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Pareggio, riunisco o lascio così?

Inviato: 15/10/2023, 17:26
da loryemme10
Buongiorno a tutti amici de forum !
Dopo tanto tempo, ed un anno apistico per me turbolento, mi ritrovo qui a chiedervi consiglio..

Partiamo dall’inizio, ho avuto ancora problemi grossi con la varroa. Ho trattato in primavera, l’ho fatto a fine luglio, l’ho rifatto a fine agosto, ma nonostante questo non è sufficiente.
Le famiglie ne hanno tanta, tranne una che ne ha poca, niente di preoccupante, e non capisco come visti i trattamenti.
Ho concluso l’anno scorso con un ciclo di sublimato terminato a metà ottobre, ho trattato ad inizio primavera con varromed, ancora a luglio e poi, cedendo la situazione, a fine agosto.

Oggi le api sono in una situazione di mezzo, una famiglia bene, due molto spopolate, circa su tre telaini. In una ho scorto un’ape nascente con due varroe attaccate (l’ho rimossa dalla cella mentre tentava di uscirvi).

Ancora varroa, ma ormai concentrata nelle non più consistenti covate.

E qui il dubbio. Due famiglie, stringendole molto, occupano bene 3 telaini ciascuna, una ne occupa 6.

Le inverno così, magari nei polistiroli?
Ha senso pensare di togliere telaini da quella da sei per darne ad una delle due che ne occupa 3 (quella leggermente più scarsa fra le due)?

Potrebbe anche aver senso riunire le due famiglie piccoli e aumentare la probabilità che superino l’inverno.. ma dall’altra parte con così poche famiglie una in meno è più del 30%, e nemmeno sonk certo che l’inverno lo superino tutte, essendo un periodo molto delicato.

Cosa mi consigliate di fare ? Le lascio così ? Le riuniti (non vorrei farlo, ma se serve ..)?

Comunque, l’anno prossimo tenterò approcci con il vicino che ha le api nelle vicinanze del mio apivar io, temo (per vie traverse so con alta probabilità) il problema sia che non fa i trattamenti a dovere. Non mi spiego altrimenti come sia possibile che per due anni consecutivi, usando principi attivi totalmente diversi (l’anno scorso in estate apistan), quest’anno varromed (acido formico+acido ossalico) e cicli di sublimato, la situazione sia ancora così.

Ora come ora non posso più pensare di bombardare le api di trattamenti.
Ne ho fatti anche troppi. Posso solo attendere che terminino le covate per fare una o due passate con L ossalico sublimato, e incrociare le dita per l’inverno..

Grazie a tutti per i pareri che lascerete !

Re: Pareggio, riunisco o lascio così?

Inviato: 15/10/2023, 19:44
da Rob
Ciao loryemme.. :)

dal mio punto di vista non è la quantità di trattamenti, ma la qualità (inteso per precisione di metodologia, perchè i principi attivi chimici si equivalgono a oggi, più o meno) di essi.. tu probabilmente non hai ancora capito come farli.. quindi cercando di riparare ne fai troppi e insisti troppo con prodotti diversi.. anche le api ne risentono, spero di sbagliarmi, ma è probabile che abbia fatto più danni la chimica che hai inserito piuttosto che la varroa stessa.. (non è un errore, lo commettono tutti e serve per rendersi conto delle dinamiche d alveare.. ) ;)

in realtà è sufficiente un (o due) trattamento a stagione per mantener le api pulite.. (almen per tre o quattro stagioni consegutive)

forse stai provando e a tentoni applichi tecniche di sè per giuste, ma con tempistiche sbagliate , così non saprai mai quale prodotto e quale "tecnica" ha funzionato e quale invece è risultato inutile o dannoso, in quel momento.. (fai finta che ogni tecnica/prodotto lo devi sperimentare per almeno due stagioni consegutive, non puoi aver già provato così tanti prodotti e metodi)

dopo ogni trattamento è necessario constatarne l efficacia e l impatto avuto sulle api/covata.. la covata fresca è ancora presente o è stata "bruciata" dal trattamento? l opercolata è morta e forata o ci sono api prossime a nascere? la covata è perlopiù malata (calcificata, sacco e quant altro) oppure è compatta, sana e regolare?

poi in un secondo momento si prosegue a osservare la caduta delle varroe nei vassoi , ne hai avute zero, decine, centinaia o migliaia? come erano? perlopiù vecchie o hai colpito anche varroe mediamente giovani?

se è zero significa che il trattamento non ha funzionato, o qualcosa è andato storto!! (non è vero che son pulite)

cadute a decina potrebbe darsi che funzioni, ma è obbligatorio controllare di pari passo l incidenza sulla covata in primis, perchè è la quantità di covata rovinata che ci può indicare sia la quantità di varroa presente , sia se il prodotto è efficacie, mediocre o inutile!!
se cadon a centinaia qualcosa abbiam indovinato, ma per valutare che non sia un trattamento troppo forte è obbligatorio valutare api e covata.. ci son molte api morte sul fondo? quanta covata fresca è rimasta buona?

se ne cadon a migliaia senza uccidere api e la famiglia stà bene bhè, presumo che hai fatto bingo.. ;)

non è realistico riuscire a "tirare le somme" di ciò che è successo in così breve, hai avuto troppo poco tempo e hai fatto troppo, ci siam passati più o meno tutti, prima di trovar la "nostra via".. ;)

*****

se non si capiscono queste cose (basilari) è inutile tentare di trattare le api "ad minchiam" , stiamo facendo le cose a metà, per così dire.. qui i corsi potrebbero dare veramente una mano.. son sicuro che in tutte le provincie ci sia qualcosa di valido.. (altrimenti vi ospitiamo noi :roftl: :roftl: :roftl: ) ;)

veder sparire api è normale, sono afflitte da un calo naturale, l apicoltore deve gestirlo e siccome la covata necessita di una ventina di giorni è questa la tempistica che l apicoltore deve tener sottocontrollo.. se son già più di venti giorni che l arnia non presenta covata sana di ricambio in tempo utile per esser pronta tra venti giorni, è già un arnia menomata!! , tra venti giorni avremo un "buco d api" perchè le api vecchie muoiono tutti i giorni e se non cè un costante ricambio (tutti i giorni) di api giovani sane e vigorose l arnia è destinata a soccombere.. mi raccomando, lo stato delle scorte regna sovrano, se non cè pappa non cè vita..

poi la varroa in genere si frega un terzo (o anche metà in certe annate) della covata "buona per l inverno" e la trasforma in covate "matte" , malate morte o menomate già alla nascita, ecc.. passatemi l immagine eh, è poco scientifico, ma spero sia utile a chi si approccia a quesat brutta bestia che è la varroa.. :) il glomere risultante (ipoteticamente al 10 ottobre) è il segno e quello stato dell alveare è ciò che invernerete.. non è credibile poter recuperare 20giorni di covata nei prossimi venti, la regina dovrebbe raddoppiare il ritmo e le api nascere nella metà del tempo, ma per natura stà invece pensando a calare (clima e territorio permettendo) ed è impossibile fargli cambiare l istinto, che prevarra sempre e per sempre (o almeno fintanto che riusciremo ad "ammaestrarle" per davvero) , vuoi che aiutano gli inverni miti, aiutano anche le nutrizioni ,ma qui non è possibile "far uova a comando".. il glomere comanda.. sempre, a mio avviso..

a mio avviso ci sarebbe anche tutto un discorso sulle scorte, a paripasso, credo bisogna lavorare su entrambe le cose perchè la varroa "lavora meglio" nelle fasi di magra delle api..

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qui in genere "non si smette mai di monitorare" perchè è un azione di controllo che avviene contemporaneamente e imprescindibilmente dalle classiche operazioni di controllo di routine apistica.. (due a settimana sarebbe ideale a mio avviso).. con il tempo l occhio si allena e l esperienza inizierà a darti una mano.. dovresti sempre sapere quanta varroa stai contenendo, durante tutta la stagione..

se sei abbastanza affine alla bestiola lasciati guidare un pò "dall istinto", non esiste un apicoltura modello da seguire per forza, fattela su misura, è il mio consiglio..

ti basteranno cinque o sei anni per capire come gestire bene un apiario e tenerlo sgombro da varroa (sempre presente, ma quantomeno gestibile con il minimo dispendio energetico) , ma bisogna rispettare le tempistiche delle api in primis.. non è proponibile tre trattamenti nel periodo che ne prevede uno.. le api non posson sopportare queste cose..

è la nostra "ansia apistica" che rovina l avventura lieta dell apicoltore, prendila con calma.. :)

Re: Pareggio, riunisco o lascio così?

Inviato: 15/10/2023, 20:13
da Gnappo
Ciao Loryemme,
è un po’ che non ci si sentiva.
Come spesso accade Rob peso abbia colto il punto. Forse il problema non è tanto la questione della reinfestazinone, ma l’efficacia limitata dei trattamenti.
Da quanto scrivo sembra che tu ne abbia fatto troppi e troppo diversi. L’anno scorso dopo essere rimasto scottato dalla varroa mi sono accorto che per qualche motivo il mio sublimatore varrox non ha dato efffetti sufficienti (spesso mi trovavo residui di ossalico) che alla fine si sono rivelati un problema con scarsa efficacia.

Dato c’è abbiamo lo stesso clima o quasi posso dirti che con i sublimatore migliore i problemi quest’anno non si sono manifestati.
Ho trattato ad inizio luglio per 23 giorni, una passata a inizio settembre (giusto 2gr.) per verificare eventuali reinfestazioni e ieri perché ho visto due api con varroa (stamattina comunque caduta contenuta).

Cosa fare adesso? Non indebolire l’arnia che sta bene, rischi di ridurre le probabilità di svernamento per tutte e tre.

Non ho esperienza diretta con varromed, ma leggendo non penso sia qualcosa che vada bene nelle nostre zone (estate troppo calde da metà luglio a metà agosto) sopratutto senza blocco di covata.
Purtroppo dopo aver provato alcune cose diverse ti direi che la scelta alla fine si riduce tra sublimato e blocco di covata, il resto da risultati troppo volatili.

Posso consolarti dicendoti che quest’anno almeno in Brianza c’è stata veramente tanta varroa, tanta gente è rimasta scottata dovendo intervenire pesantemente ad agosto / settembre. Degli apicoltori che conosco quasi tutti hanno avuto grossi problemi. Ad oggi in zona penso di essere uno di quelli messi meglio (dopo i problemi dell’anno scorso ho prestato molta più attenzione).

Come ricorda giustamente Rob la varroa (moderata) porta a un -30% di api in fase di invernento constatato personalmente sull’unica arnia infestata (errore mio). Detto ciò, pur non essendo una pratica perfetta, meglio trattare una volta in più che una in meno sopratutto se non si utilizzano metodi invasivi (sublimato). Se non avessi trattato ad inizio settembre dopo aver visto la covata non molto belle, adesso sarei in procinto di invernare un nucleo con scarsissime probabilità di sopravvivenza (oh poi magari morirà lo stesso).
Ciao!!!

P.S. Rob, come ben sai la stagione in pianura al nord sta diventando troppo lunga, da inizio marzo a metà/fine ottobre. Trattare a inizio luglio ti fa arrivare a novembre con parecchia varroa facendo diminuire le api a novembre dicembre, trattare a fine luglio/inizio agosto può essere già tardi portando ad invernare in condizione non ottimale.
nei ritagli di tempo mi sto preparando un modello per valutare quale sia il trattamento migliore, dalle prime prove (devo sistemare alcune cose che non mi convincono) sembra che un trattamento mensile di sublimato a febbraio marzo ed aprile (prima della messa melari) abbassi molto il carico e permettendo di portare il trattamento principale a fine luglio senza arrivare a novembre con troppa varroa.

Re: Pareggio, riunisco o lascio così?

Inviato: 15/10/2023, 21:12
da Rob
per quanto riguarda le riunioni, se avrete altrettanta pazienza di leggermi..

non è vero che tre telai più tre telai fa sei.. più verosimile è .. tre.. ;)

due glomeri da mille api, fanno mille api.. purtroppo non è logico quindi per qualche stagione non ci si crede.. ;)

ma con le api è la norma.. due famigliole che arrancano, finiranno con l arrancare, perchè le ritmiche son dettate da ritmi naturali non governabili dall uomo tramite nutrizioni , cambi di regine e quant altro..

un alveare è un affare leeento leeento, per certi aspetti e in casi come questi.. se oggi uniamo tre + tre telai di api mediamente vecchie e introduciamo una super regina, stimolandona con super prodotti, ci vorranno comunque venti giorni (come minimo!) prima che l organismo ritrovi l equilibrio per "lavorare a regime"(a seconda del periodo/clima/territorio ecc) , pertanto tra venti giorni circa saremo senz api pronte!! maggio ha i suoi ritmi temperature importazioni, luglio ne ha altri e ottobre altri ancora.. bisogna capire queste dinamiche che metton in relazione molto di più api/natura , piuttosto che ape/uomo.. non è veritiero fare i conti "con la matita" , i telai di queste famiglie all osso son spesso scarni , o presentano qualche problematica, come posson esser valutati "utili all invernamento" , mi chiedo io?? ;)

se devo riunire qualcosa prima mi assicuro che sia tutto sano e in ordine, prediligo in ordine telai di covata e scorte già coperte dalle api e smantello il resto, pertanto nella stra-grande maggioranza dei casi da tre + tre si ottiene un misero 4.. comunque difficilmente invernabile, salvo ulteriori problematiche preesistenti..


mia opinione.. :)

Re: Pareggio, riunisco o lascio così?

Inviato: 15/10/2023, 21:39
da Rob
Gnappo ha scritto: 15/10/2023, 20:13
P.S. Rob, come ben sai la stagione in pianura al nord sta diventando troppo lunga, da inizio marzo a metà/fine ottobre. Trattare a inizio luglio ti fa arrivare a novembre con parecchia varroa facendo diminuire le api a novembre dicembre, trattare a fine luglio/inizio agosto può essere già tardi portando ad invernare in condizione non ottimale.
nei ritagli di tempo mi sto preparando un modello per valutare quale sia il trattamento migliore, dalle prime prove (devo sistemare alcune cose che non mi convincono) sembra che un trattamento mensile di sublimato a febbraio marzo ed aprile (prima della messa melari) abbassi molto il carico e permettendo di portare il trattamento principale a fine luglio senza arrivare a novembre con troppa varroa.
già.. anche io opero in quelle zone, sono più verso bergamo e brescia e anche da queste parti, ma come pure in valcamonice e dappertutto in generale purtroppo..

anche tu scrivi di molteplici ripetute durante l arco della stagione ed altri "colleghi" fanno così con buoni risultati.. personalmente credo siano comunque troppi.. :) senz offesa per nessuno.. io per ripetute mi intendo su un arco di due settimane spalmare due (o tre a esigenza) volte lo stesso trattamento..

questo periodo dove opero è dettato dalla regina!! non ho data a calendario nè ipotetica idea ora, proprio per la lunga estate bislacca, pertanto ancora non so quando quando avrò i "motori al minimo".. solo allora mi attrezzo, vado negli apiari e cerco di concludere il tutto in venti circa giorni.. perchè più o meno è quella la tempistica delle famiglie..

in realtà mi spiace sentir l espressione "trattamenti di verifica" , perchè se hai fatto un buon lavoro sarà la salubrità generale che ti darà l ok.. non il numero delle varroe sul vassoio.. io intendo ciò perchè "100" varroe non è necessariamente peste e morte male e dolori.. ;) se trovo un alveare comunque forte e magari popoloso cento varroe posson esser poche.. proprio perchè l ape ha cicli brevi "misurabili per hobby" in ventine.. se arriviamo a veder telai devastati la domanda vera è : dov era l apicoltore ? venti giorni fa l alveare ha dato certamente i suoi segnali.. stà all occhio apistico coglierli.. ;) abbiamo una stagione intera per combatter la varroa, il colpo vero lo si infligge nei momenti di blocco perchè altrimenti la varroa si nasconde, ha troppo "materiale" per farlo.. è più coerente valutare in questo momento eventuali extra, perchè a mio avviso, più in là è inutile.. :)

my2cents

p.s.: da quando finiscono la "produzione" al trattamento vero mi copro con striscie, già qui le prime cadute sono un preconteggio, ma più che altro è per "sgrossare" perchè la conta di queste varroe cadute non è veritiera al momento!! solo quella del trattamento con il sublimato è la stima su cui mi baso, e và calcolata per forza sulla media delle famiglie utili all invernamento, altrimenti da sè è inutile..

p.ps.: io non credo nelle reinfestazioni.. (sgrat!) ;)

Re: Pareggio, riunisco o lascio così?

Inviato: 15/10/2023, 23:12
da Gnappo
Partendo dalla fine, anche io non credo molto alle reinfestazioni.
Non faccio trattamenti così a capocchia, a settembre ho visto alcune arnie con covata meno meno uniforme ed alla luce di quello ho fatto un trattamento sublimato con una dose limitata monitorando la caduta. In due di quelle arnie la caduta è stata limitata (una ci quantità di varroe) nella terza, già la più debole sono cadute oltre 400 varroe. In questo caso ho trattato in modo più esteso ogni 4-7 giorni (proprio per non esagerare) con una dose ridotta trattandosi di nucleo su arnia 6T.
Ieri avendo visto qualche ape con “in groppa” la varroa mi sono preoccupato (l’anno scorso la stessa cosa fu una tragedia) ed ho trattato tutto l’apparizione. Dopo 16-18 ore la caduta è stata limitata (<50-100) quindi non andrò a ripetere in quanto la covata è comunque abbastanza compatta.
Non avendo usato quest’anno striscette o medicinali ad effetto prolungato l’attenzione deve essere più alta (penso), il mio obiettivo è comunque quello di ridurre solo al necessario i sublimati.
Poi ovviamente l’esperienza è limitata, quindi con gli anni (e l’aiuto di qualche valutazione analitica) si andrà ad ottimizzare il metodo minimizzando gli interventi.
Ciao!!!

Re: Pareggio, riunisco o lascio così?

Inviato: 21/10/2023, 19:39
da Rob
Si Gnappo.. è proprio ciò che intendevo.. :)
cerco di spiegarmi meglio.. per ciò che mi concerne e gli areali in cui opero..
a settembre ho visto alcune arnie con covata meno meno uniforme ed alla luce di quello ho fatto un trattamento sublimato con una dose limitata monitorando la caduta


sacrosanto.. ci può stare e hai fatto bene..

purtroppo quesa singola iniezione può colpire soltanto varroe in fase foretica, ovvero varroe che hanno già fatto il danno ed ora si stanno facendo trasportare altrove.. alcune si affretteranno a nascondersi tra la covata fresca e molte altre stanno lavorando già sotto gli opercoli.. son queste ultime che fanno affiorare il danno vero e visibile all apicoltore e purtroppo se non si mette mano sono dolori.. in presenza di covata la varroa andrebbe considerata "invulnerabile" , a mio avviso.. io in casi come questo preferirei tamponare con delle strisce a lunga permanenza e se l arnia può esser considerata utile all invernamento (non alla produzione) allora dovrà giungere fino alla data X del trattamento vero e proprio.. se non è considerabile "utile all invernamento" significa che la situazione è ben più grave..

se invece stiamo parlando di arnie comunque sane e messe in produzione allora il tutto è addirittura superfluo.. perchè è comunque la sulubrità della famiglia che detta le esigenze, se stà bene il problema non sussiste.. :)

il dover/voler trattare ulteriormente (tanto o poco che sia) lo reputo comunque un "errore".. sul lato gestionale è ben più remunerativo "lavorare bene una volta" e aiuta tutto il lavoro ,presente e futuro; perchè devo rimetter mano a un lavoro (con conseguente dispendio di tempo/energie/risorse) della medesima fattispecie che ho fatto poco tempo fa? se è davvero necessario è solo perchè è andato male qualcosa "a monte".. significa che prima non si è operato davvero per bene.. tutti ne siam afflitti, poi s impara a gestire e convivere..

se siamo a questo punto si, è giusterrimo rifare il trattamento e metter mano all arnia, ma bisogna esser consapevoli che non può esser questo "il metodo che stiamo cercando".. ;)


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ogni varroa sul fondo è una varroa in meno pertanto tante o poche è sembre meglio vederle sul fondo che sulla schiena delle api..

se avete tempo voglia energie da spender in queste opere è fantastico.. conosco persone che gestiscono apiari con metodologie molto diverse ma efficaci, quindi "và bene tutto".. :)
per me il lavoro è già troppo così, se mi mettessi a rifare controlli e operazioni che avrei dovuto già archiviare non me la caverei più.. oltretutto ogni periodo ha i suoi lavori, per così dire.. in questo modo posso gestire molti più alveari, ma è proprio "l efficienza" del lavoro che cambia.. ;)

personalmente credo che "standardizzare" può aiutare, ma comunque bisogna sempre avere l occhio one-by-one per ogni singolo capo allevato.. questo fa la differenza, tra quanto tempo si può dedicare al singolo, all apiario, al magazzino (estremamente necessario), ec.. ;)

Re: Pareggio, riunisco o lascio così?

Inviato: 21/10/2023, 20:32
da Gnappo
Grazie della precisazione Rob.
So che la varroa che viene colpita è solo quella in fase foretica, ma il trattamento che io chiamo “light” perché effettuato con mezza dose (o meno) lo uso per capire l’intestazione. Vedilo come una prova con lo zucchero a velo ma fatta con ossalico sublimato.
Diciamo che adesso la covata opercolata si sta lentamente riducendo (le api non importano quasi più polline), so quante api ci sono nel nido perché ho effettuato da inizio settembre i conteggi quindi se mi cadono 30 varroe in fase foretica dopo in ore su 10.000 api l’infestazione è molto bassa in quanto sono sfarfallate negli ultimi 7 giorni circa 3000 api.
Quindi il trattamento non è un vero e proprio trattamento ma più che altro una stima del carico di varroa. Dato che ho le mie 8 arnie in giardino ed ho la corrente a 2m dalle api in pochi minuti posso fare questa stima.
Non sarà una pratica ortodossa, ma quest’anno mi ha permesso di avere un riscontro più preciso sul carico di varroe presenti. Il nucleo più debole (su 4 telaini scarsi) che ho trattato male in estate dopo averlo formato ed inserito una regina feconda se non avessi fatto questa prova ad inizio settembre adesso sarebbe collassato (ed ero convinto dose in ottime condizioni ed allineato agli altri nuclei). Per fortuna con questa “stima” dopo aver visto cadere 2-300 varroe ho trattato tutto settembre (adesso però presenta il -40% di api rispetto agli altri nuclei); oggi ad un ulteriore prova sono cadute 4-5 varroe in 6 ore dandomi la “quasi” certezza che l’infestazione è ormai sotto controllo. All’ultima visita oggi prima di chiudere col nastro le cassette ho visto la covata, anche se limitata, compattata e qualche ape (4-5) con le ali deformi che molto probabilmente sono la coda dell’intestazione a fine estate. Non so se c’è la farà (dalla mia parte ci sono scorte elevate, mezzo telaio di polline è sopratutto una regina nata a fine giugno che avrà un blocco di covata probabilmente molto limitata; dall’altra parte abbiamo una arnia da 6000-6500 api, speriamo bene.

Le striscette possono sicuramente essere una soluzione, ma non avendole a disposizione, un po’ per pigrizia preferisco sublimare.
Il prossimo anno ho già in mente di preparare delle cornici da 30mm con foro per sublimatore, in questo modo posso evitare di girare il coperchio sia in estate che inverno e sublimare da dietro. In questo modo a parte venire molto meno a contatto con vapore e possibile aumentare la permanenza nell’arnia, evitando di dover chiudere le porticine. Come già scritto in precedenza le api dopo 2-3 minuti tornano a lavorare come niente fosse (controllate dal coprifavo trasparente).

Alla terza stagione sto ancora facendo esperienza innanzitutto per capire bene le mie api per comprendere il mio ambiente, trattare bene (magari anche piu efficaciemente) e magari ridurre al minimo la sciamatura. Appena avrò una buona confidenza potrò ampliare le arnie senza fare il passo più lungo della gamba.

Come sempre grazie per i consigli Rob.
Ciao!!!

Re: Pareggio, riunisco o lascio così?

Inviato: 22/10/2023, 9:31
da BjHorn
Io sublimo dal vassoio!
Avendo le arnie da nomadismo tutte uguali (eccetto due) ho modificato due griglie per il trasporto (quelle per chiudere il portichetto) togliendo la rete e chiudendole con un laminato. I "tappi" si adattano bene a tutte le arnie e funzionano anche in estate quando molte api stazionano nel portichetto.

Poi ho modificato un vassoio, aprendo un piccolo spazio per far passare l'asta del fornelletto e rinforzandolo sotto (altrimenti si piega) con una striscetta di legno. I miei vassoi sono del tipo "a cassetto", con i quattro bordi rialzati di un cm circa, che assicurano una buona chiusura.

Infilo il vassoio con il fornelletto messo un pò di traverso verso sinistra, tappo l'arnia e do corrente. Dopo circa 30 secondi comincia a vaporizzare (attaccato alla batteria della macchina) i 2,5 - 3gr di ossalico. Arrivato a 80/90 secondi sposto il fornelletto verso sinistra perchè in alcune condizioni l'ossalico cristallizza sulla retina. A 2 minuti e 15 stacco la corrente, estraggo velocemente il vassoio e ne metto uno "normale".

Passo alla seconda arnia chiudendola con la seconda griglia modificata. Nel frattempo la prima è ancora chiusa.
Arrivato alla terza, "stappo" la prima che a quel punto è rimasta chiusa per almeno 6 minuti.
In questo modo ho ridotto drasticamente la mortalità delle apuzze che si lanciavano sul sublimatore rovente e quelle presenti all'entrata da chiudere con gli stracci.

Inizialmente con questa tecnica mi aspettavo maggiore dispersione di ossalico, per questo la mia dose non scende mai sotto i 2.5gr (anche per compensare l'eventuale cristallizzazione sulla retina), ma devo confessare che a volte apro il vassoio per vedere se sta lavorando in quanto non vedo vapori in giro. :eheh: