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Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 19/11/2020, 20:04
da Ortega

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 20/11/2020, 14:37
da Rob
mhà.. sarà.. personalmente non mi ritrovo in questa teoria.. chiaramente si tratta di un metodo "a spanne" perchè è impossibile con quella formula risalire alla percentuale di varroe che son rimaste.. tuttalpiù posso vedere la percentuale di caduta rispetto all altro trattamento "ultimo di prova" di perizin (citando l esempio), ma questo non mi da nessuna garanzia che sia l effettiva percentuale di caduta rispetto alla varroa presente.. è ben diverso.. scusate, ma com è possibile risalire al numero se non è possibile fare un conteggio iniziale pre-trattamento? basarsi su percentuali fittizie mi sembra un pò poco.. io preferisco guardare lo stato di salute generale dell alveare prima di muovermi in qualsivoglia direzione..

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risposta lungherrima, per chi avesse tempo/voglia..

Oggi continuiamo ad abbatterne senza sapere quante ve ne son rimaste, semplicemente perchè ne vediamo cadere ancora, perchè se son molte si fa "un altro giro", questo è la realtà, perchè tutti gli apicoltori cercano di avvicinarsi alla "fatidica" caduta zero.. il numero di varroe iniziali e varroe restanti purtroppo è impossibile stabilirlo.. a dirla tutta non dovrebbe nemmeno interessarci più di tanto il numero in sè.. è ben più importante capire come la famiglia ne sopporta la pressione esercitata da quel numero (piccolo o grande che sia), questo perchè le famiglie son tutte differenti e reagiscono alle patologie in maniere differenti, sopportando numeri enormemente differenti, reagendo differentemente ad alcuni prodotti e via discorrendo.. la formula ci serve per dormire tranquilli la notte credendo di aver abbattuto una qualsivoglia percentuale senza aver capito quanto e come la famiglia stà reagendo alla pressione di un numero indefinito di varroe.. non si può stabilire se una famiglia "soppravviverà" alla varroa o meno leggendo solo il fondo dopo i trattamenti..

inoltre queste son le formule fornite "dai chimici e dagli scienzati da laboratorio", che dicono che tal prodotti hanno efficacia fino ad un massimo del 97%, in condizioni ottimali.. assenza di covata, assenza di farmacoresistenza, temperature idonee, ecc ecc.. ma in realtà non sono percentuali che si posson usare per definire la validità del trattamento sul campo vero, in apiario le cose son ben diverse..

credo che cambiare prodotto per fare una verifica sia utile per scoprire se il prodotto precedente ha funzionato o meno.. se "la prova del nove" effettuata con secondo trattamento diversificato non presenta ulteriore caduta significa che il primo ha funzionato (forse), altrimenti se il numero persevera o aumenta cè "qualquadra che non cosa".. ;) da queste varroe cadute non è possibile risalire al numero iniziale e al numero residuo.. se diamo per buona la percentuale di abbattimento dei prodotti fornita dai produttori allora ok, ma credo che oramai "non ci casca più nessuno".. è logico e basta verificarlo sulle proprie arnie, invece che trangugiare teorie per paure di vedersi perse le famiglie..

la realtà è che la varroa (intesa come patologia) presenta segni tangibili sulle api , non son sul cassetto del fondo.. bisogna imparare a valutare la pressione che la patologia esercita sulla famiglia viva.. come e quante pupe vengon rovinate? quante api nate oggi non in grado di sopravvivere, volare e lavorare per l alveare? quanta covata è rovinata o si è malata? come stanno e quante bottinatrici la famiglia stà perdendo? dalla conta nel cassetto di fondo queste cose non si vedono!

*perdonate la similitudine che poco c azzecca ma.. se necessitate di sverminare o spulciare un altro animale domestico (cane, gatto,..) valutate il numero di quante pulci e vermi che cadono dopo il tattamento o valutate lo stato di salute generale dell animale?

ora io capisco che di metodologie ve ne son una ciascuno e fortunatamente in apicoltura si può fare di tutto.. ma spesso quando si chiede "come stanno le tue api?" .. la maggior parte degli apicoltori non sa rispondere.. la maggior parte non comprende i segnali e lo stato delle famiglie in sè.. è per questo che nascono "escamotage" per cercare di "fare qualcosa" per salvare le api..

come dice bene Ortega è sacrosanta la conta delle varroe morte, ed è giustissimo fare trattamenti di confronto.. però non può essere che resti un azione slegata dallo stato della famiglia.. trattare a prescindere senz aver capito la logica che stà dietro ai trattamenti và bene giusto i primi due/tre anni intanto che ci si fa l occhio e la mano.. ;)

Grazie per lo spazio.. ;)

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 20/11/2020, 18:23
da BjHorn
Rob ha scritto: 20/11/2020, 14:37 risposta lungherrima, per chi avesse tempo/voglia..
Si, sono abbastanza d'accordo su tutta la faccenda.
Anche io sono dubbioso circa percentuali e numeri, alla fine conta come sta la famiglia, come hai ben detto.
Io, che sto attento e scrupoloso con i trattamenti, ho avuto due famiglie molto intasate di varroa, che ha fatto molti danni!
Le arnie a fianco, stesso trattamento nello stesso momento, stavano alla grande.
Di quelle che stavano messe peggio, una mi hanno fatto addirittura temere che fosse in atto la peste europea, i sintomi c'erano tutti, ma non ho fatto il kit diagnostico per averne la certezza.
In buona sostanza, ho bloccato la regina, e aiutato le api a rimuovere le larve morte dalle celle, togliendo anche quelle nelle celle opercolate, una faticaccia. A quel punto vedevo la varroa CORRERE sui favi quando la rimuovevo dalle celle, e SALTARE addosso alle api che si trovano a passare nelle vicinanze, non credevo fosse così agile.
Quando tutta la covata ha sfarfallato, libero la regina e via di sublimato. Problema risolto!
Le altre arnie, a 50 cm (ripeto) stavano benone! Stesso trattamento, stesso periodo, stesso tutto.

Questa estate faccio la conoscenza di un ragazzo, che ha 2 arnie, ma non ha il tempo di occuparsene, e mi chiede se per favore posso pensarci io.
Mi dice che sono almeno 3 anni che non vengono visitate (3 anni...) da nessuno, nessun tipo di trattamento se non delle strisce di non so cosa, TRE ANNI PRIMA! E che se riesce a recuperare un pò di miele dai mielari che stanno li da chissà quanto... lui sarebbe molto felice.
Mi reco dalle sue api con il cuore in mano, già prospettando che, visto che non hanno fatto trattamenti da ANNI, siano sul punto di morire.
Arnie storte, che a stento stanno in piedi, vassoio MAI tolto, pieno di qualunque cosa, favi sciolti sui telai, crollati per il caldo e per non aver zigrinato i fili, insomma... UN MACELLO!
Ma... le api in splendida forma! Famiglia numerosissima, covata uniforme e scorte all'inverosimile.
In una c'erano addirittura due regine, e le ho divise.
Poi ho fatto un solo giro di sublimato, giusto per vedere cosa succedeva, e la varroa ovviamente è caduta, ma la famiglia si mostrava piena di salute, giusto qualche larva morta in cella, e qualche ala deforme.
Famiglia "varroa-resistente"? Mboh!

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 21/11/2020, 14:11
da Rob
Famiglia "varroa-resistente"? Mboh!
Non credo.. :) ..o almeno dipende dall accezzione che gli diamo.. ;)

..dal mio punto di vista le famiglie "allo stato brado" e lasciate a sè stesse sanno cavarsela da sole, entro certi limiti e non "per sempre" chiaramente..

Ciò non mi stupisce, perchè se è vero che son 3anni che nessun le controlla è quasi certo che abbiano fatto (seppur poche) delle sciamature.. toccasana per la varroa.. infatti quando lo sciame se ne và anche la varroa vien dimezzata, molta di quella in fase foretica migra insieme allo sciame e nell alveare d origine ne resta logicamente meno.. importante è anche il fatto di avere molte scorte di miele a dispozione, dato che nessuno leva più il miele-extra da tempo, in primavera (se ci arrivano) avranno a disposizione un sacco di pappatoia utile appunto per formare nuovi sciami e perpetrare la specie.. in genere qui consideriamo che la varroa necessità di almeno tre stagioni per distruggere un "nucleo nuovo" .. in altre parole la varroa non uccide la famiglia nel giro di pochi giorni, anzi necessita di molto tempo per giungere a numeri tali da far soccombere le nostre amate api.. i trattamenti si fanno per rimandare di stagione in stagione questo "limite di collasso" imposto dal modus operandi umano.. :)

Perchè in apicoltura odiernamente la varroa fa così tanti danni? perchè l apicoltore elimina (o riduce drasticamente) il numero di sciamature nell arco della vita naturale di un alveare.. sappiamo che vi è almeno una sciamatura per famiglia ogni stagione, quindi quante sciamature abbiamo bloccato, ad esempio, in un apiario di 10alveari nel corso di 5 anni? ogni sciamatura "diluisce" la varroa, per far miele si dovrebbe tener lo sciame dentro l alveare, per far miele si dovrebbe accumulare varroa.. da qui nasce la necessità di un sistema per contenere artificialmente la varroa, se vogliamo produrre un qualche cosa.. a mio avviso in natura una piccola resistenza esiste già, certo non è definitiva e totale, ma certo è che api e varroa coesistono da molto.. purtroppo la varroa approdando su mellifera trova vita facile, l ape in sè potrebbe arrangiarsi per qualche stagione, ma alle sue condizioni, mentre oggi le condizioni vengon dettate dall apicoltore.. :)

Certamente abbiamo notato che esistono ceppi più rustici e altri meno, ma per come interpretiamo l apicoltura "moderna" siamo destinati a veder tribulare entrambe le parti, proprio perchè il "sistema standard apistico umano" non consente all ape di esprimersi in toto.. ;)

..my two cents.. ;)

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 21/11/2020, 16:06
da BjHorn
Rob ha scritto: 21/11/2020, 14:11..my two cents..
...buttali via... E' sempre utile discuterne. :eheh:

Tornando alle due arnie di cui sopra, solo una era sciamata, forse anche più di una volta. L'altra, quella con due regine, c'era ancora la regina (marchiata) originale del 2018.
Regina che dopo aver fatto la sciamatura artificiale, ha tirato le cuoia ed è stata sostituita con una nuova.
Sono comunque arnie che hanno subito molta calura, molti favi collassati che hanno finito col "tappare" il fondo, chiuso dal vassoio pieno di cera fusa, propoli, e ogni genere di animaletto che scialava nella poltiglia!
Può darsi che le alte temperature abbiano dato una mano! :emo_pic_105: :emo_pic_105:

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 21/11/2020, 17:40
da Ortega
Da quando è stata segnalata ufficialmente la presenza di varroa in Italia, :wtf: molti studiosi hanno messo a punto opportune tecniche utile per diagnosticare la parassitosi negli alveari colpiti

L'interesse è stato rivolto verso quei metodi diagnostici che fossero alla portata degli apicoltori sia in termini pratici sia in termini economici.

Tra i metodi proposti si possono ricordare l'analisi dei residui invernali utilizzando il telaio diagnostico al fine di trovare le varroe naturalmente morte, l'esame delle api adulte, l’osservazione interna di alcune cellette opercolate contenenti covata maschile. Ed infine, il trattamento con acaricidi in grado di staccare le varroe dal corpo delle api adulte. :ya:

L'applicazione di questi metodi diagnostici può fornire risultati diversi a seconda del grado di infestazione degli alveari. :hurted:

Nelle famiglie gravemente infestate ognuno di questi metodi è in grado di segnalare chiaramente la parassitosi in atto. Al contrario, in presenza di bassi livelli d’infestazione, il trattamento con un principio chimico di sintesi autorizzato si è dimostrato nettamente superiore ad ogni altro metodo. :okok: Poiché l'interpretazione dei risultati delle sperimentazioni sia delle indagini le diagnosi è strettamente legata alla standardizzazione delle metodiche, è stata pubblicata una serie di proposte sui metodi ritenuti più idonei per la diagnosi e la valutazione del numero di acari presenti in alveare

Essi si riferiscono alla:
l. Mortalità naturale degli acari: viene rilevata mediante un apposito telaio inserito sul fondo dell'alveare (telaio diagnostico). Nel caso lo si cosparga di materiale adesivo inerte, questo telaio può funzionare da blando sistema di controllo della parassitosi, in quanto non permette agli eventuali acari vivi caduti accidentalmente di risalire nel nido.

2. Raccolta degli acari morti in seguito a trattamenti: viene effettuata utilizzando un metodo analogo al precedente.

3, Stima della forza della famiglia di api: si esegue attraverso la valutazione dei sesti di favo occupati dalle api adulte, Questo metodo è stato messo a punto sia per il favo Dadant Blatt interamente costruito, sia per il caso di una sua parziale costruzione. Nel primo caso si ha una valutazione di circa 250 api adulte per sesto di favo, nel secondo caso di 220. Il metodo, originale ed estremamente pratico, risulta efficiente, ripetibile ed eseguibile in tempi rapidi

4, Stima della popolazione totale degli acari presenti in un alveare:
si esegue in base ai risultati ottenuti con trattamenti chimici alla famiglia di api in assenza di covata. Per ottenere questa situazione si può ricorrere alla temporanea segregazione della regina in apposite gabbiette al fine di impedire la ovideposizione e permette così il completo sfarfallamento della covata esistente.

Dall'analisi dei dati ricavati emerge chiaramente che soltanto con l'abbattimento totale per via chimica degli acari presenti in una famiglia è possibile ottenere dati sicuri con cui calcolare il numero di varroe presenti in alveare. :clap: Non è più sostenibile il criterio di condurre indagini e sperimentazioni basandosi esclusivamente sui dati raccolti a campione.

Anche nella pratica apistica, per essere quantitativamente attendibile, l'intervento deve essere eseguito su tutti gli alveari di un apiario.

Inoltre, lo stato attuale delle conoscenze induce ad indicare come esigenza imprescindibile l'uso oculato dei mezzi chimici di controllo mediante l'applicazione di un corretto dosaggio e la non ripetizione sulle stesse colonie di trattamenti a base del medesimo principio attivo, pena l'insorgenza fra gli acari di forme di resistenza.

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 24/11/2020, 13:51
da Rob
Ortega, condivido tutto ciò che hai scritto.. i trattamenti son sacrosanti, purtroppo per le realtà in apiario che esistono è assai difficile stabilire quante varroe son presenti pre-trattamento e quante ne rimangono dopo.. ma sopratutto non è possibile abbinare ad un numero una certa entità di danno..

i miei dubbi permangono, infatti noto sempre più spesso come i numeri non riescono ad aiutarci, perchè a volte famiglie vengon devastate da un infestazione nella media, mentre altre famiglie sopravvivono egregiamente a infestazioni assurde, ad esempio anche oltre 1500varroe "misurate".. com è possibile? siamo sicuri che non ci stia sfuggendo qualcosa? (no, qui non abbiamo api resistenti alla varroa) ;)

sottolineo che praticare trattamenti acaricidi è indispensabile, abbattere la varroa può solo far bene alle famiglie, ma bisognerebbe capire anche che è una pratica molto delicata, perchè nella maggior parte dei casi purtroppo si giunge a trattare " a prescindere", "trattare fino a caduta zero", proprio perchè non siamo in grado di valutare quale e quanto danno apporterà un certo numero di acari a una determinata famiglia in un determinato periodo o situazione.. le variabili son innumerevoli..

domanda retorica: "ciao, in una famiglia ho notato più di duemila varroe cadute totali post trattamento.. che dici sopravviverà? " .. .. ..

..nessuno (ma proprio nessuno) può battezzare una famiglia solo leggendo i numeri di varroe presenti/abbattute/residue.. ci và molto altro.. e volendo possiam addentrarci ulteriormente nel discorso.. ;)

ci raccontiamo sempre di come andrebbero alleggeriti i carichi di trattamenti, ma l impressione è che la tendenza sia contraria, ovvero tratto se no perdo le api, tratto per sicurezza, tratto perchè lo fanno anche gli altri, tratto per.. e via discorrendo..

..e ci stà, poi però bisogna andare alla ricerca, studiare i propri alveari, le peculiarità dell apiario.. son tutte cose direttamente o indirettamente collegate, perchè oramai non si può slegare gli argomenti in apicoltura, è tutto un cerchio.. prima capiamo le "nostre api" e prima potremo fornire loro aiuti più mirati.. standardizzare i trattamenti da nord a sud, da est a ovest, in pianura al mare o in montagna è forse uno degli errori più grossolani in questo campo.. ;)

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 25/11/2020, 21:02
da Ortega
Per stabilire quante varroe possono esserci, prima di fare un trattamento, consiglio di leggere gli articoli pubblicati da Adolfo Percelsi sul sito http://www.apicolturaonline.it/conteggiovarroe1.htm Anche se sono conteggi teorici, si avvicinano molto alla realtà. :read:

Dalla sua comparsa, nel 1980, le famiglie morivano se infestate da 15.000-18.000 varroe, con 10.000 varroe sopravvivevano con qualche danno, con 5.000 varroe sopravvivevano. Ora bastano meno di 1000 varroe per provocare il collasso della famiglia o una grave infestazione. :angry: :angry:

Questo peggioramento è causato dal rilascio di virus nel corpo dell’ape tramite le ferite che la varroa stessa provoca. Con i trattamenti muoiono gli acari ma i virus sopravvivono. :ooh:

Le famiglie che hanno un elevato tasso di varroe, e non hanno altre patologie in atto, riescono a sopravvivere per alcuni anni. In ogni caso, i trattamenti devono essere fatti anche se la famiglia è in ottima salute. Fare i trattamenti in maniera sconsiderata, fino a portare la caduta di varroa prossima allo zero, non la condivido. :na:

Per poter anticipare o ritardare i trattamenti, bisogna tener conto delle variabili interne all’alveare: la forza, la vitalità della famiglia, i problemi sanitari ecc. Non si può scindere gli uni dalle altre. :emo_pic_18:

L’esordiente che non riesce ancora a individuare nessuna variabile, per non perdere le famiglie, deve obbligatoriamente eseguire i trattamenti consigliati dall’associazione di zona, utilizzando lo stesso prodotto degli apiari esistenti nella zona. :sad:

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 25/11/2020, 21:42
da old
Consiglio per tutto l’anno.
I trattamenti si fanno quando si deve, alla dose che si deve e come si deve.
Non le conto mai, né prima né durante né dopo, non faccio calcoli. E mi va bene.
Le conte ed i calcoli ho provato a farli, conclusione: non sono attendibili né ripetibili.

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 06/10/2021, 12:53
da Marianna
Cosa ne pensate, del doppio diaframma per l'invernamento.

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 07/10/2021, 20:33
da Ortega
L’inserimento di due diaframmi, in aderenza alle pareti dell’alveare, nel periodo di preinvernamento e/o invernamento è :ya: , perché isola la famiglia lontano dalle pareti fredde dell’alveare e ci spinge, per lasciare spazio ai diaframmi, a togliere telaini vecchi e difettosi.

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 10/10/2021, 9:06
da fabio
Marianna ha scritto: 06/10/2021, 12:53 Cosa ne pensate, del doppio diaframma per l'invernamento.
L’inserimento di due diaframmi, ai lati del nido, è solo uno dei tanti elementi che creano un buon invernamento.

Molti apicoltori, pensano di aver risolto il problema dell’invernamento inserendo i diaframmi e coprendo il coprifavo con degli elementi isolanti, Questo modo di procedere, senza tener conto anche della quantità e qualità delle provviste interne all’alveare può esporre le api in maggior misura a morte per fame, all’inizio della primavera, quando la covata è in piena espansione.

Oltre all'invernamento esterno, quello all'interno dell'alveare va fatto in questo modo: i telaini interni all'alveare colmi di miele o presi in magazzino, vanno messi in aderenza ai diaframmi perché contribuiscono ad incrementare la coibentazione del nido” il miele è un ottimo isolante” poi i telaini contenenti polline, e al centro vanno poi collocati i telaini, coperti di api, avente una corona di miele sopra e al centro celle vuote, perché in inverno le api preferiscono aggrapparsi alle celle vuote e all’inizio della primavera saranno le prime ad essere riempite di covata.

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 10/10/2021, 12:58
da Ortega
Marianna ha scritto: 06/10/2021, 12:53 Cosa ne pensate, del doppio diaframma per l'invernamento.
In una famiglia normale, il primo diaframma s’inserisce nella visita di preinvernamento, dopo aver controllato le provviste e la condizioni dei favi, mentre il secondo, nella visita d’invernamento, quando i telaini coperti di api sono diminuiti di numero.

Il controllo delle provviste come descritto da fabio si fa nella visita di preinvernamento, per dare il tempo alle api di organizzare il nido, mentre nella visita d’invernamento, oltre all’ultimo controllo interno, si procede all’isolamento esterno dell’alveare

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 11/10/2021, 20:53
da Marianna
fabio ha scritto: 10/10/2021, 9:06 Molti apicoltori, pensano di aver risolto il problema dell’invernamento inserendo i diaframmi e coprendo il coprifavo con degli elementi isolanti, Questo modo di procedere, senza tener conto anche della quantità e qualità delle provviste interne all’alveare può esporre le api in maggior misura a morte per fame, all’inizio della primavera, quando la covata è in piena espansione.
Cosa s’intende, coibento gli alveari, provviste in abbondanza e all’inizio della primavera le api mi muoiono per fame?

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 12/10/2021, 12:49
da fabio
Se coibentiamo bene gli alveari, le api non riconoscono, come noi, più le stagioni.
Non ci sono più le stagioni di una volta. Il clima cambia continuamente determinando pesanti anomalie sia nel regno animale che nel regno vegetale.

Detto questo, la regina può anticipare la deposizione e se non ci sarà un apporto di nettare e polline dall’esterno, tutte le provviste saranno consumate brevemente, portando la famiglia alla fame. Questo può accadere anche se non programmiamo bene la nutrizione stimolante a fine inverno, che oltre a far morire le api di fame, se ci sono ritorni di freddo, le api non riuscendo a riscaldare la rosa di covata periferica l’abbandonano lasciandola morire.

Intasare il nido di provviste, nel pieno dell’inverno, non serve a granché. Basta avere poche scorte di ottima qualità (sono da escludere scorte di miele extrafiorale) e a contatto con il glomere.

Le provviste sia di miele che di proteine servono in gran quantità, all’inizio della primavera, quando la regina incomincia a deporre e la covata è in piena espansione.

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 12/10/2021, 14:32
da Ortega
fabio ha scritto: 10/10/2021, 9:06 Le provviste sia di miele che di proteine servono in gran quantità, all’inizio della primavera, quando la regina incomincia a deporre e la covata è in piena espansione.
Un errore che commettono molti principianti, nutrono le api solo con i carboidrati (acqua e zucchero) trascurando le proteine che si possono rimpiazzare egregiamente, dal lievito di birra, tuorlo di uova, latte scremato, farina di castagno ecc., in mancanza d'importazione di polline dall’esterno,

Quando nell’alveare scarseggiano le proteine, le api per allevare la covata e/o sopravvivere si danno al cannibalismo. Vi invito a leggere questo articolo pubblicato sul sito https://www.apicoltoremoderno.it/il-fen ... nelle-api/

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 16/10/2024, 7:00
da Marianna
È quasi ora di preparare le famiglie di api per l'inverno, o è troppo presto data la temperatura calda?

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 16/10/2024, 18:52
da Gnappo
Dipende dove ti trovi :) , in montagna al nord è tardissimo. In pianura al nord sei al limite, al centro ed al sud non in altura in pratica non si fa un vero e proprio invernamento.

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 16/10/2024, 19:44
da Marianna
Mercogliano (AV)

Re: Consigli per l'inverno

Inviato: 16/10/2024, 22:00
da ciocca956
Marianna ha scritto: 16/10/2024, 7:00 È quasi ora di preparare le famiglie di api per l'inverno, o è troppo presto data la temperatura calda?
Non no. Le temperature sono apparentemente alte.
La notte è freddina. Quest'anno l'autunno ha decisamente mostrato di essere vivo.
Io ho già ristretto tutte le famiglie, ho controllato le scorte. Di giorno quando il tempo è buono bottinano ancora edera ma i giorni di pioggia sono tantini e bisogna essere sicuri che non mancano di scorte. Ho anche dato l'ultimo litro di sciroppo per arnia più che altro per diluire il nettare di edera. Non è un vero e proprio invernamento però è meglio giocare d'anticipo.