''Miele migliore''

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''Miele migliore''

Messaggio da Enry78 » 24/06/2019, 14:28

Ne approfitto per una domanda da consumatore...

Qual è il miele ''migliore''?
Biologico e a ''freddo''? A freddo sono tutti solidi?
Quale miele con le migliori proprietà?

Per il biologico è indicato sull'etichetta con il classico marchio...invece con il a ''freddo'' come deve essere scritto?
Ad alte temperature in effetti il miele perde molte delle sue proprietà?

Grazie :)

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da BjHorn » 24/06/2019, 16:19

Il termine biologico significa che la produzione, a partire dai materiali, è fatta con certi criteri.
Ciò non toglie che buona parte degli apicoltori italiani conducono comunque delle produzioni "bio", senza richiedere la certificazione per evitare grane burocratiche. Per esempio, io compro solo fogli cerei di qualità, (dove le api finiranno di costruirlo e immagazzinare miele) perfino certificati bio, e conduco i trattamenti sanitari di una qualsiasi azienda bio, ma non mi sogno minimamente di richiedere la certificazione, anche perchè sono un apicoltore a livello amatoriale e non per lucro.
E in ogni caso, le api (condotte biologicamente o meno) volano in giro, e si posano ovunque ci sia da bottinare, non stanno certo a guardare su che fiori si vanno a posare, e se i fiori sono stati contaminati da agenti.

Per quanto riguarda la faccenda del "miele a freddo", è una terminologia che sento per la prima volta, ma presumo voglia indicare che il miele non è stato sottoposto a pastorizzazione.
La pastorizzazione serve a limitare che il miele cristallizzi (sintomo di miele naturale e non trattato) e i più maligni pensano che la pastorizzazione serva anche ad abbattere problematiche inopportune di partite di miele che arrivano da chissà dove e prodotto da chissà chi e chissà con cosa, ma invasettato in italia dalla grande distribuzione. (io sono un maligno)

Il miele ad alte temperature è poco più di un dolcificante qualsiasi.
La regola è che se trovi miele a poco prezzo... calcola che quest'anno il miele d'acacia supera anche di parecchio i 20 euro al chilo, a seconda delle zone, e un millefiori qualsiasi non va comunque sotto i 10 euro al chilo.

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da LucaRN » 26/06/2019, 1:58

Enry78 ha scritto:
24/06/2019, 14:28
Ne approfitto per una domanda da consumatore...

Qual è il miele ''migliore''?
Biologico e a ''freddo''? A freddo sono tutti solidi?
Quale miele con le migliori proprietà?

Per il biologico è indicato sull'etichetta con il classico marchio...invece con il a ''freddo'' come deve essere scritto?
Ad alte temperature in effetti il miele perde molte delle sue proprietà?

Grazie :)
Ciao Enry, alcune domande sono un po' troppo generiche.
Che cosa intendi per "migliore"?
Con "proprietà" a che cosa ti riferisci? Organolettiche? Mediche?

Per quanto riguarda l'etichettatura e le denominazioni ammesse, qui puoi trovare informazioni utili: http://www.assam.marche.it/component/jd ... zione-2019.

In merito alle alte temperature:
Indicativamente sopra i 45 gradi il miele inizia a rovinarsi, ma nemmeno tenerlo a 30 gradi per lunghi periodi gli fa bene.
Per gustare del miele al massimo delle sue potenzialità bisogna procurarsi del miele fresco e possibilmente non tenerlo in giro per troppo tempo.
Se ben conservato rimane sempre perfettamente commestibile, ma al contrario di un buon vino col tempo non migliora!
Pur'io vorrei la pace:
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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da Enry78 » 30/06/2019, 21:14

Alcuni apicoltori vendono miele biologico, grezzo a freddo non pastorizzato non microfiltrato.

Da quanto ho letto per non far cristallizzare il miele lo si pastorizza cioè lo si porta ad alta temperatura con dei macchinari. Il miele non cristallizza più ma gli enzimi presenti all’interno sono seriamente danneggiati.

Questo vale anche per la microfiltrazione che elimina pollini e quant'altro.

Il problema come scritto sopra sembra che la non pastorizzazione e la non microfiltrazione è vero che rende il prodotto più naturale con tutte le ottime sostanze intatte ma il prodotto potrebbe essere dannoso?

Come fa un consumatore verificare che la zona dove viene prodotto il miele non sia inquinata o quant'altro?
Esistono certificazioni di qualche tipo che tutela in consumatore?

Grazie!

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da Hertz » 01/07/2019, 0:27

Il problema come scritto sopra sembra che la non pastorizzazione e la non microfiltrazione è vero che rende il prodotto più naturale con tutte le ottime sostanze intatte ma il prodotto potrebbe essere dannoso?
no, dannoso proprio no. Al contrario, più nutriente... banalmente.
Visto il tuo interesse specifico vorrei risponderti con meno approssimazione di quella con cui si risponde normalmente (fatta per facilitirare non per omettere), di base il termine pastorizzazione è completamente fuorviante, la si usa solo per far intendere che il miele subisce appunto una sorta di cottura, ecco cosa succede davvero:
pastorizzazione si intende abbattere eventuali patogeni, ciò NON è lo scopo voluto nel miele (che NON ne avrebbe assolutamente bisogno), molto più banalmente, con il calore si rompono i legami dello zucchero del miele, (il miele contiene molti zuccheri diversi a seconda dell'origine del nettare/pianta) gli zuccheri principali sono glucosio e fruttosio, a seguire alcuni miele hanno predominanza di saccarosio, poi maltosio e via a seguire.
I mieli a prevalenza di fruttosio (acacia, castagno e pochi altri) hanno una cistallizzazione naturale molto lenta, ergo verrà il più delle volte consumato ben prima che si cristalizzi, rimanendo all'atto di vendita e consumo molto liquidi.
I mieli a prevalenza di glucosio all'esatto contrario hanno una rapidissima cristallizzazione, diventando opachi e "pastosi", famosi gli esempio del miele di edera e della manna di larice, che sono quasi glucosio puro e cristalizzano addirittura nel favo creando non pochi problemi a chi vuole smielarli con il classico sistema di centrifuga.
La Pastorizzazione del miele, dicevo, serve per rompere i legami degli zuccheri, rendendo il prodotto liquido e SOPRATTUTTO, non più cristallizzabile (quindi rimarrà liquido). Lo si fa per PURA ESTETICA, perchè la maggioranza dei consumatori, in italia (specifichiamolo, paese che vai, miele preferito che trovi!) preferisce il miele chiaro e liquido, è una produzione che segue un vecchio marketing ante guerra :eheh: che tutt'ora regge molto bene nonostante ci siano stati molti tentativi di valorizzare anche altri mieli, opachi, o scuri, o comunque che cristallizzano e quindi diventano pastosi se non a volte persino "duri".

Spero di essere stato abbastanza esaustivo anche se ammetto di non aver neanche approfondito del tutto ma la cosa si faceva lunga davvero ahahahah :eheh:
Come fa un consumatore verificare che la zona dove viene prodotto il miele non sia inquinata o quant'altro?
Esistono certificazioni di qualche tipo che tutela in consumatore?
esattamente come con TUTTI gli altri alimenti, non puoi fisicamente e dunque in quanto consumatore deleghi agli organi preposti ai controlli e alle certificazioni. Banalmente, se già un prodotto è certificato ad esempio BIO, è già qualcosa. Poi come in TUTTE le cose in Italia ma anche nel resto del Mondo se hai soldie tempo per far verificare spendendo te a tue spese ogni alimento che ingerisci se effettivamente è ciò che hai comprato, ti invidio :eheh: e ti faccio i complimenti, purtroppo è questione proprio di questi mesi le retate NAS che hanno scoperto un giro enorme di prodotti alimentari importati e venduti come bio, quando non erano ne bio, ne italiani... ne tantomento salubri!
Il discorso sarebbe da affrontare da chi ne avrebbe competenza, sarebbe una questione politica -> legislativa e quindi in seguito anche di maggior controlli reali e sensibilizzazione dei consumatori, ma si tratta di milgiorare il paese e non prenderci voti per questo, ergo non sarà mai una chiave di volta in Italia, salvo se noi tutti consumatori ci facessimo sentire davvero, non comprando.. ma vabè sorvoliamo.

Il solo consiglio che mi viene in mente di darti, è di comrpare locale E certificato (sottolineo "E"), trovati un po di apicoltori magari bio della tua zona che vendono prodotto locale, che ne so se sei in val camonica.. il miele di agrumi o di eucalipto sarà difficile da farlo "localmente" :eheh: impara ad assaggiare mieli diversi, o anche lo stesso tipo.. da posti diversi, scoprirari gusti diversie finirai pure per saperli riconoscere al primo cucchiaino :wink:

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da Enry78 » 01/07/2019, 15:22

Grazie delle risposte!!!

Ok perciò il miele non pastorizzato e non microfiltrato presenta ancora intatte le caratteristiche migliori del miele!

Come scritto da Bjhorn credo (con visione maligna) che in molti mieli vengono fatti questi trattamenti per ''bonificarli''!
Il miele in che modo potrebbe contenere patogeni?
La certificazione bio può essere garanzia di questo?
Probabilmente acquistando miele da piccoli apicoltori (o meglio grandi apicoltori perché hanno più strumentazione per controllare il miele?) dalla mia zona...e conoscendoli...il problema non esiste...
ma abitando in città (credo che in questo caso gli apicoltori non possano far nulla per ''bonificarlo'') non è che il miele possa subire gli effetti dell'inquinamento (preso dai fiori dove le api raccolgono il nettare)?
I mieli con minori INQUINANTI sono quelli di alta montagna o in zone prevalentemente verdi? Mi potreste indicare qualche zona e gli apicoltore? :wink:
Esistono studi di questo tipo?

Mi piacerebbe poi sapere le ''proprietà'' di ciascuna tipologia di miele...
dove possa trovare delle informazioni in merito? Se avere qualche link o libero da consigliarmi.

Mi ha sempre molto affascinato il miele e mi piacerebbe saperne di più scusate le innumerevoli domande e l'ignoranza in materia

Grazie

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da BjHorn » 01/07/2019, 20:19

L'unico controllo che ogni apicoltore fa, (bio o non bio) con delle apposite attrezzature, è valutare la percentuale di umidità del miele, perchè oltre una certa soglia non è consigliabile invasettare perchè potrebbe andare in fermentazione.
Nessun'altra operazione è richiesta. (microfiltraggio, pastorizzazione)
Poi i contenitori (maturatori) sono gli stessi, in acciaio inox, i locali per la smielatura/invasettamento idem.
Come dicevo poco sopra, la certificazione bio prevede l'uso di fogli cerei (su cui le api costruiranno le cellette) che siano corredati di una certificazione, di alcuni aspetti dei trattamenti sanitari da fare con determinate sostanze, e poco altro.
Per quanto riguarda le colture che le api visitano per il miele, o si è piazzato l'apiario in una isola felice dove tutti i tuoi confinanti producono bio, e stanno attentissimi alle scorie prodotte, oppure si può provare a mettere il guinzaglio alle api! :eheh:
Insomma, tutte cose che qualsiasi apicoltore ONESTO fa di sua spontanea volontà, perchè in buona sostanza a muoverlo è soprattutto la passione ed il rispetto per le api, cosa che forse (e sottolineo forse...) le grandi aziende con grandi numeri da soddisfare ogni anno per la grande distribuzione, per forza di cose non riesce a fare (controllare trattamenti e materiali di miele prodotto all'estero)
Poi magari verrò smentito riguardo la faccenda "bio", perchè onestamente, come già spiegato, non ho approfondito la materia perchè non mi interessa, ma il mio consiglio spassionato è quello di rivolgerti al piccolo/medio apicoltore della tua zona, e avrai un prodotto d'eccellenza.

Non vorrei arrivare a paragonare la certificazione "bio" come alcune certificazioni CHE SI SONO RESE NECESSARIE (...) per poter svolgere il proprio lavoro, per esempio i camionisti: hanno preso all'epoca la patente C o altro, quindi abili alla guida, e adesso serve un'altra "certificazione" previo seguire un corso di non so quante ore, al costo di circa 3000 euri, per poter continuare a guidare. O gli insegnanti... (abilitazione, tfa, ecc ecc).
Insomma, tutte le categorie sono "munte" di volta in volta per "aggiornare" (a pagamento) i lavoratori... passati due o tre anni si "inventa" una nuova certificazione e così via! (non solo sono maligno ma anche polemico....) :oo:

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da Hertz » 01/07/2019, 20:42

Il miele in che modo potrebbe contenere patogeni?
anche qui ti do la base della base, poi c'è san google, il cerca di questo forum e volendo qualsiasi manuale sulle api se ti piace più il cartaceo.
Il miele è un alimento con un Ph molto acido ed una concentrazione di zucchero altissima, già solo entrambe queste caratteristiche fanno del miele un prodotto facilmente conservabile (del resto non devi per forza tenerlo in frigo e consumarlo entro 3 giorni come il latte no?) e un passimo ambiente per i batteri.
La certificazione bio può essere garanzia di questo?
NO, la certificazione bio garantisce un controllo ulteriore ed una "prassi" più severa nelle varie fasi di produzione (esempio banale: se si usano fogli cerei, devono essere certificati bio, teoricamente l'area di produzione dovrebbe garantire l'assenza di produzioni agricole che fanno uso di pesticidi, etc).
In nessun modo il bio è a garanzia dell'esenzio da patogeni, perchè sono due cosa molto diverse.
Il bio può garantirti eventualmente meglio l'assenza di sostanze di origine antropica (tracce di un pesticida ad esempio), che non sono appunto dei patogeni...
Ad ogni modo, che siano inquinanti, patoeni o qualsiasi altra cosa brutta, viene comunque controllata dagli organi presposti alla sicurezza alimentare, che sia miele, latte, carne, uova, etc ce ne sono diversi che agiscono su più "livelli", il produttore italiano è molto controllato (dicono siamo quelli con la migliore normativa e con le leggi piu severe a riguardo), questa è l'unica garanzia che abbiamo noi tutti, consumatori italiani (anche i produttori sono a loro volta consumatori per la cronaca eh).
L'eventuale problema sorge quando il prodotto o il sotto-prodotto (che funge da ingrediente) o comunque la materia d'origine del prodotto alimentare "finale" è d'importazione... e qui casca l'asino come si suol dire :eheh: perchè anche se siamo in UE, (quando va bene) non c'è una reale uniformità di normativa se non al ribasso, poi se per estero s'intendono prodotti pure extra UE, che so, cinese, sud americano... per dirne due A CASO proprio :aureola: allora tanti saluti a qualsiasi garanzia, il che significa che può pure arrivarti un prodotto ottimo, ma come è tristemete noto dalle cronache, arrivano pure delle robe che noon daresti da mangiare neanche al tuo peggior nemico! ..e per fortuna che abbiamo ancora degli organi decenti di controllo anche se sempre ridotti un pò all'osso che fanno ritirare dai banchi alimentare dei supermercati certe robe assurde, l'ultima se non ricordo male è stata quella dei succhi di frutta..
Probabilmente acquistando miele da piccoli apicoltori (o meglio grandi apicoltori perché hanno più strumentazione per controllare il miele?) dalla mia zona...e conoscendoli...il problema non esiste...
ma abitando in città (credo che in questo caso gli apicoltori non possano far nulla per ''bonificarlo'') non è che il miele possa subire gli effetti dell'inquinamento (preso dai fiori dove le api raccolgono il nettare)?
non so in che città italiana vivi, ma non abbiamo ancora una hong kong italica sulla penisola, avrai SICURAMENTE degli apicoltori in zona, che non vuol dire per forza davanti al portone di casa (anche se a milano e a roma, sui tetti puoi trovarceli) abiterai in una provincia... con una associazione apicoltori provinciale o regionale di riferimento... tanto per dire, anche ad abitare in una città dove non c'è un solo apicoltore con un sito o un profilo social, puoi scovarli comunque, siamo ovunque siamo tutti intorno a voi ignari cittadini :eheh: :eheh: :eheh:

Di base... ricordati una cosa, se uno fa l'apicoltore di professione, oltre ad essere controllato come qualsiasi altro produttore alimentare (ergo garanzia al consumatore) la tua preoccupazione su eventuali inquinanti viene solo dopo la gigantesca ANSIA che avrà/avrà avuto l'apicoltore nello scegliere le proprie postazioni dato che se arrivano a fare miele in quantità tale da permettere alla apicoltore di vendere e poterci vivere, significa che non gli sono morte male affogate nel glifosate di qualche vigna vicina... no giusto per dire :eheh:
I mieli con minori INQUINANTI sono quelli di alta montagna o in zone prevalentemente verdi? Mi potreste indicare qualche zona e gli apicoltore? :wink:
Esistono studi di questo tipo?
Si esistono studi a riguardo (in inglese anche là dove i ricercatori sono italiani ahahah) e sorprende ogni volta che NO, l'alta montagna NON è necessariamente sinonimo di puro candore con hiedi e le caprette (per quanto qui mi sto tirando la zappa sui piedi da solo), ne la città è per forza sinonimo di particolato in sospensione, come tutto in AGRICOLTURA, dipende..
dipende che montagna è, dipende che città è, dipende che bucolica campagna collinare piena di vigne o distse di meleti è...
ergo dipende dall'uso di pesticidi viene fatto nel raggio di KM quadrati! e da tanti altri fattori.
Mi piacerebbe poi sapere le ''proprietà'' di ciascuna tipologia di miele...
ok queste sono info ancora più facili da reperire con una googlata, non ricordo il link, ma se cerchi trovi facile facile un sito italiano con elencato i monoflora italiani, con descrizione esaustiva di sapori, odori etc.. se lo ritrovo lo linko, ma absta davvero una googlata.

... ora una domanda te la faccio io per pura curiosità che mi hai suscitato:
lo stesso interesse (a mio avviso legittimo e lodevole) lo hai anche su altri alimenti come il latte la carne le uova o le farine?
perchè li si che ti si può aprire un mondo! (brutto brutto brutto, ma davvero interessante)

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da Hertz » 01/07/2019, 20:45

azz ho letto BjHorn solo dopo aver scritto, potevo quotarlo e farla più facile e rapida :eheh: :eheh: :eheh: :eheh: :eheh: :eheh: :eheh:

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da BjHorn » 01/07/2019, 20:58

@Hertz
No no, ho letto con vivo interesse, perchè io in fondo sono un apicoltore amatoriale, ho studiato, studio e studierò la materia, e faccio esperienza con le mie apuzze, sono armato di tanta passione (e qualche congettura) e qualcosa ne capisco, ma nulla di più! :eheh:
Ben venga essere smentito, e ben venga imparare, che come ben sai non si finisce mai!

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da LucaRN » 02/07/2019, 5:03

Il miele non è vettore di patogeni pericolosi per l'uomo, proprio per via della sua composizione.
Può però essere soggetto a contaminazioni provenienti da altre fonti di origine antropica, ovvero inquinanti immessi nell'ambiente dall'uomo.

Queste contaminazioni (se ci sono) non le possiamo togliere, e restano nel miele sia con la pastorizzazione che con la microfiltrazione, a conferma del fatto che come diceva giustamente Hertz non sono processi utili a rendere il prodotto più salubre.

Per la precisione con la pastorizzazione si punta a mantenere il miele liquido, mentre con la microfiltrazione in molti casi si punta a rimuovere i pollini presenti in modo da impedire di determinare l'origine geografica del miele. Questo perché per capire sia l'origine florale, sia da dove proviene un miele si analizzano in laboratorio i pollini presenti all'interno del campione.
Insomma è un po' come coprire il numero di targa, non è esattamente un comportamento trasparente, dato che per rimuovere le impurità sono più che sufficienti dei filtri a sacco.

Il rischio più alto a cui va incontro il consumatore oggi però, non è quello derivato dalle contaminazioni, bensì dalle adulterazioni (banalmente si parla di miele tagliato con sciroppi simili al miele o altre sostanze). Non si tratta (solitamente) di prodotti pericolosi, ma in sostanza in questi casi paghiamo per miele un prodotto che non lo è.

Sulle contaminazioni (pur essendo possibili), mi sento di rassicurarti almeno per quanto riguarda il miele.
Ho letto ad esempio alcuni studi sulle contaminazioni del miele subito dopo il disastro di Chernobyl (svolti proprio qui in Italia) e si parla di valori veramente molto al di sotto dei limiti di legge. Ed era esploso un reattore nucleare.

Ci sono molti altri tipi di contaminanti che possono finire nel miele ma finora in letteratura scientifica non ho trovato informazioni allarmanti, almeno per quanto riguarda l'Italia.

Sull'acquisto del polline invece ci andrei un po' più cauto.
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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da Enry78 » 08/07/2019, 14:45

Vi ringrazio tutti, veramente gentili e competenti.

Scusa @LucaRN non mi è chiara l'ultima frase:
Sll'acquisto del polline ci andrei più cauto...

Ho trovato qualche link per sapere le proprietà dei mieli ma niente di interessante...nessun libro da indicarmi o link più specifici con una descrizione anche sulla produzione del miele oltre alle proprietà?

Il link sull'etichettatura non mi funziona...avete qualche altro link da consigliarmi?
A parte il miele bio con la classica etichettatura quando è più naturale cioè non filtrato e non ''riscaldato''...d'obbligo cosa c'è scritto sull'etichetta?

Qual'é secondo voi il miele più interessante ''che fa meglio''? Scusate la domanda generica...

Grazie!!!

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da LucaRN » 09/07/2019, 4:52

Ciao Enry, significa che il polline è un prodotto più esposto a contaminazioni rispetto al miele. Per varie ragioni il polline è meno protetto dai contaminanti esterni rispetto al nettare quindi secondo me non guasta qualche precauzione in più.

Sui libri mi sento di consigliarti "I prodotti dell'alveare", è piuttosto recente e a mio parere abbastanza completo.

Nonostante in alcuni libri sia ancora (ahimè) riportato che il miele X fa bene al fegato, il miele Y è diuretico, ecc. Si tratta di affermazioni non provate scientificamente.

Attualmente il miele cosiddetto "medical grade", cioè per uso medico viene impiegato per uso topico, solitamente per la cura di ferite cutanee di vario tipo, in particolare quelle più difficili da guarire, come ad esempio piaghe e ustioni.
Inoltre per queste applicazioni il miele segue un iter particolare (non tutti i mieli sono uguali e non tutti i mieli sono indicati).
Per essere applicati sulle ferite devono essere sterilizzati con l'irradiazione di raggi gamma. Tant'è che solitamente si utilizzano bendaggi, creme o gel appositamente preparate e sterilizzate già pronte all'uso e non il barattolo di miele così com'è.

Concludo dicendo che il miele va mangiato perché è buono.
E' interessante scoprire e riconoscere i vari tipi di mieli, provando in cucina sempre nuovi accostamenti.
E' sbagliato (come purtroppo fanno molti) tenere il barattolo di miele relegato all'armadietto dei medicinali.
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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da Enry78 » 10/07/2019, 14:33

Non sapevo dell'esistenza e vendita anche del polline... XD

Pensavamo che alcune proprietà del miele fossero scientificamente approvate...come il miele di eucalipto non è dimostrato che fa bene per gli stati influenzali (raffreddore)?

Cmq concordo che si mangia perché è buono!!! :ya:

Ciaoooo

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da LucaRN » 10/07/2019, 17:40

Enry78 ha scritto:
10/07/2019, 14:33
Pensavamo che alcune proprietà del miele fossero scientificamente approvate...come il miele di eucalipto non è dimostrato che fa bene per gli stati influenzali (raffreddore)?
Eh purtroppo non è così, ma non è colpa del consumatore.
Ancora oggi alcuni apicoltori un po' per scarsa conoscenza, un po' per la paura di rimanere col miele sullo scaffale esaltano le proprietà del prodotto attribuendo al miele le proprietà di alcune parti della pianta di appartenenza.

Se ci pensiamo ad esempio il miele di eucalipto nemmeno è balsamico, anzi ha tutt'altro odore!

Quando abbiamo bisogno di cure la via migliore da prendere è sempre quella del medico ;)

Ciao e buona degustazione!
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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da Enry78 » 10/07/2019, 22:15

Dimenticavo... :eheh:
anche se ha un'importanza relativa quando il miele non é filtrato e non é ''riscaldato''...
cosa ci deve essere scritto sull'etichetta?

Grazie

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Re: ''Miele migliore''

Messaggio da BjHorn » 11/07/2019, 8:12

Miele! Millefiori o monoflora.
Il miele non necessita di nessun processo per essere messo in commercio, a parte il controllo dell'umidità.
Questa dicitura (a rigor di logica) dovrebbe accompagnare il miele naturale, quello "buono".
Se subisce pastorizzazione o microfiltraggio, dovrebbe essere indicato in etichetta.

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