Le virosi delle api

Prevenzione, diagnosi e controllo delle varie virosi
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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 13/10/2012, 19:11

da a.p.

Avversità delle api. dal Forum,qui, sottostante
master
-
1)Da Fabrizio
“se avete problemi di virosi provate a disinfettare i favi con Vita Oxygen . Io per precauzione ho passato tutti quelli che avevo . Non so bene se i virus riescano a stazionare nella cera dei favi ma nel dubbio

da a.p.

I virus sono elementi che per vivere-riprodursi sono

obbligati ad essere ospitati, intracellularmente in altro "corpo", purchè vivente,
tipo l'ape ( uova larve)

Azzardo sfacciatamente
La cera non è "materiale "con cellule"..

Immagine Immagine

Allegati.-“ Dei virus chiunque può capire la loro presenza.. opercoli . appiattiti.. Prepupe bloccate a questa fase
-
Plurime varroe su prepupe(!?)
Varroe di cui elencheremo "disastri" irreversibili
--
L’email di Fabrizio, a seguire, è troppo importante e difficile
La svilupperemo, in settimana
--
Eccola
"Virus collegati a varroa"

La varroa ( che è in grado di moltiplicarli e veicolarli)
risulta tanto più pericolosa e devastante quanto più è alto il carico di virus presente nell’alveare.

I virus si accumulano all’interno dell’alveare in conseguenza della normale attività delle api
e possono essere rinvenuti nel polline e nel miele,SULLA cera dei favi e sul corpo e nelle feci delle api stesse .

E’ dunque importante ridurne la presenza con adeguata e continuativa disinfezione.

fonte citata da fabrizio

appoggiarsi in esterno sulla cera ?'fabrizio
Oppure internamene alla cera stessa? Il che è tutto diverso!( da a.p.)

Prosegue fabrizio
“Poi ognuno si regoli come meglio crede, non ho percentuali sulle vendite del Vita Oxygen. Sopra ho riportato solo una esperienza personale
----
-Guarda che lo stesso zio
ha un file dove dice come usare il Vita, il che, se ci pensi, è abbastanza singolare .
---
Poi è ovvio che la disinfezione esterna non è risolutiva al 100% e che un prodotto che agisse dall'interno sarebbe più che bene accetto .

(Remebee? a.p.)
Però, finchè non c'è o non è possibile reperirlo in Italia, ci si arrangia come si può ( anche attraverso la nutrizione
ciao

----
dallo “Zio”
Gentilissimo Fabrizio.. Un'informazione..
Risponderò entro alcune settimane.
Si tratta, come tu sai già, di un discorso molto grosso.

Comunque vedremo assieme a te
come il lancio pubblicitario di Oxigen sia stato fuorviante

Non si doveva affermare, anche se solo in qualche testo,
che oxigen distrugge i virus

Se ciò fosse vero
chi ha igienizzato-"oxigenato" le sue arnie, alla fin fine avrebbe dovuto trovare evidenziata l'eradicazione dei virus
( non parlo di batteri)

---
Anticipo ancòra solo che
chi stanzializza anche 500 arnie, o anche meno, in un solo ambiente..

In dieci giorni di acqua continua ( a metà aprile o più tardi)
feci collettive, invirosate, di qualche milione di api

che ballonzolano- come bava invisibile, nello stessa zona-“vespasiano aereo" ad umidità relativa,

fanno sì che grazie anche a fenomeni di elettrostaticità calamitante,


molte api ancòra prive di questi ultimi micidiali virus nelle feci,
ne acquisiscano altri

Un ciao e auguri reciproci

adolfo percelsi
--
Immagine

Lo stress gravissimo nutrizionale qui è spiegato anche dalla totale mancaza di polline.
Addio pure buon invernamento
--
Si tratta di una Foto di A.B.J. aprile, 2011/ pag. 357 con commento di Randy Oliver
--
Buon giornata. E' stato un piacere
dallo "Zio"
Viva la Vita
Ultima modifica di adolfopercelsi il 23/10/2012, 20:46, modificato 2 volte in totale.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da beequiet » 15/10/2012, 8:59

:ave:
Eccoci di nuovo qua a parlare di virosi....

Io sono daccordo sul fatto che bisogna aiutare le api a "tenere pulito". E' buona norma disinfettare il materiale che viene dismesso per le più svariate ragioni. Vita oxigen, acido acetico, raggi gamma tutto va bene, anche il bagno in ipoclorito e flambatura vanno benissimo...

La fiamma azzurra e i raggi gamma sono micidiali per l'eliminazione di fonti di contaminazione quali batteri, funghi e virus...
Ricordiamoci che molti di questi organismi si riproducono e sopravvivono a lungo grazie alle spore...distruggere le spore significa abbattere notevolmente la carica batterica e virale...
Dei virus abbiamo ampiamente parlato, ormai sappiamo che vivono all'interno delle api, e si trovano nell'ambiente circostante. Dobbiamo solo aiutare le api a combatterli evitando di farli riprodurre comprottendo la vita stessa dell'ospite/ape..

Perciò, in attesa di aiuti.......

A presto, Leo

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 19/10/2012, 16:24

Interscambio culturale con isolani limitrofi
--
Dedicata, all’amico Fabrizio,

per la estrema discrezione nel giudicare il sottoscritto
"Guarda che lo stesso zio ha un file dove dice come usare il Vita ,
il che, se ci pensi, è abbastanza singolare" .

Tutto ciò
in contrasto alla modalità di altri, in stile Cesare Lombroso alla ricerca di una curva specifica della calotta cranica, segno evidente genetico della delinquenzialità del soggetto quando era ancòra in vita.
-----

Commento del prof. Apicoltore Randy Oliver su
American bee Journal, -Aprile 2.011. pag. 362


“La varroe bucano la “pelle-cuticola preferita di pupa che è quella preferita di fuco”
”( tra l’altro effettuata su uno foro solo perché l’ospitante ape in “fase” di crescita potrebbe morire se subisse tante perforazioni).


“Questo “foro, fa scattare sia presenza di batteri che di infezioni virali.) “

“Api parassitate come pupe non diverranno mai completamente api adulte”..

“Nella prossima e-mail inserirò una foto che riguarda covata d fuchi infestata da varroe, qui presentate infilzate da una forchetta, per disopercolare “
--
Già giugno di quest’anno non notavo più fuchi presenti .

L’anno scorso almeno li vedevo. sia pure con le sole antenne ondeggianti fuori celletta, ma purtroppo incapaci di uscirne

perché incollati con l’estremità dell’addome,sul fondo

---
Osservazioni come queste mi interessano molto di più che il sapere se le virosi si adagiano solo in ambiente "esterno" cereo semi umido ( tipo fogli cerei )
e non nel suo interno,
secondo me, per nulla “intracellulare”

Bla bla bla
Grazie per aver innescato questo mini “focolaio” di discussione
---
Con simpatia
.
Dallo “Zio” Adolfo

"
Ultima modifica di adolfopercelsi il 23/10/2012, 20:59, modificato 3 volte in totale.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 20/10/2012, 20:02

a.p
Dati che spero nonostante tutto ci insegnino qualcosa

da
American Bee Journal. Avril 2011, pag 357-365( otto pagine-preziosissime)
Time for a Paradigm Shift!
Tempo per scegliere altri parametri per la gestione delle api
--
Postazioni

In grandi estese postazioni , la deriva( sbagliare la propria arnia),

il saccheggio (robbing) velocemente omogeneizzeranno le api infettate vettorando-accumulando varroe tramite questa operazione.

Alcune virosi, scelgono
1) l’intestino delle api

2) altre preferiscono la parte sinistra dell’addome, allo stadio maschile prepupa dei (poveri)i fuchi,

Immagine

-Fuchi .Eccoli qui, infilzati nella forchetta disopercolatrice

3) Alcune infettano nientemeno che il cervello delle api,
come il virus della ali deformi,
il DWV (Deformed= deformate, Wing=ali. Virus)
che si ritiene ( appear) colpisca la loro "navigazione"!

Simile scombussolamento cerebrale porta all’aumento della
deriva di api infette in altri alveari
(Kralj.2.009)

Tutto ciò conduce alla selezione di virus più deleteri

Da foto concessami mentre per amicizia, mostravo ad amici cosa occorre cercare durante una visita

Immagine


Se le colonie, poi, verranno pure stressate da
povera nutrizione
(poor nutrition)/
freddo/ e
pesticidi vari
incapperebbero in un grave “collasso”
E ciò anche se

il conteggio caduta fosse relativamente basso
( if mite counts are relatively low”)

Le api infette will quietly-silenziosamente- fly voleranno
fuori per morire,

lasciando vuota l’arnia con un gruppuscolo di giovani api, ardite=
(valiantly) che tenteranno di salvare la regina( trying to save the queen)

Immagine Immagine

Forse come quelle del nostro allegato
Con stima
dallo "Zio" Adolfo
Ultima modifica di adolfopercelsi il 23/10/2012, 21:01, modificato 7 volte in totale.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 21/10/2012, 22:40

da a.p.

lavori in corso
Anticipo la traduzione di un allegato che presenterò in secondo tempo
Riguarda il
come si presenta una famiglia collassata
causa acaro-varroa, unitamente al virus delle ali deformate
--

Per capire una terminologia( guanina) usata nell’allegato
Anche se difficile. Ecco quanto

-E’una base purinica
-Gli escrementi dei colombi popolarmente vengono chiamati guano-.
-E’ contenuta nella pelle dei pesci, nei rettili=ramarro!?),
-negli escrementi umani
--
Allegati scelti genericamente
Immagine Immagine
--
La striscia di colore ancòra tutta gialla , e solo sul dorso segnalato da qualche amico conoscente ?
Non so cosa sia

Anch’ io ne ho viste alcune e più volte, anche perché facilmente richiamano la nostra attenzione
( Magari fossero solo api che sono state dalla “parrucchiera”!
--
Testo dell'allegato di Randy Oliver Luglio 2.011

” The “Rules” for Successful Beekeeping “
Regole per una apicoltura di pieno successo
Pagg.655-659

Traduzione
“Colonia collassata causa varroa e virus DWV
( Deformed Wing Virus –Ali Deformate da Virus)

Immagine
Notare

1)api adulte con testa alzata nelle cellette

2)bianca patina di ....guanìna...!!! sulle celle opercolate

3)ed un’ape( sul lato sinistro) con ali deformate-sfrangiate

4) da non confondere con lo sfrangiamento di ali per eccessivo prolungato sforzo in ventilazioni
o per infinite “andate e ritorni" come bottinatrici.

Questo è il più comune riscontro di api morte in colonie non trattate.
Non è proprio una morte bella a vedersi
tanto più che poteva essere totalmente prevenuta.”
---
( a presto didascalie)

.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 23/10/2012, 18:37

da a.p.

Dedicato alla nostra dott.ssa Leo
che sa già tutto sulla situazione ingrovigliata sconvolgente
tra varroa e virus e soprattutto perché so
impegnata a far sì che il
farmaco naturale Remebee, fermo ancora presso la Monsanto,
possa essere immesso anche sul mercato italiano, come già in America,
al fine di
ripristinare il sempre più indebolito sistema immunitario di difesa delle api contro le virosi
e ciò, importantissimo, senza alcuna molecola chimica
--
American Bee Journal..Aprile 2011 pag 360
--

Buona lettura per tutti, anche se decisamente ostica

“It’s no completely clear as to whether ”
Non è completamente chiaro se le virosi delle api

“if they actually replicate in the mite as an alternative host”
siano replicate negli acari varroe come ospite alternativo
--
La studiosa Santillan Galicia (2.008)

sezionò meticolosamente acari varroa
“ affettandoli” in piccolissime parti ma essa non tròvò
filamenti indicativi dell’attuale riproduzione virale
sia nell’intestino e tanto meno in nessun'altra parte del corpo
( nowhere else in the mites’bodies)
--

Ora.. dopo aver respirato a fondo,. centellìniamo pure questa considerazione di Randy Oliver
--
“Lo studio della Santillan porta ad ipotizzare che
1) Forse il virus DWV ‘(Deformate Ali..) non sia attualmente replicato nelle varroe o
2) che potrebbe essere replicato

ma solo
come infezione non micidiale nel rivestimento dell’intestino
in modo equivalente all’influenza che già colpisce
benignamente
l’intestino di suoi naturali ospiti, volatili acquatici (waterfowl)

Ciò è veramente intrigante, tenendo presente la stretta relazione
tra la Varroa destructor ad adattarsi, senza far morire l’ospite, con la quale ci rimetterebbero entrambi "

Altrove, (pag.361. ABJ Aprile)il prof. Apicoltore Randy Oliver, per fortuna didattica, ora è più terra terra..
-
“Una sperimentale inoculazione virale tipica richiede l’ingestione di milioni e bilioni di particelle di virus
prima che la malattia diventi “visibile”

tuttavia se una varroa femmina casualmente inietta più di 100 particelle di virus direttamente in una pupa
( quando lei è in maternità sotto opercolo)

o quando perfòra e sugge emolinfa di un’ ape adulta,
quella, potrebbe velocemente ammalarsi e morire.

“E questo perchè la varroa,
ora, è un problema. Trasmette in maniera nuova le virosi nelle famiglie d’api

..transmit viruses in a novel manner( Martin 2.007)
--
Termino con allegato- didascalia dello stesso Randy Oliver
--
Immagine

Buona giornata all’intero Forum Angrisani
---
Per non finire piangendo. Per i vostri bimbi

Mamma gatta fa da aspiratore
PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA-LIQUIDI E SOLIDI

Immagine

Viva la vita
dallo “Zio” Adolfo,
semi stordito per la traduzione
di plurimi termini, squisitamente tecnici

non esistenti sul Dizionario ..inglese
Ultima modifica di adolfopercelsi il 24/10/2012, 17:27, modificato 1 volta in totale.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da beequiet » 24/10/2012, 9:15

:) Buongiorno Adolfo e tutti gli amici del Forum!

Ieri sera, collegata da casa ho visto il tuo interessantissimo messaggio, ho anche risposto... stamattina noto, con disappunto, che non è stato trasmesso!!! chissà cosa ho combinato!!

Che vuoi fare, dopo una giornata di lavoro intenso, la sera siamo tutti un pò "stracotti" :emo_pic_105:

La segnalazione sugli articoli è di interesse per tutti, avevo già avuto modo di leggerli, e di riflettere attentamente su ciò a cui le api stanno andando incontro! Certo che leggi qua, leggi là..ti viene un gran magone, sebbene sia importantissimo tenersi aggiornati costantemente è anche vero che, certe informazioni possono creare allarmismi e scoraggiamento nell'ambito del mondo apistico!
Io mi auguro che le informazioni scientifiche servano a noi apicoltori, in quanto allevatori di api, a capire che abbiamo a che fare con un "super organismo" (da non intendersi alla stregua di "Superman") che si adatta nel breve periodo ai sistemi biologici complessi; i processi vitali devono costantemente rimanere in equilibrio, questi devono essere immediatamente ripristinati quando fattori esterni tendono a modificarlo.
In natura sono le api stesse a ripristinare tali equilibri, ma quando si parla di allevamenti allora entriamo in gioco noi apicoltori...con il nostro lavoro appunto!!
Forse sono troppo monotona, ma non mi stancherò mai di ribadire quanto sia importante il comportamento "apistico".. perchè molto spesso siamo noi apicoltori a compromettere lo stato di salute delle nostre colonie, inconsapevolmente certo..., ma pur sempre in modo negativo! Ecco perchè è importante la ricerca, perchè ci fa conoscere aspetti che altrimenti sarebbero sconosciuti, in quanto siamo privi di mezzi per conoscere a fondo il mondo "APE". Poter avere maggiori informazioni potrà solo aiutarci a comprendere e agire con cognizione di causa in tutte le situazioni, anche quelle più complesse..
Forse non riusciremo sempre a sconfiggere i nemici (più o meno conosciuti) delle nostre colonie, ma sapremo, in linea di massima, come approciarci al problema.. ne sono convinta!

Quindi grazie Zio Adolfo, per tutte le volte che dedichi il tuo tempo a rovistare sull'ABJ, per il tempo che dedichi alle traduzioni...sei proprio bravo....e le metti a nostra disposizione!

Sei davvero GRANDE!!

Un abbraccio, Leo

P.S.: di solito non rileggo il messaggio che sto per inviare, spero di non annoiarvi troppo, e se non sono chiara...mi scuso :sorryy:

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 24/10/2012, 17:26

Gentilissima dott.ssa Leo

Devo confessare che dopo la tua lettura ho dovuto asciugare una lacrima ..

Grazie di essere con noi
Viva la vita (api comprese)

Dallo "Zio"
Ultima modifica di adolfopercelsi il 31/12/2012, 13:27, modificato 1 volta in totale.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da beequiet » 25/10/2012, 11:39

:) MI prendi in giro come sempre!!!!!

torno a lavoro..... :scrolleye:

Un caro saluto a tutti...Leo

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Re: Dieci segnali evidenti di presenza virosi

Messaggio da adolfopercelsi » 31/10/2012, 22:52

da a.p.
Viva la Vita.. nonostante tutto

Segni visibili
Più che disquisire per quanto tempo l’ossalico resti “efficace”; se l’intervallo tra un trattamento e l’altro debba essere distanziato di un mese o se bastino anche solo 8 giorni.
Si può ricorrere già subito ai nostri occhi
per osservare segni visibili di concreta presenza di virosi?

Sottovoce. Presento questo materiale solo per conoscenza;
volutamente, cioè, senza propinare alcuna idea a chi ha impostazioni diverse.

-Chiunque guardi le api con attenzione meticolosa troverà nel testo a seguire questo scenario; specie nei mesi di maggio giugno
Scoprirà molte teste decisamente nere, già necrofore.
che passati i 21-24 giorni di opercolatura restano all’interno cella.


Sarà più facile scoprire ciò in cellette, isole solitarie, nel bel mezzo di covata schiusa.
• quasi come barriere coralline, alla periferia inferiore del favo.

Il favo in questione è in modalità-equatore ( vedi in Tecnica apistica http://www.apicolturapercelsi.it Favi naturali-favi equatore. Due parti..
Ho inserito in tutti loro una barretta che fa da facile sostegno e supporto alla cera che faccio costruire alle api ex novo, aiutandole con una mini striscia sotto al longarone portante e sotto la barretta equatore

• Se le api hanno la fortuna di non incappare nel Commissario di Polizia,cercatore di tartufi ( l’inseguitore delle fuggite) , già sotto al ramo che hanno scelto per la loro “fermata, “ricostruiscono” l’intera cera.

• Salviamo questo loro basilare salutifero diritto millenario offrendo alle stesse, ora inarniate, dei telai-equatore a solo mini striscia cerea
•ile favi- equatore. Cambiare tutta la cera?

“Una decina di radiografie ben visibili
Materiale

-Un “cavalletto”per pittori paesaggisti.
Costruirsi un “girarrosto” su cui appoggiare il favo da osservare. Troverete foto di ciò in molti files del sito; “girarrosto” girevole manualmente in modo da visionare anche la facciata opposta.


Basta anche una scala telescopica da mettere a cavalletto su cui appoggiare con sicurezza i favi a qualche incrocio degli scalini..
Permetterà di agire senza paura. Con una lievissima nebulizzazione ad acqua e zucchero:
si può ispezionare ogni millimetro di covata
- si scopriranno
- a) in maggio e giugno
- 1) larve afflosciate, sdraiate su un fianco ( peste europea);
b) dopo qualche mese
2) la covata apparirà molto bucherellata, pur senza segni di malattia al suo interno.
Conseguenza di una continua rimozione di api non portate a buon fine .

c) a giugno –luglio, sempre fase di opercolatura, pur avendo già
3) il capo pigmentato ( sopracciglia-occhi neri ) molte altre api non verranno chiuse .

Le addette ai lavori, se per fortuna ”igieniche”, compiranno anche questo sforzo di trascinarle in esterno ma, quasi di sicuro, infettandosi per le multipli virosi in atto.....

Questi sarcofaghi di api estratte si possono visionare sul fondo cosiddetto antivarroa..
Relax. Sarcofago dal greco σαρξ, sarks (= carne) e φαγος-;=mangiare). In origine riferito ad una pietra calcarea che in poco tempo “mangiava-consumava i cadaveri..

d) se si guarderà bene ogni millimetro del favo, alla periferia della covata, resteranno evidenti
4) collane di cellette opercolate rimaste tali anche dopo i 21 gg.

Questo succede in favi laterali dove le api non sono mai tante.. Addirittura nei favi normali la zona periferica inferiore è quella che lascia sempre sul campo dei morti, quelle che io chiamo “le teste nere necrofore”
Se sbucciate queste cellette mostreranno
5) teste annerite, addome nero e
raggrinzito;
6) lingua (ligula) estroflessa, con la testa verso il basso, quasi si fossero dimenticate génicamente che l’uscita è sopra.
(continua ultima parte)
adolfopercelsi

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 31/10/2012, 23:02

segue da precedente
a.p.

Segni evidenti di presenza virosi..
....
f) a fine stagione ( da me verso il 20 di dicembre circa), quando la covata , pur sempre presente sia pure ridotta, avendo modalità termiche facili da applicare-

Vedi altrove argomento, potendolo sarà utile controllare grosso modo quante siano ancora le cellette rimaste irrimediabilmente da disopercolare-scappucciare.
Nonostante una famiglia ci abbia regalato due mielari; anche se ha molte api presenti,

dovremo prendere atto con tristezza, anche da questo ultimo controllo stagionale,
che le api in questione sono affette da molte concause (sindromi degenerative

(greco: sun (= con) e δρομος, dromos=corsa; con-corso)

Altri mini consigli
Tutte le volte che si passerà vicino ad un’arnia pulire il cassetto raccogli detriti.
Uno scovolo per pulire le bottiglie sarà strumento agile e veloce per questa operazione igienica.
.
Prima di aprire un’arnia, è, infatti, saggezza visionare anche ciò che è precipitato sul fondo

-Immagine

Allegato relax
Post scriptum.
A tutte le nove“famiglie” su cinque favi, comperate e trovate “ammalate” tal quali erano le mie dello scorso anno, il 26 aprile, ho tolto loro ( e poi distrutto.-interrandoli) tutti i vecchi favi,

scuotendo le api su un“autostrada” per un rientro autonomo in un’altra arnia,
ma sempre allo stesso posto, dove trovano solo cornici con mini strisce di cera per un avvio esatto di partenza gravitazionale..
A metà maggio avevano già ultimato tutto..
In data odierna, 10 giugno, incomincio a nutrire finalmente delle mini prime speranze.

Constaterete ciò, anche voi, in altri files da favi successivi, covata discreta, cioè con poche cellette vuote in mezzo ad altre normalmente opercolate.
Auguri reciproci.

anche per le sciamate recuperate

in aprile-maggio
-
solo mini striscia cerea

con barretta equatore come rinforzo vedere allegati

allegati vari
anche sotto barretta cellette femminili.

e) sempre, se tranquilli, senza paure da tarantolati, con il tranquillizzante “girarrosto” per esposizione, ci stupiremo di scoprire anche
f)api più piccole delle solite. Questo, pare, l’unico segno visibile dell’attuale dramma api “collassate”.

Le api giovani che consumano polline tossico mostrano già, quasi subito, addome nero. Si tratta di api incapaci di uscire e portare poi a casa polline-nettare e come nutrici non potranno interessarsi della covata che di conseguenza sarà denutrita e, quando sfarfalla, visivamente più mingherlina

-Buona giornata e viva la vita da Zio Adolfo
Giugno 2008-06-11
Novembre 2.012

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 16/11/2012, 13:32

Dallo "Zio"Adolfo con sommo piacere

Una serie odierna (16 nov. 2.012)di favi, con covata bene estesa. Sono in Piemonte.
In precedenza ho tenuto la regina per 14 giorni come Confinata su Favo grande "Isola d'Elba "
Non ho distrutto il favo perchè la caduta naturale quotidiana era
SEMPRE SOTTO ALLE DUE VARROE..
--
Ecco LA MIA vETRINA PER ESPOSIZIONE

ImmagineImmagine Immagine
--
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ImmagineImmagine Immagine

( a fra poco..) Buona giornata....-- Ora vado un po' tra le api

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da davzil » 16/11/2012, 14:15

Ciao "Zio" Adolfo!! :)
ho notato questi favi non hanno la barretta equatore...ma non la usi più?li fai costruire solo con una striscia superiore?

P.S.ti ho inviato un messaggio privato per il trattamento temico (ipertermia)

Grazie
Ciao ciao
Davide
:book:

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 17/11/2012, 15:51

davzil ha scritto:Ciao "Zio" Adolfo!! :)
ho notato questi favi non hanno la barretta equatore...ma non la usi più?li fai costruire solo con una striscia superiore?
Grazie
Ciao ciao
Davide
:book:
--Ciao Davide
Stimato Commissario Ispettore dell'Interpool
E' con piacere segnalarti la motivazione della mancante barretta-equatore sotto alla quale infiggo circa 6 chiodini e su cui prèsso, riscandandola tramite accendino piezoelettrico, una mini striscia cerea di solo 3 fila di esagoni... e non di più. (Il motivo altrove)
Anzi visto che sei tu
Lo ripresento pure qui. Allorchè io offrivo loro anche 6 fila di esagoni le api che vi si abbarbicavano sopra erano talmente tante e con temporature essudative atte a partorire cera dalle loro ( otto? ghiandoline.Non ricordo più.. l'esatto numero)
Il calore su questa fila di sei esagoni era tale che anche il "chiodino" andava in brodo di guggiole" lasciando scivolare sul basso l' intera fila
Con la fila a soli tre esagoni, a livello di spazio, sono pochissime le api che possono "sdraiarsi "stravaccarsi. su questa cera ..
I chiodini intrepidi resistono sul posto senza mai "svalangare"..
Qualora succedesse lo smottamento le api sanno cavarsela ancòra
Se ci riesco e trovo l'allegato delle mie tremila immagi
si vedrà come,artisticamente, ne escano pure alla grande.. .
--
Wauuuh!
Immagine

--
Torniamo alla confidenza già iniziata
Si tratta di favi di una famiglia che ho avuto "in regalo"due mesi fa.
Al riscontro e lontano dal "benefattore" ho constatato molti favi, letteralmente catramati nella parte sottostante per cui ho deciso di tranciarla.
Di alcuni, dato che c'era covata estesa ho soprasseduto.. tenendo quello che c'era in attesa dello sfarfallamento..

Quando ho tempo mi rassegno a fare l'operazione che puoi vedere in alcuni allegati..

Scuoto le api..Preparo la barretta-equatore che faccio combaciare alla esistente cera soprastante
Ritaglio l'ultima parte anche se con covata e che ridòno alle titolari, deponendo questo reparto maternità
sui dorsali che sarà presieduto fino all'ultima nata.
Vedi penultimo allegato.Mi è ancòra permesso vedere pure "in diretta" cellette lì lì per essere messe sotto opercolo con la cera essudata, da sorelle maggiori, dall'esterno

Immagine Immagine

Immagine Immagine

Scuoto le api sulla autostrada e della quale non pago mai il..pedaggio.

Se, poi, la temperatura ( oggi solo 8° C ) fosse proibitiva, perchè nessun'ape svenga e resti lì, nei pressi del casello ricorro al mio scarrucolabile termo ventilatore
piazzandolo alla debità distanza fino a che non riscontro il rientro anche dell' ultima ape
Un grazie per farmi raccontare quelle che, definite da te sono "le mie primizie
--
Sottovoce
"Signor Commissario, Davide.
Mi tenga PURE qui in caserma questa notte ma
mi liberi per domattina, almeno alle 9 ..
Devo assolutamente andare dalle mie api.."
"Permesso concesso"
---
Viva la Vita dallo "zio" Adolfo



--

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Re: Più di 10 varroe caduta naturale quotidiana?

Messaggio da adolfopercelsi » 25/11/2012, 13:48

da a.p.
Buona giornata
Se l’apicoltore ricorre al coadiuvante zucchero a velo, per evitare dèbacle prevedibili, quasi volute e cercate
se ha la testa sul collo,
di tanto in tanto, fa un conteggio caduta naturale quotidiana,
per 4/5 giorni. Se la percentuale media quotidiana supera le due, deve intervenire

varroe non sopra alle due-tre quotidiane
proibito ricorrere al” velo “ per giorni e giorni

Conteggio, obbligatorio, d’ufficio...

Partendo dal 20 giugno con il confinamento della regina
su un unico favo grande retinato 4 mm

verso l’8/9 luglio
posso liberare già la regina e dopo 5 giorni fare il trattamento
(Per me ancòra con Zucchero a velo”.
Solo così
“All’inizio di luglio la caduta degli acari si assesterà-e si potrà decidere quando e se fare "il" trattamento.”
Vedi pure voce varroa Confinamento regina, nei tantissimi file a disposizione
..
Controllo ..
per soli 18 giorni
Confinamento regina per soli 18 giorni con asportazione del favo con varroe
(Anche questo è un bell’intervento; utile “bilologico)

-Cinque varroe ?!
“Ai primi di luglio ( July) una caduta quotidiana naturale di cinque soggetti ( acari) indica che la colonia non è ancora in grave pericolo..”

Per me, questo giudizio del Dr Otto Boeking
è
troppo ottimista. Solo con due varroe al giorno, la media è passabilmente accettabile.

La famiglia, comunque, dovrà essere trattata sùbito dopo ogni il flusso nettarifero..

Immagine

Dopo acacia-tiglio-castagno. Le api durante grandi importazioni si disinteressano quasi interamente del reparto covata..
Finita l'importazione ci sono poche cellette a covata e tutte le varroe quasi tutte in fase foretica sulle api adulte fanno il bello ed il brutto tempo
Trattare a metà luglio..è tardi !!
Ci sarebbero già migliaia di varroe che pattugliano i favi.

Cinque mila o 6.000 come nell’agosto 2007?
A luglio, cioè, una settimana di ritardo, cambia totalmente lo scena del conflitto.
-
Le indicazioni che seguiremo riguardano soprattutto luglio , ma con qualche piccola differenza sono ancora valide per tutte le altre mensilità
---
Se le Varroe sono sopra alle 5-10 al giorno

L’infestazione è critica . Le colonie devono essere monitorate ancòra con più attenzione.

Per me si deve trattare già con ossalico; pure se verranno colpite solo le varroe sul corpo delle api (in fase foretica) o meglio ancora sempre con lo Zucchero velo. Comunque occorre lasciar maturare il ciclo di un’altra opercolatura (21-24 gg?)
-
Più di dieci varroe al giorno
La colonia va trattata sùbito
Numeri convertitori. Vedi voce varroa link già inseriti sopra

(a seguire-sullo stesso argomento)
Viva la vita dallo "Zio"Adolfo
Ultima modifica di adolfopercelsi il 25/11/2012, 17:46, modificato 1 volta in totale.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 25/11/2012, 15:26

segue da tema precedente
a.p.
Buona giornata

Malizie per ipotetica proiezione varroa ancòra sul posto

Se la famiglia è debole,
moltiplicare la percentuale media di caduta naturale con il numero 100
200 se forte;
se fortissima (300..) eccetera .
Ancora solo numero 100 se la famiglia avesse perso circa 35 giorni per mancata covata, prima di avere una nuova regina che inizi a deporre..)

Immagine
-Una varroa di cinque mesi fa che ho voluto incorniciare. La prima dopo circa un anno di silenzio
--
Di questa prassi i link già citati mostrano risultati di previsioni addirittuta ottimali

--
Quando avrò tempo, cercherò di "demolire" modalità contabili tedesche o anche americane
Ciò, penso, vada riservato a grossi professionisti che hanno 500-1.000 arnie con necessità forzata di scegliere campionature..

Mi piacerebbe che anche molti di noi facessero anche solo una prova per incapsulare in un vasetto
solo (circa ) 200 api..,passando con un contenitore radente la facciata del favo presidiata da api sperando che queste restino ferme e tranquille-

Torniamo a noi
Esemplificazioni in modalità di chi non ha una calcolatrice con percentuali "prefabbricate"

proiezioni uno
proiezioni due
--
10 varroe percentuale caduta media naturale
x 100, numero convertitore= 1.000 varroe ipotetiche che sarebbero ancòra presenti.
Se poi la famiglia fosse forte,
si dovrebbe moltiplicarlo

per 300. Dieci varroe per 300=3. 000 varroe presenti a luglio: 6-000 ad agosto?
In questo caso l’operatore dovrà fare a meno della raccolta miele ed intervenire sùbito..
--..-
Più di 30 varroe, cadute per morte naturale, quotidianamente

La soglia del pericolo mortale è già stata raggiunta
La colonia, se non si tratterà sùbito,
potrebbe non sopravvivere

Controllo ai primi di settembre( Picco massimo per varroe)
Ad ottobre-novembre io lo faccio ancòra sempre con “ il coadiuvante zucchero velo.".

Un vassoio-bacinella mi diventa raccoglitore-bacinella di tutto il materiale caduto, varroa compresa.
Lo zuccherò “scomparirà” in pochi secondi con varroe invece molto visibili...

-Un’appendice
Voce La raccolta pollinica La raccogli polline sotto nido con vassoio per conteggio varroe.
conteggio

Immagine

-Favo "bello "addirittura,incredibile, con polline(inquinante!?) non nel bel mezzo della covata
Polline su favo a tutto miele che le api opercoleranno con cappuccio diverso da quello respiratore-traforato invisibilmente per nasciture.
Noi alla prossima primavera potremo rivedere questo polline. Disopercolarlo anticipando utilmente le api stesse
Termino.
Ma nonostante tutto, ancòra con
Viva la vita

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da davzil » 26/11/2012, 15:41

adolfopercelsi ha scritto:Se la famiglia è debole,
moltiplicare la percentuale media di caduta naturale con il numero 100
200 se forte;
se fortissima (300..) eccetera .
Ciao "Zio" Adolfo!!!
con famiglia debole/ forte / fortissima intendi con quanti telaini occupati dalle api giusto?
es. debole 4/5 telaini.....forte 7/8 telaini...10/12 fortissima???
con caduta naturale intendi sempre caduta giornaliera no?

Grazie mille
Ciao
Davide
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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 27/11/2012, 15:09

davzil ha scritto:
adolfopercelsi ha scritto:Se la famiglia è debole,
moltiplicare la percentuale media di caduta naturale con il numero 100(se debole)...
200 se forte;
se fortissima (300..) eccetera .
Ciao "Zio" Adolfo!!!
con famiglia debole/ forte / fortissima intendi con quanti telaini occupati dalle api giusto?

con caduta naturale intendi sempre caduta giornaliera? Sì.OK

Grazie mille
Ciao
Davide
:book:
--
Gentilissimo Davide
Didatticamente ottime le domande..
Ti riscrivo ciò che ho inserito di corsa ma nei file voce Conteggio varroe ci sono le esplicitazioni sul 100-200, 300. eccetera

davideuno

Alla fine di questo testo devi ancòra proseguire oltre la firma Voce Conteggio varroe/

troverai tra l'altro
--
Arnica : 0+2+1+1+1+2+2+0+0+0+1+1+1+1+0+3+2+0+1+2+0+0+1+2+1+=
25 varroe: 25 gg = 1 varroa caduta media quotidiana
1 varroa caduta media quotidiana x 200 numero convertitore =200 varroe ancora possibili
Reali varroe dopo trattamento:
242
---

davidedue

1) L'importante ( io so che tu lo appplichi già)
è realizzare un conteggio naturale percentuale media quotidiana, almeno di 4/5 giorni, prima di intervenire con il " velo"
Prometto di descrivere il mio consolante ultimo intervento del 25 novembre con soli 9 gradi C°, ore 12.
...CON TUTTI I DATI DI CADUTA e soprattutto anche dopo quanti minuti..giorno dopo compreso.

Inserirò il tutto in voce La sanità delle api Varroe e virosi. A presto
--
2) Secondo occorre conoscere visivamente la famiglia in questione e sapere che al momento attuale ha soltanto due favi di covata..
Questo per me è famiglia "debole", salvo avere come causa l' essere stata inarniata di recente

Per cui varierei tuoi dati, così
es. debole 2/3 favi presidiati dignitosamente e non con pochissime api.

4/5: media .;
forte 7/8 telaini..
. e poi di solito mi fermo qui.

Se una la ritenessi fortissima,- esiste pure il... moltiplicatore 500!!

Immagine
-Osservare lo scovolino ed il suo ciuffetto terminale che serve per dirottare il "velo" tra gli spazi -intercapedini gremìti di api schiena a schiena
-Mia amata rete zanzariera sempre inserita con api che amano abbarbicarvisi-penzoloni
Immagine

Poi per non fare gli schifiltosi non si dimentichi mai che si è alla ricerca tramite un prodotto che per definizione è un coadiuvante e non certo molecola chimica sia pure naturale come l'ossalico

inizio caduta dopo un secondo
spazzolare il velo rimasto sui dorsali nelle intercapedini
tramite zanzariera già inserita

I grandi industriali apicoltori americani con 1.000 arnie vi ricorrono a campione per avere una verosimile prospettiva della situazione..
Io che ho poche arnie ne sono semplicemente entusiasta.
Un ciao a tutto il Forum
Ora tento di inserire almeno qualche allegato per cromatizzare=colorare un po' il testo
Come promesso già inserito sopra. Buona giornata
a.p.
Ultima modifica di adolfopercelsi il 28/11/2012, 18:01, modificato 4 volte in totale.

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Re: Le virosi delle api

Messaggio da davzil » 28/11/2012, 11:45

Grazie "Zio" Adolfo per i chiarimenti!!
Ho capito che con 2/3 cadute giornaliere, conteggiate per circa un mesetto, bisogna contrastare l'infestazione (es. ossalico ecc...)...però non ho capito bene una cosa:
se dovessi trovare per esempio 1 caduta giornaliera di media mensile, e dopo facessi il trattamento dello zucchero a velo, con quale caduta ipotetica dovrei comunque intervenire con un trattamento?

per esempio:

verificata 1 caduta giornaliera di media mensile, successivamente si fa un trattamento con lo zucchero a velo e cadono 30-40 varroe, potrebbe essere necessario intervenire con un trattamento comunque? (supponiamo che siamo in blocco di covata)

Grazie
Ciao ciao
Daviode
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Re: Le virosi delle api

Messaggio da adolfopercelsi » 28/11/2012, 14:44

davzil ha scritto:Grazie "Zio" Adolfo per i chiarimenti!!
Ho capito che con 2/3 cadute giornaliere, conteggiate per circa un mesetto, bisogna contrastare l'infestazione (es. ossalico ecc...)...però non ho capito bene una cosa:
se dovessi trovare per esempio 1 caduta giornaliera di media mensile, e dopo facessi il trattamento dello zucchero a velo, con quale caduta ipotetica dovrei comunque intervenire con un trattamento?per esempio:

verificata 1 caduta giornaliera di media mensile, successivamente si fa un trattamento con lo zucchero a velo e cadono 30-40 varroe, potrebbe essere necessario intervenire con un trattamento comunque? (supponiamo che siamo in blocco di covata)Grazie
Ciao ciao
Davide
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-- Ciao Davide ..Inserirò per prima cosa Allegati come vengono vengono.
( anche se noiosa come lungaggine di tempo..) e poi pian piano il tentativo di risposta

Immagine Immagine Immagine Immagine

Inaudito ..Addirittura vari cantieri di cera nuova
Forse anche perché io offro alle api dei piatti autentici di pastasciutta al "velo" che ricopro di miele liquido
Vai alla ricerca di qualcunodi questi allegati. Bravo.:Bravissimo

-Avendo confinato la regina per circa 20 gg su favo grande senza alcun trauma per la Madre..
e senza distruggere il favo perché la caduta era ancora sempre solo sulla decina

mi ha permesso di vedere sfarfallata la covata degli altri favi e
notare anche quella che è rimasta ancòra chiusa
Vedi l'allegato con la sua barriera corallina a tutta periferia sottostante.....

--
Qualche spiegazione solo a parole
Come vedi questa famiglia ha ancòra tantissime api.Siamo al 29 novembre 2.012

Ha quattro favi con superfice covata a due mani di uomo adulto e quindi ho sedici "zone "di covata
ancòra con tantissime uova-larve. So quindi che la caduta di varroe ha una sua dovuta spiegazione..
--
Ho fatto l'intervento con il "velo" una settimana fa... perchè la caduta naturale quotidiana mi risultava era anche di 6/7 acari


Dati..consolanti..
S GIà solo dopo 20 secondi..

: 90 varroe di cui molte vive.
---
Al terzo minuto altre 20.

Dopo un'ora altre 30.e fa 140

seguite da 7+ 15
altre 10 + 5 +7+15 Il giorno dopo altre 10- 9 circa..

Se pensi alle sedici "zone" bifacciali a covata esistenti la caduta si spiega ancora..

Sono un po' preocupato perché credo che ci sarà covata ancora per ..un mese..
Anche con ossalico le api sottocoperta.. resterebbe lì
Il tutto tento di risolverlo così....
Dato che la caduta ora non è più di 140 o 170 ma solo di una decina
Io intervengo dopo quindici giorni. Non va bene farlo quotidianamente..
Le varroe presenti attualmente sulle api adulte, per me non sono eccessive.. e posso farle "scendere" dopo i 15 gg citati..,

Queste mie cifre sono un nulla IN RAPPORTO A CHI INIZIA I TRATTAMENTI ad agosto con grande dànno per le api invernali che affiorano verso il 15 dello stesso mese...
Anche in rapporto a chi ricorre al sublimato ( quante volte?).

Figurati... "fino a caduta zero!"

( seguirà. perché il numero delle attuli 4.mila cratteri-puntini compresi è stato oltrepassato.Comunque già un gran bel regalo lo spazio concesso^
--
a presto dallo "Zio" Adolfo
titolare dello Zuccherificio

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