto i disagi. Le api saranno meno inclini a difendere l'alveare, e la traslocazione dei melari avverrà in un ambiente meno turbolento.

Credo che, nel caso di un apicoltore con tanti alveari, la gestione strategica dei melari sia fondamentale. La differenza tra farlo di giorno e farlo di notte non è solo legata al comportamento delle api, ma anche all’efficienza dell'apicoltore stesso. Se si ha la possibilità di lavorare di notte, l'operazione diventa sicuramente meno stressante e più veloce, e anche l’apiario ne guadagna in tranquillità. È anche un approccio che preserva la salute delle api, riducendo l'agitazione che potrebbe compromettere la loro produttività a lungo termine.

In definitiva, sebbene l'operazione di restituire i melari possa essere fatta in qualsiasi momento della giornata, di notte offre senza dubbio dei vantaggi in termini di serenità dell'alveare e di velocità del lavoro. Se un apicoltore ha tanti alveari da gestire, la notte è probabilmente il momento migliore per lavorare in modo più efficiente e meno invasivo.

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 10/11/2024, 11:40
da Clio
Spero di aver letto e compreso correttamente, :read: considerando la lunghezza dei post, Andrea Valvecchia si riferisce alla gestione di pochi alveari, mentre Ortega parla di un apicoltore di medie o grandi dimensioni, con centinaia, se non migliaia, di alveari. Ortega sottolinea una differenza fondamentale nella gestione dei melari: quella tra chi gestisce pochi alveari e chi si occupa di centinaia, mettendo in evidenza non solo la quantità di lavoro, ma anche la qualità e le sfide specifiche di ciascun approccio.

Con centinaia di alveari, la gestione diventa decisamente più complessa. :) Il tempo e le risorse sono limitati, e l’efficienza, l’automazione e l’organizzazione logistica diventano essenziali. Le ispezioni devono essere rapide e standardizzate, mentre le malattie si diffondono più facilmente, :ooh: richiedendo misure preventive su larga scala.

Inoltre, la gestione di un numero elevato di alveari implica una logistica sofisticata, che include trasporti, :biker: raccolta del miele e movimentazione delle attrezzature. A livello umano, è necessaria una squadra ben coordinata con una chiara divisione dei compiti.

In sintesi, la differenza tra gestire pochi e centinaia di alveari è enorme
: si passa da un approccio personale a uno che richiede professionalità, efficienza e una forte componente organizzativa, :gossip: con una gestione dei rischi e della produttività a lungo termine.

Scusatemi se mi sono intromesso nei vostri discorsi, non era mia intenzione. Ho cercato solo di riportare un po' di equilibrio nei post, :friend: sperando di contribuire in modo costruttivo alla discussione. Se ho frainteso qualcosa, sono pronto a rivedere il mio punto di vista.

Re: Melari con melata per alimentazione invernale .

Inviato: 10/11/2024, 16:02
da Andrea Valvecchia
confermo, e confermo che la differenza è abissale, considerando che per me fa gia una discreta differenza essere passato da 2 a sette.... infatti quando sento di apicoltori che da soli gestiscono anche solo 40-50 casse.... tanto di cappello, con la rete ovviamente :eheh: