Piombo nel miele ... naaaaaaaaaa
Inviato: 16/11/2016, 13:33
Ieri sera con mio sommo dispiacere mi sono recato alla riunione di Apilombardia ,
arrivarci è già stato un mezzo miracolo, sfido chiunque a trovare su qualsiasi sistema di navigazione Cascina Contina Rosate ,
il relatore era tale Armando, il padrone fidato della Pimpa , almeno ... invece no ...
esponeva con molto fervore Il problema delle traccie di piombo nel miele che secondo me non è da ricercare nelle bottinature,
ma risiede invece subdolamente nella lavorazione dei materiali metallici che utilizziamo nelle arnie ,
si deve dare la responsabilità alla rete antivarroa,
le arnie tutte ma proprio tutte, sono di importazione Rumena o Chinese ,
i processi produttivi della lavorazione della rete avvengono con una procedura eseguita in due fasi: un foglio di ferro di adeguato spessore circa otto decimi di millimetro,sotto forma di coil =grosso rotolo non stirato e non retinato,
viene inviato in zincatura ed eseguito il trattamento bagnandolo in una soluzione costituita dalla zincatura a caldo,
questo procedimento però non è minimamente garantito dal numero di leghe e dalla loro qualità nel quale viene immerso il coil,se notate infatti la superficie ad esempio del coprifavo ha differenti sfumature di grigio, un pò tipo maculato, determinate dall'utilizzo di differenti tipi di leghe metalliche, di fatto non c'è nessuna azienda italiana che utilizza solo zinco,
sarebbe troppo costoso figuriamoci all'estero ,
allora l'utilizzo di altri metalli come piombo, alluminio, e gli scarti delle fonderie vengono di fatto utilizzati per eseguire questo procedimento, ma a cosa serve la zincatura a caldo ? semplicemente ad evitare che il ferro a contatto con l'agente più corrosivo al mondo, cioè l'acqua, arruginisca , e questo tipo di metallo ha proprio questa funzione , cioè quella di creare una sottilissima pellicola che impedisce al ferro di ossidare;
tutti metalli e leghe cosiddetti di fusione a basse temperature come peltro, piombo, stagno e con una bassissima percentuale di zinco che è un metallo considerato prezioso, il cui prezzo è fissato quotidianamente in borsa al Mibtel ed è forse per questo motivo che viene utilizzato con molta " parsimonia" o quasi per nulla ....
ma torniamo al procedimento produttivo;
una volta immerso in questo bagno di metalli più o meno nobili in temperature di fusione il nastro viene riavvolto e portato in trancieria dove vengono eseguiti una serie di tagli ordinati e poi successivamente mediante la stiratura si crea la rete a maglie di 3 mm X 3 mm ,
ma con questa lavorazione si riattivano le particelle o molecole superficiali della rete che indiscutibilmente subiscono mediante il procedimento di semitranciatura una micro rifusione del metallo sia superficiale che interno,
come potete accorgervi di questo,
semplice ! se voi prendete una rete e la sbattete senza nemmeno tantissima forza su di un cartoncino bianco o di altro colore potrete osservare come piccole tracce di metallo rimarranno sul cartoncino e questo è la prova di ciò che scrivo,
perche succede questo ? la cosa è presto spiegata:
nell'industria vale il metro lineare e cioè se porto un nastro a zincare, lungo 100 mtl pago una cifra ,
ma se il rotolo o coil è lungo 500 metri lineari, perchè precedentemente tranciato e stirato, ne pago un'altra e questo sarebbe antieconomico !
Ergo le nostre api attraverso le loro zampette che mediante lo sperone riescono a catturare questi piccoli frammenti che poi inequivocabile vanno ad inserirsi nelle celle, ed ecco li da dove arriva il piombo .
Ora il problema è facilmente sorpassabile facendo cosa: inertizzare la rete si può ; utilizzando un pennello di adeguata grandezza , mi immagino un 10 cm, che preventivamente imbevuto in cera disciolta a bagnomaria,
si utilizzerà spennellando la rete prima di attivare l'arnia ; a questo punto consiglio sia sopra che sotto!
Ma la soluzione più giusta sarebbe quella di non comprare più arnie di dubbia provenienza e in qualche modo evitare prodotti molto economici, meno paghi meno ti offrono, lo vediamo tutti i giorni ! No ???
Insomma fate attenzione a ciò che acquistate e sopratutto accertatevi che il materiale sia fatto alla regola dell'arte!
Spero di essere stato chiaro ed esaustivo però il medesimo concetto l'ho esposto ieri sera e dal lungimirante Armando ( l'amico della Pimpa ) mi è stato risposto che la mia deduzione era molto interessante e che avrebbero fatto delle prove in questo senso,
mi domando ma che CaZo fai il presidente di un'associazione se non hai le basi elementari della meccanica ?
Secondo mi sono infervorato perché la discussione del ritrovamento di residui di piombo nel miele è risultata positiva negli alveari in corrispondenza dell'interland di milano,
guarda caso proprio dove sono posizionato io e guarda caso con analisi completamente negative come in passato ho già fatto vedere ... insomma termino dicendo che è difficile tenere tutto sotto controllo,
mi rendo conto ma quando poi sugli scaffali dei super , ci troviamo mieli da tutto il mondo; chi li controlla ???
Come è possibile invocare la legida e rigida ottemperanza a tutte le leggi della nostra amata repubblica a noi che ogni primavera sudiamo 7 camicie per fare una passione più che un lavoro ?? Mavaffanculo mi vien da dire ...
arrivarci è già stato un mezzo miracolo, sfido chiunque a trovare su qualsiasi sistema di navigazione Cascina Contina Rosate ,
il relatore era tale Armando, il padrone fidato della Pimpa , almeno ... invece no ...
esponeva con molto fervore Il problema delle traccie di piombo nel miele che secondo me non è da ricercare nelle bottinature,
ma risiede invece subdolamente nella lavorazione dei materiali metallici che utilizziamo nelle arnie ,
si deve dare la responsabilità alla rete antivarroa,
le arnie tutte ma proprio tutte, sono di importazione Rumena o Chinese ,
i processi produttivi della lavorazione della rete avvengono con una procedura eseguita in due fasi: un foglio di ferro di adeguato spessore circa otto decimi di millimetro,sotto forma di coil =grosso rotolo non stirato e non retinato,
viene inviato in zincatura ed eseguito il trattamento bagnandolo in una soluzione costituita dalla zincatura a caldo,
questo procedimento però non è minimamente garantito dal numero di leghe e dalla loro qualità nel quale viene immerso il coil,se notate infatti la superficie ad esempio del coprifavo ha differenti sfumature di grigio, un pò tipo maculato, determinate dall'utilizzo di differenti tipi di leghe metalliche, di fatto non c'è nessuna azienda italiana che utilizza solo zinco,
sarebbe troppo costoso figuriamoci all'estero ,
allora l'utilizzo di altri metalli come piombo, alluminio, e gli scarti delle fonderie vengono di fatto utilizzati per eseguire questo procedimento, ma a cosa serve la zincatura a caldo ? semplicemente ad evitare che il ferro a contatto con l'agente più corrosivo al mondo, cioè l'acqua, arruginisca , e questo tipo di metallo ha proprio questa funzione , cioè quella di creare una sottilissima pellicola che impedisce al ferro di ossidare;
tutti metalli e leghe cosiddetti di fusione a basse temperature come peltro, piombo, stagno e con una bassissima percentuale di zinco che è un metallo considerato prezioso, il cui prezzo è fissato quotidianamente in borsa al Mibtel ed è forse per questo motivo che viene utilizzato con molta " parsimonia" o quasi per nulla ....
ma torniamo al procedimento produttivo;
una volta immerso in questo bagno di metalli più o meno nobili in temperature di fusione il nastro viene riavvolto e portato in trancieria dove vengono eseguiti una serie di tagli ordinati e poi successivamente mediante la stiratura si crea la rete a maglie di 3 mm X 3 mm ,
ma con questa lavorazione si riattivano le particelle o molecole superficiali della rete che indiscutibilmente subiscono mediante il procedimento di semitranciatura una micro rifusione del metallo sia superficiale che interno,
come potete accorgervi di questo,
semplice ! se voi prendete una rete e la sbattete senza nemmeno tantissima forza su di un cartoncino bianco o di altro colore potrete osservare come piccole tracce di metallo rimarranno sul cartoncino e questo è la prova di ciò che scrivo,
perche succede questo ? la cosa è presto spiegata:
nell'industria vale il metro lineare e cioè se porto un nastro a zincare, lungo 100 mtl pago una cifra ,
ma se il rotolo o coil è lungo 500 metri lineari, perchè precedentemente tranciato e stirato, ne pago un'altra e questo sarebbe antieconomico !
Ergo le nostre api attraverso le loro zampette che mediante lo sperone riescono a catturare questi piccoli frammenti che poi inequivocabile vanno ad inserirsi nelle celle, ed ecco li da dove arriva il piombo .
Ora il problema è facilmente sorpassabile facendo cosa: inertizzare la rete si può ; utilizzando un pennello di adeguata grandezza , mi immagino un 10 cm, che preventivamente imbevuto in cera disciolta a bagnomaria,
si utilizzerà spennellando la rete prima di attivare l'arnia ; a questo punto consiglio sia sopra che sotto!
Ma la soluzione più giusta sarebbe quella di non comprare più arnie di dubbia provenienza e in qualche modo evitare prodotti molto economici, meno paghi meno ti offrono, lo vediamo tutti i giorni ! No ???
Insomma fate attenzione a ciò che acquistate e sopratutto accertatevi che il materiale sia fatto alla regola dell'arte!
Spero di essere stato chiaro ed esaustivo però il medesimo concetto l'ho esposto ieri sera e dal lungimirante Armando ( l'amico della Pimpa ) mi è stato risposto che la mia deduzione era molto interessante e che avrebbero fatto delle prove in questo senso,
mi domando ma che CaZo fai il presidente di un'associazione se non hai le basi elementari della meccanica ?
Secondo mi sono infervorato perché la discussione del ritrovamento di residui di piombo nel miele è risultata positiva negli alveari in corrispondenza dell'interland di milano,
guarda caso proprio dove sono posizionato io e guarda caso con analisi completamente negative come in passato ho già fatto vedere ... insomma termino dicendo che è difficile tenere tutto sotto controllo,
mi rendo conto ma quando poi sugli scaffali dei super , ci troviamo mieli da tutto il mondo; chi li controlla ???
Come è possibile invocare la legida e rigida ottemperanza a tutte le leggi della nostra amata repubblica a noi che ogni primavera sudiamo 7 camicie per fare una passione più che un lavoro ?? Mavaffanculo mi vien da dire ...