Api dipendenti dall'uomo - Varroa e Aethina

Le malattie delle api, con approfondimenti su sintomi e diagnosi, terapie e cure
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Pil
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Api dipendenti dall'uomo - Varroa e Aethina

Messaggio da Pil »

Ho letto i vari interventi su varroa e aethina nel forum e vorrei integrare l argomento con una riflessione personale, cerco di essere breve..

Da anni faccio corsi di formazione di apicoltura in Camerun e altre zone sub-sahariane in Africa, varroa ed aethina tumida sono presenti in ogni alveare che visito e il concetto di apicoltura locale non ha mai preso in considerazione alcun intervento per difendere le api da questi nemici naturali.

Le api, nel tempo, hanno dovuto imparare a difendersi da sole e ce la fanno benissimo. Solo una colonia veramente debole soccombe all'aethina o alla varroa ma normalmente le api gestiscono molto bene il problema.

Nel caso della varroa un aiuto naturale é dato da un piu rapido sviluppo della covata (circa un giorno in meno per le operaie e 2 giorni in meno per i fuchi).

Mi chiedo se la causa dei nostri problemi di apicoltori occidentali é dovuta al fatto che non abbiamo mai dato alle api il tempo di riconoscere il problema e trovare una soluzione.. di evolversi ed adattarsi..

Ció é avvenuto con l' arrivo della varroa negli anni 80 (le mie api sono in Friuli, dove la varroa ha fatto la sua prima comparsa in Italia) e avviene negli ultimi anni con il nuovo pericolo rappresentato dall'aethina tumida.

La situazione attuale ci mostra che in molti posti del mondo le api possono benissimo vivere senza l uomo, mentre da noi sono sempre piu dipendenti dall apicoltore.

Penso che sarebbe il caso di riflettere su un intervento mirato a rendere le api piú indipendenti dal nostro intervento..
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LucaRN
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Re: Api dipendenti dall'uomo - Varroa e Aethina

Messaggio da LucaRN »

Per come la vedo io è un po' un'incognita. L'introduzione di specie aliene non sempre trova una condizione di equilibrio lasciando fare alla natura. Insomma in alcuni casi l'estinzione non è un'opzione da escludere. Certo ci si fermerebbe prima ma i danni potrebbero essere consistenti.

Dall'altro lato sembra che la sopravvivenza delle nostre mellifere sia possibile anche senza l'utilizzo di trattamenti, penso ad esempio alle pubblicazioni di Thomas Seeley.

Leggendo Seeley però risulta palese che l'apicoltura da reddito non sembra essere compatibile con le necessità che le api hanno per riuscire ad esempio a tollerare la varroa. E anche lì comunque Seeley mette diversi paletti.

Insomma, a meno che non ci si voglia dedicare ad un tipo di apicoltura "contemplativa" per il momento sembra che le cose debbano andare avanti così.
Pur'io vorrei la pace:
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Rob
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Re: Api dipendenti dall'uomo - Varroa e Aethina

Messaggio da Rob »

Ciao a tutti.. ;)

Si dovrebbe capire quante stagioni servono a un determinato ceppo per adattarsi e resistere all acaro.. e quali sono i ceppi che hanno il "potenziale migliore" per esprimere in un futuro tale resistenza? come e con quali altri ceppi è possibile l incrocio e quanto in questi si manifesta tale resistenza? non credo ci siano molti studi esaustivi riguardo ciò..

tuttavia su youtube cè un apicoltore italiano che dice di aver selezionato un ape resistente all acaro.. qualcuno lo conosce o ha provato tali regine?

anche io son dell idea che l apicoltura abbia bisogno di una svolta.. purtroppo le politiche agroalimentari non passano un buon momento e l apicoltura ne soffrre di conseguenza..

una delle vie è senz altro iniziare ad alleggerire il carico dei trattamenti e cercar di selezionare le più resistenti, ma una vera e totale resistenza non si può ottenere nell immediato, ci vuol ben più che qualche stagione, oserei dire..

comunque non credo che la varroa sia l unico aspetto da considerare nel "declino" delle api..

:)