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Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 25/07/2011, 0:07
da chiara83
buona sera
siamo ormai a fine stagione e forse per una novizia come me è il periodo più difficile,quello dei trattamenti e delle cose da fare per far affrontare al meglio l'inverno alle api!!
ma la domanda di oggi verte su un trattamento preventivo con acido ossalico,che mi hanno consigliato di fare apicoltori di zona.
niente di laborioso,quello vero mi hanno spiegato va fatto con un escludi regina e in assenza di covata(per farla breve)
per ora si tratterebbe invece di inserire con una siringa 5cc di una soluzione di acqua,zucchero e acido ossalico,lentamente tra ogni telaino...
così che le api,inghiottendo tale soluzione per ripulirsi,fanno entrare in circolo la sostanza e rallentano la crescita delle varroe,che sarà limitata alle nuove nate..
che dite,è una cosa da provare o assolutamente inutile??
da chiarire che i melari sono gia stati tolti e la soluzione riguarda solo il nido!! :blink1:

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 25/07/2011, 12:11
da MANU82
Ciao Chiara.
Come te anche io sono un novizio pero' ho avuto la fortuna di trovare una persona competente in materia disponibile a darmi una mano e per fortuna mi ha seguiti e continuera' a farlo.
Per quanto riguarda il trattamento con acido ossalico va fatto assolutamente con l'assenza totale di covata.
L'assenza di covata avviene in modo naturale di solito nel mese di Novebre almeno nelle mie parti altrimanti fai come ho fatto io mettendo il telaino da nido con regina sopra l'arnia con due melari e l'escludi regina a separare il nido con i melari.
Dopo circa 24 giorni quando le covate saranno tutte nate puoi somministrare la soluzione con acido ossalico altrimenti con altri trattamenti.Io ad esempio credo di fare un ciclo con tavolette apilife e somministrare l'acido quando ci sara' il blocco naturale di covata.
Spero di essermi spiegato.
Saluti..

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 25/07/2011, 13:29
da fabio
Ciao Chiara
In questo periodo si è soliti utilizzare un trattamento tampone con api-bioxal che si acquista in farmacia dietro ricetta veterinaria, l’acido ossalico che ti ha consigliato l’apicoltore, anche se ha lo stesso principio attivo, ora è fuorilegge.
I trattamenti vanno fatti sempre in assenza di melario e covata.
Se stai eseguendo il blocco di covata indotto, i trattamenti li devi incominciare dopo 24 giorni, come ti ha detto anche Manu82, per dar modo che anche tutti i fuchi sfarfallano.
La soluzione di api-bioxal agisce per contatto e non per ingestione, lo zucchero serve solo a trattenere per un certo tempo l’umidità nell’alveare.

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 25/07/2011, 14:12
da danguerriero
L'ossalico gocciolato agisce non per contatto ma per ingestione.
Tramite la trofallassi le operaie si comunicano la soluzione di ossalico che ha una tossicità non acuta ma cronica
le varroe muoiono perché intossicate dalla emolinfa delle api contente ossalico.

E' il sublimato che agisce per contatto corrodendo il rivestimento cheratinoso delle varroe.

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 25/07/2011, 14:50
da Carlos
Danguerriero mi dispiace contraddirti ma Fabio ha ragione perché il prodotto agisce esclusivamente per contatto e non per ingestione come l’Apitol, in quanto la soluzione esercita un’azione caustica sulle varroe presenti sulle api che ben si guardano a raccogliere la soluzione zuccherina di ossalico.

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 25/07/2011, 15:08
da danguerriero
se il gocciolato agisse per contatto, per quale ragione si dovrebbe attendere il cambio generazionale prima di ripetere il trattamento?

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 25/07/2011, 16:03
da adolfopercelsi
lavori in corso

Per l’amica Chiara. e per chiunque voglia riflettere .

Apitol molecola
“Le industrie farmaceutiche intanto,
hanno ritenuto opportuno ritirare dal commercio Apitol
e Perizin,
gli unici acaricidi registrati per le api, perché invenduti
e c’è da immaginarsi che non investiranno altre risorse in questo settore nel prossimo futuro.”

L'Apitol con principio attivo il Cymiazolo cloridrato è sistemico= ciò a cui accenna Chiara

Alcuni di essi (Bayvarol e Apitol) non hanno
tuttavia neppure mai trovato una concreta possibilità di impiego in campo
- Occorre evitare stress chimici con prodotti proibiti, klartan, per agricoltura, assuntol per pulci,

Apitol, (Il prodotto indicato a Chiara)

perizin, apistan" chimicamente" micidiali in quanto lasceranno molecole nella cera anche per dieci anni.. Non bisogna ri-scherzare con il pur legale pubblicizzato Apistan, rimesso sul mercato


Al riguardo occorrerà far sapere ai più giovani
ancora costitutivamente ingenui, che con questi prodotti illeciti o quasi, si resterà biologicamente handicappati per parecchi anni;
la cera propria resterà bocciata in ripetuti esami gascromatografici
in occasione della richiesta per ottenere un ufficiale riscontro biologico.

prodotto ritirato

Le api, in realtà, non assorbono- non suggono, per via orale, l'ossalico misto ad acqua zuccherata come noi rifiuteremmo fragole, pur invitanti, se prima sono state avvoltolate- innevate di uno strato di cloruro di sodio, sale finissimo da cucina.

Pare- da quello che sono riuscito a trovare in saggi sull'argomento-
che l'ossalico operi non avvelenando l'emolinfa delle api come l'Apitol
e di riflesso poi neppure la varroa, pur bevendo questa anche diciotto "crodini " quotidiani nel bar emolinfatico addominale delle api...In media diciotto prelievi
Però,"astutamente" sempre dalla stessa perforazione iniziale per non indebolire la titolare. Ci rimetterebbe anche la varroa madre e le coabitanti sue poche nuove figlie.

chiara

-A presto.Forse. Un ciao dallo "Zio"

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 26/07/2011, 14:14
da fabio
danguerriero ha scritto:se il gocciolato agisse per contatto, per quale ragione si dovrebbe attendere il cambio generazionale prima di ripetere il trattamento?
E’ sempre preferibile non far subire due volte lo stesso trattamento alle api perché l’acido ossalico ustiona parti del loro corpo tra cui le antenne che sono le più sensibili. :wtf:

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 26/07/2011, 16:02
da danguerriero
non mi convince comunque la spiegazione;
quando lo sgoccioli (non nebulizzi), non mi direte mica che raggiungete tutte le api (e quindi le varroe) ?
o per contatto si intende evaporazione, e allora potrebbe anche essere una spiegazione.

Io sapevo della tossicità cronica per l'api, diffusione per trofallassi, tossicità acuta mortale per la varroa che sugge la emolinfa.

Qualcuno ha DATI o STUDI o FONTI precise?
e lei ing. Angrisani?

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 26/07/2011, 17:59
da fabio
Sono curioso di sapere dove l'hai letto o chi ti ha detto che l'ossalico gocciolato agisce non per contatto ma per ingestione. Posta qualcosa siamo curiosi.
Leggi questo articolo scritto dall'ingegnere Angrisani che è stato pubblicato su Api e flora Acido Ossalico, consigli, somministrazioni, dosi poi sei libero di pensare quello che vuoi.

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 26/07/2011, 20:59
da adolfopercelsi
danguerriero ha scritto:se il gocciolato agisse per contatto, per quale ragione si dovrebbe attendere il cambio generazionale prima di ripetere il trattamento?
--
Ciao Dan..
Cosa intendi per "cambio generazionale?"
35 giorni circa in estate( grande lavoro!)

o le Invernali ( pressappoco dal 15 agosto) che nascono "costitutivamente" diverse con più grassi-proteine di stoccaggio-vitellogenina, da vivere alcuni mesi arrivando perfino a gennaio?

Quando poi tu stesso
troverai dei testi specifici, ce li farai conoscere?
o quantomeno, vuoi risalire,semplicemente,grazie alla tua memoria
a chi ti ha riferito questo
o se l'hai sentito in qualche Conferenza-ad Apimel-Piacenza?

Sarà interessante.

Grazie anticipate
(a.p.)

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 27/07/2011, 0:18
da adolfopercelsi
danguerriero ha scritto: omissis da percelsi
"non mi direte mica che raggiungete tutte le api (e quindi le varroe) ?
Ciao Dan.. Una confidenza al riguardo
Personalmente nella mia vita di apicoltore, anni fa, sono sempre ricorso alla dose svizzera dei 35 grammi nebulizzati
-
nebulizzare1
nebulizzare2

Prelevavo il favo api con regina e lo deponevo( lì vicino) in una cassettina ben chiusa, per raccolta sciami, con rete e, leggermente alzato, il coprinido come adombramento

Massimo dieci minuti di trasferta con regina ed api.Se da sola, lei, di continuo "tenta" di evadere
Non nebulizzavo la regina ed il suo favo
visto che dopo ogni trattamento la Madre non deponeva per una settimana o più.

Tutti i favi ossalicati: ora il suo, no. Poteva riprendere sùbito la deposizione .
Preferivo avere qualche varroa in più che "stressare " la regina

Come dicevi tu
con il nebulizzato puoi spruzzare specificamente solo dove ci sono le api e quindi le "contatti" forzatamente quasi tutte

Con lo sgocciolato questo è e resta un problema

Penso che sia proprio per ciò che-secondo me- intelligentemente dal punto di vista apistico
è stata proposta l'idea di
sgocciolare l'ossalico Bi-Oxal traversalmente", eccetera
--
E' tutto.
Buona giornata all'intero Forum
(a.p.)

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 27/07/2011, 8:36
da danguerriero
poi sei libero di pensare quello che vuoi.
:ooh:
il mio post non vuole essere sterilmente polemico,
ho posto delle osservazioni puntuali e avrei piacere ad avere un CONFRONTO su quelle.

Nell'articolo citato c'è scritto "agisce per contatto".
Dovrei accettare una frase del genere come "verità rivelata"?
:)

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 27/07/2011, 13:32
da Carlos
In precedenza si pensava che l’acido ossalico cambiasse il pH dell’ emolinfa delle api, e dal momento che la varroa utilizza le proteine ​​nell’ emolinfa dell’ ape, si riteneva che il pH uccidesse la varroa direttamente. Chiunque può notare, però, che le api non mangiano la soluzione sulle barre in alto, e probabilmente neanche sui loro corpi.

Uno studio di Nick Aliano dimostrò tale teoria.

Egli divise la colonia in diversi settori e trattò solo una di essi e vide che il passaggio di miele attraverso la trofalassi non provocava la morte della varroa nel settore non trattato ma essa moriva solo attraverso un contatto fisico con le api trattate.

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 27/07/2011, 13:38
da danguerriero
grazie Carlo,
ho letto l'articolo di Aliano: molto interessante.

Costruttiva questa nostra discussione!
e mi scuso per aver contraddetto erroneamente fabio

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 27/07/2011, 14:41
da chiara83
mi sono molto divertita,imparando anche qualcosa in più..ovvio,a leggere commenti e battibecchi a cui ho inolontariamente dato inizio...
risultato...non farò il trattamento così come era stato consigliato,
aspetterò il periodo giusto e il blocco naturale di covata..
grazie a tutti per tutte le informazioni. :ave:
passerà del tempo credo,spero.. prima di fare qualche nuova domanda...perchè Dio mio
lungi da me creare discussioni!!! :zip:
saluti a tutti!

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 27/07/2011, 15:42
da adolfopercelsi
MANU82 ha scritto: omissis da percelsi.
"fai come ho fatto io mettendo il telaino da nido con regina sopra l'arnia con due melari e l'escludi regina a separare il nido con i melari"
Saluti..
lavori in corso.. dallo "Zio"Adolfo
--
Ciao MANU
anzitutto complimenti per il tuo corredo ereditario sano perché ti ha fatto ignorare già d'istinto
la gabbietta del Grillo, ancora di moda, per imprigionare la regina ma offrendo a lei addirittura un favo intero

Il tutto, però, se ascolti me ha ancora delle controindicazioni a cui oso accennare
Ti espongo subito questa esperienza

Immagine

Quando io desidero che le api mi costruiscano delle celle reali, ricorro all mia" Isola d'Elba" rete mm 4
che mi fascia un intero favo con api e regina
ma che,in questa circostanza, non colloco al centro, attorniato da tutti gli altri di covata.. ma volutamente in penultima fila
In 5/6 giorni mi imbastiscono già delle nuove celle reali
In tre giorni della fase uovini le api devono prendere atto che la madre manca

Trafila temporale anche nel tuo caso
Nel nido restano i suoi ultimi uovini che rimangono tali per tre giorni

Seguono i loro quattro giorni come larve dopo di che vengono chiuse (3+4=7)
Dopo un tot di giorni, cioè, nella famiglia orfanizzata non c'è più covata aperta

Con grande soddisfazione,quando tu hai scovato la regina prelevando con facilità ed impilandola nei due mielari già sovrapposti= equivalente volume di un nido
restano sul posto le ultime uova della regina

che restano tali per tre giorni; allo stesso tempo, le uova, il terzo giorno, toltesi il pigiama lasciano sgusciare fuori una mini larvetta
per i classici quattro giorni dei quali
anche la varroa potrà usufruire per sistemarsi in attesa del momento giusto per lasciare il nascondiglio della pappa reale, approfittandone pure .preparandosi a deporre

In questi tre giorni della fase uovini le api devono prendere atto che la madre manca.

Se attendessero che diventino larve potrebbero trovare poi quelle di di due-tre giorni ma, nutrite non totalmente a pappa reale..allevando regine "mal nutrite"

Dopo cinque giorni di vita e fase dell’uovo in larva
le api rischiano
di essere alle prese con api normali (anche una cinquantina che decideranno di deporre loro uova, e ciò anche venti giorni dopo, per quanto presumo..ma a finalità maschile
( Sono le famose fucaiole) Vedi link
solo maschi
solo maschi2

( a seguire le conclusioni finali)
a.p.

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 28/07/2011, 18:19
da adolfopercelsi
dallo "Zio"anche se dovrebbe prima finire il discorso con MANU.

Testo di Nick Aliano sull'ossalico

Assegnato come premio( Awards) all’Università di Nebraska siamo debitori ad Aliano quanto espresso nel testo che seguirà.
(Ritengo possa essere
un regalo collettivo per l’Archivio storico documentario del nostro Forum Angrisani )

Relax( solo iniziale)
David Livingston scopri( per caso) le ripidissime Cascate Vittoria, in Africa

Un grazie a Danguerriero che ci ha obbligato risalire alla fonte- -radice risolutoria di una vivace fruttuosa discussione


Di Nick Aliano
“Ho studiato le strategie per la riduzione delle popolazioni di acari varroa (Varroa destructor)in colonie di api (Apis mellifera) usando acido ossalico (OA).
Ho esaminato l'efficacia di OA sia in colonie prive di covata che in quelle che la contengano.
.
I miei dati indicano che l'OA è più efficace nel ridurre le popolazioni di varroa,
quando le colonie sono prive di covata
perché le applicazioni ripetute dell'OA non riducono significativamente le popolazioni degli acari nelle colonie in cui è presente covata.

Successivamente, ho quantificato la tossicità per contatto dell'OA, agli acari della varroa e loro ospiti nei biotest laboratorio.

I risultati indicano che l'OA ha una bassa tossicità acuta per le api, per il miele
e una tossicità acuta elevata sugli acari.
-I dati sulla tossicità aiuteranno gli scienziati per la preparazione di dosi letali di OA al parassita
ma proteggenti ancora il suo ospite.

Ho anche studiato come l'OA è distribuito nelle colonie di api
(Nota del sottoscritto.Il “trickle”, sottostante è stato tradotto “con il metodo del filo” mentre indica semplicemente il metodo sgocciolato
Per questo studio..when applied using the trickle method
,
Ergo. Solo
"Per questo studio con il metodo dello sgocciolamento
ho costruito nove Langstroth con 3 diversi tipi di divisori che ha permesso la trophallaxis ( bocca a bocca), contatto fisico, o fumigazione".
.
Ho trattato le api da un lato del divisore e conteggiato la mortalità degli acari; poi ho pure monitorato entrambi i lati, quelli trattati e non .

Il contatto bee-to-bee ( da ape ad ape) è stato la principale modalità per la distribuzione di Oxalic acid
--
A presto.Ancora solo una ventina di righe del Docente Aliano, circa i pacchi d'api e loro trattamento
(a.p.)

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 30/07/2011, 23:08
da adolfopercelsi
Dallo "Zio"

Ciao MANU.ri-eccomi ancora da te, dopo aver, nel frattempo, vagabondato.

Il volume di un mielario, con un favo da nido-api con regina è buona soluzione ma succede anche questo.
-
Concretamente.
Le mie api del nido non percependo più con le loro zampette
il ferormone materno sulle cellette che percorrono, dopo due giorni, abbozzano celle reali

Vai pure tu a curiosare queste tue già belle celle reali

Libera la regina. Cioè riportala a casa con le figlie del favo
e che la proteggeranno..

Delle celle reali, per me, lascia fare alle api. Non accondiscendere voglie da trinciapolli
Mie api con cellette reali,anche undici, quasi opercolate ,
sono fermate da una nuova..

Questione meteo
Solo per chi risiede a Marrakès .. Da me, in questi giorni ha fatto molto freddo.
Il volume di un mielario a buona temperatura me lo sogno

Anche il freddo, per la covata, è autentico mini freezer

-Per non fare, poi, solo ipotesi

mai in solitaria

attorniata da covata

di certo celle reali

solo diciotto giorni

In concreto..
La regina va confinata
1) su favo grande mm 4
oppure nella ultima gabbia GB ( Vedi nostro Forum-Home Page )
2)va sempre lasciata nel nido
3) inframezzata a tutti gli altri favi di covata e mai in solitaria

Ricordo che costa poco costruirne una come le tante con cui ho ormai tappezzato i files
in cui si potranno trovare le misure: e ciò, sovente, anche in Tecniche apistiche “Mini “attrezzature” consigli Percelsi" .Il cognome non conta

Ad imbastirle, però .. ci si arriverà solo se per le api si è disposti a perdere qualche mezz’ora per realizzare il tutto
Si tratta, infatti, di essere molto precisi; non sgarrare un millimetro perché la madre regina potrebbe sfuggirci inosservata, come le imbarcazioni inglesi di sorveglianza furono gabbate da Napoleone all’Isola d’Elba

Infine
Circa il tenere la regina anche 21-24 giorni ho convinzioni decisamente diverse dalle attuali.

Sovente, e questo per me, è grave, non ci si rassegna a voler distruggere ciò che la regina ha deposto con tutte le varroe che sono entrate in maternità e ciò già solo in diciotto o giorni

Chi la sistema nella gabbietta del grillo non cava ragno dal buco nemmeno per deposizione della regina
...Gli ultimi suoi tre giorni poi per fare 21 hanno a che fare con uovini che rimarranno tali per tre giorni e non ricercati per nulla dalle varroe in cerca di reparti maternita per "puerpere!

MANU, non ho inteso parlare direttamente solo a te. Ti sono sommamente grato per aver accennato alla modalità che hai realizzato. Ho aggiunto soltanto qualche propaggine
Con stima (a.p.) :ave:

Re: Trattamenti con acido ossalico

Inviato: 02/08/2011, 8:27
da MANU82
Grazie allo Zio per tutte le informazioni utili che ci sta dando.
Circa 15 giorni fa ho diviso una famiglia in due arniette di polistirolo per poter fare uno sciame in piu' e sperando di portarle avanti fino alla prossima stagione.
Uno sciame è stato fatto con la regina mentre l altro sono state messe solamente covate sperando che lo sciame sia in grado di far nascere la regina.
Sabato dovrei iniziare il ciclo di apilife e secondo voi posso trattare anche quest'ultimo o rischio di perdere la regina visto che sara' appena nata e probabilmete non sara' ancora uscita per il suo primo accoppiamento?
Saluti..