Spazio Mussi
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Re: Spazio Mussi
Non posso fare a meno di partire da un dato di fatto, con lo Spazio Mussi le api si liberano della varroa e questo succede regolarmente dalla primavera del 2004.
Ma ammettiamo, giusto per discutere, che Carlo abbia ragione quando dice
- La nostra ape non ha mai convissuto con la varroa perciò non ha nel suo patrimonio genetico questa attitudine a liberarsi di essa.-
e che
- le api sono intelligenti-
Se questo è vero allora se ne deduce che le api hanno imparato a contrastare la varroa, per lo meno le api della provincia di Trapani, quelle della provincia di Carrara e quelle della provincia di Verona.
E tutte le altre sono stupide?
Non è una tesi sostenibile.
Non commento i risultati di Fissore e di Ghilardi, non ho elementi sufficienti ma, ci possono essere stati tanti motivi per cui l'esperienza è stata negativa.
Nel passaggio dallo spazio Dadant allo spazio Mussi, le api vanno accompagnate mettendo in atto semplici accorgimenti da apicoltore, fino al raggiungimento di un nuovo equilibrio, miracoli non ne fa nessuno.
Saluti a tutti
V. Stampa
Ma ammettiamo, giusto per discutere, che Carlo abbia ragione quando dice
- La nostra ape non ha mai convissuto con la varroa perciò non ha nel suo patrimonio genetico questa attitudine a liberarsi di essa.-
e che
- le api sono intelligenti-
Se questo è vero allora se ne deduce che le api hanno imparato a contrastare la varroa, per lo meno le api della provincia di Trapani, quelle della provincia di Carrara e quelle della provincia di Verona.
E tutte le altre sono stupide?
Non è una tesi sostenibile.
Non commento i risultati di Fissore e di Ghilardi, non ho elementi sufficienti ma, ci possono essere stati tanti motivi per cui l'esperienza è stata negativa.
Nel passaggio dallo spazio Dadant allo spazio Mussi, le api vanno accompagnate mettendo in atto semplici accorgimenti da apicoltore, fino al raggiungimento di un nuovo equilibrio, miracoli non ne fa nessuno.
Saluti a tutti
V. Stampa
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Re: Spazio Mussi
Siete voi che lo dite infattistampa ha scritto:E tutte le altre sono stupide?
Cosa significa si liberano?? Vuol dire che ci sono sempre ogni anno?? quindi non sono molto più intelligenti delle altre api.stampa ha scritto:Non posso fare a meno di partire da un dato di fatto, con lo Spazio Mussi le api si liberano della varroa e questo succede regolarmente dalla primavera del 2004.
- adolfopercelsi
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Re: Spazio Mussi
--marcantonio ha scritto:
A distanza di tanti anni ci sono ancora molti apicoltori che chiedono se lo spazio Mussi funziona. omissis da a.p.
Un saluto a tutti gli amici del forum
Ciao Marcantonio
Sono lo “Zio”
Ti trovo molto combattivo; penso nella direzione scientifica giusta.
Vuoi, cioè, conoscere i dati che riguardano un argomento
Finora come tu avrai constatato non c’è stata alcuna risposta a ciò che hai chiesto, ma solo affermazioni generali ( a Verona e altre città nominate, per esempio, ci saranno pure degli apicoltori alla “Mussi”,con nome e cognome? )
Intermezzo
Per non rovinare il filo logico che seguirà oso presentare questa precisazione per rendere sùbito chiaro l’aggettivo "ortogonale" che ricorrerà più volte
(Greco ortòs=retto e gonios= angolo;angolo retto. Bla bla bla)
Oggi, Marcantonio, con piacere ti faccio conoscere una prima risposta, per me preziosa, equilibrata a cui ognuno può accedere cliccando su Google
apicolturangrisani.it e scrivendo
Spazio Mussi.
Apparirà una scritta
---
IL MIO PENSIERO SULLO SPAZIO MUSSI
---
Testo presente nella Home page del nostro Forum. Menu principale
di Pasquale Angrisani
“La varroa, in fase foretica, si sposta sulle api attraverso due strade, una in senso parallelo ai favi e un'altra in senso ortogonale ai favi.
La strada in senso ortogonale ai favi, è stata modificata dal sig. Mussi che l'ha portata dai 9 ± 10 mm a 20 mm.
A seguito di questa modifica le varroe, quando tentano di trasferirsi su altre api
scegliendo la strada ortogonale ai favi ,
trovano l’intercapedine maggiore durante il salto,
la maggior parte di esse cadono nel vuoto e non trovando altre api su cui aggrapparsi a causa dell’allargamento dei favi cadono sul telaino diagnostico, posto sul fondo dell’arnia.
Se si considera che le varroe,si spostano per un 50 % sulle api in direzione ortogonale ai favi
e per un 50 % in direzione parallela ai favi
se tutte le varroe, teoricamente, cadessero durante il salto in direzione ortogonale,
si avrebbe una riduzione del 50%.
Questo per i primi tempi,
fino a quando le varroe riconoscono qual è la strada più facile per spostarsi.
--
Forse questo è il motivo per cui lo spazio Mussi funziona
solo all’inizio dell’allargamento dei favi
indipendente dal risultato ufficiale che
non è stato ancora validato scientificamente.
Un sentito ringraziamento va al sig. Mussi per aver cercato di analizzare e studiato
un metodo biotecnico per contrastare la varroa”
- adolfopercelsi
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Re: Spazio Mussi
Dallo "Zio" Adolfo
Ciao Marcantonio
A mia totale responsabilità
Approfitto ancora di questa tua vetrina
Qualche concetto
E’ a specifica difesa della persona Mussi che va sempre separata dall’operato dell’entourage di una Rivista.
L’autore Mussi, cioè, scrive a chiare lettere
"Io riesco ad ottenere questo risultato avendo regina Apis mellifera in pura razza ligustica
Vivo in un areale semi selvaggio; lontano da apporti in seminatori spuri".
Ora mi chiedo chi può avere già questa partenza basilare essenziale
L'ape sicula di cui vi racconterò un particolare sconosciuto,eccezionale: riguarda la distruzione di celle reali non sùbito ma posticipata
Cosa fare se non si fosse alle prese con Regina non in pura razza ligustica spinola?
--
Andare subito in Farmacia
Acquistare un cerotto traspirante... lungo quanto basta per “incollarlo" sul lobo dell’orecchio destro fino a raggiungere quello sinistro. Premerlo sulle proprie labbra e
fare assoluto silenzio, per un giorno, prima di osar scrivere o parlare dello Spazio Mussi
o meglio, per essere precisi: della Distanza antivarroa Mussi, dei due centimetri.
(La dicitura spazio d’api deve restare quello esclusivo delle api: mm 9, circa. esclusiva - Bla bla bla)
Mussi mi ha confidato un particolare che ritiene ben più importante di quello circa la caduta di varroa. Ve lo esporrò nei giorni a seguire
Seconda annotazione
dalla quale anche tu Marcantonio non avendo avuto notizie specifiche di prima mano
hai dedotto conclusioni negative sui delegati docenti italiani
Ad Apimondia a cui ha partecipato anche Vincenzo Stampa, la scoperta di Mussi è stata pubblicizzata massicciamente ( fatto grave!) da una Rivista all’insegna dello slogan :
“Fine della varroa”
e ciò, a livello deflagatore-sconvolgente, internazionale . Qualche mese più tardi, Vincenzo Stampa, scriveva "con gioia :.
“Dopo due mesi ..scomparsa della varroa”
( questo testo per chi non ci crede se lo vada a cercare sul sito della FAI
" Notare il sostantivo "scomparsa"e non solo caduta sufficiente, perché le api possano convivere ancora senza gravi conseguenze.
Carlo 11, che saluto, penso volesse sentir dire esplicitamente anche questo
Abbiamo bisogno di te ( o meglio io conto sul tuo aiuto)
come coordinatore per evitare questioni che fanno solo perdere tempo, tipo aver fiducia in sciami che scelgano il campanile della chiesa
“ Purtroppo ora con le virosi, non c'è più religione; anche queste "devote" api muoiono per varroa"
Marcantonio
Nostri rappresentanti di istituti scientifici presenti sono stati conniventi con il fare silenzio, in combutta con multinazionali a cui un metodo naturale non avrebbe portato alcun guadagno?
Ebbene no!.
Da informazioni, private e confidenziali ho avuto questa bellissima segnalazione..
Molti dei nostri italiani, presenti,( dottor Giorgio della Vedova??) pur essendo obbligatorio avere sempre esposto il tesserino per essere sùbito riconosciuti con nome e cognome, provenienza italiana o meno.,
lo hanno nascosto per non figurare come provenienti dal Paese dal quale proveniva la notizia mondiale eclatante circa la: "Fine della varroa!”,
Quindi ritiro o mitigazione di tue proposizioni al riguardo.Ne sono certo.
Finisco
Nota sul dottor Giorgio della Vedova
(11 aprile 2010) a Padova, nel corso del Convegno organizzato dal Centro Regionale di Apicoltura del Veneto
.. Tra gli altri è intervenuto Giorgio Della Vedova, Università di Udine:
"Inadeguatezza di: Apistan, Apivar, Apilife Var, Apiguard e Thymovar,
salvo rare eccezioni,che non garantiscono più le percentuali di abbattimento"
--
Un ciao dallo "Zio" nonostante questa evidente perdita di tempo dovuta a perturbante mancata informazione
A presto. Forse
Ciao Marcantonio
A mia totale responsabilità
Approfitto ancora di questa tua vetrina
Qualche concetto
E’ a specifica difesa della persona Mussi che va sempre separata dall’operato dell’entourage di una Rivista.
L’autore Mussi, cioè, scrive a chiare lettere
"Io riesco ad ottenere questo risultato avendo regina Apis mellifera in pura razza ligustica
Vivo in un areale semi selvaggio; lontano da apporti in seminatori spuri".
Ora mi chiedo chi può avere già questa partenza basilare essenziale
L'ape sicula di cui vi racconterò un particolare sconosciuto,eccezionale: riguarda la distruzione di celle reali non sùbito ma posticipata
Cosa fare se non si fosse alle prese con Regina non in pura razza ligustica spinola?
--
Andare subito in Farmacia
Acquistare un cerotto traspirante... lungo quanto basta per “incollarlo" sul lobo dell’orecchio destro fino a raggiungere quello sinistro. Premerlo sulle proprie labbra e
fare assoluto silenzio, per un giorno, prima di osar scrivere o parlare dello Spazio Mussi
o meglio, per essere precisi: della Distanza antivarroa Mussi, dei due centimetri.
(La dicitura spazio d’api deve restare quello esclusivo delle api: mm 9, circa. esclusiva - Bla bla bla)
Mussi mi ha confidato un particolare che ritiene ben più importante di quello circa la caduta di varroa. Ve lo esporrò nei giorni a seguire
Seconda annotazione
dalla quale anche tu Marcantonio non avendo avuto notizie specifiche di prima mano
hai dedotto conclusioni negative sui delegati docenti italiani
Ad Apimondia a cui ha partecipato anche Vincenzo Stampa, la scoperta di Mussi è stata pubblicizzata massicciamente ( fatto grave!) da una Rivista all’insegna dello slogan :
“Fine della varroa”
e ciò, a livello deflagatore-sconvolgente, internazionale . Qualche mese più tardi, Vincenzo Stampa, scriveva "con gioia :.
“Dopo due mesi ..scomparsa della varroa”
( questo testo per chi non ci crede se lo vada a cercare sul sito della FAI
" Notare il sostantivo "scomparsa"e non solo caduta sufficiente, perché le api possano convivere ancora senza gravi conseguenze.
Carlo 11, che saluto, penso volesse sentir dire esplicitamente anche questo
Abbiamo bisogno di te ( o meglio io conto sul tuo aiuto)
come coordinatore per evitare questioni che fanno solo perdere tempo, tipo aver fiducia in sciami che scelgano il campanile della chiesa
“ Purtroppo ora con le virosi, non c'è più religione; anche queste "devote" api muoiono per varroa"
Marcantonio
Nostri rappresentanti di istituti scientifici presenti sono stati conniventi con il fare silenzio, in combutta con multinazionali a cui un metodo naturale non avrebbe portato alcun guadagno?
Ebbene no!.
Da informazioni, private e confidenziali ho avuto questa bellissima segnalazione..
Molti dei nostri italiani, presenti,( dottor Giorgio della Vedova??) pur essendo obbligatorio avere sempre esposto il tesserino per essere sùbito riconosciuti con nome e cognome, provenienza italiana o meno.,
lo hanno nascosto per non figurare come provenienti dal Paese dal quale proveniva la notizia mondiale eclatante circa la: "Fine della varroa!”,
Quindi ritiro o mitigazione di tue proposizioni al riguardo.Ne sono certo.
Finisco
Nota sul dottor Giorgio della Vedova
(11 aprile 2010) a Padova, nel corso del Convegno organizzato dal Centro Regionale di Apicoltura del Veneto
.. Tra gli altri è intervenuto Giorgio Della Vedova, Università di Udine:
"Inadeguatezza di: Apistan, Apivar, Apilife Var, Apiguard e Thymovar,
salvo rare eccezioni,che non garantiscono più le percentuali di abbattimento"
--
Un ciao dallo "Zio" nonostante questa evidente perdita di tempo dovuta a perturbante mancata informazione
A presto. Forse
Ultima modifica di adolfopercelsi il 05/09/2011, 16:05, modificato 1 volta in totale.
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Re: Spazio Mussi
-Ciao Marcantonio, oggi domenica 04/09/2011 in Tecniche apistichemarcantonio ha scritto:Buongiorno prof. Stampa.
Lo spazio Mussi dopo che è stato reso di dominio pubblico dal sig. Mussi sponsorizzato dalla FAI ad Apimondia è stato fatto sperimentare da varie università ma dopo tanti anni di studi e ricerche non è mai stato pubblicato niente indipendente dai risultati ottenuti.
omissis da a.p.
Grazie
Voce Mini "attrezzature"-consigli Percelsi
ti ho dedicato un file.
per meriti acquisiti sul campo.
Un ciao:
penso possa essere utile per far evitare almeno i primi "inciampi"
(a.p.)
- adolfopercelsi
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Re: Spazio Mussi
Sono lo "Zio" Adolfo
Anche se non vi faranno produrre un milligrammo in più di miele,
ecco, come promesso la prima delle “mini notizie”
Dell’ape sicula mi ha impressionato, leggendo e venendo così a sapere che le api della Trinacria–Sicilia
quando schiude la nuova regina. non vanno alla ricerca delle altre alcove reali ancora opercolate,
per distruggerle come fanno le nostre, su indicazione della stessa regina vergine che sovente ne prende di punta una, che ripetutamente "calpesta" percorrendola, tarantolata di rabbia; su e giù
.
Talora invece è la stessa regina che con le mandibole sfora la cella reale ad altezza addome della reclusa; ultimato il pertugio vi infila il suo addome, pungendola mortalmente.
Ho la grande “soddisfazione” di potervi mostrare una rarissima foto con questa sua sequenza..
Nel file, tristissimo perché veritiero, la si troverà quasi alla fine (Coraggio!)
regina assassina
Le api completano, poi, l’omicidio della “sorella” asportando l’opercolo e tirandola fuori, come si trattasse di un tiro alla fune
----
Le api sicule, invece, che combinano?
Con lucida programmazione lasciano nascere anche tutte le altre reginette. Le tollerano.
Non le “finiscono” al momento del ritorno regina-ex vergine dai voli di inseminazione maschile,
ma soltanto dopo aver “osservato”,tramite le loro “antenne-naso” che la regina ha iniziato a deporre.
Pare pensino pressappoco così
" La regina durante il volo potrebbe essere “ acciuffata "da qualche volatile e non fare più ritorno".
( iI passeri stessi sono di servizio stabile nel periodo degli sciami)
"Aspettiamo di vederla tornare e all’opera”.
Solo allora scatta la soluzione finale per tutte le altre.
Fantastico, ultra materno per loro, nonostante ( solo per noi ) la tragicità
--
A seguire l’altra mini notizia avuto dallo stesso autore F. Mussi di aver voluto constatare( quasi quasi ignorando se la varroa cadesse-scivolasse o meno ) ma precisare

a quale distanza da bordo favo al successivo, le api avrebbero realizzato dei ponticelli-raccordi in modalità radici Mangrovia, intricatissime e in tutte le direzioni. “Si salvi chi può”.
Lo vedremo. Con stima.
Viva la vita
Anche se non vi faranno produrre un milligrammo in più di miele,
ecco, come promesso la prima delle “mini notizie”
Dell’ape sicula mi ha impressionato, leggendo e venendo così a sapere che le api della Trinacria–Sicilia
quando schiude la nuova regina. non vanno alla ricerca delle altre alcove reali ancora opercolate,
per distruggerle come fanno le nostre, su indicazione della stessa regina vergine che sovente ne prende di punta una, che ripetutamente "calpesta" percorrendola, tarantolata di rabbia; su e giù
.
Talora invece è la stessa regina che con le mandibole sfora la cella reale ad altezza addome della reclusa; ultimato il pertugio vi infila il suo addome, pungendola mortalmente.
Ho la grande “soddisfazione” di potervi mostrare una rarissima foto con questa sua sequenza..
Nel file, tristissimo perché veritiero, la si troverà quasi alla fine (Coraggio!)
regina assassina
Le api completano, poi, l’omicidio della “sorella” asportando l’opercolo e tirandola fuori, come si trattasse di un tiro alla fune
----
Le api sicule, invece, che combinano?
Con lucida programmazione lasciano nascere anche tutte le altre reginette. Le tollerano.
Non le “finiscono” al momento del ritorno regina-ex vergine dai voli di inseminazione maschile,
ma soltanto dopo aver “osservato”,tramite le loro “antenne-naso” che la regina ha iniziato a deporre.
Pare pensino pressappoco così
" La regina durante il volo potrebbe essere “ acciuffata "da qualche volatile e non fare più ritorno".
( iI passeri stessi sono di servizio stabile nel periodo degli sciami)
"Aspettiamo di vederla tornare e all’opera”.
Solo allora scatta la soluzione finale per tutte le altre.
Fantastico, ultra materno per loro, nonostante ( solo per noi ) la tragicità
--
A seguire l’altra mini notizia avuto dallo stesso autore F. Mussi di aver voluto constatare( quasi quasi ignorando se la varroa cadesse-scivolasse o meno ) ma precisare

a quale distanza da bordo favo al successivo, le api avrebbero realizzato dei ponticelli-raccordi in modalità radici Mangrovia, intricatissime e in tutte le direzioni. “Si salvi chi può”.
Lo vedremo. Con stima.
Viva la vita
Ultima modifica di adolfopercelsi il 06/09/2011, 21:53, modificato 1 volta in totale.
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Re: Spazio Mussi
dallo "Zio"Adolfo
Buona giornata ,Marcantonio. Altro materiale. Forse utile
Per seria e dovuta documentazione
1) “In un alveare a Spazio Mussi © QUANTE VARROE CI SONO?
Omissis da a.p.
..”è sotto gli occhi di tutti che la ricerca è alla linea di partenza;
si fa fatica a credere che, modificando semplicemente la distanza interfavo,
il problema varroa non è più un problema.
Se a questo aggiungiamo che, tutti quelli che hanno campato sulla varroa , e non sono stati gli
apicoltori ,
improvvisamente si trovano con la prospettiva di perdere una fonte di reddito, continuano
da una parte a fare finta di ignorare il metodo Spazio Mussi ©
e dall’altra
ad osteggiarlo con cattiva propaganda.”
2)“TRAPANI DIOPO 7 ANNI
di Lotta Biomeccanica la Varroa non c’è”
“Nessuna scorciatoia chimica, le biotecniche apistiche non sono un tabù.
E’ così che gli Apicoltori di Trapani e provincia sono tornati ad un’apicoltura da reddito di grande piacevolezza e di soddisfazione economica.
Un territorio prediletto, quello del trapanese?
In effetti, di varroa neanche l’ombra,
non se ne parla proprio,
l’acaro ormai è fuori
dai pensieri di ciascuno:
tutti
si sono liberati da questo incubo
che ha avuto inizio ben ventuno anni or sono”
--
3)“Tornando allo Spazio Mussi ©, quando, normalizzata la situazione, non si ha nell’alveare un fuco e nemmeno un’ape deformi,
si abbassa il livello delle malattie perché le api non sono stressate dai continui trattamenti
si mantiene regolare il livello produttivo,
non ci sono problemi di invernamento;
che senso ha chiedersi quante varroe ci sono nell’alveare?
Tante o poche che siano, non danno fastidio;
forse da più fastidio constatare che un semplice ma, attento ed appassionato, apicoltore
ha capito quello che altri in tanti anni non hanno saputo o voluto capire.”
A presto (a.p.)
Buona giornata ,Marcantonio. Altro materiale. Forse utile
Per seria e dovuta documentazione
1) “In un alveare a Spazio Mussi © QUANTE VARROE CI SONO?
Omissis da a.p.
..”è sotto gli occhi di tutti che la ricerca è alla linea di partenza;
si fa fatica a credere che, modificando semplicemente la distanza interfavo,
il problema varroa non è più un problema.
Se a questo aggiungiamo che, tutti quelli che hanno campato sulla varroa , e non sono stati gli
apicoltori ,
improvvisamente si trovano con la prospettiva di perdere una fonte di reddito, continuano
da una parte a fare finta di ignorare il metodo Spazio Mussi ©
e dall’altra
ad osteggiarlo con cattiva propaganda.”
2)“TRAPANI DIOPO 7 ANNI
di Lotta Biomeccanica la Varroa non c’è”
“Nessuna scorciatoia chimica, le biotecniche apistiche non sono un tabù.
E’ così che gli Apicoltori di Trapani e provincia sono tornati ad un’apicoltura da reddito di grande piacevolezza e di soddisfazione economica.
Un territorio prediletto, quello del trapanese?
In effetti, di varroa neanche l’ombra,
non se ne parla proprio,
l’acaro ormai è fuori
dai pensieri di ciascuno:
tutti
si sono liberati da questo incubo
che ha avuto inizio ben ventuno anni or sono”
--
3)“Tornando allo Spazio Mussi ©, quando, normalizzata la situazione, non si ha nell’alveare un fuco e nemmeno un’ape deformi,
si abbassa il livello delle malattie perché le api non sono stressate dai continui trattamenti
si mantiene regolare il livello produttivo,
non ci sono problemi di invernamento;
che senso ha chiedersi quante varroe ci sono nell’alveare?
Tante o poche che siano, non danno fastidio;
forse da più fastidio constatare che un semplice ma, attento ed appassionato, apicoltore
ha capito quello che altri in tanti anni non hanno saputo o voluto capire.”
A presto (a.p.)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 09/05/2012, 11:41, modificato 2 volte in totale.
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Re: Spazio Mussi
da adolfopercelsi--stampa ha scritto: omissis da a.p.
"Sono sicuro che sarà difficile far accettare un eventuale risultato positivo alla comunità del forum ..
Distinti Saluti
Anche se diplomaticamente in termini dubitativi ed ancora prima di mostrare che “l’orso è già nel sacco"
( leggere: in una robusta rete in acciaio),
il proponente prospetta che il Forum avrebbe delle difficoltà, rémore, ad accettare una risposta. positiva circa la Distanza antivarroa Mussi ( 2cm)
Propendo ottimisticamente,invece, a pensare che
questo non succederà conoscendo la serietà di chi si prepara a portare avanti questo protocollo,
avvertendo sùbito su ciò che sta per intraprendere: persone qualificate, super partes;
informando addirittura ( a differenza di Apibio”)
perfino l’apicoltore limitrofo,
dato che sull’arnia ( o arnie Mussi) non si effettuerà alcun trattamento,
e che monitorerà sistematicamente la presenza media di caduta naturale quotidiana di varroe sopportabile da una famiglia
E poi..
se il Forum non ce l’avesse contro il Metodo stesso ma soltanto gli si mostrerebbe avverso per gli eccessivi miracoli attribuiti?
Anche Vincenzo Stampa, in brani di repertorio, parla di ancora effettiva caduta, ma sopportabile dalle "sue" api. Diamo a Cesare ciò che è di Cesare
Una proposta .
Ultimato il proprio protocollo,inviare tutti i dati a randy@randyoliver.com
di American Bee Journal
segnalando questo fatto trapanese, mondialmente in controtendenza, ed avere così finalmente un riconoscimento, “senza se e senza ma”, sul Metodo
Ciò vale ancora,secondo me, per Vincenzo Stampa. Non bastano i soli accenni del blog
O no?!
(a.p.)
- adolfopercelsi
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Re: Spazio Mussi
da a.p.
Solo per riflettere come l'argomento sia ancora di non facile soluzione.
I siti preferiti dallo stesso: Federazione Apitalia (eccetera)
Cercare qui il testo a seguire
Scegliere la dicitura Tecniche apistiche
Concetti
-"Ancora eccessiva presenza di varroe nei mesi invernali"
-Sciroppo all’acido citrico, prossimamente?
In riassunto.
“Semplice succo di limone”
--
Dal Convegno tenutosi a Massa
“L’apicoltore Francesco Mussi, scopritore della distanza interfavo che permette alle api di liberarsi
autonomamente della varroa,
noto come Spazio Mussi©,
continuando i suoi studi sul controllo del parassita varroa,
ha notato che nonostante tutto
è ancora alto,
anche se non pericoloso, il numero di varroe residue che svernano con le api.
Secondo Mussi, varroa destructor ha cambiato i suoi comportamenti e cioè ha
trovato il modo di
nascondersi dall’attacco delle api e
dai prodotti che l'uomo mette in alveare per ucciderla,
rifugiandosi sotto i tergiti ed è questo nuovo comportamento della Varroa che sta mettendo in crisi l'apicoltura mondiale.
Prendendo spunto dall’esperienza di un ricercatore egiziano
che studia il controllo della varroa mediante somministrazione di acido citrico"
sta approfondendo l’uso questa tecnica con risultati incoraggianti.
Potendo contare sulla collaborazione del Laboratorio Enochimico Ligure di Sarzana (SP)
egli pensa di mettere a punto,
quanto prima,
una tecnica di controllo del parassita
mediante ricorso
al semplice succo di limone,
sostanza assolutamente naturale che contiene sessanta grammi per litro di acido citrico”
Buona giornata
Solo per riflettere come l'argomento sia ancora di non facile soluzione.
I siti preferiti dallo stesso: Federazione Apitalia (eccetera)
Cercare qui il testo a seguire
Scegliere la dicitura Tecniche apistiche
Concetti
-"Ancora eccessiva presenza di varroe nei mesi invernali"
-Sciroppo all’acido citrico, prossimamente?
In riassunto.
“Semplice succo di limone”
--
Dal Convegno tenutosi a Massa
“L’apicoltore Francesco Mussi, scopritore della distanza interfavo che permette alle api di liberarsi
autonomamente della varroa,
noto come Spazio Mussi©,
continuando i suoi studi sul controllo del parassita varroa,
ha notato che nonostante tutto
è ancora alto,
anche se non pericoloso, il numero di varroe residue che svernano con le api.
Secondo Mussi, varroa destructor ha cambiato i suoi comportamenti e cioè ha
trovato il modo di
nascondersi dall’attacco delle api e
dai prodotti che l'uomo mette in alveare per ucciderla,
rifugiandosi sotto i tergiti ed è questo nuovo comportamento della Varroa che sta mettendo in crisi l'apicoltura mondiale.
Prendendo spunto dall’esperienza di un ricercatore egiziano
che studia il controllo della varroa mediante somministrazione di acido citrico"
sta approfondendo l’uso questa tecnica con risultati incoraggianti.
Potendo contare sulla collaborazione del Laboratorio Enochimico Ligure di Sarzana (SP)
egli pensa di mettere a punto,
quanto prima,
una tecnica di controllo del parassita
mediante ricorso
al semplice succo di limone,
sostanza assolutamente naturale che contiene sessanta grammi per litro di acido citrico”
Buona giornata
- adolfopercelsi
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Re: Spazio Mussi
Ciao Marcantonio..marcantonio ha scritto: "Le api, sulla parte superiore dei telaini, ingrossano le cellette, dove depositano il miele, a secondo dello spazio adiacente che hanno a disposizione"
".. questo è più evidente quando vicino hanno un telaino con un foglio cereo "
Come tu sai le api ingrossano la parte superiore del favo in base ai distanziali scelti dall'apicoltore.
(I tuoi quale distanza hanno?)
A parità di "equivalente"presenza api, ciascun cantiere allarga solo fino a raggiungere il loro amato prescelto spazio d'api ( i mm 9) e poi si fermano lì.
Se si offre il solo centimerto, quello più vicino ai loro desideri genetici..i favi li si troverà quasi sempre perfetti. Voler allargare lo spazio significa procurarsi volutamente tanti guai volumetrici

Questo spazio dei mm 9
lo puoi documentare tu stesso senza ricorrere allo sciame selvatico che si troverà chissà quando
Al tuo penutimo favo inserito, proprio apposta, lascia uno spazio oltre i due centimetri.
Le api andranno a costruire anche a parete.
Ebbene, proprio qui,
dopo aver costruito il ponticello di partenza, orizzontale, lo verticalizzano

Tu, con un rettangolino di cartolina a larghezza mm 9,
infilato tra la costruzione cerea,
riuscirai ad attraversare tutta la superficie della "foglia" che hanno imbastito.
Comunque, di questo ne riparleremo con chi vuole documentarsi,
mettendo a disposizione quantomeno, grazie alla ospitalità anche editoriale del Forum,
una quindicina di images tra le 30 che ho già nell' archivio
Se ci riesco inserirò pure qui qualche esemplare "selvatico", Vedi link. Una intera costruzione cerea di favi quasi ad altezza umana
marcantonio
Qui, la distanza dei mm 9 è leggermente aumentata perché il calore tende ad allagarli nella parte finale verso l'esterno.
Mi auguro di sentir presto che hai scelto o cambierai per preferire.. .
Un ciao dallo "Zio" Adolfo
a tutto il Forum Angrisani.
- marcantonio
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Re: Spazio Mussi
Vi racconto un’esperienza di molti anni fa, sperando che molti apicoltori ne facciano tesoro.adolfopercelsi ha scritto: Ciao Marcantonio..
Come tu sai le api ingrossano la parte superiore del favo in base ai distanziali scelti dall'apicoltore.
(I tuoi quale distanza hanno?)
A parità di "equivalente"presenza api, ciascun cantiere allarga solo fino a raggiungere il loro amato prescelto spazio d'api ( i mm 9) e poi si fermano lì.
............omissis
Un ciao dallo "Zio" Adolfo
a tutto il Forum Angrisani.
Avendo alveari con distanziatori standard e inserendo più volte un foglio cereo a ridosso di due favi quasi totalmente costruiti mi successe che sui due favi laterali le api continuarono a ingrossarli oltre il normale, mentre il foglio cereo fu costruito affusolato.
Non vi dico i problemi che incontrai quando dovevo estrarre quei favi!
Quei fogli cerei, usati in quegli anni, mi furono dati da un mio amico apicoltore che li aveva comprati da un rivenditore di materiale apistico a prezzi stracciati.
Ora a distanza di tanti anni leggendo e rileggendo alcuni articoli su Internet sono riuscito forse a dare una spiegazione logica a questo fenomeno che può essere questa: o le dimensioni delle cellette non erano consone alla nostra ape autoctona o i fogli cerei contenevano un’alta percentuale di sostanze estranee e quindi le api li trascuravano.
Io credo che la spiegazione più logica sia la seconda, voi cosa ne pensate?
Un saluto a tutti.
- fabio
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Re: Spazio Mussi
Ciao Marcantonio.marcantonio ha scritto: omissis…………..
Ora a distanza di tanti anni leggendo e rileggendo alcuni articoli su Internet sono riuscito forse a dare una spiegazione logica a questo fenomeno che può essere questa: o le dimensioni delle cellette non erano consone alla nostra ape autoctona o i fogli cerei contenevano un’alta percentuale di sostanze estranee e quindi le api li trascuravano.
Io credo che la spiegazione più logica sia la seconda, voi cosa ne pensate?
Un saluto a tutti.
Condivido la tua seconda ipotesi perché le api ignorano i fogli cerei che contengono un’elevata percentuale di sostanze estranee che alterano le caratteristiche della cera d’api.
Il segreto del successo è la costanza nell'impegno quotidiano
- Carlos
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Re: Spazio Mussi
Propongo anche io la seconda perché se fosse stata la prima ipotesi, le api non trovando le celle consone alla loro biologia le avrebbero modificate sfruttando la stessa cera del foglio cereo per innalzare le nuove cellette, attinenti alle loro esigenze e non avresti trovato poi problemi sullo spessore del favo. 
- pier luigi badiali
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Re: Spazio Mussi
salute a tutti nel suo modo di scrivere ci sono degli errori delle inesattezze , per quanto riguarda la sponsorizzazione della fai . la verità è questa :marcantonio ha scritto:Buongiorno prof. Stampa.
Lo spazio Mussi dopo che è stato reso di dominio pubblico dal sig. Mussi sponsorizzato dalla FAI ad Apimondia è stato fatto sperimentare da varie università ma dopo tanti anni di studi e ricerche non è mai stato pubblicato niente indipendente dai risultati ottenuti.
Quale può essere la causa più attendibile.
Grazie
partenza per lubiana budget francesco mussi 1000/00 euro , iacopo mussi 1000/00 euro , partiti alla vola di roma in treno era il 22 agosto dell ' anno 2003 , cena a roma e pernottamento in albergo , partenza dall ' aereoporto di fiumicino per trieste , il giorno 23 agosto 2003 , da trieste a lubiana in macchina " vitto e alloggio per 3 giorni " , per cause di forza maggiore perduto l ' aereo di rientro e partiti in treno e ritorno a casa dopo moltissime ore , rientrati a casa i due fratelli avevano in tasca circa 40/00 euro a testa nell ' articolo su citato viene usato il termine sponsorizzato dalla fai , tale notizia non risponde a verità è falsa grazie per l ' attenzione , per quanto riguarda lo spazio mussi funziona
- smork
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Re: Spazio Mussi
quindi non erano sponsorizzati da nessuno, ma hanno partecipato ad apimondia a spese proprie...pier luigi badiali ha scritto:salute a tutti nel suo modo di scrivere ci sono degli errori delle inesattezze , per quanto riguarda la sponsorizzazione della fai . la verità è questa :marcantonio ha scritto:Buongiorno prof. Stampa.
Lo spazio Mussi dopo che è stato reso di dominio pubblico dal sig. Mussi sponsorizzato dalla FAI ad Apimondia è stato fatto sperimentare da varie università ma dopo tanti anni di studi e ricerche non è mai stato pubblicato niente indipendente dai risultati ottenuti.
Quale può essere la causa più attendibile.
Grazie
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ma se il sistema mussi funziona, perché non si trova in commercio solo quello e chi non vuole usare distanziatori non li usa affatto.
quest'anno ho eliminato i distanziatori.
ciao
- adolfopercelsi
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Re: Spazio Mussi
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salute a tutti
nel suo modo di scrivere ci sono degli errori delle inesattezze
partenza per lubiana budget francesco mussi 1000/00 euro .. da trieste a lubiana in macchina " vitto e alloggio per 3 giorni " ,
perduto l ' aereo di rientro
nell ' articolo su citato viene usato il termine sponsorizzato dalla fai
per quanto riguarda lo spazio mussi funziona
da a.p.
--
Ciao PierLuigi
Obbligatoriamente “ rispondo io
essendo già stato già citato del resto da Vincenzo Stampa
Vedi i testi in questo specifico settore Lo Spazio Mussi
(Il titolo Professor Stampa lasciamolo da parte
Non è quotato in Borsa.)
Ti segnalo, quindi, sùbito che si tratta di un equivoco. Un simpatico grazie a Smork
Lo “sponsorizzato” dalla Fai a cui è ricorso Marcantonio
lo hai frainteso..
ai partecipanti non è stato pagato nulla
I tuoi scontrini smontano l’equivoco..
Sul resto !!
Che lo Spazio Mussi funzioni dalla primavera del 2.004 secondo V. Stampa ..vedere i testi precedenti:
A me ora basta il signor Amodeo che ho conosciuto a Torino alla Conferenza europea sulla salute delle api”
Da ciò che ho potuto.. finalmente capire
Le api sicule
la zona dove risiede Amodeo, con le isolette del mare
che lui può raggiungere con una barca portando famiglie per essere fecondate da fuchi suoi e già presenti sul posto.per essere inseminate (feconde lo sono già..Potrebbero far nascere fuchi loro autentici figli).
Le sue api sicule della Zona, cioè, riescono o almeno riuscivano a far cadere varroa quanto bastava per sopravvivere .
“Fanno cioè cadere le varroe.
Indipendentemente
dai due centimetri
di distanza Mussi tra i telai "
- In sintesi
Affermare che i “due cm alla Mussi “ sono validi per città , elencate da Stampa, in città come Parma o Verona, con api diverse dalla sicula", sono una “grave” persistente” bufala”
Perfino F. Mussi sta facendo ulteriori studi sull’acido citrico mono idrato,
data ancora la eccessiva caduta di varroe :
Questo almeno un anno e mezzo fa..
( Ora la varroa nata viva è pochissima; muore dentro alla celletta perché nutrita con emolinfa “invirosata-“
-
Ciò che mi fa lievemente perturbare però è sentir blaterare e parlare male, da apicoltori siciliani dell’ape sicula come aggressiva..
-Ma a quale parte della Sicilia (Est-ovest) si riferiscono.?.
-Amodeo stesso non ama chi porta le sue api molto lontano
-
In teoria ..Chiunque sa che, a meno di essere bracconieri, con socio in affari.. che si dovrebbe avvertire chi di dovere preposto alla movimentazione delle api REGINE.. anche sul territorio italiano,
o avere un areale tale che non infici altri vicini
( Pensiamo alla fortuna dell’amico Amodeo di fruire di isolette dove è “titolare” assoluto e dove nessun fuco estraneo potrebbe arrivare se non affogando già prima in mare) ..
-
Chi facendo il “bracconiere “ preleva api sicule portandole al Centro Italia o al Nord ottiene
verosimilmente poi
la fecondazione delle future regine figlie di madre sicula e di fuchi locali
ma con progenie aggressiva !
Pierluigi
Salutami la tua bella Isola Sicilia-Trinacria ( I tre promontori)
Chiamati così già dall’Antica Grecia
Se tu non fossi intervenuto con questa e-mail preziosa
il caos generale sarebbe continuato circa le api sicule
che sciamano sciamano ;
che inseguono l’operatore anche per trenta metri..;
che pungono (con ben trenta pungiglioni) un povero cane e
ma che l’operatore riesce perfino a contare,
tra tutti i milioni di peli del cane, quei pungiglioni quasi fossero dei chiodini di un centimetro e mezzo ..
Che ferocia!!
..
Mi fermo qui. PierLuigi .
Benvenuto su questo Forum Angrisani.
Con stima
Viva la vita
--
Post scriptum clinico
Il mio medico per motivi fobici allergici mi ha vietato di rispondere
a qualsiasi commento in arrivo
pena l'espellermi immediatamente dall'Unità Sanitaria Locale
Un ciao.
salute a tutti
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perduto l ' aereo di rientro
nell ' articolo su citato viene usato il termine sponsorizzato dalla fai
per quanto riguarda lo spazio mussi funziona
da a.p.
--
Ciao PierLuigi
Obbligatoriamente “ rispondo io
essendo già stato già citato del resto da Vincenzo Stampa
Vedi i testi in questo specifico settore Lo Spazio Mussi
(Il titolo Professor Stampa lasciamolo da parte
Non è quotato in Borsa.)
Ti segnalo, quindi, sùbito che si tratta di un equivoco. Un simpatico grazie a Smork
Lo “sponsorizzato” dalla Fai a cui è ricorso Marcantonio
lo hai frainteso..
ai partecipanti non è stato pagato nulla
I tuoi scontrini smontano l’equivoco..
Sul resto !!
Che lo Spazio Mussi funzioni dalla primavera del 2.004 secondo V. Stampa ..vedere i testi precedenti:
A me ora basta il signor Amodeo che ho conosciuto a Torino alla Conferenza europea sulla salute delle api”
Da ciò che ho potuto.. finalmente capire
Le api sicule
la zona dove risiede Amodeo, con le isolette del mare
che lui può raggiungere con una barca portando famiglie per essere fecondate da fuchi suoi e già presenti sul posto.per essere inseminate (feconde lo sono già..Potrebbero far nascere fuchi loro autentici figli).
Le sue api sicule della Zona, cioè, riescono o almeno riuscivano a far cadere varroa quanto bastava per sopravvivere .
“Fanno cioè cadere le varroe.
Indipendentemente
dai due centimetri
di distanza Mussi tra i telai "
- In sintesi
Affermare che i “due cm alla Mussi “ sono validi per città , elencate da Stampa, in città come Parma o Verona, con api diverse dalla sicula", sono una “grave” persistente” bufala”
Perfino F. Mussi sta facendo ulteriori studi sull’acido citrico mono idrato,
data ancora la eccessiva caduta di varroe :
Questo almeno un anno e mezzo fa..
( Ora la varroa nata viva è pochissima; muore dentro alla celletta perché nutrita con emolinfa “invirosata-“
-
Ciò che mi fa lievemente perturbare però è sentir blaterare e parlare male, da apicoltori siciliani dell’ape sicula come aggressiva..
-Ma a quale parte della Sicilia (Est-ovest) si riferiscono.?.
-Amodeo stesso non ama chi porta le sue api molto lontano
-
In teoria ..Chiunque sa che, a meno di essere bracconieri, con socio in affari.. che si dovrebbe avvertire chi di dovere preposto alla movimentazione delle api REGINE.. anche sul territorio italiano,
o avere un areale tale che non infici altri vicini
( Pensiamo alla fortuna dell’amico Amodeo di fruire di isolette dove è “titolare” assoluto e dove nessun fuco estraneo potrebbe arrivare se non affogando già prima in mare) ..
-
Chi facendo il “bracconiere “ preleva api sicule portandole al Centro Italia o al Nord ottiene
verosimilmente poi
la fecondazione delle future regine figlie di madre sicula e di fuchi locali
ma con progenie aggressiva !
Pierluigi
Salutami la tua bella Isola Sicilia-Trinacria ( I tre promontori)
Chiamati così già dall’Antica Grecia
Se tu non fossi intervenuto con questa e-mail preziosa
il caos generale sarebbe continuato circa le api sicule
che sciamano sciamano ;
che inseguono l’operatore anche per trenta metri..;
che pungono (con ben trenta pungiglioni) un povero cane e
ma che l’operatore riesce perfino a contare,
tra tutti i milioni di peli del cane, quei pungiglioni quasi fossero dei chiodini di un centimetro e mezzo ..
Che ferocia!!
..
Mi fermo qui. PierLuigi .
Benvenuto su questo Forum Angrisani.
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Il mio medico per motivi fobici allergici mi ha vietato di rispondere
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Ultima modifica di adolfopercelsi il 09/05/2012, 11:42, modificato 2 volte in totale.
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Re: Spazio Mussi
Come funziona lo spazio Mussi?
Grazie a chi vorrà delucidarmi in merito.
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Re: Spazio Mussi
mitico zio Adolf ...una trentina di pungiglioni !!!! ahahaha non li ho mica contati tutti ma erano + di 20 ...quindi ho scritto una trentina .... 
- dax
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Re: Spazio Mussi
Ciao a tutti, la mia esperienza sullo spazio-mussi non è delle più felici. Ho voluto sperimentare lo spazio-mussi su cinque alveari lasciati senza trattamenti con la speranza che le api proveddessero loro a togliersi di dosso la varroa.
Risultato: 4 famiglie morte e quella sopravvissuta l'ho dovuta passare in un portasciami perchè molto debole. Le altre 15 famiglie senza spazio-mussi le ho trattate con apibioxal dopo aver confinato la regina sul telaio da nido e fatto un'altro trattamento a novembre. Risultato: solo 2 famiglie morte.
Dire che funziona per me è un azzardo. Altrimenti come si spiega le prove che si stanno effettuando con l'acido citrico?
Risultato: 4 famiglie morte e quella sopravvissuta l'ho dovuta passare in un portasciami perchè molto debole. Le altre 15 famiglie senza spazio-mussi le ho trattate con apibioxal dopo aver confinato la regina sul telaio da nido e fatto un'altro trattamento a novembre. Risultato: solo 2 famiglie morte.
Dire che funziona per me è un azzardo. Altrimenti come si spiega le prove che si stanno effettuando con l'acido citrico?
- benny
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Re: bugni villici
Adolfo conosci un certo V. Stampa ..lui è uno di quelli che non usa alcun trattamento per le api ...almeno lui dice cosi ...usa lo spazio mussi che è un metodo biomeccanico su distanziatori di 2.2 cm ...e lo dice anche nel blog ....quindi potrebbe essere denunciato perche nei suoi mex parla di usare lo spazio mussi e di non usare trattamenti e schifezze varie ......che ne pensi ????


