Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Le nuove tecniche, per migliorare l’allevamento delle api
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lora casadei
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da lora casadei »

Vedi, Adolfo,tu vedi ben oltre a noi poveri mortali, perchè hai grande esperienza, ma tante volte tu parli di cose che pur non essendo (spero)una totale cretina, ed avendo le api ormai da 6 anni, io non riesco a seguirti, perchè questa " cosa" delle api, che tutti dovrebbero chiamare Scienza o che ne so, Arte, è ESTREMAMENTE difficile, e quando io guardo le mie api, anche a me sembra che vada tutto bene, ma ci vuole tanto tempo, tanti studi, tanta conoscenza per definirsi apicoltori, e capire magari che va tutto male. Anche a me fanno paura quelle persone che molto suuperficialmente dicono di saper fare tutto e danno consigli con una sicurezza che meriterebbero un plotone d'esecuzione!!!! FORSE HO ESAGERATO!!!!! Ma anche io, quando mi guardo indietro, anche se ora sono una brava cuoca, (lo dicono gli altri) provo vergogna per tutti gli enormi errori che ho fatto pensando di essere ...tanto brava, ma questa è la vita, e se non avessimo l'ottimismo ci fermeremmo senza più andare avanti, e piano piano, la nostra grande ignoranza diminuisce ogni giorno di più. quello che mi preoccupa, non è l'ignoranza, se uno vuole imparare, ma è l'arroganza, e contro quella è difficile combattere Giuro che non parlo più di ottimismo. Ora tu hai detto che c'è questo sciroppo zuccherino che combatte le virosi, che però non c'è in italia, mi pare di aver capito, questo sarebbe , come cura o come prevenzione una cosa meravigliosa. Penso che si potrebbe richiedere tramite spedizione, o non è ancora in produzione? Sarei felice di saperne di più. Cari saluti a tutti.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

dallo "Zio" una risposta per Luciano
che ritrascrivo anche qui perché ritengo sia una mini "attrezzatura" che sta bene, assieme alle altre .

Buona lettura.

Ciao Luciano..
Certamente troverai altre persone che ti presenteranno disinfezioni specifiche ( Dai raggi gamma /a cisterne .. di soda caustica naturalmente calda -bollente in cui affondare l'arnia??)

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Per gestire fiammate come queste ( inserire poco per volta, favi con miele) occorre avere un pezzo di prato. Sopra al falò non devono figurare fili della linea telefonica.
Per evitare che vicini ..di casa chiamino i Vigili . "cuocere il tutto a ..fuoco lento e basso"

-Se scolti me e fai quello che vuoi
Personalmente ricorro a questa prassi accessibile un po' a tutti senza pericolo di ..ustioni.

Per l'arnia mi basta PASSARla alla Fiamma del CANNELLO A GAS
(-Non è necessario "annerire " totalmemte brutalmente" le pareti e le angolazioni!)

Per i telaini di solito ritaglio tutta la parte cerea ( covata o favi con miele) e li distruggo.
Grazie ad un prato, posso interrare il tutto.

Se voglio conservare poi questi telai "nudi"(sempre utili) sottopongo pure loro alla sola fiamma del cannello e li riutilizzo.
-Immagine

-Mini bidoncini?Sì! Ma, almeno, con capienza del favo se immesso in verticale
Quando avessi una cinquantina di favi da nido da distruggere totalmente ricorro ad un bidone di cui se ci riesco inserirò un allegato.
Bidone grosso con delle procurate finestre verso il fondo per avere ossigenazione durante la comburenza dei telai con miele.

Sotto il bidone inserire qualcosa di solido-lamiera da spòstare, sulla quale certamente sarà caduto del miele che le api il giorno dopo tenterebbero di suggere per giorni e giorni..
Un ciao.
Siamo a tua disposizione
Dallo "Zio" Adolfo
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p.
Buona giornata .
Prima che mi dimentichi un grazie ed un complimento
ai 9.070 (circa )visitors
che hanno voluto "curiosare, intelligentemente,questa sezione di Mini "attrezzature-consigli Percelsi.
Voce Tecniche apistiche
(Assieme abbiamo superato addirittura l'Everst.. con i soli suoi 8848 metri s.l.m
( Poffarbacco! Come siamo bravi!)
--
Oggi da me zona pedemontana, la temperatura della notte è scesa sui meno 10 °C.
Oggi ha sostato su circa meno 3°C
Una serie di allegati a cui affiancare pian piano anche la relativa didascalia
Lavori in corso --
------
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_ Una cassettino in polistirolo "biologico", con tutte le pareti già propolizzate .. Su sei favi. Andrebbe lasciato almeno un separé che tolto assicura un facile prelievo dei favi
-Il più bel regalo che io abbia fatto alle regine è quello per il loro Confinamento libertario su favo grande da nido, e per di più sempre attorniate da tutti gli altri favi di covata sia a destra che a sinistra. Scartare pure modalità favo messo orizzontalmente sopra al nido con sotto un escludi regina. Ugualmente negativo un telaino per mielario con (spazio misero) e due escludi regina verticali
--
Immagine Immagine
-
-Festeggiamenti per Compleanno Regina: Miele e leccornie per tutte. Protezione civile presente per salvataggio api impantanate nella "marmellata" ---- Esperimento con 40-45° C. Arnia ancora senza veranda per proiezione d'ombra..Asticella protettiva pure all'ingresso in modalità estiva ma ancora troppo soffocante.
----------
Un duecento api circa a ventilare forsennatamente.Sostituisco il tutto con rete meno 3 millimetri; difensiva e sempre aerante. Sistemo diagonalmente la veranda plasticata e mi metto ad osservare le circa duecento ventilatrici..
Sintesi.
La veranda e la rete, in un solo minuto, hanno fatto sì che soltanto quattro cinque api continuassero a ventilare ma penso per segnalare che ora si transitava solo da lì

Immagine Immagine
-Alcune attrezzature per erogazione "velo" a conteggio varroe nella bacinella-
----
Immagine
Finalmente !
Spiegazione di come io possa "visionare" qualche favo in ore diurne termicamente problematiche.
Termoventilatore e sfoglia argentea salva calore. "Fate questo regalo a tutte le vostre api".
Troverete il materiale per copritermo in rivendite edilizie.
Buona fortuna dallo "Zio"
a tutti gli iscritti al Forum Angrisani
Ultima modifica di adolfopercelsi il 19/01/2012, 22:54, modificato 3 volte in totale.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

lora casadei ha scritto:hai grande esperienza, ma tante volte tu parli di cose che pur non essendo (spero)una totale cretina, ed avendo le api ormai da 6 anni, io non riesco a seguirti. Cari saluti a tutti.
----
a.p.
Da Lora
."Adolfo......hai grande esperienza, ma tante volte tu parli di cose che pur non essendo (spero)una totale cretina, ed avendo le api ormai da 6 anni, io non riesco a seguirti.."

Spiacente
Ne prendo atto..Segnalo solo che grazie alla visione didattica editoriale dell'ing. Pasquale e del Moderatore Antonio, qui sul nostro Forum, a differenza che in altri, miei allegati sono accettati-seguìti come immagini didattiche "colorate", di concetti documentati nella Home Page, e di cui offro già sùbito un florilegio

I virus e le regine
Presenza virale negli alveari
I tre virus attualmente considerati più pericolosi per le api
Api e varroa: necessità di un trattamento permanente?
Le conoscenze globali sul virus delle ali deformate ( DWV), il più diffuso negli alveari
L’insostenibile pesantezza dei virus

Di cosa trattano i links citati
-Decisione dicembre finanziamento sostegno studi sorveglianza perdita colonie-virus-e-le-regine-

-Le-conoscenze-globali-sul-virus-delle-ali-deformate-dwv-il-piu-diffuso-negli-alveari

I-tre-virus-attualmente-considerati-piu-pericolosi-per-le-api-

-L'insostenibile-pesantezza-dei-virus-
------
Vedi Voce Malattie Home Page
Grazie
Buona giornata a tutto il Forum
Ultima modifica di adolfopercelsi il 19/01/2012, 15:17, modificato 1 volta in totale.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da lora casadei »

A parte che leggendo quelle cose mi si sono rizzati tutti i capelli, a parte che ci vuole minimo minimo una laurea in veterinaria, io temo che non arriverò mai ad essere un'esperta,è tutto troppo fuori dalla mia portata di cervello, mi devo per forza accontentare di seguire superficialmente tante indicazioni e sperare che......me la cavo!!!!!Comunque grazie per le informazioni.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

Dallo "Zio" Adolfo


Un banchetto "nuziale" per il Compleanno della Regina

-Senza distanziali soliti ma con surrogati manuali.?./ Conteggio varroe velocissimo/
Termoventilatore asciuga nebulizzazione se..
--
Dedicato a NICO
che si vuole inguaiare con i distanziali alla Mussi (2 cm..)? Vedi L'angolo del novizio. Materiale arnie e distanziatori
( A scanso di. equivoci .io stimo Mussi. Troverete le motivazioni altrove )

Oggi inserirò una serie di favi, tutti senza distanziali e posizionati manualmente.

Secondo me se Nico rimane stanziale, non scegliendo i distanziali lamierati potrà usufruire ancora sempre degli stessi 2 cm alla Mussi( eccetto in inverno come da me..)

----
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-Famiglia riportata ad 1= 10 mm.L'ottimo per le api il cui spazio d'api preselto è di circa 9 mm.

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-Un mio fantasioso Compleanno della Regina.Nutritori sistemati sulla parete e sui dorsali dei favi e ciò grazie a barrette alte 2 cm che permettono di rialzare lo spazio.

-Bastano tre chiodini finissimi per fissare o prelevare il tutto ( come nel periodo inserimento dei mielari; la loro presenza disgreerebbe la distanza spazio d'api tra il dorsale del nido sottostante e la barretta inferiore del mielario sovrapposto. Potrebbe raggiungere anche i 3 cm
Le api costruirebbero addirittura formazione di cera ( "stalagmiti", greco stalagmòs=goccciolamento)analogamente partendo cioè dal basso e prolungandola grazie a prècipitazioni di minerali- concrezioni di calcite, che crescono sempre più puntando verso l'alto..Bla bla bla)
--
Immagine Immagine

-Osservare cosa le api imbastiscano con il 2 centimetri e mezzo ( Un peso anche di 3kg e mezzo.Obbligo di dover ritagliare tutto a filo bordo dorsali per la centrifuga)-

Per Nico ..senza distanziatori "Mussi"lamierati? Basta costruirsi un fac-simile, con base d'appoggio coadiuvante l'operazione

Immagine Immagine Immagine Immagine
-Vaschetta per conteggio veloce varroe vistose e galleggianti/ Altro distanziatore manuale ( senza base di appoggio)/ Ulteriori esemplari di distanze a 2 cm e mezzo e di uno/ Esempi con distanza 1 cm e di 2 cm.. -Osservate il "caos" che combinano se il tutto è oltre il centimetro

-Foto rarissima unica nell'intero Globo terrestre. Un termoventilatore per asciugare un po' api che fossero state scosse con temperatura non ottimale /

( a presto)
a.p.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p.
lavori in corso
forse anche oggi, come regalo, alcune "mini" attrezzature ..

Solo per chi può ancora giocare con le api.Con stima.

Immagine Immagine Immagine Immagine

-Recinto per recupero regina se../
Materiale malleabilissimo. Polistirolo espanso robusto assemblabile infiggendo manualmente dei chiodini
/ Un favo su cavalletto.. per esame/
Rete zanzariera bianca per visione migliore da stendere sul cubo;
con possibilità sul davanti di essere abbassata o rialzata quanto basta
--
--Immagine Immagine

- 1)Una malizia soft. Si possono scuotere le api di un favo su zanzariera "volante," tesa sopra al nido stesso. Le api invece di essere scaraventate a terra finiscono sulle sorelle sottostanti la rete stessa..
Dopo una lievissima, ultra lieve nebulizzazione sulle api "inretinate ", ora si capovolga la stessa zanzariera appogiandola sui dorsali telai.
Le api schiena a schiena, corpo a corpo con le sorelle abbandoneranno la rete per fiondarsi tra le intercapedini er raccontarsi quella strana operazione del sopra e poi sotto

2) Una mia famiglia a distanza 1 cm. quella che piace alle api e con la quale ci imbatteremo in pochissimi intasamenti
Solo per non inoculare false abitudini, in questa famiglia al posto di un favo ci andava obbligatoriamente un separé facilmente estraibile e procurare spazio

Immagine Immagine Immagine


Allegati : una famigliola su due favi e per di più solo nella parte anteriore. Con Regina (oggi 24 gennaio) con solo 10 uovini + 10 uovini nella facciata opposta--

Un pianale plasticato- "nutritore"con ritagli per risalita delle api dalle intercapedini..
-La storia del separè su cui una sessantina di api piaceva sostare e tolto per costringere le api a fare gruppo termico con le altre sorelle..
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

Buona giornata.
Dallo "Zio" Adolfo
(Torino 30 centimetri di neve.
Oggetto odierno
Mini "attrezzature "Cornice con rete mm 4 per confinamento regina per 18 giorni ed in data"obbligatoria" quanto meno il 20 giugno..
fabio uno

fabio tre
--
Notizia dedicata soprattutto a Fabio inseritore del link "gabbia grande ". del sottoscritto

Anticipo che appena posso inserirò degli allegati specifici----
Si parte-
--
Ciao Marco
Visto solo intestazione indirizzo tua e-mail
Dopo aver letto la prima, tutte( compresa la tua) mi sono scomparse.
Ne sono ..umiliato. mie scuse dovute

Se per caso hai ancora il testo sul computer me lo rimandi?
Mi basta anche soltanto un tuo ciao

Con intervistatore e con te navigato propagandista di prodotti nuovi, Il video è risultato molto bello, dl punto di vista didattico accattivante . Viva Apimell dove ci siamo visti allo stand
----
Risposta di Marco Moretti
( ingabbiate 220 famiglie su favo da nido retinato mm 4)
--
Caro Adolfo,
sono io a dover ringraziarti per la tua brillante idea !
Quest'anno tutti quelli che hanno adottato il tuo sistema di ingabbiamento con la rete da 4 mm sono felici di avere le api vive e belle, me compreso .
--
( da a.p. Pur con estrema simpatia
Non basta una cornice retinata mm 4 per avere le api belle e e sane. Se sono già "indebolite" resta solo la speranza che si possano riprendere. Questo non certo con la gabbietta del Grillo)
--
Ho ingabbiato 220 regine e ho perso solo qualche nucleo fatto in primavera perché in quelle piccole famiglie non ho ingabbiato; quest'anno lo farò sicuramente !
----
(da a.p. Quando avrò tempo spiegherò meglio che il guaio dei nuclei è anche dovuto al fatto che non vengono portati almeno a 6 km, altrimenti tutte le bottinatrici ed altre api ritornano alla casa madre lasciando sguarnito il nucleo.”Freddo..si salvi chi può!”
----
Il tuo metodo qui in Valtellina è conosciuto e apprezzato,
(proprio ieri sera abbiamo fatto una riunione) e sempre più apicoltori desiderano provare questa metodologia di lotta alla varroa.
Il mio intento, come il tuo , è quello di contribuire alla salute delle api senza fini di lucro e dare a tutti gli apicoltori la possibilità di continuare e coltivare questa meravigliosa passione.
Grazie ancora
A presto
Marco Moretti
------
Mia replica
Marco carissimo. E’ incredibile
Sono riuscito a leggere il tutto senza, questa volta, che mi si volatilizzasse. OK.

Quando ti troverai con la tua “banda” prova a chiedere se tra tutti potete costruire in serie il prototipo sotto la tua supervisione
E poi magari vi fate pagare almeno la spesa delle rete. Per l’assemblaggio minuzioso, tanti pezzettini che devono essere precisi ci va pure del tempo. Ma su questo sorvoliamo
Pensaci..
Poi.
C’è il problema della data di Confinamento che per me è il 20 giugno circa. Discorso fatto altrove in Voce varroa Confinamento regine su favo ..e Chi sono e cosa pèrdono le rècluse..Cercare link.. per inserimento "legale"

Il Confinamento se non è abbinato alla data specifica rende noto tra l’altro che l’apicoltore così tenero da non imprigionare la regina in mini gabbiette, delle api “invernali, non ha ancora recepito nulla

Mini difficoltà.
Io consiglio di fare a meno dei distanziatori laminati se uno è stanziale. Se sta sempre nella stessa stanza-posto

Ma va detto che, per altri, si possono abbassare due orecchiette ante e retro parete dell’arnia.

O meglio.
Vanno tranciate perché se ancora all’interno spazio dell’arnia potrebbero essere d’ intralcio anche se per mezzo millimetro alla cornice retinata.
-Utili due corte barrette a metà rete per tenerla distanziata dal favo
( a seguire seconda parte-sempre stesso argomento)
a.p.
Ultima modifica di adolfopercelsi il 29/01/2012, 20:12, modificato 1 volta in totale.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

ultima parte
da a.p.
Anche qui penso che metterò in vetrina degli allegati
Marco-- Resti tra noi.
Per la varroa io parto già da gennaio e continuo tutto l’anno con lo zucchero a velo..
Mi bastano 3 minuti ma anche qui ci sono delle malizie

Vedi voce varroa il Coadiuvante zucchero a velo. Bla bla bla

bacinella

scovolino

zanzariera

Con i due centimetri spazio Mussi lo zucchero finisce tutto sul fondo.Mussi, sia chiaro è un mio amico, il primo a dire:” Se ti serve una distanza diversa puoi fare ciò che ritieni meglio”

Bisogna avere, cioè, distanza 1 cm e mezzo altrimenti lo zucchero non imbianca le api,da metà favo in giù.
Una volta erogato a questa distanza riporto il tutto ad un solo centimetro
.
-
Noto nei vari video su zucchero a velo che si ricorre direttamente a dei..Kg di zucchero. Incredibile.
Oltre che poco,
ci va,invece, una zanzariera da cui cadrà oltrepassandola, senza essere già a grumi
Con uno scovolino, dalla zanzariera lo si fa precipitare

Ma non è ancora finita. Alzare la zanzariera, è incredibile, le api sottostanti non pungono più.
Con un dito o due, quasi spazzaneve si fa scivolare il” velo” tra le intercapedini.-

Sarà un trionfo .
Già dopo 3 minuti si possono conteggiare gli acari facendo cadere, in una bacinella grande, il tutto

Lo zucchero si scioglierà. Restano galleggianti solo le varroe
--
Ho specificato tutto questo perché ti ritengo un tipo sporigeno, “infettivo”…
Puoi addirittura organizzare una tua esibizione didattica già nei mesi prossimi. Ci conto
-------
Le api invernali che nascono circa verso il 15 di agosto devono partire come fase uova” verso il 20 luglio senza avere coinquiline le tante varroe già tolte prima.
File dove ho assommato totto ciò che conservano le regine e le stesse api su cornice grande retinata.
-
Una confidenza inedita ..uomo avvisato
Tempo per la lettura.. Circa un mesetto.

titoli non quotati in borsa
Se pure vorrai, su Google scrivi http://www.apicolturapercelsi.it api invernali Randy Oliver

Comunque .. per finire

Se avrai tempo, in Forum angrisani http://www.apicoltoremoderno.it alla voce Tecnica apistica sotto titolo Mini “attrezzature” consigli percelsi,
ci sono tutti questi particolari a cui ho accennato, purtroppo e forzatamente disseminati un po’ qua e là. ”

Senti .. Da uomo a uomo
Io non sono azionista del Forum Angrisani ma sarei onorato tu potessi far parte degli iscritti.
Si, già conosciuto.Uno di famiglia
Mi piacerebbe addirittura ci fosse un nome d’arte che parla già da solo, nuovo iscritto
marco moretti
Ciao ciao bis
--
Io con il tuo presunto permesso-silenzio assenso ho inserito la tua testimonianza.
Il Forum, grazie alla Redazione ha concesso senza battere ciglio.. a Fabio, di “ linkare” la tua esibizione video .
(Bravo, Fabio. Non era facile copiare l’indirizzo esatto tra un caos di segnalazioni)

Fine della trasmissione
---
a.p.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p.
inizio cantiere di lavoro
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Anche se servirà solo per qualcuno elencherò alcune accortezze per chi gestisce api anche lasciandone una parte in montagna.
-Una pietrà andrà obbligatoriamente posizionata sopra al tetto dell'arnia, altrimenti il vento prima o poi ci darà dei fastidi

-Supportare le arnie su due blocchetti di cemento, pesanti, sui quali si appoggeranno due tubolari che permettono di poter soltanto sospingere, qua o là solo per un po', l'arnia senza dover sollevarla

Immagine Immagine

-I tubolari devono essere in perfetta orizzontalità l'uno con l'altro.Ricorrere per ottenere questo anche solo ad un bicchiere d'acqua e guardarne il livello se piano o meno
-Se poi abbiamo a disposizione la classica bolla del muratore, tanto meglio.
Se questo particolare viene sottovalutato si andrà incontro a dei fastidi grossi per le arnie stesse.

Ve li racconterò
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-
La famose villette tedesche svizzere, ultra protette su cui allineavano i loro bugni a favi, con metà lunghezza e larghezza dei nostri.Rovesciati, chiusa la parte sottostante, inseriscono un sacco oblungo speciale a tutto ingresso che raccoglierà le api.
Finito il "travaso delle api, a sacco chiuso lo trasferiscono in altra zona, lontana dove riverseranno queste api, al momento imbudellate, in altro nuovo bugno.
--
In pianura
-Una mia cassettina polistirolo espanso- doppie pareti, propolizzate a dovere, sotto tettoia con muro come schienale alto 3 metri, con tettoia a lamiere in plastica trasparenti per poter ricevere la luce solare
( Alla faccia di questa cassettina ritenuta biologica dalle api e reprimevole da giudici fanatici solo del "legno"!)


Immagine
-
Regalo anche a voi questa mia "emozione".
Famiglia orfana, api che non si movevano da dov'erano; che quasi quasi non pungevano neppure più.
Come ho inserito una nuova regina, ingabbiata su favo grande, solo come formalità per poter sapere sùbito se l'avessero appallottolata, si sono messe tutte a ventilare - Era, per me, il segno evidente che le avrebbero voluto "bene!"

( a seguire. con piacere)
Descriverò arnie scivolate, con un metro di neve ( quanti kg?)anche sul tetto, che scivolano sul prato causa ghiaccio sui tubolari .. non messi in perfetta orizzontalità
(a.p.)
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p.
Solo appendice a quanto accennato nella precedente e-mail
Arnie tenute in montagna /( Ulzio(To) circa 1350 metri s.l.m

Ho ceduto alla proposta di Gino che mi aveva rassicurato che suo padre in quel posto aveva circa una ventina di bugni.
Tronchi di noce che nelle lunghe ore invernali con degli scalpelli molto lunghi svuotavano per inserire l nota Croce di sant'Andrea, verso il centro.
Già specificato che i tubolari di supporto devono essere in perfetta orizzontalità altrimenti c'è il pericolo di un loro scivolamento sia in avanti che in retro schiena..

Ambiente

-Un pezzo di prato con muri bassi divisori per segnalare proprietà diverse. Sotto ad uno di questi sistemate una decina di arnie..con un tetto a forte struttura,larghe falde ..
Casa dei nonni che frequentavamo solo in estate.

D'inverno potevano trascorrere anche due mesi senza matterci piede..Notizie metteo. Nella zona grande precipitazione nevosa. Dal metro mezzo in sù. Decido a tutti i costi di andare a fare una visita.
Pur già sul posto non scorgo le arnie .. Avanzo facendomi un sentierino tramite la pala di servizio..

Trovo tutte le arnie faccia a terra..
Sopra al tetto della famiglia doveva essersi accumulato un secondo metro di neve. Immaginarsi già il peso dopo giorni e giorni; neve ghiacciata .
-
Il guastatore però deve essere stato la parte di ghiaccio su cui pesavano le pareti, con il supporto rialzo arnia zona inferiore..
Le arnie con un tubolare leggermente più basso dell'altro
in parallelo sono diventate delle slitte.
Sono volate faccia in avanti verso altrettanta neve. Il colpo ha fatto cadere il tetto finito un metro più avanti..

Come se ciò non bastasse anche il coprinido si è spostato in avanti o di lato lasciando parte di molti favi allo scoperto....
Termino segnalando lo stupore di aver trovate le api inglomerate sotto alla parte dove il coprinido faceva ancora tettoia.. Il freddo non le aveva per nulla gelificate..
In tre ore di neve spalata e recupero-rialzo delle arnie che non pesavano (per fortuna ) tanto ho risistemato il tutto

Che cosa sono i bugni villici ( oggi proibiti per impossibile controllo della covata..)

Cosa sono/ Come li travaso
bugno uno
bugno due

travaso uno

travaso due

Il suocero Gino mi ha autorizzato a prelevare quattro sue assi robuste e lunghe che ho steso sull'intera fila, dopo lo ""smottamento"

Morale della favola.
Se non ci sono le classiche tettoie tedesche o svizzere le api in montagna vanno incontro a quasi sicura fine.
Dimenticavo!
La prima cosa è stata quella di passare alla bolla del muratore il livello dei due distanziali..
Con neve solo di un metro e che quindi chiudeva anche l'ingresso non ho mai avuto soffocamenti
Il calore delle api che ne usciva era capace di creare uno spazio libero in verticale, ancora per buona respirazione.

Oltre a ciò c'era ancora sempre lo spazio ossigenante sotto alla rete antivarroa .----
Questi miei errori. Sono certo che li terrete poresenti. Buona giornata

Servizio Meteo

Ieri 50 cm di neve sul passaggio nel prato- Quattro ore di spalare neve. Oggi ricaduta . Tento ripulitura in attesa del grande freddo . Meno dodici ci sono già. Se mi si ghiaccia quella di oggi ... altri interventi mirati, tranciati a sola vanga..Sottovoce. E' un lavoro per nulla inquinante
Viva la vita (a.p.)






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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

dallo "Zio" Adolfo

Sono stato incuriosito dalla proposta di Wiking di creare artificialmente ( con artifici -lampadine elettriche) un clima sopportabile per le stesse api.. evitando pericoli d'incendio e ciò che è ancor peggio far perdere la bussola meteo alle api per cui ,
se euforizzate termicamente, potrebbero quantomeno decidere di fare un giretto per evacuare la loro ampolla ormai a totale fruibilità elasticità

Parto dall'inserimento ( la parte più noiosa) di specifici allegati che poi doteremo anche di spiegazioni relative
Si tratta di 3 pannelli industriale espanso : due laterali; uno come schienale; uno su misura come soffitto. Comunque gli allegati parleranno già da soli

invito a fare qualche passo indietro.
Il giorno 24/01/2.012 ci sono immagini di boxes dove io posso esaminare il favo di covata senza eccessive paure per "fughe" alari dell regina..
La stessa struttura ridotta di volume ed altezza potrebbe servire al termostato di tenere la temperatura ad un minimo accettabile ( solo 5°C?)
--
Altri pensieri. tecnici .temerari
Penso addirittura di inserire un pannello anche sul davanti e lasciare solo 20 o 15 centimetri di vuoto affinché almeno un po’ di calore resti nell’ambiente

Una volta inserita la decina di chiodini si possono addirittura siliconare i raccordi..

- Mi interesserebbe che i più cinque gradi e non di più (le api potrebbero decidere di uscire di casa !) fossero mantenuti vicino alla sfoglia argentata termica
Ancora.
Ci regali il tuo schema elettrico con termostato ( quanto può costare? appoggi il tutto su una “pantofola” ignifuga . A


Immagine ..Immagine

Immagine Immagine

discorsi teorici pieni di sogni i nostri ?!
Immagine
- Una parte, solo come esempio, di come si potrebbe fessurare anche la parte ingressuale

Resta da fare tutto il discorso su api che siano tantissime come presenza; che non siano già piombate e rimaste con un sistema immunitario che non difenderà più da nulla..Che arrivano a metà luglio con pocchissime api e già indebolite .

Siano state nutrite con scarsissima pappa reale; poco polline ..con regina forse già nata in cella nera e come cacio sui maccheroni,
con l'operatore che fa il blocco regina nella gabbietta del grillo per tutto luglio e senza che si possa asportare manualmente nessuna varroa, ora con licenza ufficiale di infierire su tutte le api adulte in fase esterna-foretica!?

E questo sarebbe il nostro materiale genetico robusto con api invernali a forte dose proteinica vitellogenina?
Bla ba bla

Nonostante tutto coraggio. Ancòra
(a.p.)
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

Dallo "Zio" Adolfo

Mini "attrezzature " consigli Percelsi con sullo sfondo lo stato d'animo di chi neofita dopo due mesi si sono trovati già senza le loro api--
-
Per dare maggiore pathos al discorso dedico questo discorso a Pierpaolo- Maribù, trasvolatore con quattro metri di ala-

-Il ritiro delle strisce di Apistan non ci deve scappare senza dover dirne qualcosa

-Antepongo a tutto la costruzione integrale cerea (compresi anche tutti gli sciami, a cui affido sùbito le solite cornici.. mini strisce
Chi si conosce.piagnucolone perché perderà dei mesi per mancato raccolto, sappia che non sarà accudito psicologicamente da me

Proverbio .veneto
In altre parole.
Per chi sopporta che il marito sia ubriaco e nello stesso tempo esiga che la botte debba essere ancora piena, ricordo di rivolgersi alle Unità Sanitarie Locali.Siamo d’accordo?
Anche se stiamo scherzando

Consigli - operativi
Occorre imparare come sia possibile scuotere tutte le api su “autostrada” per loro rientro autonomo con favi totalmente nuovi

Vedi qualche allegato.. tra i tanti--
Imbastire già tutti i favi da nido in modalità Telaio equatore ( con barretta centrale e chiodini per riscaldamento mini striscia cerea ).

Devono essere pronti, nella mia zona pedemontana,. verso il 25 aprile . Un dieci giorni prima della “esplosione fioritura acacia..)

Non far passar l’inverno a famiglie con soli 3/4 favi. Riunirla ad altra forte.
Addirittura con una seconda di pochi favi.

Anche a fine inverno le deboli andranno ancora assemblate ad altre..

Effettuare almeno a campione il conteggio della caduta naturale di varroe
trattamento

Apprendere come erogare lo zucchero a velo, già da gennaio.

Vedi file voce varroa Il coadiuvante zucchero a velo

Le strisce di Apistan ( molecola chimica) considerate altamente tossiche per le api?

Cause complessive di malattie( endogene-interne) delle api insite già nel loro “vissuto” ( uova, larve, pupe, regina) ed altre esogene-provenienti dal mondo esterno (pesticidi…)
recluse

Circa Apistan ritirato

Sintesi del discorso
“..relativamente non tossica.
; moderatamente tossico; altamente tossico”

Da una settimana, ritirata dal mercato italiano,
dalla stessa Ditta produttrice..

Quanto meno la Società Veterinari FNOVI accanto al titolo del prodotto si è sempre premurata di “asteriscarlo” con la specifica:
“Viene assorbito dalla cera restando a lungo ( anche decine di anni)..

Gli “Istituti “ con referenza esplicita all’apicoltura , hanno
mostrato con naturalezza come tutte le loro prove di riscontro caduta varroe,
siano state effettuate con le strisce di Apistan-
Ad una conferenza ad Apimel, Piacenza, ho reclamato pubblicamente contro questa sanitaria procedura didattica controsenso
---
(Coraggio a vicenda.a.p.)
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

dallo "Zio" Adolfo

Oggi inserirò degli allegati che daranno l'idea delle "attrezzature" a cui si può ricorrere per ottenere miele alla propoli se con gocce ( due cucchiai da minestra )miscelate allo stesso miele oppure a propoli resa "finissima" ( si fa per dire ! Il macinino la "ustiona " almeno un po' ed il macinino stesso si intasa definitivamente..
Ergo ricorrere solo ad un mattarello per "pressarla "..( Anche una bottiglia fatta avanzare e retrocedere sul prodotto, per me, è sufficiente )

IMPORTANTE.DI TUTTE QUESTE DOSI SALVATE SOLO LE MINIME
SOLO DUE CUCCHIAI DI MIELE E LA POCA PROPOLI..
Un mezzo chilo non lo si finirebbe più..
Avendo magari già qualche impercettibile muffa e
nonostante ora sia miscelata al miele, non si sa mai se la stessa propoli possa portare avanti inizi fungini

Immagine

-Fare una distinzione tra bimbi ( sotto ai 5 anni )e ragazzi ( ( sui10 anni.?.)
I bimbi piccoli non so se abbiano mal di gola constatabile e se assorbano il tutto senza che il prodotto per loro sia alquanto "pesante"..

Immagine Immagine

Io "i bimbi" io li lascerei stare..La propoli serve soprattutto per mini ferite . Bla bla bla..
Per ragazzi vedi modalità Agostini Francesco. Come ovviare a gocce con alcool a 95 °C?

ALLEGATTI CHE FORSE NON VEDRETE ..MAI PIU
- Un grande regalo visivo( Mamma gatta con suoi piccoli) per i vostri bimbi. Forse eccezionale
toni

-Ancora Cartoni animati.Non li dimenticherete più.
tonidue


Come appendice sempre sull'argomento propoli
tonitre


Immagine Immagine Immagine
Ultima modifica di adolfopercelsi il 02/03/2012, 12:43, modificato 1 volta in totale.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

dallo "Zio"

Per tutti i “Pierpaoli” che vogliano insistere nel gestire le api nonostante la situazione sanitaria attuale di api invirosate che forse potranno, ancora

essere recuperate –sollecitate nei loro gèni addetti alla funzione immunitaria
grazie al prodotto “Remebee” che “solo biologicamente sa andare incontro- aumentare i meccanismi di risposta naturale del sistema immunitario
esistenti già nelle api, attivandoli tramite una dicitura incomprensibile, di primo acchito,
“RNAi interferenza”
(Vedere per chi vuole Voce La sanità delle api Sottotitolo Le virosi delle api..
-----
Date di e-mail con uno specifico argomento

---
Dicembre 2.011
08/12/2.011 perché far fare tutta la cera
--
10/12/2.010
Tunnel tra favo e favo/ Distanza 1 cm tra i distanziali
--15/12/2.10
Cassettine in polistirolo. Esigere solo 5 favi, con rete zanzariera come facile,comoda difesa
--
Immagine Immagine

17/12/2.010

Quattro barrette lignee alte 2 cm, per rialzo spazio sopra ai dorsali
--
20/12/2.010 immagini della “autostrada” per rientro autonoma delle api
Barrette per rialzo spazio sopra ai dorsali
--
21/12/2.010
Rete zanzariera sotto al normale coprinido
--
07/01/2.012/

Spruzzino mini e grande per erogare acqua e zucchero
11/02/2.011
Uno zerbino asportabile manualmente dall’ingresso se..

--
Come scuotere le api del nucleo acquistato

File con testo sintesi operazioni
pierpaolo

Sintesi delle sei operazioni
--
Rimedi contro la peste americana:
la messa a “totale” digiuno
delle api per quattro-cinque giorni.
Una precisazione importante –

Se uno vuole scuotere le api dai favi del nucleo acquistato
può seguire la stessa trafila che si effettua per realizzare il discorso sul “totale” digiuno qui descritto… Occorrerà solo omettere tutte le referenze sulla peste americana..e fermarsi solo a considerare di avere due arnie
( Una cassettina in polistirolo
con il suo nucleo da scuotere
nella arnia nuova che sarà dotata solo di telai e mini striscia .
Assolutamente obbligatoria la barretta- equatore che renderà forte tutta la campata cerea costruita e che si potrà alzare senza che nessun parte ceda precipitando sul fondo.
Detto sottovoce.
Se fossi vicino potrei mostrare dal vivo come il tutto si possa portare a termine.
Non mi commuovo per nulla circa disappunti al riguardo.
Gestire le api equivale a saper guidare una vettura d Formula Uno..
Ultima modifica di adolfopercelsi il 04/03/2012, 13:11, modificato 3 volte in totale.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p.
séguito di date con specifici argomenti
---
08/04/2.011
Perché la zanzariera sotto al coprinido.
--
12/04/2.011
Come inserire barrette di rialzo spazio anche con api già presenti
--
13/05/2.011
Allegato zanzariera: a cosa serve
--
15/07/2.011
Confinamento regina il 20 giugno.. su cornice retinata mm 4
--

Immagine

Immagine
21/07/2.011
Imbastire favo-equatore con barretta a metà..
--
30/08/2.011
Aprire arnia,
totalmente difesi da rete zanzariera
--
02/09/2.011
Obbligo di conoscere tutte le “disgrazie” delle annate apistiche attuali
--
04/09/2.011
Arnia senza distanziali laminati
12/09/2.011
Erogare acqua e zucchero sui dorsali telai / su autostrada . quanto?


Immagine

.14/09/2.011
Erogare con zucchero macinato di recente/ recente; non quello da pasticcere
“2/3 colini soltanto. Vedi allegati

-15/09/2.011
Tempo occorrente 4 minuti
Cliccare su “velo”

23/09/2.011

-Riunire più famiglie “ammalate”

10/10/2.011
Rete per propoli , “esposta”gradualmente

-17/10/2.011
“Regali”
- per noi e per le api- “giubbotto “antiproiettile/ Sfoglia argentea termica.”salva calore”

25/10/2.011
Tre distanze diverse coi distanziali( meglio fare a meno di questi.)

26/10/2.011

Grave errore “Confinare” la regina a luglio-agosto, ma ottimo invece solo verso il 20 di giugno

marco
03/11/.2.011
Regali per mesi invernali
Far fare la cera con mini striscia anche agli sciami , appena raccolti


04/11/2.011
Un modo soft-delicato per scuotere le api: su una parte stessa della zanzariera

13/11/2.011
Confinamento il 20 giugno.. e solo per 18 giorni..Vedi Confinamento


01/12/2.011
Cassettine in polistirolo “biologico”con pareti già propolizzate

Malizie del mestiere

24/02/2.012
- Non miscelare mai propoli in mezzo chilo di miele "scuro". Non si finitrà mai di consumarlo.
Scegliere solo due cucchiaioni di miele ed un po' di propoli da mescere ben bene.
E' difficilissimo renderla impalpabile.
Se poi il miele è bianco la propoli si nota. Il miele non fa mai bella figura:
dovrà essere "masticata " o quantomeno tenuta in bocca per 20 minuti.. Bla bla bla)
Buona giornata dallo "Zio" Adolfo
Viva la vita
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p.
-Come scoprire una sessantina di arnie a distanza di un chilometro dal mio apiario.
In una cascina molto bene difesa a prova di cinta( reti comprese, invalicabili )
Una ex sede, a proprietà del Comune limitrofo, adibita fino all'anno scorso all'encomiabile recupero per tossico dipendenti
L'addetto al settore apicoltura-il gestore, dal giorno della Chiusura penso non si è più fatto vedere ?
Presenti solo arnie -
Mi presento all'Ufficio tecnico del Comune di Moncalieri per sapere a chi appartenesse quel terreno visto che faceva da spartiacque con il mio della Loggia.

Era sotto Moncalieri .Non mi hanno però saputo dire nulla sull'apiario e tanto meno sull'operatore..

Immagine


Decido quindi di scrivere a macchina segnalando il mio nome e cognome con l'esplicito desiderio di conoscere il gestore.
Incappuccio il testo in un sacchetto per proteggerlo dall'acqua eventuale .e lo appendoto su un lucchetto tutto ossidato. Un lucchetto. penso sventrabile solo con la fiamma ossidrica

Fortuna stellare .
Dopo due giorni con sole bellissimo l'apicoltore di nome "Marco" deve essere tornato sul posto del delitto per dare un'occhiata alle api vive o decedute
Mi chiama al cellulare
Gran festa.
Abbiamo già stabilito grosso modo di ritrovarci assieme per visionare il tutto e..come diceva lui
"per confrontarci "

Immagine

-4 marzo 2.012 Solo circa d 18 in uscita entrata?
--
Come ho scoperto l'esistenza di queste api
Contro sole molto tiepido, da provenenzza esterna, molto alta,
per caso ho visto 5-6 api che piombavano su mie arnie . Incuriosito ne ho pure controllato l'uscita e la direzione che prendevano..

Ero già sulla buona strada.. La Cascina, vecchia "abbandonata " era il loro aeroporto .

Problema non solo teorico
Per il mio apiario avere molto vicino 60 arnie -cassette, magari accudite per nulla era sì o no un grande problema sanitario e ciò magari da alcuni anni?

Con il mio binocolo da vecchio Capitano navale che curiosa se all'orizzonte ci siano ono dei pirati.. avevo già acquisito che di tutte quelle arnie solo 20-25 mostravano segni di entrata uscita..

Il resto lo vedrò de visu con l'interessato che ho trovoato decisamente gentile ed accogliente
a.p.
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

Messaggio da adolfopercelsi »

da a.p.
per Sandra alle prese con

06/03/2012, 21:22
Un grazie a Fabio

A totale responsabilità dell’amica Sandra cui personalmente segnalo quanto segue..
Una sintesi di ciò che inserirò in Mini “attrezzature” Consigli Percelsi. “Giubbotto antiproiettile .. . Nebulizzatore Notizie sulla Tribù dei “Zanza”e del loro capo “stregone Zio Adolfo


Da a.p. Osservazioni esclusivamente personali avendo osservato il tutto anche nella la mia aiutante Mariangela
( gonfiore fastidioso solo per tre giorni.)
Anche in zona coscia interna sensibilissima e con possibilità spazio enorme per facile rigonfiamento.
Solo per tre giorni.. Con il tempo.. sempre meno

“Per tre giorni..”!
Non la si finirebbe più
Il periodo di trattamento minimo è di 3-5 anni indipendentemente dalle modificazioni sierologiche e dei test cutanei

Le controindicazioni all'avvio della immunoterapia al veleno di imenottero sono quelle classiche dell'immunoterapia generale e cioè le neoplasie, le malattie autoimmuni ed altre gravi malattie sistemiche.


Il periodo di trattamento minimo è di 3-5 anni indipendentemente dalle modificazioni sierologiche e dei test cutanei
Non va sottovalutato l'aspetto psicologico di questa patologia che fa vivere il paziente in uno stato d'ansia ed in continua apprensione, condizionando in modo rilevante la qualità della vita e spesso anche l'attività lavorativa (raccolta di frutta, vendemmia, ecc.) che, per quanto rivesta una grande importanza economica, è comunque occasione di rischio troppo elevato.
---
Tra gli apicoltori la prevalenza della sensibilizzazione è alta, compresa tra il 15 ed il 43%, ed il rischio di reazione allergica risulta spesso inversamente proporzionale al numero di punture ricevute per anno.

È stato dimostrato che i soggetti con un numero di punture/anno

superiore a 200 non hanno reazioni (vanno incontro ad una sorta di desensibilizzazione "spontanea"),

mentre quelli con meno di
25 punture/anno hanno un 45% di incidenza di reazioni sistemiche.
---

da sandra

Buona sera,
mi diletto con le api da circa un anno e in questo periodo avro' preso 6 pizzicate.
Le ultime due la scorsa settimana, una nell'incavo del gomito e una sulla coscia.

In entrambi i casi ho avuto una reazione locale molto estesa, soprattutto quella della coscia.
Per tre giorni ho infatti avuto una grande chiazza rossa (una quindicina di cm) che provocava un fortissimo prurito.

Pressoche' inutile l'efficacia di una crema di idrocortisone che avevo in casa....fantastico,

invece, il sollievo di una bella...e peggiorativa grattata!!!
Il tutto e' durato circa tre giorni.

Anche negli altri casi di punture di api le reazioni di rossore e prurito erano durate 3 giorni,
ma l'estensione era decisamente minore.
Io avevo dato la "colpa" di questo fatto alla diversa sede delle punture e al fatto che la scorsa settimana sono intervenuta troppo tardi con freddo e crema.

Oggi pero', parlando con un'apicoltrice mi ha detto che secondo lei le mie sono reazioni esagerate e che dovrei fare un test per l'allergia.

Sono preoccupata....ci pensate se mi dicessero che sono allergica?
Dovrei rinunciare alle api!

Voi cosa ne pensate? Ho provato a cercare di farmi un'idea leggendo qua e la' in internet ma non sono riuscita a farmi un'idea chiara.

Cosa mi consigliate?

(a presto-seguito del discorso)
a.p.


_________________________
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da a.p.
segue
questione allergia da punture api
Cosa mi consigliate?


da fabio » 06/03/2012, 21:38

Ciao Sandra ti consiglio di fare un test per l'allergia per esserne certi.
Ogni persona reagisce in modo diverso alla puntura di un insetto, si può diventare allergici anche dopo anni di punture che non hanno mai reagito in questo modo.
--

da sandra » 06/03/2012, 22:01
e' sufficiente un prick test oppure occorre una ricerca nel sangue?
o entrambi?

da a.p.
Da Apicoltura Online sito dove io ho scritto-collaborato per due anni

Allergia al veleno dell'ape e di altri imenotteri
________________________________________
L'importanza delle problematiche relative all'allergia al veleno di imenotteri e le conseguenze spiacevoli delle punture sono noti da moltissimo tempo (come dimostrano antiche iscrizioni rupestri dell'età della pietra) e tuttavia divengono di forte attualità ogni anno in primavera e nella stagione estiva, quando più elevato è il rischio di puntura da parte di api e vespe.

Negli ultimi anni in Friuli-Venezia Giulia ci sono stati diversi episodi di reazioni gravi, a volte anche fatali, ampiamente trattati dalla stampa locale e dai mezzi di informazione.
In Europa gli imenotteri importanti da un punto di vista allergologico appartengono al sottordine Apocriti, sezione Aculeati e sono rappresentati dalle famiglie degli Apidi e dei Vespidi.

Epidemologia e fattori di rischio
Il veleno dell'ape, Apis mellifera, è formato da una complessa miscela di sostanze dotate di effetti tossici e di capacità allergizzanti.

Le componenti tossiche sono prevalentemente rappresentate da amine vasoattive e da peptidi (come la melittina e l'apamina) che agiscono aumentando la permeabilità vascolare mediante rilascio di istamina. Sono invece gli enzimi (fosfolipasi A2, ialuronidasi e fosfatasi acida) che assieme alla melittina determinano le proprietà allergeniche del veleno.

Le reazioni allergiche si verificano generalmente dopo una sola puntura, con quadri clinici che variano dalla reazione locale estesa sino all'anafilassi e vanno distinte da quelle di tipo tossico causate da una dose massiva di veleno a seguito di punture multiple (almeno 50).

La prevalenza delle reazioni sistemiche da puntura di imenotteri nella popolazione generale risulta compresa tra lo 0,4 ed il 5% e si innalza al 19% se si prendono in considerazione le reazioni di tipo localizzato.

Nonostante l'elevata frequenza dell'allergia al veleno di imenotteri, la mortalità è molto bassa. Ogni anno si registrano almeno 40 decessi negli USA, 10 in Germania e 5 in Gran Bretagna; in Italia tra il 1980 ed il 1990 sono stati riportati solamente 13 decessi ma è molto probabile che il fenomeno sia sottostimato in quanto le circostanze e la rapidità che portano al decesso non sempre permettono una diagnosi sicura.

Gli incidenti colpiscono più frequentemente alcune categorie particolarmente esposte come gli apicoltori ed i loro familiari, i residenti in aree rurali e coloro che, per lavoro o per hobby, svolgono attività all'aria aperta.

Tra gli apicoltori la prevalenza della sensibilizzazione è alta, compresa tra il 15 ed il 43%, ed il rischio di reazione allergica risulta spesso inversamente proporzionale al numero di punture ricevute per anno.
----
È stato dimostrato che i soggetti con un numero di punture/anno

superiore a 200 non hanno reazioni (vanno incontro ad una sorta di desensibilizzazione "spontanea"),
----
mentre quelli con meno di 25 punture/anno hanno un 45% di incidenza di reazioni sistemiche.

Presentazione clinica
Il sesso maschile risulta più colpito ed il maggior numero di manifestazioni allergiche è riscontrabile in individui giovani in correlazione ad una maggiore esposizione, mentre le reazioni più gravi ed i decessi si verificano soprattutto negli anziani ove la prognosi è influenzata dalle condizioni cliniche generali (solitamente peggiori nei soggetti di età avanzata).
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Re: Mini modalità-"attrezzature" apistiche Percelsi

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terza parte

allergia punture --

I bambini in ogni caso hanno una prognosi migliore degli adulti.
Le reazioni più gravi si sviluppano abitualmente a seguito di punture al capo ed al collo ad indicare una relazione tra intensità della manifestazione e sede corporea.

Solo il 5-10% dei pazienti con pregressa reazione locale estesa sviluppa una reazione sistemica in occasione di una nuova puntura.
Dopo una reazione sistemica, invece, in caso di nuova puntura il 25-40% dei pazienti sviluppa una reazione della medesima gravità.

I soggetti allergici al veleno d'ape hanno un rischio maggiore alla riesposizione; infatti una seconda puntura sviluppa in questi soggetti una nuova reazione sistemica nel 50% dei casi, mentre nei soggetti allergici al veleno di Vespula questo si verifica solo nel 24% dei casi.

Dal punto di vista prognostico, comunque, è importante mettere in evidenza una eventuale progressione della gravità delle reazioni a successive punture.

La presentazione clinica delle reazioni al veleno di imenotteri è molto varia.

Bisogna innanzitutto distinguere le reazioni tossiche da quelle allergiche.
Le prime sono provocate dalle componenti citotossiche del veleno costituite principalmente dai peptidi e dalle amine.
Quando il numero delle punture è rilevante si possono avere reazioni anche gravissime (emolisi, lisi del tessuto muscolare, necrosi cerebrale, coagulazione intravascolare disseminata,
shock ipovolemico da sequestrazione di fluidi):

( a seguire..
bla bla bla Ahi! ahi/Ahi! ahi/Ahi! ahi !!!)
Ultima modifica di adolfopercelsi il 08/03/2012, 14:53, modificato 2 volte in totale.
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