Le virosi delle api

Prevenzione, diagnosi e controllo delle varie virosi
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adolfopercelsi
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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 01/12/2012, 14:58

da a.p.
Testo dedicato esclusivamente alla dott.ssa Leo, perché non demorda su quello che so, faticosamente, sta portando avanti
---
Da quello che presumo di conoscere finora,
tenendo presente il persistente silenzio circa il prodotto naturale REMEBEE
( vedere voce La Salute delle api sottotitolo Varroa e virosi, il sottoscritto,
ormai quasi senza più voglia di spiegare alcunchè )

ritiene che se non si arriva a sbloccare sul mercato italiano il presidio sanitario citato, attualmente già in Italia,
1)farmaco in modalità 2) sciroppo zuccherino che va solo a.corroborare-riattare il sistema immunitario naturale già esistente delle api

anche il sapere qualcosa sui Nosema Apis e del suo cugino Nosema ceranae sarà una magra soddisfazione
--
Con l’amico Riccardo, vedere le-mail intercorse con lui sul Forum Angrisani,ancòra in tempi in cui si frignava già solo a leggere qualcosa sull’argomento.

Immagine Immagine

Con Riccardo,cioè, ed il sotto scritto, abbiamo tentato il tutto e per tutto, in linea con quanto di recente è stato pure reso noto e che riassumo, da parte di .
Vedi Off Topic

Nel 2007,: Milleduecento alveari morti e TUTTI gli organi competenti l’hanno saputo - 7 anni di reddito mancato
Nel 2012:
mortalità 80% (le sto trovando così ora, uccise dalla VARROA e tutto quel che ne consegue;
- il trattamento con Apibioxal uccide le superstiti ormai stremate) e
96 alveari persi nell’alluvione.

In questi 7 anni (dal 2005) in un solo anno ho rinnovato tutti i favi (12.000),
negli anni seguenti

altri 5/6000 favi l’anno, spese, lavoro e tempi paurosi
e risultati: nessuno.

Ho usato APIVAR, APISTAN,
----
( aggiungo io( a.p.). presidi sanitari a molecola chimica “lipo”,(greco= grasso) solubile, resta nel grasso della cera per tantissimi anni: . Apivar è addirittura sponsorizzato da una Commissione sanitaria
Questi residui si assommano , con la molecola di turno,pur legale, fino a raggiungere dosi “subletali”, pericolose..)
---
Ho usato Apiguard , Acido Ossalico (prima “illegalmente” poi l’APIBIOXAL), Acido Formico (ancora illegale ma almeno non dà residui ed è sempre stato consigliato per l’apicoltura biologica)

Risultato?: rileggere quanto sopra.
Per 4 anni ho asportato tutta la covata in primavera
e trattato con acido ossalico sgocciolato.

Niente reddito e lavoro che uccide;
fare questo in estate o ingabbiare la regina di ogni alveare
in tempi ragionevoli (i miei apiari sono da 48 arnie)

è improponibile per una azienda professionale di 1500"

Perdonate questo mio sfogo ma purtroppo è la verità….molto amara!
(by Luca Manfredini - Capodimonte, 22 Novembre 2012)

dallo "Zio"Adolfo In arrivo qualcosa su Nosema di cui, con i soli occhi, si possono controllare solo gli effetti negativi che elencheremo.
Con stima.
Per non fnire piangendo, almeno qualche foto allegato di api

(Fatto!)

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da elisa.oppe » 02/12/2012, 18:09

Ciao a tutti! In questo periodo sto provando ad usare il prodotto vita feed gold che in teoria dovrebbe aiutare le api a combattere il nosema e altre meraviglie..... Qualcuno di voi l'ha provato?io lo sto dando alle api assieme allo sciroppo super concentrato. L'odore non sembra invitante ma una delle mie famiglie se lo è sbaffato in un attimo mentre le altre lo apprezzano meno (chissà perchè). Ho cominciato questo "trattamento" dopo la lotta (non ancora vinta) alla varroa.se riuscirò a notare qualche effetto lo scriverò! buone api a tutti!

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 04/12/2012, 12:20

elisa.oppe ha scritto:Ciao a tutti! In questo periodo sto provando ad usare il prodotto vita feed gold che in teoria dovrebbe aiutare le api a combattere il nosema e altre meraviglie..... Qualcuno di voi l'ha provato?io lo sto dando alle api assieme allo sciroppo super concentrato. L'odore non sembra invitante ma una delle mie famiglie se lo è sbaffato in un attimo mentre le altre lo apprezzano meno (chissà perchè). Ho cominciato questo "trattamento" dopo la lotta (non ancora vinta) alla varroa.se riuscirò a notare qualche effetto lo scriverò! buone api a tutti!
---
Gentilisima Elisa.. musicalmente beethoviana

Sintesi mnemonica( per la nostra memoria.).
La Nosemìasi palesa
funghi unicellulari frequentemente
rinvenibili all’interno degli alveari, soprattutto
in determinati periodi dell’anno
(inverno e primavera).
Con diarrea o meno
--
Oggi oso proporti di ricorrere ad
Api Herb invece che a Vita Feed Gold
--
CLICCARE su Google le parole
"Unità Operativa Apicoltura. Verifica dell'efficacia di Api Herb "

In America ’è stato pubblicizzato “Nozevit aerosol application . A.B.J., Nov.nov. 2.011
Un preparato a base di erbe
Forse è lo stesso Api Herb
che viene venduto anche in Italia.

il Dèpliant italiano afferma:"

"I risulti hanno mostrato un numero di spore significativamente ridotto "
(to showed that a large number of Nosem spores was
significantly .. reduced)"
Notare l'avvverbio ( significativamente ) riduzione del numero di spore di Nosema.
e ciò
"ricorrendo ad un comune nutritore come prevenzione(70,1%) e curativo (78.37%)"
---

Immagine


Mentre per ApiGo VIENE RIASSUNTO
un generico resoconto da cui è possibile ricavare tutto ed il contrario di tutto.:
"un miglioramento della salute della covata"..

Termino.
Solo come promemoria di dati
-Mi risulta, dal materiale che ricevo tramite American Bee Journal che
non ci siano noti protocolli terapeutici per contrastarE NOSEMIASI
Si sa "solo" che
Mentre il Nosema apis è responsabile di
una forma diarroica
e quindi facile
sospettare tale affezione in caso di imbrattamento del predellino o dei favi del nido
con le feci, -
--
Immagine
--
il Nosema ceranae è invece un patogeno caratterizzato dal possedere un
lungo tempo di latenza ed
assenza di sintomatologia specifica,
sebbene sia stato
chiamato in causa per spiegare casi di api
adulte ammalata cusa dovuta a funghi unicellulari

E' stato rilevato che tali microrganismi sono frequentemente
rinvenibili all’interno degli alveari, soprattutto in determinati
periodi dell’anno
(inverno e primavera).
--
Buona giornata e
Coraggio a vicenda
--
Dallo "zio" Adolfo
Il prof. Apicoltore Randy Oliver trascrive pure un suo visivo riscontro di feci di api in uscita al primo sole dopo una nevicata..

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da elisa.oppe » 05/12/2012, 16:44

Grazie delle informazioni Gentilissimo Adolfo! e complimenti per le tue belle lavoratrici (la foto dove sono tutte in riga sui telaini è super). Avevo letto di Api Herb ma il fatto che va somministrato gocciolato (sgocciolato :) ) mi ha fatto optare per l'altro che può essere messo nel candito o sciroppo. Leggendo la composizione dovrebbero essere esclusivamente succo di barbabietola...Immagino siano una sorta di" zigurì" per api. Io posso dire solo che le famiglie forti l'hanno mangiato di gusto ( quelle deboli meno)... ma è un informazione di poco conto. Non potendo fare statistica, me ne sto come una mamma che dà le pastiglie di vitamina C al bimbo per l'inverno.Chissà!!?! W le api! Cari saluti!

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 05/12/2012, 20:17

elisa.oppe ha scritto:Grazie delle informazioni Gentilissimo Adolfo! e complimenti per le tue belle lavoratrici (la foto dove sono tutte in riga sui telaini è super). Avevo letto di Api Herb ma il fatto che va somministrato gocciolato (sgocciolato :) ) mi ha fatto optare per l'altro che può essere messo nel candito o sciroppo. Leggendo la composizione dovrebbero essere esclusivamente succo di barbabietola...Immagino siano una sorta di" zigurì" per api. Io posso dire solo che le famiglie forti l'hanno mangiato di gusto ( quelle deboli meno)... ma è un informazione di poco conto. Non potendo fare statistica, me ne sto come una mamma che dà le pastiglie di vitamina C al bimbo per l'inverno.Chissà!!?! W le api! Cari saluti!

-Elisa..-
E' sempre un piacere interloquire con te.
ma sottovoce

ti lasceresti imbrogliare da un tuo bimbo dal come lui trangugia con ingordigia, l'aranciata Fanta?
... e come dicevi,con sana ironia, "dovrebbe trattarsi esclusivamente succo di barbabietola "

Se lo vorrai.. Facci un pensierino la prossima volta
Con stima
"Zio"Adolfo

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da elisa.oppe » 05/12/2012, 20:55

Ciao, e già. Comunque non ero ironica è proprio scritto nella composizione : 60 ml di concentrato di estratto di barbabietola portati a 100ml con acqua. :)

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 06/12/2012, 13:40

elisa.oppe ha scritto:Ciao, e già. Comunque non ero ironica è proprio scritto nella composizione : 60 ml di concentrato di estratto di barbabietola portati a 100ml con acqua. :)
--
Ciao Elisa.
"Mi inchino con triplo salto mortale" davanti alla estrema chiarezza su questa posologia (gr. posos= dose-quantità.).

Informazione utile e altrettanto sincera da parte della Chemicals Laif, la stessa titolare di ApiHerb
--
Buona giornata.. a te con tutto il Forum
(a.p.)

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 09/12/2012, 19:51

da a.p.

Informazione circa "Remebee" ,
già brevettato in America

1) farmaco, non molecola né chimica nè naturale per le api e

2)somministrato alle stesse in forma dolcificata- sciroppo zuccherino.

-
Renderò nota una risposta
fattami pervenire, già il giorno dopo
dall’apicoltore prof. Randy Oliver
( per chi vuole, utile è cliccare su ScientificBeekeeping.com)
che l’anno scorso ha partecipato alla sperimentazione di Remebee
e che anche quest’anno sta portandola avanti per ulteriore conferma..

Per evitare delusioni riferisco sùbito che ci sono delle “difficoltà" in atto

In Europa grazie ad un trattato tra gli Stati, la nostra carta d’identità permette di entrare ed uscire da ogni Stato membro.

Tra l’America e i nostri Paesi ciò non esiste

Un prodotto già brevettato in USA
non può essere messo in commercio da noi se non dopo che
la Commissione sanitaria italiana abbia verificato lei stessa il protocollo tramite tecnici abilitati
(.. e remunerati per I TANTI mesi impegnati .)

Esiste un problema di “sovvenzioni” che devono essere reperite..
Stop.
Anche se un mio giudizio non vale una “cica”( la mini camicietta di ogni granello di melograno)
avendo létto tutti i dati resi noti in America, ho fiducia “nell’impresa”
--
In inglese, per il momento, ma il testo tra le tante immagini di favi ammalati, grantisco che già da sole parlano

Fare Copia-Incolla ed Inserire su Google
Sick Bees Part 18A: Colony Collaspse Revisited,
come viene ripresentato il link che ho già provato io

..sceglierlo chiedendone la traduzione in italiano
Accettatela anche se sovente non si capirà un bel nulla ( briciole viene tradotto braciole..)
Più avanti mi rassegnerò "volentieri"alla fatica.di farlo io se non sarò preceduto

Ora la mia e-mail al prof. apicoltore Randy Oliver e la sua risposta nel giro di 24 ore
--
Carissimo “Beekeeping” prof. Randy ( big friend scientist..)

Mio grande stimato amico
Ho bisogno di te
J’ai besoin de toi

I need you
In Italia-Monsanto per “Remebee”, ancòra totale silenzio!
..still silence total
..
Difficoltà? Difficulty?

Nel 2.012 hai usato Remebee?
Dou you make use of Remebee in 2.012?
Tanks
Adolfo

miei esemplari di favi “ammalati”

my example of illness

“Vive la Vie”
Tanks for Colony Collapse Revisited ..Sich Bee Nosema ..smoldering
..et coetera ..

_
Da: randysbees@gmail.com [mailto:randysbees@gmail.com]
8 dicembre 2012
A: Adolfo Percelsi
Oggetto: Re: notice about Remebee

“Hi Adolfo,

Remebee has now been purchased by Monsanto. We are running another field trial of it this season.
I wouldn't expect it to hit the market for some years :
Ora,Remebee, è stato acquistato dalla Monsanto.
In questa stagione noi stiamo portando avanti un’altra prova sul campo.
Dati specifici da a.p.)
(L’anno scorso in due areali diversificati come zona e mesi stagionali. Uno terminato a novembre con anche con leggera nevicata..)

ancora da Randy
"
"Io non sono dell’idea di aspettare alcuni anni, prima di rendere edotto il mercato su quanto fatto

"Regarding your photo of the frame with supersedure cells, this appears typical of collapse due to Nosema ceranae.
Did you test any bees for that parasite?"
Immagine

-Esaminando il tuo allegato- favo con celle reali - supersedure-, (da a.p. in zona centrale, per sostituzione regina deceduta,) annoto che si presenta come un tipico collasso da Nosema ceranae.
Fai dei test, con almeno qualche ape al riguardo di questo parassita?
---
Randy
--
Caro prof.Randy . Non ho bisogno di microscopio, perchè vedo tutti i suoi allegati di favi ammalati su A.B.J.
Sono .. uguali uguali ai miei.
La ringrazio per la diagnosi de visu Nosema ceranae

Con stima
adolfo

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 10/12/2012, 19:02

---
da a.p.
Pubblicato in: American Bee Journal marzo 2011
Un grazie esplicito al Forum ing. Angrisani, per lo spazio didattico concesso
----
Api Sick - Parte 7:
Testo del prof Randy Oliver. ScientificBeekeeping.com

Prima parte dell'argomento

In che modo l'immunità ad un virus si diffonde in tutto l'alveare?
Possiamo utilizzare questo meccanismo a nostro vantaggio?

Materiale didattico, solo per adulti.con riserva
Traduzione mia con gradito riscontro altrui del testo originale.
Annòto sùbito che certe proposizioni sono state volutamente tralasciate. Perché iperuraniche-siderali -

Un dovuto incoraggiamento ai lettori temerari che, tra l’altro, sono già ben 13.535 (tredicimila 534 circa)
----
Trans adescamento generazionale immunitario
(Far, cioè, passare-trasmettere gli effetti positivi del primo trattamento Remebee anche alle successive api?

L'ape non riceve ferite in maniera passiva
da parte dei virus, compresi ceppi ricomposti-mutati
--
Le api possono "fissare" nel loro gènoma immunità nei riguardi di un certo virus.
Questo processo è stato confermato per quanto riguarda il Virus israeliano della paralisi acuta IAPV Israel acuta paralisis virus)

Poiché solo una percentuale della popolazione delle api ha géni antivirali che conferiscono l'immunità?

si può guardare l'evoluzione genetica in azione come nuovo rapporto tra ospite(ape) ed il-parassita (virus)?.

"All'interno della popolazione di api,
esistono varie forme di ogni géne (ogni modulo è chiamato allele),
così come ci sono diversi alleli dei gèni della pigmentazione per i colori differenti del corpo.

"La selezione naturale favorirà alcuni alleli che sono rapportabili a contrastare minacce del parassita."

Immagine Immagine
- (a sin.)
Favo orribile presentato da Randy Oliverer. Covata colabrodo con tantissime cellette svuotate, già forse nell fase uovo.--
-( a destra)
Famiglia colpita da stress nutrizionale. Notare mancanza di polline attorno alla covata che è pure molto sparpagliata e, per nulla compatta- In simile situazione non si potrà difendere contro le virosi ( solo 18?)e altri parassiti ( varroe e Nosemi vari..)
---
Abbiamo visto che questo processo è già avvenuto
dopo le introduzioni recenti di alcuni parassiti, ormai comuni:

acari nelle trachee e nella covata calcificata

Quei processi hanno praticamente raggiunto un "equilibrio", per la varroa (ancòra in corso);
per Nosema ceranae (non so a che punto sia)"

Questa evoluzione procede geneticamente ad un ritmo relativamente tranquillo
a meno che la maggior parte della popolazione ospitante( le api) stia già morendo a causa del parassita (come è avvenuto dopo l'arrivo dell’acaro varroa

Tuttavia, è chiaro che le api sono in grado di ottenere
un certo grado di immunità molto più rapidamente,
come dimostrano le operazioni con cui sono state inoculate volutamente
ricorrendo a materiale da Collasso o per epidemie varie dei suddetti parassiti.
E sempre Randy OLIVER CHE SCRIVE

Per il momento
Ci sono apicoltori che insistono ad intervenire con trattamenti contro la varroa e contro il Nosema,
ma nessuna di queste misure
ha avuto effetto duraturo contro parassiti).

Contrariamente al lungo processo genetico da api che evolvono lentamente una resistenza ad un parassita,

un processo molto più rapido
è la via epigenetica ( greco epi= attorno,riguardo al settore gèni).. e, cioè modificando il modo con cui i geni delle api già esistenti si esprimono.
( a seguire..)
Ora tenterò di inserire qualche allegato con favi ammalati di Randy Oliver..
"Sia voi che me --ognuno guardi solo i suoi!" D'accordo?^

Buona giornata. e Viva la vita
(a.p.)i

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 12/12/2012, 18:22

segue da testo precedente
da a.p.
Testo trasferito
Da aggiungere alla prima parte già su virosi..
"In che modo l'immunità ad un virus si diffonde in tutto l'alveare? "
--
Modifiche epigenetiche( che riguardino,cioè, il settore gèni) consentono una evoluzione molto rapida non solo di risposta immunitaria con resistenza ad agenti patogeni specifici,
ma anche a tutta una serie di altri adattamenti

Le colonie di api sono hanno due tipi "generazionali",
1) uno quando una colonia sciama e lascia una colonia “figlia”, alle sue spalle
e l'altro
2) con i successivi normali cicli di covata (generazioni di bottinatrici, vita per circa solo un 35 gioni se stanno bene e circa 30 se affette da qualcosa”, sorelle di ricambio ed a vita lunga, verso il 15 agosto)-le “invernali”


Non va bene asportare le ultime covate .perchè trattasi di api” invernali e quindi si arreca un danno, quasi sempre
In entrambi i casi:
colonia figlia con lo sciame e quella generazionale di mese in mese), la prole probabilmente erediterà gli stessi agenti patogeni .
E’ un valore per le api quello di essere in grado di trasmettere, (“upregulate”), ciò che ha fatto guadagnare la loro immunità, anche alla generazione successiva.
--
La regina dello studio epigenetico è il Dr. Eva Jablonka (2009), ed un altro paio di ricercatori che si sono distinti nel settore immunitario

-Sadd e la Schmid-Hempels (2005) grazie alla puntura provocata ed aspirata da un calabrone regina con batteri
e poi iniettata, hanno scoperto che le proteine (in maniera normale indotte battericamente soltanto come risposta ad una infezione)

Sadd et alii hanno, cioè, scoperto che le proteine nella fase di loro discendenza vengono “sovraregolate”-cioè rese capaci di agire positivamente

-Moret (2006), ha dimostrato la stessa cosa, ma verificandola con vermi della farina.

I peptidi antibatterici( due o più molecole di aminoacidi= le piastrelle del pavimento di una proteina Bl bla bla).. sono abbastanza generici,
e l'innesco transgenerazionale immunitario trova una sua spiegazione (Little 2003).
-
- Moret, con invertebrati non sociali,ed in modo intelligentissimo con un priming epigenetico( il primo tentativo di trasmissione) ha operato ricorrendo all’uovo.

Anche le api, quindi in virtù della abituale alimentazione materna delle larve, hanno questa possibilità “tramite uovo” per un inserimento epigenetico con trasferimento di immunità sanitaria “con adescamento per gelatina”; ciò mentre un’ape nutrice, la regala alle sorelle che gliela richiedono )

- Questo "trasferimento sociale" utile per resistenza alla infezione è stata dimostrata anche da Traniello (2002) tramite prove esperienze con le Termiti. "
-
Qui sopra termina il testo scritto da Randy Oliver
-
Mie mini curiosità sulle termìti da non confondere con le nostre formiche

Gruppi di “formiche” anche di dieci milioni.- Sono circa 2.000 specie; lucifughi ( intolleranti alla luce; di solito in Zone tropicali e sud tropicali.
-Solo le femmine termiti sono dotate di ali che pérdono durante l’accoppiamento con maschi-che per tutto il resto hanno funzione di "operai."...
( a presto qualche allegato anche solo per digressione distensiva)
allo "Zio"Adolfo

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 13/12/2012, 13:45

da a.p."
Grazie ad una riconosciuta,concreta libertà di espressione
sul nostro benemerito Forum è stato possibile leggere anche l’idea di un iscritto che le stesse varroe non dovrebbero essere uccise “ perchè creature di ”

Vedremo, al riguardo, come questo sia “esagerato”ed abbia bisogno di almeno alcune distinzioni
---
Argomento..inaudito

Una panoramica dei virus più “micidiali .. di origine animale
ma solo ”per farci accettare con più rassegnazione
come si sia tristemente in linea con ciò che la Natura ” permette” nei riguardi dell’uomo ,
--ed anche per le stesse api
gestite, al momento attuale, con una ventina di virosi

Coraggio!!
Inizieremo con il virus della rabbia, tipico dei cani.
--
Un ricordo personale di moltissimi anni fa
Il mio amico cane nero che chiamavo "Lampo" ne fu infettato e papà mi vietò assolutamente di avvicinarlo in attesa dell’arrivo degli “accalappia cani”
Episodio a cui non ho assistito,perché io stesso ero stato chiuso momentaneamente nella Cantina semibuia

A seguire

-Il terribile Ebola, con immediate emorragie

e Marburg portato da pipistrelli

-La febbre emorragica Crimean Congo trasmessa dagli struzzi;


-il West Nile, virus diffuso da uccelli e zanzare
-gli Hantavirus , sparsi dai roditori

-E poi la febbre della Rift Valley, dai ruminanti
Domande che ci poniamo
-
Utilità del disinfettante Oxigen?
Sì ma solo
su materiale dell’arnia –pareti lignee .dorsali dei favi.e sulle api ma solo n a livello epiteliale esterno e per nulla nello stomaco-intestino
Il motivo? Il peracetico è un acidificante e le api i rifiutano categoricamente di aprire la bocca per suggerlo.

il disinfettante oxigen

Possiamo disinfettare un po’ la bocca delle api , ma non oltre, perché
Oxygen non viene ingerito .

peracetico rifiutato

Cliccare su Google http://www.apicoltoremoderno.it peracetico disinfettante Oxigen

In concreto
Lavarsi sovente anche le mani e non adoperare per stagioni intere gli stessi guanti!?

E detto sottovoce, ricorrere alla concreta facile utilità di passare alla fiamma del cannello ogni arnia che venga riproposta alle api..
,
Pasteur, (1822- 1895) ( solo 127 anni fa )scoprì che il virus della rabbia non risiedeva soltanto nella saliva.
Dopo insistenti ricerche scoprì che la maggioranza degli animali che avevano ricevuto sotto la pelle una inoculazione di materia dal cervello di cani "arrabbiati",
soccombevano.

Questa materia virulenta, per lo studioso, aiutava meglio che la saliva.

Pasteur, da ciò, capì che l'ambiente più favorevole al virus era materiale del cervello.
---
Di Giovanni Trovata, attualmente, ancòra vivace veterinario, anni 82
(Il Giornale, 11 dic. 2.012 )
“E’ vero che cani e gatti sono troppo vicini a noi per essere usati negli esperimenti, ma dire che si debba prescindere da tutti gli animali per tutelare la salute umana è eccessivo e fuorviante.

Solo da 120 anni le persone morsicate da animali affetti da rabbia hanno evitato una morte terribile grazie al vaccino di Pasteur che consisteva
in una soluzione sospensione di virus rabbico coltivato sul midollo di coniglio
e attenuato nella sua virulenza,mediante essiccamento.

E’ evidente che per produrre il vaccino

migliaia di conigli sono stati infettati e sacrificati , ma altrettante persone hanno potuto sopravvivere”

( a seguire.. per i più coraggiosi ) Con stima
dallo "Zio"Adolfo
---
Ultima modifica di adolfopercelsi il 15/12/2012, 11:47, modificato 2 volte in totale.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 13/12/2012, 14:45

a.p.
segue da
i virus più micidiali per l'uomo in
parallelo a quelli ugualmente feroci per le nostre api attuali
--
Ultima parte
Negli anni successivi grazie a Pasteur le infezioni si ridussero

Un'esperienza in particolare doveva essere tenuta presente, secondo Pasteur dai chirurghi:

Immagine Immagine Immagine

Allegati. Favi non miei su cui ho operato..
Notare la barriera corallina di cellette che resteranno ancora e "sempre" sotto opercolo/
Una parte di favo vecchio-catramato che ho ritagliato; già sede di tarme che non permetteranno poi alle api di nascere-sgusciare all'esterno perché incollate sul fondo.

-Attendere la fine di covata per intervenire con Api-Bi oxal o con il sublimato che io rifiuto potendone fare a meno.. Vedi il testo in Tecniche apistiche

"L'è tutto sbagliato. L'è tutto da rifare!"
tutto sbagliato

La percentuale bassa di varroe io la gestisco già dall'inizio di gennaio,quando non ci sono ancòra le nuove nate e tutte le varroe sono in fase esterna, tutte sulle api adulte
--

Il vibrione faceva la sua opera.
In queste condizioni la carne, precisava Pasteur, diventa incancrenita.

L'acqua e le spugne con cui si lavavano gli oggetti chirurgici e le garze con cui si ricoprivano le piaghe, depositavano i germi che si propagavano nei tessuti con una facilità estrema,
provocando infallibilmente la morte.
Immagine Immagine

- Per Pasteur era quindi fondamentale una difesa contro i microbi,
ossia tutte quelle sostanze che costituivano l'antisepsi come l'acido fenico, il sublimato, lo iodoformio, il salolo
-
- Un altro progresso nella cura del malato consisteva quindi nell'asepsi
ossia nella pulizia assoluta degli strumenti, delle mani e di tutto ciò che avrebbe avuto un contatto con il ferito.

-Il disinfettante Oxigen?
solo su materiale esterno
Queste sue affermazioni avevano risvegliato in alcuni chirurghi idee nuove riguardo al sistema antisettico.
Joseph Lister, un importante chirurgo britannico, in una lettera a Pasteur datata 18 febbraio 1874, affermava che da nove anni stava cercando di portare alla perfezione il sistema antisettico.


-Lister ringraziava Pasteur di avergli dimostrato,
con le sue ricerche sui microbi e sui germi che portano alla putrefazione, la verità sulle infezioni post-operatorie.

-Lister, applicando i metodi asettici e antisettici nel suo ospedale ad Edimburgo, affermava che la mortalità si era ridotta.
--
In confidenza.
Attualmente penso che il sapere di che cosa le mie api siano infestate, in concreto, non mi servirà a nulla.. finchè non verrà offerto anche per l'Italia il farmaco Remebee..fermo alla "Monsanto"

Già il prof. Randy Oliver ha espresso la sua disapprovazione per la "stasi "( Vedi una sua risposta, qui, in La varroa e le virosi )nel constatare questa nostra tristezza italiana)

Lui fortunatamente ne sta usufruendo. Anzi sta continuando le sue prove sul campo, per migliorare ancor più il protocollo, in due areali come nei due anni precedenti..
Con ..tristezza.
Dallo "Zio" Adolfo

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 15/12/2012, 12:09

19/07/2012, 13:43
gavino scano

benny ha scritto:"povera varroa ...tutti che ce l'hanno con la varroa "...lasciamoli stare ..insieme alle api troveranno un equilibrio naturale ...!!!!
---
circa la
"povera varroa"
ripresento ciò che le è stato inviato
Deve rispondergli circa un suo equilibrio in caso di infestazione petecchiale ..

Non fare solo teoria

Da Gavino Scano
"Per quanto riguarda le creature da proteggere, mi è venuto in mente che esistono anche le zecche, le pulci
i pidocchi, le cimici. In campagna è facile incontrare le zecche, se ti capita che qualcuno di questi simpatici
esseri creati da Dio, ti si attacca al fondo schiena, non fare niente, cerca di trovare un equilibrio naturale per conviverci."
--
da adolfopercelsi pur straconvinto di questa perdita di tempo
Benny.
Ancora una domanda.
Ai suoi forse circa 30 anni ne aggiungerebbe altri 45 per attendere convivenza tra le api ed il loro ospite?

Da ben 45 anni hanno fatto il loro ingresso nel nostro territorio,
1) il fungo della covata calcificata( chalkbrood)
Un acaro visibile col microscopio..

Questa covata calcificata che ha come genesi un fungo microscopico colpisce le larve che all’inizio sono di colore biancastro fino a diventare dure ( acidificate)

2) e gli acari della trachea

L' apparato respiratorio delle api è un insieme di trachee che in certi tratti si amplificano diventando sacchi aerei ( da aere=aria).
Sono presenti nel capo dell’ape; nell’addome, nel torace.

Entrano nelle trachee del torace e da lì si trasferiscono all’interno dell’apparato respiratorio intasandolo con le loro deposizioni di uova, anche dieci di media
-
Ciascuna di queste malattie è arrivata invadendo pian piano l’intera popolazione delle api
ma ora
per fortuna sono considerati parassiti stabilizzati ,
sebbene
solo la covata calcificata e gli acari delle trachee

abbiano raggiunto una matura relazione tra parassita e chi le ospita( le api)
.
Si tratta-come dicevo- di un arco di 45 anni circa
Lei
per la cara "varroa", pur acaro che in se stesso fa stupire;
basterebbe pensare a come la madre sa partorire
evitando che la sua prole piombi sùbito nella pappa reale,

ma solo dopo che l'ha tenuta in parete, per "asciugarla"... Solo quando avrà la tuta"epiteliale" ora irrobustita ,da sommozzatore, lascia cadere la sua prole,senza che anneghi..

-Signor Benny..Sarebbe capace di attendere circa altri 45 anni
senza ricorrere a molecole naturali come Bi-Oxal,

ossalico in bassissima quantità, 35 grammi e mezzo litro di
acqua in 500 grammi di zucchero per favorire questa buona relazione con i parassiti citati"?

a.p.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 16/12/2012, 15:16

da a.p.con molta tristezza per l'amico rumeno ( So che lui chiama le api= con il termine albine)circa il fatto di scoprire due celle reali chiuse a dicembre ..
"Non vista regina" ma con uovini ( di fucaiole) presenti?
Penso che gli scriverò ancòra qualcosa ma già invitandolo quasi per dovere a leggere in Off Topic ciò che scrive l'apicoltore Manfredini(!)..
--
Se ascolta me farà quello che vuole lui ma penso che almeno qualcuno lo avverta che..
-L'allegato targato December è affetto da Nosema ceranae( Visto da Randy Oliver a cui l'ho inviato)
So dallo stesso che il cambio regina con la cerana "è di casa"..Che le celle reali non nascono..che .. restano marce sotto opercolo ..ma anche le tante zone con isole-"barriere coralline" che restano
Vedere qui i plurimi favi.
C'è solo il fastidio della scelta

Ma non c'è solo questo da osservare

Immagine
---
Immagine Immagine Immagine

ImmagineImmagine Immagine

- Altra idea da assimilare..
Le api passano attraverso la trafila del momento dei mesi e mesi in cui la famiglia
non ha ombra di varroa..
Da ciò che ho potuto osservare, in specie l'anno scorso, anche con sciamature di api e regina nel mese di agosto
ho sbucciato con estrema noia tutte le cellette chiuse senza trovare un acaro

Quest'anno solo un provino con un
riquadro rettangolare di favo ritagliato a cera molto catramata,. annerita vecchia che deve essere stata gestita da svariate tarme,
la cui bava incolla l'ape ancòra viva, impedendole di avere forza per oltrepassare l'opercolo pur avendolo quasi distrutto.. .
--.
Risultato
Su 240 cellette circa, solamente sette varroe. Vedere i tre allegati in progressione
(a.p.)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 21/12/2012, 20:30, modificato 1 volta in totale.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 20/12/2012, 15:51

. da a.p.
Importante.
Di tutta questa ipotesi( ripeto solo ipotesi) è stato già dovutamente ed in anticipo avvertiti il nostro ing. Pasquale ed il Moderatore Antonio
In pratica, (sintesi-il succo è questo; non se ne farà nulla.

---
Mia e-mail inviata
"Carissimo prof. beekeeping Randy Oliver..
ho ancora bisogno di lei al fine di poter inviare ( to send) una petizione ( petition)di firme e-mail di apicoltori italiani, alla Monsanto italiana che ha acquistato Remeebee

Avrei bisogno della e-mail di Jerry Hayes .
ora tecnico alla Monsanto a cui manderemo il tutto
per accelerare la pratica legale amministrativa protocollare, di Remebee valida anche per l’Italia,. also Italy.
To quicken, to speed up permetted legal ” administration of Remebee "
---
Immagine Immagine Immagine

-Allegati. Tramite termoventilatore scarrucolato su Cassettina, solo cinque favi,
distanza tra dorsali di 1 cm-api schiena contro schiena. Ancòra abbarbicate sulla zanzariera che combacerà sotto a due coprinido leggerissimi in polistirene. Notare buona presenza di api, nei due esemplari tra i cinque presenti che posso nutrire sui dorsali stessi, grazie a barretta 2 cm .

Il tutto non mi costa nulla. Cassettina addirittura con obbligatorio contavarroe inserito in modalità sciabola


In Italia, sempre più apicoltori denunciano decessi di interi loro areali.

Mio altro pensiero alla random-alla carlona
-Solo come incoraggiamento.
Per chi ha tempo se vuole indico questa miniera. Ricorrere a Google
ScientificBeekeeping.com
--
Randy Oliver sta portando a termine, anche quest’anno la prova di Remebee in due suoi areali, mese novembre compreso e soggetto anche a brevi precipitazioni nevose
---
Sua immediata risposta a stretto giro e-mail 24 ore

----
Adolfo, I'm afraid that there is no way to speed up the release ( autorizzazione )di Remebee. .
Until then, the best thing to do is to keep varroa levels low, and bees well
Good luck!--
----
Traduzione
Sono spiacente della ancòra mancante modalità per accelerare la autorizzazione di Remebee
Stando così le cose, la cosa migliore che si può realizzare è quella di tenere livelli bassi di presenza varroe e alimentare bene le api.
Buona fortuna
Randy—

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 22/12/2012, 19:52

dallo "Zio"Adolfo

Riporto qui un commento che ho iniziato ad introdurre, nella precedente e/mail ma che mi ha portato a superare i fatidici 4 mila caratteri .. punti compresi
Già' un generoso spazio grafico


Immagine
Allegato
Mio zucchero a velo/neve slavinante per varroe fuori pista, anche in mesi ad alta temperatura

-- Tra parentesi
ore 19,30 /22 dic. 2.012 ,
-Desidero abbozzare il "disagio" che ho procurato all'amico prof. Randy.
Lui fruisce già legalmente del prodotto brevettato Remebee.
Lo sta portando avanti anche quest'anno per utilità concreta delle sue api, in due postazioni..

Beeologics ha venduto il brevetto alla Monsanto che, onore al merito.. ha voluto esplicitamente
tra i suoi dirigenti anche Jerry Hayes, penso, almeno da 30 anni gestore della Rubrica risposte The classroom, in A.B.J
nei quali non ha mai consigliato una molecola chimica liposolubile( che si rintani nel grasso)

Se Randy avesse accettato di invitare /participare ad una
ufficiale accelerazione per il rinoscimento legale Remebee in Italia
sarebbe stato quantomeno "invadente"

Per me, quanto scrittomi nella sua e-mail, che al limite può essere captata in tantissimi modi,
è già estremamente coraggioso

"Grosso modo: " non mi piace che si aspettino degli anni per far conoscere ciò che esiste già come legale in America."

Forse, però, noi stessi apicoltori italiani potremo fare qualcosa,
previo consiglio del nostro ing. Pasquale e Moderatore Antonio.
Raccogliere delle e-mail o se questo è "contro la privacy, esporre chiaramente il proprio nome e cognome. o ancora più vitale indicare il proprio nome d'arte scelto qui per il Forum .
Ne cito uno "Wiking" conosciuto ancòra in tutti i mari

Mandare il tutto a suo tempo ad una specifica persona, alla Monsanto.

Rischio di 4 gatti e cento topi che girano alla larga.? Tutto e possibile
Dipenderà'
penso soprattutto da ciò che abbiamo incamerato nella testa e nel cuore
anche con tanta fatica,sull'argomento

Io sono ancora...sotto.. sotto ottimista!

Dalla lettera di Randy
"Stando così le cose, la cosa migliore da realizzare è quella di tenere livelli bassi di presenza varroe e alimentare bene le api.
Buona fortuna
Randy—
Tutto qui.

Nei giorni a seguire sia pure tristemente
racconterò ciò che tento di fare.. per sopravvivere..

Immagine

Finalmente oggi posso regalarvi un allegato con differenza cromatica molecolare
Grasso addominale per le bottinatrici, pur bisognose di grande forza
e grigioverde da militare in trincea per un-ape "invernale"carrozzata non Pinin Farin
ma a vitellogenina
..proteica.
Non ci sfugga questo particolare
Il grigioverde da militare spetta vitellogeninamente anche tutte le api nutrici che accudiscono/imboccano le tante bocche del grande loro asilo materno
da a.p

Coraggio a vicenda.
adolfo percelsi

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 11/01/2013, 13:58

da a.p.
D'obbligo per me inserire questa comunicazione.

Anche se triste..almeno un po' di chiarezza
--
Da: randysbees@gmail.com [mailto:randysbees@gmail.com] Per conto di randy oliver
Inviato: venerdì 11 gennaio 2013 3.53
A: Adolfo Percelsi
--
Un grazie al prof. Randy Oliver per la sua "dirimente" comunicazione
--

"Remebee, già brevettato in America, ma per ora non autorizzato per la vendita.
Ciò, sfortunatamente, richiederà ancòra qualche anno."
--
Cioè: "Campa cavallo che ..l'erba cresce!"(a.p.)
--
Randy Oliver
Oggetto: Re: buena vida

"Hi Adolfo,

The product has not yet been approved for sale, and still needs to be further developed. It will, unfortunately, be a few years

Randy
---
da
2013/1/6 Adolfo Percelsi <adolfope@tin.it>
Carissimo prof.. Randy Oliver

Sono Adolfo. Molto triste.!( Sad) circa la lunga sosta, in Italia, di Remebee TM
..-
Nel 2.013 sono certo di ritrovare su A.B.J, anche i risultati ultimi suoi trials-test ( estate-autunno) circa un prodotto del quale hai collaborato ad ottenere legalità protocollare sanitaria
Aspetto i suoi file!.
I’m walting. Grazie anticipate

Qualche domanda
Il titolare (owner )di Remebee TM , è la Monsanto che io pure stimo, avendo scelto volutamente anche Jerry Hayes tra i suoi collaboratori.. (collaborate) e titolare delle rubrica The Classroom
(La stanza della Scuola)dove in 30 anni di risposte ai lettori

Jerry non ha mai approvato e consigliato il ricorrere a molecole chimiche industriali

Ora,
anche in America è vietato proibito ( to forbid)
comperare( to buy) il prodotto RemebeeTM?

Un saluto ai suoi ragazzi alti già come “ astronauti” e conosciuti da foto su A:B.J:
mentre posizionano le vaschette di Apiguard Gel"

adolfope@tin.it --
Randy Oliver
Grass Valley, CA
http://www.ScientificBeekeeping.com

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 16/01/2013, 19:39

a.p.
ritengo interessanti queste due segnalazioni

Il 2013-01-15 22:15 Adolfo Percelsi ha scritto:
(Domanda su MAQS formico a lentissimo rilascio
e problema stasi Remebee
---
> Dottor prof. Formato
>
>
> Sono un semplice apicoltore che ha avuto la fortuna di conoscerla
>
>
> isola d'Elba1
>
> Perché anche i miei colleghi apicoltori la
> stimino immediatamente
> ho inserito qualche riga del suo curriculum:
>
> "Coordinatore anche del recente Protocollo MAQS sul suolo
> italiano e
>
> "Estate 1999, per 2 mesi: effettuazione di un programma di
> epidemiologia veterinaria di base e
>
> sanità pubblica negli USA, presso il CENTERS FOR EPIDEMIOLOGY AND
> ANIMAL HEALTH (CEAH)
>
> DELL'USDA (UNITED STATES DEPARTMENT OF AGRICULTURE) di Fort Collins -
> Colorado"
>
> --
>
> Un grazie per quello che fa (compresa la prova succitata del
> protocollo MAQS, pubblicizzato anche su http://www.apicolturaonline.it
> [2] , aol-mondoapi all'argomento "Risultato col formico"
>
> Oltre a ciò segnalo
>
> Una situazione che lei di certo pure conosce già:
>
> RemebeeTM ( antivirus) sarà sul mercato anche italiano,
> solo fra qualche anno!
>
> Vedere testo recente di Randy Oliver, un partecipante al test
> trial in Canada, ora solo brevettato ma ancòra non "in vendita".-
>
>
> Fra un anno io spero che voi vogliate "provare-approvare " anche
> RemebeeTM.
>
> Ci conto
>
> Dottor prof. Formato, da Lei, ora a me basta solo un "Sì!
>
> "La spugna assorbente formico a rilascio lentissimo che voi avete
> avuto in dotazione è quella datata (ultima) del 2.004?"
>-------
> _Cortese risposta immediata
>
> “Gentile Adolfo,
la prego di non avere un'idea troppo elevata di me perchè la cosa
sicuramente non risponde al vero. Ad ogni modo grazie per le sue parole.
Dove posso trovare la sua "dedica" al il suo prototipo per il
confinamento della regina su favo?
Sono contento abbia apprezzato le nostre prove con il formico in gel.
Credo sinceramente possa far fare un immenso passo in avanti
all'apicoltura italiana.

Speriamo sia disponibile in commercio già da
quest'anno.

Abbiamo fatto già degli studi con il Remebee e ci stiamo lavorando per
ampliarne l'impiego, oltre che per i virus, anche al nosema.

Su questi prodotti gli apicoltori devono ancora pazientare perchè si
tratta di molecole che devono essere migliorate per la loro efficacia e
studiate per non comportare danni alle api, all'uomo e all'ambiente. Si
tratta sempre di pezzetti di RNA che possono andar ad interferire con
altre porzioni di genoma degli esseri viventi.

Per rispondere alla sua domanda avrei bisogno di capire a quale
articolo fa riferimento.
Abbiamo fatto studi sul formico già con Marinelli una decina di anni fa
circa, in cui facevamo assorbire l'acido in spugne di vermiculite.
In tal caso però l'evaporazione variava troppo in funzione degli sbalzi
di temperatura.

Gli studi più recenti, invece, li abbiamo fatti con il formico in gel
(MAQS).
Con questo meccanismo il formico evapora molto meglio.
Abbiamo anche visto che se il prodotto viene conservato eccessivamente
prima di utilizzarlo (molti mesi), tornano i problemi classici del
formico (es. orfanizzazione delle regine); la causa potrebbe essere il
deterioramento del gel da parte dell'acido.

Spero di non averla delusa.
Le auguro una buona giornata e grazie per quello che lei fa per
l'apicoltura (ho visto il suo sito ed i suoi lavori).

Giovanni>
> Links:
> ------
> [1] dottor formato
>

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 17/01/2013, 17:33

da a.p.
-per evitare momenti di euforia circa l'eccezionale MAQS formico
( a presto le didascalie)

Continuando la nostra solita navigazione..--

Immagine Immagine

-Una mia "villetta" protetta al massimo, come segno termico affettivo
-Sulla destra
Una delle tante fotoo di api con rientro autonomo dopo scuotimento del favo( lievissima nebulizzazione con solo acqua o anche zucchero? Dipende
Solo facendo così riesco a visionare ogni millimetro del favo totalmente allo scoperto..

Qualche mini osservazione
La prima,
solo apparentemente paradossale
Se uno impattasse ancòra su tante varroe si tratterà ancòra di una constatazione positiva

Significa che le varroe entrate in maternità sott’opercolo con la prepupa-pupa e queste, per fortuna, non hanno ancòra come minimo tre virosi, anche la varroa riesce ancora a sopravvivere..

L’apicoltore è alle prese con un ambiente abbastanza sano..

Con un amico professione insegnante di nome Riccardo, al confino svizzero
eravamo gli unici due che in tutta Europa avevano le api “ammalate” ma penso, solo..perché dicevamo la verità.
In un anno e mezzo abbiamo controllato le nostre api affermando chiaramente che le trovavamo “ammalate.
Vedi Fotografie di api ammalate..

ammalate
sede cervello

Io, in più, avevo foto allegati provenienti dalla rivista americana American
Bee Journal con cui facevo tristi uguali raffronti

In pratica abbiamo rilevato che le api percorrono tutte le loro fasi arrivando in agosto a sciamare collettivamente con la regina, abbandonando l’arnia..


Diagnosi?
Ormai il loro sistema di difesa immunitario era arrivato ai minimi livelli in cui non ce la facevano più a difendersi, come facevano di solito, anche contro virosi, grazie a dei gèni che possiedono..
Veniamo al “quia”.. Se le api sono già ai limiti accennati

Anche MAQS che farebbe cadere le varroe o addirittura far morire quelle sotto opercolo senza uccidere l’ape sottostante ( se non alcune larve)
Anche questo formico, cioè, a lentissima erogazione servirebbe poco. E’ utile per uccidere solo dei batteri e non virus...
Immagine

Allegato..con traduzione
Foto scattata, dopo pochi secondi, dal posizionamento
Mostra come le api velocemente avanzino tra i fumi-vapori del formico

-Sorprendentemente come vi ritornino sopra, come fossero già abituate a loro e riprendano le precedenti mansioni in una atmosfera che farebbe bruciare i nostri occhi.
. La posizione dell’esatta sistemazionedelle strisce imbevute
è quella della foto- in zona centrale sopra al glomere
con uno spazio libero-distanziato tra le stesse; ciascuna indurrà i fumi verso il fuori così’ da raggiungere anche la parte esterna

Vedere una semplice concreta applicazione tramite Video
http://www.miteaway.com/html/videotutorials/php

(link da ri-controllare ..se esatto)
(A SEGUIRE.ULTERIORE PARTE DEL TESTO ODIERNO
Vita buena per tutti
a.p.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 18/01/2013, 13:53

da a.p.
propaggine finale del testo precedente
---
Occorrerebbe, da quel poco che sono venuto conoscere, vedi Le virosi delle api, che fosse immesso sul mercato italiano l’antivirus Remebee specifico per dei virus
( attualmente fermo alla Monsanto).
Ancora circa due anni di attesa?

i virus non sono batteri

Il virus “DW V-Deformed Wing=ali.Virus, quello che da visibili effetti conosciamo di più

vistosamente presenta api senza ali o quasi,
e che subdolamente invece di scegliere come zona di ospitalità lo stomaco o intestino, si annida direttamente nel cervello procurando uno scerebramento circa la stessa loro direzione viaria, esatta per planare sulla pista atterraggio di casa”.

Al colmo della disperazione ci sono altri virus, colleghi in ..malaffare, che hanno scelto il cervello della Regina

Circa Remebee
Il prof. Formato, pure lui apicoltore, ha precisato in un recente personale e-mail , quanto:

” Abbiamo fatto già degli studi con il Remebee e ci stiamo lavorando per
ampliarne l'impiego, oltre che per i virus, anche al nosema.”

Mi fermo qui.
La Natura è pur sempre imprevedibile. .
Un saluto all’intero Forum Angrisani, all'ing. Pasquale che ha sempre fornito testi- con motivi-ipotesi per la comprensione.
--
adolfopercelsi

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